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Provvedimenti - Dirigenti - ABI (dal 010101)

CCNL del 10/01/2008

Accordo di Rinnovo del 13/07/2015


CCNL DEL 10/01/2008

DIRIGENTI - CREDITO ABI

 

Contratto collettivo nazionale di lavoro 10/01/2008

Per il personale direttivo delle aziende di credito e finanziarie

Decorrenza: 01/01/2008

Scadenza: 31/12/2010

 

Verbale di stipula

 

Il 10 gennaio 2008, in Roma

la Delegazione per le trattative costituita nell'ambito del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro di ABI

e

l'Associazione sindacale nazionale dell'area direttiva e delle alte professionalità del credito, della finanza, delle attività similari e strumentali, delle fondazioni bancarie e delle authorities o agenzie nazionali comunque denominate

la Federazione nazionale sindacati autonomi personale di credito, finanza e assicurazioni

nonché, per adesione

la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi)

la Federazione autonoma lavoratori del credito e del risparmio italiani (Falcri)

la Federazione italiana bancari e assicurativi (Fiba-Cisl)

la Federazione italiana sindacale lavoratori assicurazioni e credito (Fisac-Cgil)

il Sindacato italiano lavoratori credito enti assimilati (Silcea)

Ugl Credito

la Uil Credito, esattorie e assicurazioni (Uilca)

si è convenuto di stipulare il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti dipendenti da imprese creditizie, finanziarie e strumentali.

La redazione del testo coordinato è stata completata il 2 luglio 2008.

 

Premessa

 

Le parti si danno atto che il presente contratto nazionale, di rinnovo del CCNL 19 aprile 2005, viene stipulato al termine di un iter negoziale che ha visto la definizione delle seguenti intese:

- verbale di riunione del 20 giugno 2007 sul tema dell'occupazione e per il rilancio del Fondo di solidarietà del settore (in Appendice 12);

- verbale di accordo dell'11 luglio 2007 - contributo straordinario a favore di Enbicredito (in Appendice 9).

Le parti si danno inoltre atto che:

- i principi e gli impegni contenuti nel Protocollo sullo sviluppo sostenibile e compatibile del sistema bancario, stipulato il 16 giugno 2004, si intendono riferiti anche alla categoria dei dirigenti, per quanto compatibile con la relativa disciplina contrattuale (in Appendice 3);

- gli accordi stipulati il 12 febbraio 2005 in tema di trattamento di fine rapporto e Fondi di previdenza aziendali e di determinazione dell'importo dell'assegno straordinario di sostegno al reddito si applicano anche alla categoria dei dirigenti (in Appendice 4, 5 e 6);

- il Protocollo 13 gennaio 2005 sul "Fondo nazionale del settore del credito per progetti di solidarietà" si riferisce anche ai dirigenti (in Appendice 8).

 

* * *

 

Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti costituisce una normazione unitaria e inscindibile.

Le imprese cui si applica il presente contratto sono quelle indicate nell'elenco allegato (All. 1).

L'ABI si impegna a fornire alle Organizzazioni sindacali stipulanti l'elenco aggiornato delle imprese destinatarie del contratto stesso, nonché le successive variazioni.

 

 

Art. 1 - Area contrattuale

 

Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro si applica ai dirigenti delle imprese di credito, finanziarie ed a quelli delle imprese controllate che svolgono attività creditizia, finanziaria, ai sensi dell'art. 1 del D.Lgs. n. 385/1993, o strumentale, ai sensi degli artt. 10 e 59 del medesimo decreto.

Si fa riferimento, altresì, in quanto compatibili con la figura del dirigente, alle previsioni di cui al Cap. I del contratto collettivo nazionale di lavoro 8 dicembre 2007 per i quadri direttivi e le aree professionali.

 

 

Art. 2 - Inquadramento

 

Ai fini del presente contratto sono dirigenti i lavoratori/lavoratrici subordinati, ai sensi dell'art. 2094 del codice civile, come tali qualificati dall'azienda in quanto ricoprano un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, di autonomia e potere decisionale ed esplichino le loro funzioni di promozione, coordinamento e gestione generale al fine di realizzare gli obiettivi dell'impresa.

Nell'ambito dello sviluppo professionale dei dirigenti l'impresa individua funzioni manageriali correlate a diversi livelli di responsabilità, sia nelle attività espletabili presso le strutture centrali che nella rete commerciale, con i connessi trattamenti retributivi che possono anche comportare il superamento del trattamento tabellare fissato in sede nazionale.

L'impresa informa gli Organismi sindacali aziendali della categoria circa gli effetti conseguenti all'applicazione del comma che precede.

 

 

Art. 3 - Prova

 

L'effettuazione del periodo di prova, ai sensi dell'art. 2096 cod. civ., può essere richiesta soltanto ai dirigenti di nuova assunzione e per un periodo non superiore a sei mesi, salva la possibilità di proroga, e per altri sei mesi, se all'uopo intervenga accordo fra le parti.

 

 

Art. 4 - Doveri e diritti

 

Il dirigente ha il dovere di dare all'impresa, nella esplicazione della propria attività di lavoro, una collaborazione attiva ed intensa per la realizzazione dei fini aziendali, secondo le direttive dell'impresa stessa e le norme del presente contratto.

Il dirigente ha diritto al rispetto ed alla tutela della sua dignità nell'espletamento della propria attività lavorativa.

Al dirigente è fatto divieto di comunicare notizie riservate di ufficio e svolgere attività contraria agli interessi dell'impresa, o comunque incompatibile con i doveri di ufficio, nonché di fare operazioni di borsa su strumenti finanziari derivati e di fare parte, a qualunque titolo, di Organismi collegiali tributari, comunque denominati, nei casi in cui tale partecipazione non sia obbligatoria per legge.

I dirigenti la cui presenza è necessaria per la estrazione dei valori possono assentarsi dalla residenza previa segnalazione all'impresa, fornendo indicazioni per la loro reperibilità. Solo in caso di urgenti necessità possono prescindere da tale preventiva segnalazione, dando all'impresa stessa, non appena possibile, motivato avviso della loro assenza.

I detentori di chiavi debbono garantirne la consegna per l'estrazione dei valori all'apertura dello sportello.

Per l'assunzione l'impresa può chiedere all'interessato il certificato generale del casellario giudiziale di data non anteriore a 3 mesi ed il certificato dei carichi pendenti.

 

 

Art. 5 - Dirigente sottoposto a procedimento penale

 

Il dirigente il quale venga a conoscenza, per atto dell'autorità giudiziaria (Pubblico ministero o altro magistrato competente), che nei suoi confronti sono svolte indagini preliminari ovvero è stata esercitata l'azione penale per reato che comporti l'applicazione di pena detentiva anche in alternativa a pena pecuniaria, deve darne immediata notizia all'impresa. Analogo obbligo incombe sul dirigente che abbia soltanto ricevuto informazione di garanzia.

Qualora l'impresa, in relazione a quanto previsto dall'art. 26, 1o comma, 1o e 2o alinea, intenda rinviare alle risultanze anche non definitive del procedimento penale la valutazione dei fatti che hanno dato luogo al procedimento stesso, deve dare di ciò comunicazione per iscritto al dirigente interessato.

L'impresa può anche disporre, in ogni fase del procedimento penale in atto, l'allontanamento dal servizio del dirigente interessato per motivi cautelari.

L'allontanamento dal servizio per motivi cautelari viene reso noto per iscritto al dirigente interessato e può essere mantenuto dall'impresa per il tempo dalla medesima ritenuto necessario ma non oltre il momento in cui sia divenuta irrevocabile la decisione del giudice penale.

La circostanza che il dirigente allontanato dal servizio per motivi cautelari, vi venga poi riammesso dall'impresa, pendenti le indagini preliminari o le successive fasi di cui al 1o comma, lascia immutati gli effetti della comunicazione prevista dal 2o comma.

Il dirigente allontanato dal servizio, ai sensi dei commi che precedono, conserva, per il periodo relativo, il diritto all'intero trattamento economico ed il periodo stesso viene considerato di servizio attivo per ogni altro effetto previsto dal presente contratto collettivo di lavoro.

Anche durante il periodo di allontanamento del dirigente dal servizio per motivi cautelari, restano ferme, così per l'impresa che per il dirigente medesimo, le facoltà di recesso dal rapporto di cui all'art. 26.

 

Nota a verbale

 

Restano fermi gli effetti della norma transitoria in calce all'art. 5 del CCNL 1o dicembre 2000.

 

 

Art. 6 - Tutele per fatti commessi nell'esercizio delle funzioni

 

Qualora nei confronti del dirigente venga notificata informazione di garanzia o provvedimento analogo ovvero esercitata azione penale in relazione a fatti commessi nell'esercizio delle sue funzioni, le spese giudiziali, comprese quelle di assistenza legale, sono a carico dell'impresa, fermo restando il diritto dell'interessato a scegliersi un legale di sua fiducia.

Nei casi di cui sopra, al dirigente che sia privato della libertà personale verrà conservato il posto di lavoro con diritto alla retribuzione fermi restando i casi di risoluzione del rapporto da imputare a causa diversa.

Qualora il danneggiato si costituisca parte civile nei confronti del dirigente, l'onere dell'eventuale risarcimento è a carico dell'impresa.

Nei casi di cui ai commi precedenti, resta esclusa la applicabilità delle disposizioni contenute nei commi da 2 a 7 dell'articolo che precede.

Il dirigente che si trovi nelle condizioni di cui al presente articolo deve darne immediata notizia all'impresa.

Le garanzie e le tutele di cui al comma 1 e 3 del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente alla cessazione del rapporto, sempreché si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso.

Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in quanto compatibili con norme inderogabili di legge che disciplinino la materia e, comunque, con eventuali disposizioni regolamentari già vigenti sulla materia stessa.

 

Nota a verbale

 

Restano fermi gli effetti della norma transitoria in calce all'art. 6 del CCNL 1o dicembre 2000.

 

 

Art. 7 - Responsabilità civile verso terzi

 

In relazione a quanto previsto dall'art. 5 della L. n. 190 del 13 maggio 1985, le imprese terranno a proprio carico l'onere per la copertura della responsabilità civile verso terzi - ivi comprese le eventuali connesse spese legali - conseguente allo svolgimento delle mansioni, salvo i casi di dolo o colpa grave, dei dirigenti particolarmente esposti al rischio medesimo.

 

 

Art. 8 - Struttura della retribuzione

 

La struttura del trattamento economico del dirigente - che viene fissato dall'impresa - si determina di massima secondo quanto previsto dalle norme seguenti.

Detta struttura del trattamento è costituita dallo stipendio, dagli scatti di anzianità e dall'"importo ex ristrutturazione tabellare" per ciascuno scatto di anzianità; il trattamento di cui al presente comma viene suddiviso in 13 mensilità.

Per il periodo intercorrente tra il 1o gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2007, viene riconosciuto un importo sotto forma di "una tantum" (v. tabella allegata).

Tale importo:

- è computato, "pro-quota", in relazione all'eventuale minor servizio retribuito prestato dall'interessato nel periodo medesimo;

- è sterilizzato ai fini degli istituti contrattuali, tranne il trattamento di fine rapporto;

- non è computato ai fini dei trattamenti di quiescenza e/o di previdenza aziendale, salvo diverse disposizioni di Statuto o di regolamento disciplinanti i trattamenti stessi. Tale esclusione opera anche nei casi in cui le predette disposizioni di Statuto o di regolamento prendano a base, con qualsivoglia formulazione, gli emolumenti utili ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto;

- viene "tabellizzato" a far tempo dal 1o gennaio 2008 ed è utile dalla medesima data ai fini dei trattamenti di cui all'alinea che precede.

4. Per il periodo 1o gennaio 2008-31 dicembre 2010, relativamente alle voci stipendio, scatti di anzianità ed importo ex ristrutturazione tabellare, si applicano le tabelle allegate.

5. Il trattamento economico minimo annuo del dirigente è pari a:

- € 61.722,83 dal 1o gennaio 2008;

- € 62.247,51 dal 1o luglio 2008;

- € 62.776,61 dal 1o dicembre 2008;

- € 63.247,47 dal 1o luglio 2009;

- € 63.879,92 dal 1o ottobre 2009;

- € 64.358,97 dal 1o dicembre 2009;

- € 64.841,66 dal 1o luglio 2010;

- € 65.327,99 dal 1o dicembre 2010.

Le competenze mensili vengono corrisposte il 27 di ciascun mese.

 

Norma transitoria

Per quanto concerne il personale cessato dal servizio tra il 1o gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2007, gli effetti economici relativi a detto periodo si applicano al personale medesimo, con esclusione delle ipotesi di cessazione dovute a licenziamento per giusta causa, per giustificato motivo, a dimissioni senza immediato diritto a trattamento pensionistico di anzianità o vecchiaia, ad esodi incentivati, ovvero ad accesso al Fondo di solidarietà ex D.M. 28 aprile 2000, n. 158 e D.M. 28 aprile 2006, n. 226.".

 

* * *

 

La struttura della retribuzione definita dal contratto nazionale 1o dicembre 2000 - confermata nel CCNL 19 aprile 2005 e nel presente contratto - è stata improntata a criteri di semplificazione e razionalizzazione ed è stata realizzata a "costo zero" tanto per quel che concerne gli effetti nazionali quanto per gli effetti aziendali.

 

 

Art. 9 - Stipendio

 

Le misure mensili dello stipendio sono indicate nella tabella in Allegato 2.

 

 

Art. 10 - Scatti di anzianità

 

La misura mensile dello scatto di anzianità e la misura mensile, per ciascuno scatto di anzianità, dell'importo ex ristrutturazione tabellare sono indicati nella tabella in Allegato 2; a far tempo dal 1o gennaio 2001 tali emolumenti vengono riconosciuti al dirigente con cadenza triennale (30 mesi per quello in corso di maturazione a tale data); 4 anni per il primo scatto nei casi di assunzione.

Il numero massimo complessivo di scatti e di importi ex ristrutturazione tabellare maturabili dal dirigente è pari a 9 se si tratta di dirigente (o funzionario) alla data del 1o luglio 1995; è, invece, pari a 7 se l'interessato è stato assunto (o nominato funzionario o dirigente) successivamente al 1o luglio 1995. Ogni scatto ed importo ex ristrutturazione tabellare decorrono dal primo giorno del mese in cui maturano (v. tabella in Allegato 2).

Nel passaggio da quadro direttivo di 3o o 4o livello a dirigente si mantiene l'anzianità maturata con detto inquadramento.

 

 

Art. 11 - Tredicesima mensilità

 

Al dirigente viene corrisposta annualmente, entro il 20 dicembre, la gratificazione di Natale, computando le voci che costituiscono il trattamento economico per le quali sia prevista l'erogazione per 13 mensilità.

Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell'anno, la gratificazione compete in proporzione ai mesi di servizio prestato, considerando come mese intero l'eventuale frazione.

Nel caso di assenza dal servizio senza diritto al trattamento economico, la gratificazione compete in ragione di tanti dodicesimi quanti sono i mesi per i quali è stato corrisposto il trattamento stesso.

Ai fini di cui sopra, nei confronti del dirigente già destinatario dei contratti collettivi ACRI in servizio al 1o novembre 1999, gli eventuali compensi percentuali saranno computati sulla media degli ultimi dodici mesi (dal 1o dicembre dell'anno precedente al 30 novembre dell'anno in corso), mentre le diarie forfettizzate in via mensile o per periodi maggiori saranno computate nella misura del 40%.

 

 

Art. 12 - Premio aziendale

 

L'impresa stabilisce i criteri per l'attribuzione di un premio aziendale ai dirigenti, informandone gli Organismi sindacali della categoria.

 

 

Art. 13 - Sistema incentivante - Azionariato

 

Le parti stipulanti avvieranno entro il 31 dicembre 2005 i lavori di una Commissione di studio per esaminare tutte le problematiche connesse alla materia anche alla luce delle esperienze maturate in altri settori, in Italia ed in Europa.

 

 

Art. 14 - Ferie

 

Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie, con decorrenza della retribuzione, di ventisei giorni.

Il computo delle ferie viene effettuato sulla base dei soli giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, anche nei confronti del dirigente che svolge la propria attività presso unità operante al sabato.

Ai dirigenti assunti direttamente dall'impresa con tale inquadramento, durante l'anno in cui è avvenuta l'assunzione è dovuto un congedo di 2 giorni per ciascuno dei mesi intercorrenti tra la data di assunzione ed il 31 dicembre dello stesso anno, computando come mese intero l'eventuale frazione di mese, con un massimo di 20 giorni.

Ai disabili rientranti nelle categorie di cui all'art. 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, durante l'anno in cui è avvenuta l'assunzione spettano rispettivamente 20 o 12 giorni a seconda se l'assunzione è avvenuta nel corso del primo o del secondo semestre.

L'impresa può richiamare l'assente prima del termine delle ferie quando urgenti necessità di servizio lo richiedano, fermo il diritto del dirigente di completare le ferie stesse in un periodo successivo, con diritto al rimborso delle spese derivanti dall'interruzione che il dirigente stesso dimostri di aver sostenuto.

Detto rimborso viene effettuato anche per le spese di viaggio, di vitto e di alloggio sostenute durante il viaggio di rientro in servizio a richiesta dell'impresa, nonché per l'eventuale ritorno nella località in cui il dirigente si trovava in ferie al momento del richiamo in servizio.

Il rimborso ha luogo anche nel caso di spese conseguenti allo spostamento, per necessità di servizio, del periodo di ferie precedentemente fissato.

Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, al dirigente che non abbia già usufruito delle ferie, viene liquidata la retribuzione corrispondente a tanti dodicesimi del periodo di ferie che gli sarebbe spettato nell'anno quanti sono i mesi interi di servizio prestato dal 1o gennaio dello stesso anno (1/360 della retribuzione annua per ogni giornata).

Nel caso di assenza dal servizio, il periodo di ferie spettante viene ridotto di tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi di assenza. Nel caso di assenza per malattia, la riduzione di cui sopra non si applica se l'assenza non supera i sei mesi; in caso di assenza superiore la riduzione non si applica per i primi sei mesi, salvo che l'assenza duri l'intero anno.

Non sono computati nella durata delle ferie i giorni di accertata malattia o infortunio intervenuti nel corso delle stesse che siano stati dal dirigente immediatamente denunciati all'impresa.

 

 

Art. 15 - Festività - Semifestività

 

Sono considerati giorni semifestivi: la vigilia di Ferragosto, la vigilia di Natale, il 31 dicembre, la vigilia di Pasqua, nonché, in ciascuna località, la ricorrenza del Santo Patrono.

In considerazione della vigente disciplina di legge in tema di coincidenza delle festività del 25 aprile, del 1o maggio e del 2 giugno con la domenica e del consolidato indirizzo giurisprudenziale maturato al riguardo, l'impresa ha facoltà di riconoscere, d'intesa con il dirigente, in alternativa al compenso aggiuntivo, altrettante giornate di permesso, da fruire compatibilmente con le esigenze di servizio.

 

 

Art. 16 - Permessi per ex festività

 

Al dirigente spetta annualmente un numero di permessi giornalieri retribuiti corrispondente a quello delle giornate che (già indicate come festive dagli artt. 1 e 2 della L. 27 maggio 1949, n. 260) non siano più, per successive disposizioni di legge, riconosciute come tali, alle seguenti condizioni:

- che dette ex festività ricorrano in giorni in cui sia prevista la prestazione lavorativa per l'interessato;

- che il dirigente abbia diritto per quei giorni all'intero trattamento economico.

Per i permessi di cui al presente articolo che, pur spettando, non siano stati comunque utilizzati nell'anno, viene liquidata la corrispondente retribuzione sulla base dell'ultima mensilità percepita nell'anno di competenza secondo il comune criterio (1/360 della retribuzione annua per ogni giornata), entro la fine di febbraio dell'anno successivo.

Ai fini di cui al 1o comma del presente articolo, vengono convenzionalmente considerate come date di scadenza per le festività dell'Ascensione e del Corpus Domini, quelle in atto prima dell'entrata in vigore della L. 5 marzo 1977, n. 54 (e cioè, rispettivamente, il 39o ed il 60o giorno dopo la domenica di Pasqua).

 

 

Art. 17 - Congedi per motivi personali

 

Su richiesta del dirigente l'impresa può concedere un congedo straordinario per comprovate necessità personali o familiari. Durante tale periodo non è dovuto il trattamento economico.

 

 

Art. 18 - Malattie e infortuni

 

In caso di assenza per malattia o infortunio accertati, l'impresa conserva il posto e l'intero trattamento economico al dirigente che abbia superato il periodo di prova per:

 

 

Anzianità

Mesi

a) Fino a 5 anni

6

b) Da oltre 5 anni e fino a 10 anni

8

c) Da oltre 10 anni e fino a 15 anni

12

d) Da oltre 15 anni e fino a 20 anni

15

e) Oltre i 20 anni e fino a 25 anni

18

f) Oltre i 25 anni

22

 

 

I periodi di assenza per malattia e infortunio possono essere calcolati dall'impresa con riferimento ai 48 mesi precedenti l'ultimo giorno di assenza considerato. In tal caso i periodi di conservazione del posto e del trattamento economico sono i seguenti:

 

 

Anzianità

Mesi

a) Fino a 5 anni

8

b) Da oltre 5 anni e fino a 10 anni

10

c) Da oltre 10 anni e fino a 15 anni

14

d) Da oltre 15 anni e fino a 20 anni

18

e) Oltre i 20 anni e fino a 25 anni

22

f) Oltre i 25 anni

24

 

 

In ogni caso, per l'ultimo periodo, non può essere praticato un trattamento meno favorevole di quello stabilito dal R.D.L. 13 novembre 1924, n. 1825 secondo la comune interpretazione riportata nel Chiarimento a verbale in calce al presente articolo.

I periodi suindicati sono aumentati del 50% in caso di ricovero in sanatorio o di accertata necessità di cura, in ambedue le circostanze per Tbc, nonché nel caso di malattie di carattere oncologico e di sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), con un minimo di 12 mesi ed un massimo di 30 mesi complessivi.

Ai fini di quanto previsto dai commi che precedono non si terrà conto delle assenze per il tempo strettamente necessario al dirigente per sottoporsi al trattamento di dialisi.

Il termine finale del trattamento di cui ai precedenti commi non può comunque scadere oltre il sesto mese dalla data in cui il dirigente sia entrato in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, se la malattia sia iniziata prima di tale data: se la malattia inizia successivamente, il trattamento in parola viene riconosciuto per sei mesi.

I periodi di assenza per malattia o infortunio accertati, entro i limiti suindicati, sono computati a tutti gli effetti come servizio prestato, salvo quanto disposto in tema di ferie.

In caso di assenza conseguente ad infortunio sul lavoro, il trattamento economico di cui al presente articolo è corrisposto dall'impresa con deduzione di tutte le somme che il dirigente ha diritto di riscuotere da parte dell'Istituto assicuratore.

Le imprese segnaleranno, con un mese di anticipo, ai dirigenti interessati, nei singoli casi, la scadenza del termine del periodo di comporto contrattualmente previsto.

Se la malattia o l'infortunio proseguono oltre i termini suindicati il dirigente, prima della scadenza di detti termini, può chiedere di essere collocato in aspettativa non retribuita per la durata massima di 8 mesi e senza alcun effetto sul decorso dell'anzianità.

La durata di più periodi di aspettativa di cui al comma precedente non può tuttavia superare i 12 dodici mesi in un quinquennio.

Il collocamento in aspettativa non può venire richiesto dal dirigente che sia entrato in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia; in ogni caso il periodo di aspettativa non può durare oltre la data in cui l'interessato ultrasessantenne abbia maturato i requisiti in parola.

 

Chiarimento a verbale

 

Le parti hanno chiarito che la garanzia minima prevista dal R.D.L. di cui al 3o comma del presente articolo per l'ultimo periodo di malattia si riferisce al comporto per sommatoria e, in tale ambito, unicamente al trattamento economico da riservare al dirigente, senza alcun prolungamento del complessivo periodo di conservazione del posto previsto dal presente articolo.

Quanto sopra, conseguentemente, produce effetti solo ed esclusivamente sul trattamento (retribuzione o non) da riservare per il periodo di aspettativa non retribuita (ma non sulla sua durata che resta ferma come individuata dal presente articolo).

 

Esempi a verbale

 

Un dirigente che, ai sensi della tabella di cui al 2o comma del presente articolo, ha diritto ad 8 mesi di comporto retribuito più 8 mesi di aspettativa continuativa non retribuita e che ha già fruito, nel quadriennio, di 7 dei predetti 8 mesi, avendo ancora a disposizione 1 mese di comporto retribuito oltre all'aspettativa, avrà diritto, per l'ultimo periodo, ad 1 mese con retribuzione pari al 100% (tali da raggiungere gli 8 mesi), a 2 mesi di aspettativa con retribuzione al 50% e ad ulteriori 6 mesi di aspettativa non retribuita.

Un dirigente che, ai sensi della tabella di cui al 2o comma del presente articolo, ha diritto a 14 mesi di comporto retribuito più 8 mesi di aspettativa continuativa non retribuita e che ha già fruito, nel quadriennio, di 13 dei predetti 14 mesi, avendo ancora a disposizione 1 mese di comporto retribuito oltre all'aspettativa, avrà diritto, per l'ultimo periodo, ad 1 mese con retribuzione pari al 100% (tali da raggiungere i 14 mesi), a 1 mese di aspettativa con retribuzione al 100% ed a 4 mesi di aspettativa con retribuzione al 50% e ad ulteriori 3 mesi di aspettativa non retribuita.

 

Raccomandazione

 

ABI raccomanda alle imprese di valutare con la massima considerazione, ai fini di quanto previsto dal comma 4 del presente articolo, la condizione dei dipendenti affetti da patologie di analoga gravità.

 

 

Art. 19 - Maternità

 

Durante il congedo di maternità per gravidanza e puerperio, al dirigente compete il trattamento economico in misura pari alla retribuzione goduta in servizio, nel limite massimo di cinque mesi.

Nel caso in cui sia posta a carico di Enti previdenziali l'erogazione di trattamenti sostitutivi in misura inferiore a quella di cui al comma precedente, le prestazioni in parola vengono integrate dalle imprese per la relativa differenza sempre nel predetto limite massimo di cinque mesi.

Ove, durante il periodo di astensione obbligatoria, interviene una malattia, si applica l'articolo che precede, a decorrere dal giorno in cui si manifesta la malattia stessa.

I dirigenti che sono stati assenti dal servizio per periodi significativi a causa di maternità, malattia o infortunio, saranno ammessi al rientro in servizio, in presenza di mutamenti organizzativi e/o di nuove attività nel frattempo intervenuti, a forme di aggiornamento professionale che - nell'ambito delle previsioni contrattuali in essere - facilitino il reinserimento nell'attività lavorativa e ne salvaguardino la professionalità.

 

 

Art. 20 - Richiamo alle armi

 

Il richiamo alle armi non risolve il rapporto di lavoro, ma lo sospende a tutti gli effetti fino alla data di effettiva ripresa del servizio.

I periodi di cui sopra vengono computati ai fini degli scatti di anzianità, nonché della maturazione degli scaglioni previsti per la determinazione dei trattamenti di malattia e di preavviso.

I benefici di cui sopra non sono cumulabili con quanto eventualmente fosse attribuito allo stesso fine dall'impresa al dirigente anche per effetto di leggi od accordi in materia.

Il dirigente deve riprendere servizio entro 30 giorni dal congedo o dall'invio in licenza illimitata.

Non riprendendo servizio entro detto termine, il dirigente è considerato dimissionario salvo il caso di forza maggiore.

 

 

Art. 21 - Missioni e trasferimenti

 

L'impresa può inviare il dirigente in missione nonché trasferirlo ad altra sede di lavoro.

I relativi trattamenti vengono determinati dall'impresa sulla base dei criteri generali previsti per i quadri direttivi dal contratto nazionale 8 dicembre 2007.

 

 

Art. 22 - Formazione e aggiornamento professionale

 

Premessa

Alla luce dell'internazionalizzazione dei mercati, dei processi di ristrutturazione e di aggregazione in atto nell'industria finanziaria, della repentina evoluzione tecnologica, nonché dell'innovazione dei prodotti e dei servizi bancari, le parti riconoscono il ruolo strategico e la centralità della formazione e dell'aggiornamento professionale dei dirigenti.

Ai fini di cui sopra le imprese si avvarranno anche delle risorse derivanti dai Fondi interprofessionali e delle altre fonti - europee, nazionali e regionali - di finanziamento della formazione manageriale.

L'impresa favorisce in maniera continua e permanente la formazione manageriale e l'aggiornamento culturale-professionale dei dirigenti, con iniziative, anche di autoformazione, consone alle funzioni da essi ricoperte ed adeguate rispetto ai livelli di preparazione ed esperienza richiesti dalle responsabilità affidate.

Le iniziative formative devono essere opportunamente differenziate nei confronti dei neo dirigenti, di coloro che devono sviluppare in misura più avanzata le proprie competenze, nonché di coloro nei cui confronti, per esigenze rilevanti di ristrutturazione e/o riorganizzazione, occorra favorire l'occupabilità.

L'impresa informa annualmente gli Organismi sindacali della categoria in merito ai criteri adottati in materia.

Gli Organismi sindacali aziendali possono prospettare proprie indicazioni in ordine a quanto comunicato in merito ai predetti criteri.

La partecipazione alle singole iniziative formative viene concordata fra l'impresa ed il dirigente interessato e non comporta alcun onere per il medesimo, nei limiti stabiliti fra le parti.

 

 

Art. 23 - Agevolazioni e provvidenze per motivi di studio

 

I dirigenti hanno diritto ad agevolazioni e provvidenze per motivi di studio corrispondenti a quelle riconosciute aziendalmente al restante personale ai sensi del contratto nazionale 8 dicembre 2007.

 

 

Art. 24 - Assistenza sanitaria

 

La spesa annua complessiva a carico dell'impresa per misure a carattere assistenziale, che sovvengano il dirigente in caso di spese connesse a malattie o infortuni, è fissata in Euro 361,52 per ciascun interessato in servizio e per il relativo nucleo familiare (coniuge e figli fiscalmente a carico), oltre all'importo di Euro 413,17 previsto dalla Norma transitoria in calce all'art. 8 del CCNL 1o dicembre 2000. L'utilizzo della predetta misura viene effettuato sentiti gli Organismi sindacali aziendali della categoria.

Resta fermo quanto previsto in materia dall'art. 5 dell'accordo di rinnovo del CCNL 22 giugno 1995 ABI e dagli specifici accordi sottoscritti fra le medesime parti stipulanti il presente contratto.

I trattamenti di cui sopra - salvo il diritto al predetto importo di Euro 413,17 - non si cumulano con analoghe misure eventualmente in atto presso singole imprese, salvo l'adeguamento dell'importo all'uopo destinato ove inferiore.

Data la loro natura, le somme destinate ad interventi di carattere assistenziale non sono, ovviamente, computabili ai fini del trattamento di fine rapporto.

Il presente articolo non si applica presso le imprese già destinatarie del CCNL ACRI 16 giugno 1995, restando in essere le eventuali disposizioni aziendalmente in atto in materia e fermo comunque quanto previsto dalla Norma transitoria in calce all'art. 8 del CCNL 1o dicembre 2000.

 

 

Art. 25 - "Long term care"

 

Le parti stipulanti il presente contratto convengono di introdurre con decorrenza 1o gennaio 2008 una copertura assicurativa per "long term care", in relazione all'insorgenza di eventi imprevisti ed invalidanti dell'individuo tali da comportare uno stato di non autosufficienza.

Detta copertura verrà garantita per il tramite della Cassa nazionale di assistenza sanitaria per il personale dipendente del settore del credito (CASDIC) attraverso un contributo annuale pari a € 200 "pro-capite" a carico dell'impresa, da versare entro il mese di gennaio di ogni anno.

Ai fini dell'attuazione di quanto precede, nell'ambito della CASDIC si avvieranno, entro 90 giorni dalla data di stipulazione del presente accordo di rinnovo, i lavori per stabilire quanto necessario per il funzionamento dell'istituto stesso (ad esempio, inizio della copertura assicurativa; tipologia delle prestazioni garantite; procedure tecniche relative all'attivazione dell'istituto; modalità anche temporali del versamento).

 

 

Art. 26 - Cessazione del rapporto di lavoro

 

La cessazione del rapporto, superato il periodo di prova, può avvenire:

- ai sensi dell'art. 2118 cod. civ.;

- per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 cod. civ;

- per superamento da parte del dirigente del periodo di conservazione del posto per malattia;

- per raggiungimento da parte del dirigente dei requisiti di legge per la pensione di vecchiaia, tempo per tempo vigenti;

- per dimissioni;

- per morte.

In ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, la parte recedente deve darne comunicazione per iscritto all'altra parte.

 

 

Art. 27 - Risoluzione del rapporto ad iniziativa dell'impresa

 

Nel caso di risoluzione ad iniziativa dell'impresa ex art. 2118 cod. civ. il dirigente può chiedere entro 15 giorni da quello in cui ha notizia del licenziamento, la relativa motivazione che l'impresa è tenuta a comunicare per iscritto entro 7 giorni dalla richiesta.

Il dirigente medesimo, ove non ritenga giustificata la motivazione addotta dall'impresa, può ricorrere al Collegio arbitrale di cui all'art. 30.

Il ricorso al Collegio non costituisce di per sé motivo per sospendere la corresponsione al dirigente delle indennità di preavviso, del t.f.r. e delle competenze di fine rapporto.

Il ricorso al Collegio arbitrale è escluso in caso di risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti del dirigente che sia in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia, o comunque che abbia superato, se uomo, i 65 anni di età e, se donna, i 60 anni di età.

 

* * *

 

Le parti si danno atto che quanto convenuto in materia di cessazione del rapporto ha tenuto conto della previsione (art. 7, comma 4) contenuta nel D.M. 28 aprile 2000, n. 158 - recante la disciplina del Fondo per il sostegno del reddito e dell'occupazione - secondo la quale "alle prestazioni di cui all'art. 5, comma 1, lett. a), punto 2) e lett. b), nell'ambito dei processi di cui all'art. 2" del medesimo decreto, "possono accedere anche i dirigenti, ferme restando le norme di legge e di contratto applicabili alla categoria".

Qualora il dirigente fruisca dei trattamenti di cui sopra è escluso il ricorso al Collegio arbitrale.

 

 

Art. 28 - Preavviso

 

In caso di risoluzione del rapporto ad iniziativa dell'impresa non per giusta causa è dovuto il preavviso nelle seguenti misure:

a) qualora il dirigente non abbia diritto con effetto immediato al "trattamento di previdenza aziendale migliorativo":

- mesi 5 se il dirigente ha un'anzianità di servizio non superiore ai 2 anni;

- un ulteriore mezzo mese per ogni successivo anno di anzianità con un massimo di altri 7 mesi di preavviso;

in conseguenza, il termine complessivo di preavviso, come sopra dovuto non può, comunque, essere superiore a 12 mesi;

b) qualora il dirigente abbia diritto con effetto immediato al "trattamento di previdenza aziendale migliorativo":

- nella misura fissa di 6 mesi.

Laddove la risoluzione del rapporto avvenga per dimissioni del dirigente, questi è tenuto a dare all'impresa, sia nel caso della lett. a) che in quello della lett. b) del comma precedente, un preavviso nella misura fissa di mesi 3, salvo che intervenga tra il dirigente e l'impresa un accordo per abbreviare o prolungare il termine.

Qualora non siano osservati i termini previsti nei precedenti commi, è dovuta, per il periodo di mancato preavviso, una indennità pari al trattamento economico che il dirigente avrebbe percepito durante il periodo di mancato preavviso.

È in facoltà della parte che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio e sia durante il preavviso, senza che da ciò derivi alcun obbligo di indennizzo e, più specificatamente, di corrispondere le mensilità relative al periodo di preavviso non compiuto.

In caso di morte del dirigente, compete agli aventi diritto, oltre al trattamento economico fino al termine del mese in corso, il trattamento che sarebbe spettato al dirigente ove la risoluzione del rapporto fosse stata dovuta ad iniziativa dell'impresa.

L'indennità di mancato preavviso viene corrisposta nella misura di cui al 1o comma, lett. a) qualora gli aventi causa non abbiano diritto a percepire il "trattamento di previdenza aziendale migliorativo".

Qualora invece vi sia diritto a detto trattamento di previdenza, l'indennità di mancato preavviso spetta nella misura fissa di sette mensilità.

Per "trattamento di previdenza aziendale migliorativo" si intende quello per il quale il dirigente venga a beneficiare di un trattamento di previdenza migliore di quello risultante dalle disposizioni di legge sulle assicurazioni sociali obbligatorie.

 

 

Art. 29 - Trattamento di fine rapporto

 

La retribuzione annua di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto è composta, oltre che dallo stipendio, da tutti gli emolumenti costitutivi del trattamento economico aventi carattere continuativo anche se con corresponsione periodica. Da tale computo restano esclusi soltanto gli emolumenti di carattere eccezionale, quanto corrisposto a titolo di effettivo rimborso, anche parziale, di spese sostenute ed i trattamenti corrisposti ai sensi dell'art. 21 del presente contratto o, comunque, corrisposti con finalità similari al dirigente trasferito o in missione.

Nel caso di risoluzione per giusta causa da parte dell'impresa, se i fatti che l'hanno determinata hanno provocato danno materiale all'impresa è possibile operare la compensazione, ai sensi dell'art. 1252 cod. civ., tra quanto dovuto al dirigente e quanto al medesimo imputabile a titolo di risarcimento.

Ove non venga raggiunto un diretto accordo fra le parti sull'ammontare del danno, detto conteggio può essere effettuato in sede giudiziale, sempre fino a concorrenza delle somme relative, salvo restando comunque ogni eventuale maggior diritto dell'impresa stessa.

 

 

Art. 30 - Collegio arbitrale

 

Ai sensi dell'art. 412-ter e quater cod. proc. civ. è istituito, a cura delle Organizzazioni stipulanti, un Collegio arbitrale irrituale che dovrà pronunciarsi sui ricorsi previsti dal presente contratto. Salvo diverso accordo tra le parti stipulanti, il Collegio ha sede in Roma o Milano.

1) Il Collegio è composto da tre membri due dei quali designati rispettivamente dall'ABI e dalla Organizzazione sindacale stipulante il presente contratto adita dal dirigente ricorrente. Il terzo membro, con funzioni di Presidente, viene scelto di comune accordo da tale Organizzazione sindacale e dall'ABI.

2) In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo viene sorteggiato tra i nominativi compresi in una apposita lista di nomi non superiore a sei, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, viene designato, su richiesta dell''ABI o dell'Organizzazione sindacale adita dal dirigente, dal Presidente del Tribunale di Roma.

3) Alla designazione del supplente del Presidente si procede con gli stessi criteri sopra indicati.

4) Il Collegio dura in carica per il periodo di vigenza del contratto nazionale ed è rinnovabile.

5) Ognuno dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni può essere sostituito di volta in volta.

6) Le funzioni di segreteria vengono svolte a cura dell'ABI.

7) Espletato, con esito negativo, il tentativo obbligatorio di conciliazione, la parte interessata inoltra ricorso ad una delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente contratto, a mezzo raccomandata A.R., entro 15 giorni dal suddetto esperimento. Fa fede, ai fini del rispetto del termine stabilito per il ricorso, la data di spedizione della raccomandata.

8) Il Collegio viene investito della vertenza su istanza della Organizzazione sindacale adita dal dirigente. Detta Organizzazione inoltra al Collegio, a mezzo raccomandata A.R., il ricorso sottoscritto dal dirigente, entro i quindici giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso.

9) Copia dell'istanza e del ricorso debbono, sempre a mezzo raccomandata A.R., essere trasmessi contemporaneamente, a cura della Organizzazione di cui al precedente comma, all'ABI ed al datore di lavoro interessato.

10) I ricorsi pendenti avanti il Collegio già costituito che siano inoltrati nel periodo intercorrente fra la data di stipulazione del contratto e il momento della eventuale costituzione di un nuovo Collegio, vengono decisi indipendentemente dalla intervenuta costituzione del nuovo Collegio.

11) Il Collegio deve riunirsi entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza.

12) Il Collegio provvede all'espletamento del procedimento arbitrale osservando il principio del contraddittorio. Sentite le parti interessate il Collegio stabilisce le forme ed i modi di espletamento dell'eventuale istruttoria secondo i criteri da esso ritenuti più opportuni.

13) Il Collegio può assegnare alle parti un termine per l'eventuale presentazione di documenti e memorie ed un ulteriore termine per eventuali repliche.

Il Collegio emette il proprio lodo entro 60 giorni dalla data della prima riunione, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga, fino ad un massimo di ulteriori 30 giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura.

14) Durante il mese di agosto di ciascun anno solare sono sospesi i termini di cui al presente articolo.

15) Ove il Collegio, con motivato giudizio pronunciato secondo equità, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente, dispone contestualmente, a favore del dirigente ed a carico del datore di lavoro, a titolo risarcitorio, una indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine rapporto da corrispondersi in aggiunta a quest'ultime.

16) Sulla base delle proprie valutazioni circa gli elementi che caratterizzano il caso in esame, il Collegio stabilisce l'indennità supplementare nella misura graduabile tra:

- un minimo pari al corrispettivo di 7 mesi di preavviso ed in aggiunta al preavviso spettante al dirigente in base al presente contratto;

- un massimo pari al corrispettivo di 22 mesi di preavviso ed in aggiunta al preavviso spettante al dirigente in base al presente contratto.

17) In caso di licenziamento di un dirigente con una anzianità di servizio globalmente prestato in impresa o nel gruppo, in qualsiasi qualifica, superiore a dieci anni, l'indennità supplementare è automaticamente aumentata, in relazione all'età del dirigente licenziato, ove questa risulti fra i 46 ed i 56 anni, nelle seguenti misure calcolate con i criteri di cui al comma precedente:

- 2 mensilità in corrispondenza del 46o e 56o anno compiuto;

- 3 mensilità in corrispondenza del 47o e 55o anno compiuto;

- 4 mensilità in corrispondenza del 48o e 54o anno compiuto;

- 5 mensilità in corrispondenza del 49o e 53o anno compiuto;

- 6 mensilità in corrispondenza del 50o e 52o anno compiuto;

- 7 mensilità in corrispondenza del 51o anno compiuto.

18) Le spese della procedura arbitrale vengono ripartite al 50% fra le parti stipulanti che hanno costituito il Collegio stesso.

 

 

Art. 31 - "Outplacement"

 

Nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro ad iniziativa dell'impresa ex art. 2118 cod. civ., questa è tenuta ad attivare una procedura di "outplacement", su richiesta dell'interessato e sempreché lo stesso non abbia avanzato ricorso al Collegio arbitrale ai sensi degli artt. 27 e 30.

L'impresa terrà a proprio carico, per 6 mesi, l'importo della spesa da versare alla società di "outplacement", individuata d'intesa fra l'impresa ed il dirigente interessato nell'ambito di quelle che abbiano aderito all'apposita Convenzione - che definisce anche gli standard di prestazione e di costo - stipulata dall'ABI.

 

 

Art. 32 - Tentativo obbligatorio di conciliazione

 

In caso di controversie individuali di lavoro le parti interessate, anziché adire la Commissione di conciliazione amministrativa presso le Direzioni provinciali del lavoro, possono scegliere, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 410 e ss. cod. proc. civ., di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale con l'assistenza delle rispettive Organizzazioni sindacali secondo le modalità e le procedure sottoindicate.

Viene costituita, a tale scopo, una Commissione paritetica di conciliazione.

La segreteria della Commissione ha sede presso l'ABI di Roma o Milano. Le riunioni della Commissione hanno luogo presso gli uffici dell'Associazione, di Roma o di Milano, ovvero presso gli uffici della Direzione generale dell'impresa interessata alla controversia.

La predetta Commissione è composta:

a) per le imprese, da un rappresentante dell'ABI;

b) per i lavoratori, da un rappresentante di una delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente contratto.

La parte interessata ad esperire il tentativo di conciliazione secondo la presente procedura, deve farne richiesta alla Commissione paritetica di conciliazione, anche tramite una Organizzazione sindacale stipulante o, se trattasi di imprese, anche tramite l'ABI.

Copia della richiesta del tentativo di conciliazione, è inviata alla parte convenuta.

La richiesta deve precisare:

a) le generalità del ricorrente e l'impresa interessata;

b) la delega per la nomina del proprio rappresentante nel Collegio di conciliazione ad una Organizzazione sindacale stipulante, qualora la parte ricorrente sia il dirigente; all'ABI qualora la parte ricorrente sia l'impresa;

c) il luogo dove devono venire effettuate le comunicazioni inerenti la procedura;

d) l'oggetto della vertenza.

La Commissione paritetica di conciliazione, una volta ricevuta la comunicazione, comunica a tutte le parti, tempestivamente, data e luogo della comparizione ai fini del tentativo di conciliazione.

Il tentativo di conciliazione deve essere esperito entro 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta alla Commissione. Trascorso inutilmente tale termine, il tentativo di conciliazione si considera comunque espletato ai fini dell'art. 412-bis cod. proc. civ.

Ove il tentativo di conciliazione abbia esito positivo, anche limitatamente ad una parte della pretesa avanzata dalla parte interessata, si forma un verbale che deve essere sottoscritto dalle parti nonché dalla Commissione paritetica di conciliazione, avente valore di conciliazione della lite in sede sindacale ai sensi dell'art. 2113 cod. civ. e degli artt. 410 e 411 cod. proc. civ., come modificati dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80 e dal D.Lgs. 29 ottobre 1998, n. 387.

Il processo verbale di conciliazione viene depositato, a cura della segreteria della Commissione paritetica di conciliazione, presso la Direzione provinciale del lavoro, ai fini del successivo inoltro al Tribunale competente per territorio.

Se la conciliazione non riesce, si applicano le disposizioni dell'art. 412 cod. proc. civ., come modificato dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

 

 

Art. 33 - Rappresentanza sindacale

 

Le parti stipulanti il presente contratto definiranno i criteri e le modalità per il riconoscimento di Organismi sindacali aziendali autonomi dei dirigenti, esaminando, altresì, criteri e modalità di coinvolgimento a livello di gruppo.

Le medesime parti stipulanti riconoscono la rilevanza della funzione sindacale riguardante i dirigenti sia a livello nazionale che in impresa, specie nell'attuale fase di trasformazione strutturale del settore del credito.

Le stesse parti ritengono che il rapporto con i dirigenti si debba ispirare ad un modello partecipativo e che gli interventi degli Organismi sindacali di cui al 1o comma dovranno essere effettuati coerentemente al ruolo e alla funzione in impresa del personale destinatario del presente contratto.

A tal fine le parti costituiranno entro il 31 dicembre 2005 una Commissione paritetica per definire i criteri e le modalità per il riconoscimento di Organismi sindacali aziendali autonomi per i dirigenti.

 

Nota a verbale

 

Ciascuna impresa comunica all'Organismo sindacale aziendale dei dirigenti il numero complessivo degli appartenenti alla categoria alla data del 31 dicembre di ogni anno.

 

Dichiarazioni delle parti

 

1) Le parti si danno atto che la materia relativa ai Comitati aziendali europei (CAE) è disciplinata dal D.Lgs. n. 74 del 2 aprile 2002 per le imprese ed i gruppi di imprese di dimensione comunitaria, alla luce anche della direttiva UE n. 109 del 20 novembre 2006.

In relazione a quanto sopra, le medesime parti si danno atto che i Comitati aziendali europei costituiscono gli Organismi attraverso i quali si sviluppano le attività di informazione e consultazione nei gruppi bancari di dimensioni comunitarie aventi "casa madre" in Italia ed auspicano che in tale ambito ci si ispiri a principi di sostenibilità e compatibilità ambientale e sociale.

2) Le parti condividono la necessità di un forte impegno comune per il rilancio della bilateralità e, in particolare, degli attuali Organismi bilaterali (Osservatorio sulla CSR, Enbicredito, Cassa nazionale di assistenza sanitaria per il personale dipendente del settore del credito - CASDIC) che debbono effettivamente operare con efficacia sulle materie ad essi demandate.

3) Le parti costituiranno, entro 90 giorni dalla stipulazione del presente contratto, un'apposita Commissione tecnica paritetica al fine di recepire nel contratto nazionale l'art. 5 del D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 25 in tema di informazioni riservate.

4) Le parti convengono di convocare entro il primo semestre 2008 la Conferenza congiunta prevista all'ultimo comma della Parte B del Protocollo sullo sviluppo sostenibile e compatibile del 16 giugno 2004, nel cui ambito saranno esaminati anche i temi del Libro verde e della strategia di Lisbona.

 

 

Art. 34 - Procedura di rinnovo

 

Le Organizzazioni sindacali dei dirigenti stipulanti si impegnano a presentare la piattaforma alla controparte imprenditoriale in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative sei mesi prima della scadenza del presente contratto.

Durante i tre mesi precedenti la scadenza del contratto e per il mese successivo a detta scadenza - ovvero per un periodo di due mesi dalla presentazione della piattaforma se successiva - le parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette. La violazione di tale periodo di raffreddamento comporterà, come conseguenza a carico della parte che vi avrà dato causa, l'anticipazione o lo slittamento di tre mesi della data a partire dalla quale decorre l'indennità di vacanza contrattuale di cui all'articolo che segue.

 

 

Art. 35 - Indennità di vacanza contrattuale

 

In relazione a quanto previsto dal Protocollo 23 luglio 1993, in riferimento a quanto stabilito all'articolo che precede, in caso di mancato accordo, dopo tre mesi dalla data di scadenza del contratto e comunque dopo tre mesi dalla data di presentazione della piattaforma di rinnovo se successiva alla scadenza del presente contratto, verrà corrisposto ai dirigenti un apposito elemento provvisorio della retribuzione denominato indennità di vacanza contrattuale.

L'importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato sulla voce stipendio.

Dopo sei mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% dell'inflazione programmata.

L'indennità non sarà più erogata dalla data di decorrenza dell'accordo di rinnovo del contratto nazionale.

 

 

Art. 36 - Rapporti fra il contratto nazionale e le normative preesistenti

 

Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro sostituisce integralmente, per le materie dallo stesso regolate, quanto contenuto nei preesistenti contratti collettivi di lavoro di categoria o aziendali, o regolamenti aziendali, fatta eccezione per le sole condizioni più favorevoli stabilite da contratti individuali stipulati "intuitu personae".

Il contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta una normazione unitaria ed inscindibile con gli effetti di cui al comma che precede.

È comune impegno delle parti stipulanti il presente contratto nazionale operare, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo, per favorire la puntuale applicazione ed attuazione della normativa contrattuale.

Ai fini di cui al comma che precede ciascuna delle parti stipulanti può chiedere un incontro da tenere in sede ABI entro 7 giorni dalla richiesta, per esaminare controversie collettive aziendali, rivenienti da questioni interpretative o da lamentate violazioni di norme del contratto stesso, con l'obiettivo di ricercare le possibili soluzioni, in presenza dei rappresentanti dell'impresa interessata e delle relative strutture sindacali.

 

 

Art. 37 - Decorrenze e scadenze

 

Il contratto collettivo nazionale di lavoro ha durata triennale per la parte normativa e per quella economica.

Il presente contratto decorre dal 1o gennaio 2008, salvo quanto previsto in singole norme, e scadrà, sia per la parte economica che per quella normativa, il 31 dicembre 2010.

Il contratto si intenderà tacitamente rinnovato per un triennio, qualora non venga disdetto almeno 3 mesi prima della scadenza.

 

 

Allegato 1 - Elenco delle imprese cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro (*)

 

- Credito Siciliano: Acireale

- Banca di Credito Cooperativo Agrigentino - Agrigento

- Cassa di Risparmio di Alessandria: Alessandria

- Banca Popolare di Puglia e Basilicata: Altamura

- Banca di Credito Cooperativo di Anagni: Anagni

- Focus Gestioni Sgr: Ancona

- Medioleasing - Ancona

- Banca Popolare di Aprilia: Aprilia

- Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio: Arezzo

- Etruria Immobili e Servizi: Arezzo

- Etruria Informatica: Arezzo

- Euroetruria Servizi Finanziari - Arezzo

- Mecenate: Arezzo

- Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno: Ascoli Piceno

- Citco Bank Nederland N.V. Filiale In Italia: Assago - Milanofiori

- Cassa di Risparmio di Asti: Asti

- Banca della Campania: Avellino

- Banca Meridiana: Bari

- Banca Popolare di Bari: Bari

- Istituto Finanziario Regionale Pugliese - Finpugliabari: Bari

- Popolare Bari Servizi Finanziari Sim: Bari

- Banca Mediolanum: Basiglio

- Mediolanum Distribuzione Finanziaria: Basiglio

- Mediolanum Gestione Fondi Sgr: Basiglio

- Banca 24- 7: Bergamo

- Banca del Gottardo Italia S.p.a.: Bergamo

- Banca di Bergamo: Bergamo

- Banca Popolare di Bergamo: Bergamo

- Bpu Leasing: Bergamo

- Credito Bergamasco: Bergamo

- Unione di Banche Italiane: Bergamo

- Banca Sella: Biella

- Banca Sella Holding: Biella

- Bc Finanziaria: Biella

- Biella Leasing: Biella

- Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli: Biella

- Secursel Srl: Biella

- Sella Corporate Finance: Biella

- Banco Emiliano Romagnolo: Bologna

- Carife SIM: Bologna

- Cassa di Risparmio In Bologna: Bologna

- Consumer Financial Services: Bologna

- Cooperleasing: Bologna

- Neos Banca S.p.a.: Bologna

- Nettuno Fiduciaria: Bologna

- Sanpaolo Imi Fondi Chiusi Società di Gestione del Risparmio: Bologna

- Unicredit Banca: Bologna

- Unipol Banca: Bologna

- Unipol Merchant - Banca Per Le Imprese: Bologna

- Unipol Private Equity Sgr: Bologna

- Banca Popolare dell'alto Adige: Bolzano

- Berger S.p.a.: Bolzano

- Cassa di Risparmio di Bolzano: Bolzano

- Cassa di Risparmio di Bra: Bra

- Banca di Valle Camonica: Breno

- Banca dell'artigianato e dell'industria: Brescia

- Banco di Brescia San Paolo Cab: Brescia

- Bipop Carire: Brescia

- Capitalgest Alternative Investments Sgr: Brescia

- Capitalgest Sgr: Brescia

- Critefi SIM: Brescia

- Fineco Leasing: Brescia

- Sbs Leasing: Brescia

- Sifru Gestioni Fiduciarie Sim: Brescia

- UBI Banca Private Investment: Brescia

- UBI Sistemi e Servizi: Brescia

- Banca Popolare dell'Etna: Bronte

- Banca Cis: Cagliari

- Sardegna Ricerche: Cagliari

- Società Finanziaria Industriale di Nascita Sardegna S.F.I.R.S.: Cagliari

- Finmolise - Finanziaria Regionale Per Lo Sviluppo del Molise: Campobasso

- Cassa di Risparmio di Carrara: Carrara

- Farbanca: Casalecchio di Reno

- Banca Popolare del Cassinate: Cassino

- Banca Stabiese: Castellammare di Stabia

- Fincalabra S.p.a.: Catanzaro

- Cassa di Risparmio di Cento: Cento

- Cassa di Risparmio di Cesena: Cesena

- Unibanca S.p.a.: Cesena

- Banco di Credito P. Azzoaglio: Ceva

- Serfina Banca: Chieti

- Cassa di Risparmio della provincia di Chieti: Chieti Scalo

- Cassa di Risparmio di Città di Castello: Città di Castello

- Banca di Cividale S.p.a.: Cividale del Friuli

- Banca Popolare di Cividale: Cividale del Friuli

- Civileasing: Cividale del Friuli

- Cassa di Risparmio di Civitavecchia: Civitavecchia

- C Banking - Cedacri Banking Services: Collecchio

- Cedacri S.p.a.: Collecchio

- Unicredit Processes & Administration S.p.a.: Cologno Monzese

- Trevi Finance: Conegliano

- Trevi Finance N. 2: Conegliano

- Trevi Finance N. 3: Conegliano

- Banca Popolare di Cortona: Cortona

- Banca Carime: Cosenza

- Banca Popolare di Crema: Crema

- Banca Popolare di Cremona: Cremona

- Banca Popolare di Crotone: Crotone

- Società Italiana Leasing e Finanziamenti S.p.a.: Cuneo

- Banco di Desio e della Brianza S.p.a.: Desio

- Banca Agricola Commerciale della Repubblica di San Marino: Dogana Repubblica S. Marino

- Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana: Fabriano

- Banca di Romagna: Faenza

- Carifano - Cassa di Risparmio di Fano: Fano

- Cassa di Risparmio di Fermo: Fermo

- Cassa di Risparmio di Ferrara: Ferrara

- Finproget - Ferrara

- Banca Cr Firenze: Firenze

- Banca Federico del Vecchio: Firenze

- Banca Ifigest S.p.a.: Firenze

- Banca Toscana: Firenze

- Banco Desio Toscana: Firenze

- Centro Factoring: Firenze

- Centro Leasing Banca: Firenze

- Centro Leasing Rete: Firenze

- Credial Italia: Firenze

- Credirama: Firenze

- Etruria Leasing: Firenze

- Findomestic Banca: Firenze

- Mercantile Leasing: Firenze

- Mps Capital Services Banca Per L'impresa: Firenze

- Mps Venture Sgr: Firenze

- Cassa di Risparmio di Foligno: Foligno

- Banca Popolare di Fondi: Fondi

- Cassa Dei Risparmi di Forlì e della Romagna: Forlì

- Cassa di Risparmio di Fossano: Fossano

- Banca della Ciociaria: Frosinone

- Argo Finance One: Genova

- Argo Mortgage: Genova

- Argo Mortgage 2: Genova

- Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia: Genova

- Banca Passadore & C.: Genova

- Banco di San Giorgio S.p.a.: Genova

- Carige Asset Management Sgr: Genova

- Creditis Servizi Finanziari: Genova

- Finanziaria Ligure Per Lo Sviluppo Economico - Filse: Genova

- Priamar Finance: Genova

- Banca di Imola: Imola

- Banca delle Marche: Jesi

- Banca di Credito dei Farmacisti: Jesi

- Banca Popolare di Ancona: Jesi

- S.E.Da. - Società Elaborazione Dati: Jesi

- Se.Ba.: Jesi

- Cassa di Risparmio della Spezia: La Spezia

- Banca Popolare di Lajatico S.C.P.A.: Lajatico

- Banca Popolare di Lanciano e Sulmona: Lanciano

- Carispaq - Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila S.p.a.: L'Aquila

- Banca Sella Sud Arditi Galati: Lecce

- Mps Banca Personale: Lecce

- Banca Popolare Lecchese: Lecco

- Banca di Legnano: Legnano

- Banca Popolare Sant'angelo: Licata

- Banca Popolare di Lodi: Lodi

- Bipitalia Alternative Sgr: Lodi

- Società Gestione Crediti BP - Lodi

- Tiepolo Finance: Lodi

- Tiepolo Finance 2: Lodi

- Carilo - Cassa di Risparmio di Loreto S.p.a.: Loreto

- Banca del Monte di Lucca: Lucca

- Banco di Lucca: Lucca

- Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno: Lucca

- Ducato: Lucca

- Agrisviluppo: Mantova

- Banca Agricola Mantovana: Mantova

- Banca Popolare di Mantova: Mantova

- Banca di Credito Cooperativo S. Barnaba di Marino - Roma: Marino

- Banca Popolare di Marostica: Marostica

- Banca Popolare del Materano: Matera

- Banca Popolare Pugliese: Matino

- Bpp Sviluppo Finanziamenti e Servizi: Matino

- Abaxbank S.p.a.: Milano

- Abc International Bank: Milano

- Abf Factoring: Milano

- Abf Leasing: Milano

- Abn Amro Asset Management Italy Sgr: Milano

- Abn Amro Bank N.V. - Sede In Italia: Milano

- Albertini Syz Investimenti Alternativi Sgr: Milano

- Aletti & C. Banca di Investimento mobiliare S.p.a.: Milano

- Aletti Fiduciaria: Milano

- Aletti Gestielle Alternative Sgr: Milano

- Aletti Gestielle Sgr: Milano

- Aletti Private Equity Sgr: Milano

- Allianz Bank Financial Advisors: Milano

- Alter Società di intermediazione mobiliare: Milano

- American Express Bank GMBH: Milano

- Anima Sgr: Milano

- Aperta Sgr: Milano

- Arca: Milano

- Arca Impresa Gestione Sgr: Milano

- Aspra Finance: Milano

- Associazione Nazionale Banche Private: Milano

- B.P. Vi Fondi Sgr: Milano

- Banca Albertini Syz & C.: Milano

- Banca Arner (Italia): Milano

- Banca BSI Italia: Milano

- Banca Cesare Ponti: Milano

- Banca della Nuova Terra: Milano

- Banca Esperia S.p.a.: Milano

- Banca Euromobiliare: Milano

- Banca Galileo: Milano

- Banca Generali: Milano

- Banca IMI: Milano

- Banca Italease: Milano

- Banca MB: Milano

- Banca Popolare Commercio e Industria: Milano

- Banca Popolare di Milano - Società Cooperativa a Responsabilità Limitata: Milano

- Banca Profilo: Milano

- Banca Prossima: Milano

- Banca Regionale Europea: Milano

- Banca Sara: Milano

- Banca UCB: Milano

- Banca Sintesi Servizi Imprenditoriali Negoziazione Titoli e Soluzioni Individuali: Milano

- Banco Bilbao Vizcaya Argentaria S.A. - Filiale In Italia: Milano

- Banco Do Brasil S.A. - Filiale In Italia: Milano

- Bank Of America National Association - Filiale In Italia: Milano

- Bank Of China - Filiale di Milano: Milano

- Barclays Bank Plc - Sede In Italia: Milano

- Bayerische Landesbank: Milano

- Bipielle Finanziaria: Milano

- Bipiemme Gestioni Società di Gestione del Risparmio: Milano

- Bipiemme Private Banking Sim: Milano

- Bnp Paribas - Succursale In Italia: Milano

- Bnp Paribas Lease group: Milano

- Calit: Milano

- Calyon, Corporate And Investment Bank: Milano

- Cartasi: Milano

- Cassa dei Risparmi di Milano e della Lombardia: Milano

- Cassa Lombarda: Milano

- Centrobanca - Banca di Credito Finanziario e Mobiliare: Milano

- Centrobanca Sviluppo Impresa Sgr: Milano

- Centrosim - Società di intermediazione mobiliare delle Banche Popolari Italiane: Milano

- Citibank National Association - Sede In Italia: Milano

- Citibank International Plc. Succursale In Italia: Milano

- Citicorp Finanziaria - Citifin: Milano

- Credit Suisse: Milano

- Credit Suisse (Italy) S.p.a.: Milano

- Credit Suisse Asset Management Funds Sgr: Milano

- Credito Artigiano: Milano

- DB Consortium: Milano

- Deutsche Asset Management Italy: Milano

- Deutsche Asset Management Sim: Milano

- Deutsche Bank: Milano

- Deutsche Bank AG: Milano

- Deutsche Bank Mutui: Milano

- Dresdner Bank A.G. - Sede In Italia: Milano

- Dws Alternative Investments Sgr: Milano

- Dws Investments Italy Sgr: Milano

- Efigestioni Sgr: Milano

- Essegibi Finanziaria: Milano

- Eurizon Alternative Investments Sgr: Milano

- Eurizon Capital Sgr: Milano

- Euromobiliare Alternative Investments Sgr: Milano

- Euromobiliare Asset Management Sgr: Milano

- Factoring S.p.a.: Milano

- Farmafactoring: Milano

- Fiditalia: Milano

- Fiduciaria Sant'Andrea: Milano

- Finanza e Futuro Banca Società Per Azioni: Milano

- Fineco Credit: Milano

- Fineco Prestiti: Milano

- Finlombarda: Milano

- Flashbank: Milano

- Fortis Bank - Succursale in Italia: Milano

- General Electric Capital Bank S.A.: Milano

- Goldman Sachs International: Milano

- Gruppo Banca Leonardo: Milano

- Holding Banca Sara: Milano

- Hsbc Bank Plc Succursale In Italia: Milano

- Hvb - Sede di Milano: Milano

- Hypo Real Estate Bank International: Milano

- Interbanca: Milano

- Intermonte Sim: Milano

- International Factors Italia - Ifitalia: Milano

- Intesa Lease Sec: Milano

- Intesa Previdenza - Società di Intermediazione Mobiliare: Milano

- Intesa San Paolo Private Banking: Milano

- Intesa Sec Npl: Milano

- Intesa Sec.: Milano

- Intesa Sec. 2: Milano

- Intesa Sec. 3: Milano

- Intesa Trade Sim: Milano

- Intra Private Bank S.p.a.: Milano

- ISP CB Ipotecario: Milano

- ISP CB Pubblico: Milano

- ISP Sec. 4: Milano

- Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane: Milano

- Itaca Service: Milano

- Italease Finance: Milano

- Italease Gestione Beni: Milano

- Italease Network: Milano

- Iw Bank S.p.a.: Milano

- Jpmorgan Chase Bank, National Association: Milano

- Key Client: Milano

- Leasint: Milano

- Leonardo Alternative Sgr: Milano

- Leonardo Sgr: Milano

- Leonardo Sim: Milano

- Linea: Milano

- Locat: Milano

- Macquarie Bank Limited: Milano

- Mc Gestioni Sgr: Milano

- Mediocredito Italiano: Milano

- Mediofactoring: Milano

- Meliorbanca Private: Milano

- Meliorbanca S.p.a.: Milano

- Meliorfactor: Milano

- Monte Paschi Asset Management Sgr: Milano

- Monte Titoli: Milano

- Mps Alternative Investments Sgr: Milano

- New Prestitempo: Milano

- Novara Invest Sim (in liquidazione): Milano

- Optima S.p.a. - Sgr: Milano

- Pioneer Alternative Investment Management S.G.R.P.A.: Milano

- Pioneer Global Asset Management S.p.a.: Milano

- Pioneer Investment Management S.G.R.P.A.: Milano

- Profilo Asset Management Sgr: Milano

- Rasfin Sim: Milano

- RREEF Alternative Investments Sgr: Milano

- RREEF Fondimmobiliari Sgr: Milano

- RREEF Opportunities Management: Milano

- S.G.C. - Società Gestione Crediti: Milano

- S.I.Re.F. - Società Italiana di Revisione e Fiduciaria: Milano

- S+R Investimenti e Gestioni - Sgr: Milano

- Santander Private Banking: Milano

- Sella Gestioni Sgr: Milano

- SIA-SSB: Milano

- Societe Generale - Sede In Italia: Milano

- Societe Generale Securities Services: Milano

- State Street Bank Gmbh: Milano

- Symphonia Sgr: Milano

- Systema Asset Management Sgr: Milano

- The Bank Of Tokyo- Mitsubishi Ufj, Ltd: Milano

- The Royal Bank Of Scotland - Succursale In Italia: Milano

- Tlx: Milano

- Ubi Centrosystem: Milano

- Ubi Pramerica Alternative Investments SG: Milano

- Ubi Pramerica Sgr: Milano

- Ubs (Italia) S.p.a.: Milano

- Ubs Fiduciaria: Milano

- Ubs Global Asset Management (Italia) Sgr: Milano

- Unicredit Audit: Milano

- Unicredit Banca Per La Casa: Milano

- Unicredit Consumer Financing Bank: Milano

- Unicredit Factoring: Milano

- Unicredit Global Information Services: Milano

- Unicredit Global Leasing: Milano

- Unicredit Real Estate: Milano

- Unicredit S.p.a.: Milano

- Unicredit Xelion Banca: Milano

- Valora: Milano

- We@Service: Milano

- Westlb Ag: Milano

- Banca Emilveneta: Modena

- Banca Modenese: Modena

- Banca Popolare dell'Emilia Romagna: Modena

- Claris Factor: Montebelluna

- Veneto Banca: Montebelluna

- Veneto Banca Holding: Montebelluna

- Banca Cooperativa Cattolica: Montefiascone

- Banca Popolare di Monza e Brianza S.p.a.: Monza

- Banca Popolare Valconca: Morciano di Romagna

- Banca Popolare di Sviluppo S.C.P.A. A R.L.: Napoli

- Banca Promos: Napoli

- Banco di Napoli: Napoli

- Commercio e Finanza - Leasing e Factoring: Napoli

- Sanpaolo Imi Investimenti Per Lo Sviluppo Sgr: Napoli

- Società Per La Gestione di Attività - S.G.A.: Napoli

- Vallelonga Servizi Finanziari: Napoli

- Banca Popolare di Novara S.p.a.: Novara

- Cassa di Risparmio di Orvieto: Orvieto

- Antenore Finance - Società di Cartolarizzazione: Padova

- Banca Antonveneta S.p.a.: Padova

- Banca Popolare Etica: Padova

- Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: Padova

- Giotto Finance - Società di Cartolarizzazione: Padova

- Giotto Finance 2: Padova

- Sec Servizi: Padova

- Theano Finance - Società di Cartolarizzazione: Padova

- Banca Nuova: Palermo

- Banco di Sicilia: Palermo

- Irfis - Mediocredito della Sicilia: Palermo

- Prestinuova: Palermo

- Quadrifoglio: Parabita

- Banca Monte Parma: Parma

- Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza: Parma

- Mediosystem: Perugia

- Banca dell'Adriatico: Pesaro

- AB Capital: Pescara

- Banca Caripe S.p.a.: Pescara

- Banca di Piacenza: Piacenza

- Banca Farnese: Piacenza

- Italeasing: Pisa

- Tirrena Professional Factor: In Liquidazione: Pisa

- Banca Interregionale: Pistoia

- Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia: Pistoia

- Banca Popolare Friuladria: Pordenone

- Cariprato - Cassa di Risparmio di Prato: Prato

- Banca Agricola Popolare di Ragusa: Ragusa

- Banca Popolare di Ravenna: Ravenna

- Cassa di Risparmio di Ravenna: Ravenna

- Ariosto Srl: Reggio Emilia

- Creacasa: Reggio Emilia

- Credem Leasing: Reggio Emilia

- Credem Private Equity Sgr: Reggio Emilia

- Credemfactor: Reggio Emilia

- Credito Emiliano Holding: Reggio Emilia

- Credito Emiliano S.p.a.: Reggio Emilia

- Finecobank Banca Fineco: Reggio Emilia

- Cassa di Risparmio di Rieti: Rieti

- Cassa di Risparmio di Rimini S.p.a. - Carim: Rimini

- Eticredito - Banca Etica Adriatica: Rimini

- Agenzia Sviluppo Lazio: Roma

- Artigiancassa - Cassa Per Il Credito Alle Imprese Artigiane: Roma

- Associazione Nazionale Fra Le Banche Popolari: Roma

- Banca del Fucino: Roma

- Banca Fideuram: Roma

- Banca Finnat Euramerica: Roma

- Banca Impresa Lazio: Roma

- Banca Infrastrutture Innovazioni e sviluppo: Roma

- Banca Nazionale del Lavoro: Roma

- Banca Popolare di Roma: Roma

- Banca Ubae: Roma

- Banco Desio Lazio: Roma

- Bank Insinger De Beaufort N.V.: Roma

- Bank Sepah - Filiale In Italia: Roma

- Bnl Finance: Roma

- Bnl Partecipazioni: Roma

- Bnl Positivity: Roma

- Capitalia Partecipazioni: Roma

- Capitalia Sofipa Sgr: Roma

- Capitalia Solutions: Roma

- Cassa di Compensazione e Garanzia: Roma

- Cofiri (in liquidazione): Roma

- Creaimpresa: Roma

- Credifarma: Roma

- Credito Fondiario: Roma

- Dcc - Dexia Crediop: Roma

- Dexia Crediop S.p.a.: Roma

- Efibanca: Roma

- Entasi: Roma

- Eurofinance 2000: Roma

- Europe Arab Bank - Succursale in Italia: Roma

- Europrogetti & Finanza: Roma

- Fercredit - Servizi Finanziari: Roma

- Fideuram Investimenti - Società di Gestione del Risparmio: Roma

- Finnat Fiduciaria: Roma

- Fintecna - Finanziaria per i settori industriale e dei servizi: Roma

- Fondi Immobiliari Italiani - Società di Gestione del Risparmio: Roma

- G.I.Profidi Sim in liquidazione: Roma

- Gmac Italia: Roma

- Imi Investimenti: Roma

- International Credit Recovery (123): Roma

- International Credit Recovery 5: Roma

- International Credit Recovery 6: Roma

- International Credit Recovery 8: Roma

- Investire Immobiliare - Società di Gestione del Risparmio: Roma

- Investire Immobiliare 2 - Leveraged Sgr: Roma

- Istituto Bancario del Lavoro: Roma

- Istituto Per Il Credito Sportivo: Roma

- Istituto per lo Sviluppo Economico dell'Italia Meridionale - Isveimer (in liquidazione): Roma

- Italfondiario: Roma

- Mcc - Mediocredito Centrale: Roma

- Presticinque: Roma

- Roma Servizi Informatici: Roma

- Romafides Fiduciaria e Servizi: Roma

- Sanpaolo Invest Società di Intermediazione Mobiliare: Roma

- Sedicibanca: Roma

- Simest: Roma

- Tamleasing: Roma

- Unicredit Banca di Roma: Roma

- Unicredit Credit Management Service: Roma

- Step Logistica: Rottofreno

- Banca di Sconto e Conti Correnti di S. Maria Capua Vetere: S. Maria Capua Vetere

- Finaosta - Finanziaria Regionale Valle D'aosta: Saint Christophe

- Cassa di Risparmio di Saluzzo: Saluzzo

- Banca Popolare di San Felice Sul Panaro - Società Cooperativa per Azioni: San Felice Sul Panaro

- Help Phone: San Giovanni Al Natisone

- Creverbanca: San Giovanni Lupatoto

- Cse Consorzio Servizi Bancari: San Lazzaro di Savena

- Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino: San Marino Rsm

- Cassa di Risparmio di San Miniato: San Miniato

- Apulia Finance: San Severo

- Apulia Prontoprestito: San Severo

- Bancapulia: San Severo

- Banca di Sassari: Sassari

- Banco di Sardegna: Sassari

- Numera: Sassari

- Sardaleasing: Sassari

- Banca Cassa di Risparmio di Savigliano: Savigliano

- Cassa di Risparmio di Savona: Savona

- Credito Industriale Sammarinese S.A.: Serravalle R.S.M.

- Banca Monte Dei Paschi di Siena: Siena

- Consum.It: Siena

- Mps Finance Banca Mobiliare S.p.a.: Siena

- Mps Gestione Crediti Banca: Siena

- Mps Leasing & Factoring, Banca per i Servizi Finanziari alle Imprese: Siena

- Banca Piccolo Credito Valtellinese, società cooperativa: Sondrio

- Banca Popolare di Sondrio: Sondrio

- Bancaperta: Sondrio

- Bankadati Servizi Informatici: Sondrio

- Creset Servizi Territoriali: Sondrio

- Deltas: Sondrio

- Finanziaria San Giacomo: Sondrio

- Mediocreval: Sondrio

- Stelline Servizi Immobiliari: Sondrio

- Banca Popolare di Spoleto: Spoleto

- Cassa di Risparmio di Spoleto: Spoleto

- Tercas - Cassa di Risparmio della provincia di Teramo: Teramo

- Terfinance: Teramo

- Cassa di Risparmio di Terni e Narni: Terni

- Banca del Piemonte: Torino

- Banca Intermobiliare: Torino

- Banca Patrimoni Sella & C.: Torino

- Banca Reale: Torino

- Banca Sai S.p.a.: Torino

- Bim Alternative Investments Sgr: Torino

- Compagnia Finanziaria De Benedetti: Torino

- Consel S.p.a.: Torino

- Credito Piemontese: Torino

- Fc Factor: Torino

- Ifil Investments: Torino

- Ingegneria De Software Bancario: Torino

- Intesa Sanpaolo: Torino

- Leasimpresa: Torino

- Pictet & Cie (Europe): Torino

- Santander Consumer Bank S.p.a.: Torino

- Unicredit Infrastrutture: Torino

- Unicredit Private Banking: Torino

- Unimanagement: Torino

- Banca di Credito Popolare: Torre del Greco

- Banca di Trento e Bolzano: Trento

- Banca Sella Nordest Bovio Calderari: Trento

- Eurobanca del Trentino: Trento

- Mediocredito Trentino- Alto Adige S.p.a.: Trento

- Tecnofin Trentina: Trento

- Banca di Treviso: Treviso

- Banca Italo Romena: Treviso

- Claris Leasing: Treviso

- Bg Fiduciaria - Società di Intermediazione Mobiliare: Trieste

- Bg Società di gestione del Risparmio: Trieste

- Generali Asset Management S.p.a. Società di Gestione del Risparmio: Trieste

- Simgenia: Trieste

- Cassa di Risparmio del Friuli-Venezia Giulia: Udine

- Hypo Alpe - Adria - Bank: Udine

- Mediocredito del Friuli-Venezia Giulia: Udine

- Nordest Banca: Udine

- Banca Popolare del Lazio: Velletri

- Cassa di Risparmio di Venezia: Venezia

- Banca Ifis: Venezia Mestre

- Banca Popolare di Intra: Verbania Intra

- Banco Popolare di Verona - S. Geminiano e S. Prospero: Verona

- Banco Popolare: Verona

- Breakeven: Verona

- Società Gestione Servizi - Bp: Verona

- Unicredit Corporate Banking: Verona

- Unicredit Credit Management Bank: Verona

- Verona Gestioni Sgr: Verona

- Banca Valsabbina: Vestone

- Banca Popolare di Vicenza - Società Cooperativa Per Azioni: Vicenza

- Banco Desio Veneto: Vicenza

- Nem Sgr: Vicenza

- Nordest Due Sgr: Vicenza

- Banca Crv Cassa di Risparmio di Vignola: Vignola

- Banca di Viterbo Credito Cooperativo: Viterbo

- Cassa di Risparmio della provincia di Viterbo S.p.a.: Viterbo

- Cassa di Risparmio di Volterra: Volterra

(*) Il presente elenco è aggiornato al 2 luglio 2008 (data di stesura del testo coordinato).

 

 

Allegato 2 - Tabelle economiche (valori in euro)

 

"Una tantum" dal 1o gennaio 2006 al 31 dicembre 2007

Stipendio: 2.883,85

Scatto di anzianità: 57,69

Importo ex ristrutturazione tabellare: 8,66

 

"Una tantum" dal 1o gennaio 2006 al 31 dicembre 2006

Stipendio: 1.383,07

Scatto di anzianità: 27,67

Importo ex ristrutturazione tabellare: 4,15

 

"Una tantum" dal 1o gennaio 2007 al 31 dicembre 2007

Stipendio: 1.500,78

Scatto di anzianità: 30,02

Importo ex ristrutturazione tabellare: 4,51

 

1o gennaio 2008 (A)

Stipendio: 4.700,90

Scatto di anzianità: 94,04

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,11

 

Parametrazione dal 1o gennaio 2008 (B)

Stipendio: 4.747,91

Scatto di anzianità: 94,04

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,11

 

Dal 1o luglio 2008

Stipendio: 4.788,27

Scatto di anzianità: 94,84

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,23

 

Dal 1o dicembre 2008

Stipendio: 4.828,97

Scatto di anzianità: 95,65

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,35

 

Dal 1o luglio 2009

Stipendio: 4.865,19

Scatto di anzianità: 96,37

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,46

 

Dal 1o ottobre 2009

Stipendio: 4.913,84

Scatto di anzianità: 97,33

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,60

 

Dal 1o dicembre 2009

Stipendio: 4.950,69

Scatto di anzianità: 98,06

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,71

 

Dal 1o luglio 2010

Stipendio: 4.987,82

Scatto di anzianità: 98,80

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,82

 

Dal 1o dicembre 2010

Stipendio: 5.025,23

Scatto di anzianità: 99,54

Importo ex ristrutturazione tabellare: 14,93

 

 

Appendice 1 - Provvidenze per i disabili

 

Fatte salve le eventuali condizioni aziendali più favorevoli già in atto alla data di stipulazione del presente contratto, a ciascun figlio o persona equiparata a carico - secondo il criterio seguito per la individuazione dei titolari del diritto agli assegni familiari - che per grave minorazione fisica o psichica risulti portatore di handicap ai fini dell'apprendimento, viene corrisposta una provvidenza annuale di Euro 103,29.

Tale provvidenza viene corrisposta entro il mese di giugno di ciascun anno solare e non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età del portatore di handicap, a presentazione, da parte degli interessati, di idonea certificazione medica attestante, per l'anno di corresponsione, il sussistere delle condizioni richieste.

 

 

Appendice 2 - Commissioni nazionali di studio

 

Le parti stipulanti si incontreranno ad esito dei lavori della Commissione nazionale di studio di cui all'Appendice 4 in calce al contratto 8 dicembre 2007 per i quadri direttivi e le aree professionali, per una valutazione congiunta in tema di scala parametrale.

Le parti stipulanti attiveranno, entro 90 giorni dalla stipulazione del presente contratto, i lavori di una Commissione nazionale di studio per verificare l'attualità dell'accordo nazionale 12 marzo 1997 in tema di salute e sicurezza dei lavoratori.

 

 

Appendice 3 - Protocollo sullo sviluppo sostenibile e compatibile del sistema bancario

 

Il 16 giugno 2004, in Roma

 

(Omissis)

 

Premesso che:

- il sistema di relazioni sindacali nel settore del credito si è sviluppato secondo le linee previste dal Protocollo sulla politica dei redditi del 23 luglio 1993, e dal Protocollo 22 dicembre 1998, con particolare riguardo al metodo concertativo ed agli assetti contrattuali.

Tali assetti, confermati dal CCNL 11 luglio 1999, si articolano nel contratto collettivo nazionale di categoria - che ha durata quadriennale per la parte normativa e biennale per quella economica - e in un secondo livello di contrattazione (aziendale) riguardante materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli retributivi propri del contratto nazionale, secondo le modalità e gli ambiti di applicazione definiti dal contratto stesso che stabilisce anche tempistica - secondo il principio dell'autonomia dei cicli negoziali - e materie del secondo livello;

- in coerenza con quanto sopra, con il Protocollo d'intesa del 4 giugno 1997 sul settore bancario, le parti hanno condiviso principi, criteri e strumenti finalizzati ad una radicale ristrutturazione del sistema creditizio in una logica di efficienza e competitività internazionale;

- in tale contesto si è condiviso, fra l'altro che "il governo dei costi e le maggiori flessibilità trovano il loro riconoscimento nella centralità delle risorse umane, nella loro motivazione e partecipazione, secondo principi di collaborazione, di responsabilità diffuse e di pari opportunità";

- in adempimento del predetto Protocollo sono stati stipulati l'accordo quadro 28 febbraio 1998 ed il contratto collettivo nazionale di lavoro 11 luglio 1999, attraverso i quali le parti hanno contribuito al riposizionamento strategico ed al riequilibrio competitivo del sistema bancario italiano rispetto ai competitors europei ed, in particolare, alle ristrutturazioni e alle riorganizzazioni, ai processi di concentrazione nei gruppi bancari e di privatizzazione degli assetti proprietari, alle innovazioni dei processi produttivi, dei prodotti e dei canali distributivi, anche tramite il contenimento dei costi, l'introduzione di nuove flessibilità normative, la modernizzazione delle relazioni sindacali e l'individuazione di strumenti idonei per la gestione delle risorse umane da parte delle imprese ed il governo, in condizioni di equilibrio sociale, delle tensioni occupazionali, anche per mezzo del Fondo di solidarietà di settore;

- le parti, preliminarmente al rinnovo del predetto CCNL 11 luglio 1999, hanno ravvisato l'opportunità - anche alla luce dell'esperienza applicativa del CCNL stesso - di sviluppare una più ampia riflessione sulle tematiche connesse al miglior utilizzo delle risorse umane, nello spirito, già condiviso nell'accordo 4 aprile 2002, di orientare l'evoluzione delle imprese bancarie, in un contesto competitivo, verso uno sviluppo socialmente sostenibile e compatibile;

- il nuovo CCNL, in coerenza e continuità con il percorso finora intrapreso dalle parti, deve individuare, anticipando il cambiamento in un ambiente di crescente competitività, regole che assicurino sintesi efficaci fra obiettivi delle imprese ed attese dei lavoratori;

- con il presente Protocollo le parti stipulanti, pertanto, intendono condividere principi e valori che possano risultare di opportuno indirizzo nel miglioramento continuo della qualità dei rapporti fra le imprese creditizie ed il proprio personale, nel rafforzamento della reputazione complessiva del sistema;

- il presente Protocollo costituisce una utile cornice ai fini del rinnovo del CCNL 11 luglio 1999;

 

A) quanto sopra premesso, le parti:

1) valutano positivamente il contributo al risanamento offerto dal sistema di relazioni sindacali adottato nel settore dalla seconda metà degli anni '90 sulla base dei principi di cui ai Protocolli citati in premessa e si impegnano, pertanto, anche nel mutato scenario, a preservarne l'impostazione concertativa e la funzione propulsiva, particolarmente rilevante anche nella prospettiva di uno sviluppo socialmente sostenibile e compatibile;

2) ribadiscono la centralità del contratto nazionale e il comune impegno delle parti firmatarie il presente Protocollo di operare, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo, per garantire la puntuale applicazione ed attuazione della normativa contrattuale;

3) riaffermano il ruolo centrale delle risorse umane e l'obiettivo comune della loro valorizzazione quale elemento indispensabile e strategico per lo sviluppo ed il successo dell'impresa;

4) riconoscono che l'obiettivo di cui al punto precedente presuppone l'effettiva parità delle opportunità di sviluppo professionale, un'offerta formativa continua, la mobilità su diverse posizioni di lavoro, l'adeguatezza dei criteri di valutazione professionale, la qualità delle prestazioni, degli ambienti di lavoro, l'efficacia della prevenzione e degli interventi in materia di salute e sicurezza;

5) si impegnano ad adoperarsi attivamente affinché - in un mercato globale - vengano rispettati, ovunque si esplichi l'attività imprenditoriale, i diritti umani fondamentali, i diritti del lavoro, e si contrasti ogni forma di discriminazione basata su razza, nazionalità, sesso, età, disabilità, opinioni politiche e sindacali;

6) riconoscono che le imprese, nel perseguire i propri legittimi obiettivi economici, in un mercato globale basato sulla competitività e sulla concorrenza, devono mirare soprattutto all'eccellenza delle performance, in termini di qualità e convenienza dei prodotti e servizi offerti;

7) in tale contesto, ribadiscono che vi sono valori etici fondamentali cui devono ispirarsi tutti coloro che, ai diversi livelli, operano nelle imprese e che l'azione delle imprese stesse e dei lavoratori deve dunque mirare ad uno sviluppo sostenibile e compatibile, ciò che comporta anche la costante attenzione agli impatti sociali ed ambientali connessi all'esercizio della propria attività;

8) riaffermano in tema di sistemi incentivanti - qualora adottati dalle imprese - e di valutazione del personale, che deve essere assicurata aziendalmente piena coerenza tra i principi declinati in materia, con particolare riguardo all'oggettività ed alla trasparenza dei sistemi stessi, e i comportamenti assunti ad ogni livello nelle imprese, al fine di rafforzare all'interno delle medesime il necessario clima di fiducia, coesione e stabilità; conseguentemente, la procedura contrattuale in tema di sistema incentivante - così integrando, ivi compreso quanto indicato ai punti 9 e 10, le attuali previsioni - dovrà svolgersi, tra le parti aziendali, nella prospettiva di ricercare soluzioni condivise;

9) ritengono opportuno che le imprese prevedano, nell'ambito dei sistemi incentivanti, anche obiettivi di qualità;

10) convengono che le parti nazionali firmatarie del presente Protocollo potranno chiedere un incontro - da tenere in sede ABI entro sette giorni dalla richiesta - per dirimere controversie rivenienti da lamentate violazioni della procedura contrattuale sul sistema incentivante;

11) confermano che al personale impegnato nella rete in attività di vendita devono essere fornite informazioni e regole chiare ed esaurienti sui comportamenti da seguire nella relazione con la clientela, anche per quel che attiene alla valutazione, nel caso di vendita di prodotti finanziari, della "propensione al rischio" del cliente rispetto alle caratteristiche del prodotto.

In particolare tali obiettivi si realizzano:

- dedicando al medesimo personale una formazione specifica e specialistica nell'ambito della dotazione annuale prevista dal CCNL;

- ponendo la massima attenzione nelle fasi di assegnazione degli obiettivi del sistema incentivante e di eventuale variazione degli stessi;

- assicurando la piena applicazione delle garanzie di legge e di contratto a tutela, sia sul piano civile che penale, di coloro che abbiano operato nel rispetto delle istruzioni ricevute e con correttezza e buona fede.

 

Dichiarazioni delle parti

 

1) Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori, in considerazione di processi di ristrutturazione, di riorganizzazione o di acquisizione del controllo di imprese creditizie meridionali, auspicano che, nell'ambito delle appropriate procedure in sede aziendale o di gruppo, si valuti con la massima attenzione la possibilità di un utilizzo mirato e selettivo, anche per aree geografiche, delle risorse del Fondo di solidarietà di settore destinate alla formazione.

2) L'ABI, prendendo atto di quanto sopra, invita le Imprese a valutare con la massima attenzione l'istanza sindacale in tutti i casi in cui ciò sia compatibile con le esigenze organizzative e produttive rivenienti dai processi di cui sopra.

 

B) Con riferimento alle imprese che volontariamente intendono adottare l'approccio alla "Corporate Social Responsibility" (CSR), le parti considerano positivamente gli orientamenti assunti dall'Unione Europea in materia, a partire dal Consiglio di Lisbona del 2000, che ha affermato il nuovo obiettivo strategico per il nuovo decennio: diventare - quella europea - l'economia, basata sulla conoscenza, più competitiva e dinamica del mondo in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

In particolare le parti assumono la definizione formulata nel Libro Verde della Commissione europea del luglio 2001, secondo la quale la responsabilità sociale d'impresa è "l'integrazione volontaria da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ambientali nelle loro attività commerciali e nelle loro relazioni con le parti interessate (stakeholder)".

Ne consegue che "affermando la loro responsabilità sociale e assumendo di propria iniziativa impegni che vanno al di là delle esigenze regolamentari e convenzionali, cui devono comunque conformarsi, le imprese si sforzano di elevare le norme collegate allo sviluppo sociale, alla tutela dell'ambiente ed al rispetto dei diritti fondamentali, adottando un sistema di governo aperto, in grado di conciliare gli interessi delle varie parti interessate nell'ambito di un approccio globale della qualità e dello sviluppo sostenibile".

Pertanto, le parti stipulanti il presente Protocollo si impegnano a favorire la diffusione, nell'ambito del sistema bancario, della cultura, dei principi e dei valori connessi alla responsabilità sociale d'impresa come sopra definita. A tal fine valuteranno con particolare attenzione le indicazioni del Multistakeholder Forum Europeo e le iniziative conseguenti della Commissione Europea, nonché i risultati del progetto sulla responsabilità sociale d'impresa in corso di esame tra Federazione Bancaria Europea, Federazione Casse di Risparmio Europee, Federazione BCC Europee e Uni Europa Finanza.

Al medesimo scopo le parti stipulanti costituiranno un Osservatorio nazionale paritetico che avrà il compito di:

a) analizzare le buone pratiche e stimolarne e favorirne la diffusione nel sistema bancario italiano, anche con riguardo agli strumenti volontari come, ad esempio, il bilancio sociale o ambientale e i codici etici;

b) nonché di sviluppare l'analisi e la ricerca di convergenze su tematiche che possono contribuire positivamente a promuovere il "valore" dell'impresa e ad ottimizzare il clima aziendale, quali:

- relazioni sindacali ai vari livelli;

- assetti del sistema creditizio meridionale e rapporti banche-imprese;

- salute e sicurezza sul lavoro;

- formazione continua, alla luce della dichiarazione congiunta UNI-Europa Finanza e FBE del 28 dicembre 2002 in materia di life long learning;

- sviluppo delle competenze e crescita professionale;

- pari opportunità professionali;

- comunicazione interna alle imprese;

- work life balance;

- salvaguardia dell'ambiente per gli impatti diretti (consumi di energia, carta, emissioni inquinanti, riciclo, ecc.);

- iniziative a favore di disabili;

- iniziative a favore del volontariato ed iniziative di solidarietà in genere;

- azioni positive contro molestie sessuali e comportamenti vessatori, fisici o psicologici;

- gestione del patrimonio intellettuale delle imprese.

Sui temi di cui sopra, le parti convengono, altresì, di indire una Conferenza periodica congiunta che abbia ad oggetto uno o più dei temi di cui sopra, e di promuovere, sui medesimi, la partecipazione attiva a qualificati organismi, pubblici o privati, sia a livello nazionale che internazionale.

 

 

Appendice 4 - Trattamento di fine rapporto e previdenza

 

Il 12 febbraio 2005, in Roma

 

(Omissis)

 

Si sono incontrate al fine di chiarire la questione insorta in merito alla computabilità o meno delle somme versate dalle aziende ai fondi di previdenza nella base utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto (t.f.r.) ed hanno confermato - tenuto anche conto dei complessivi livelli retributivi definiti in sede di contrattazione collettiva - di aver inteso, tempo per tempo, escludere dalla base di calcolo del t.f.r. i contributi versati dalle imprese per il finanziamento dei trattamenti previdenziali riconosciuti al personale delle aziende di credito.

 

 

Appendice 5 - Fondo di solidarietà del personale del credito

 

Verbale di accordo

 

Il 12 febbraio 2005, in Roma

 

(Omissis)

 

Premesso che:

- l'art. 11, comma 10, dell'Accordo 28 febbraio 1998, sottoscritto dall'ABI e dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori richiamate in epigrafe, relativo alla istituzione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione, della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito, e l'art. 10, comma 9, del decreto 28 aprile 2000, n. 158 dettano i criteri per la determinazione dell'importo dell'assegno straordinario di sostegno al reddito;

- in ordine alla corretta applicazione delle disposizioni indicate - relativamente alla nozione di "importo netto del trattamento pensionistico", sotto il profilo riguardante la disciplina fiscale applicabile al trattamento pensionistico lordo ai fini della determinazione del corrispondente importo "netto" - è emersa la questione interpretativa se, ai predetti fini, si debba o meno tener conto delle detrazioni e/o deduzioni fiscali eventualmente spettanti al lavoratore interessato,

 

Si conviene quanto segue:

 

Art. 1

 

La premessa costituisce parte integrante del presente verbale di accordo.

 

Art. 2

 

Le disposizioni di cui in premessa si interpretano nel senso che l'importo netto del trattamento pensionistico spettante nell'ambito dell'assicurazione generale obbligatoria si determina assoggettando l'importo lordo del predetto trattamento alle aliquote IRPEF per scaglioni di reddito vigenti al momento della cessazione del rapporto di lavoro del dipendente che accede al Fondo, dovendosi ritenere pertanto esclusa, ai predetti fini, l'applicazione delle deduzioni dal reddito imponibile/detrazioni di imposta, previste in base alla legislazione vigente alla stessa data e tempo per tempo.

 

* * *

 

Le parti stipulanti il presente verbale di accordo impegnano i rispettivi rappresentanti nel Comitato Amministratore del "Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione, della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito" affinché, in seno al predetto Comitato, assumano le conseguenti deliberazioni.

 

 

Appendice 6 - Fondo di solidarietà del personale del credito

 

Verbale di accordo

 

Il 12 febbraio 2005, in Roma

 

(Omissis)

 

Premesso che:

- l'art. 11, comma 10, dell'Accordo 28 febbraio 1998, sottoscritto dall'ABI e dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori richiamate in epigrafe, relativo alla istituzione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione, della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito, e l'art. 10, comma 9, del decreto 28 aprile 2000, n. 158 dettano i criteri per la determinazione dell'importo dell'assegno straordinario di sostegno al reddito;

- in ordine alla corretta applicazione delle disposizioni indicate - relativamente alla nozione di "importo netto del trattamento pensionistico", sotto il profilo riguardante i criteri di computo della "maggiorazione dell'anzianità contributiva mancante", ai fini del calcolo del trattamento pensionistico lordo spettante - è emersa la questione se, ai predetti fini, si debba tener conto della anzianità contributiva che il lavoratore sarebbe in grado di maturare all'atto del raggiungimento dei requisiti per il diritto alla pensione di anzianità o vecchiaia, ovvero dell'anzianità contributiva minima richiesta dalle disposizioni di legge per il diritto alla pensione;

 

Si conviene quanto segue:

 

Art. 1

 

La premessa costituisce parte integrante del presente verbale di accordo.

 

Art. 2

 

L'importo netto del trattamento pensionistico spettante nell'ambito dell'assicurazione generale obbligatoria si determina individuando la maggiorazione dell'anzianità contributiva mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia/anzianità, nella misura corrispondente al numero delle settimane di contribuzione che mancano sino al momento della maturazione, da parte del lavoratore, dei requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia e/o anzianità.

 

Art. 3

 

Gli effetti di quanto previsto all'articolo 2 si applicano ai trattamenti per assegni straordinari di sostegno del reddito in atto alla predetta data o liquidati successivamente e decorrono dalla data della stipula del presente verbale di accordo.

 

* * *

 

Le parti stipulanti il presente verbale di accordo impegnano i rispettivi rappresentanti nel Comitato amministratore del "Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione, della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito" affinché, in seno al predetto Comitato, assumano le conseguenti deliberazioni.

 

 

Appendice 7 - Accordo di proroga del fondo di solidarietà del personale del credito

 

Il 5 maggio 2005, in Roma

 

(Omissis)

 

Premesso che:

- l'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 prevede che, in attesa di un'organica riforma del sistema di ammortizzatori sociali, vengano definite, in via sperimentale, con uno o più decreti, misure di politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione nell'ambito dei processi di ristrutturazione aziendale e per fronteggiare situazioni di crisi, per le categorie e settori d'impresa sprovvisti di detto sistema;

- il decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro del tesoro, del 27 novembre 1997, n. 477, contenente il regolamento-quadro in materia, rinvia ai contratti collettivi nazionali per la definizione dei principi e criteri direttivi validi ai fini dell'adozione dei regolamenti dei Fondi di settore ai sensi dell'articolo 2, comma 28 della legge n. 662/1996;

- con l'accordo collettivo nazionale del 28 febbraio 1998 è stata convenuta, in attuazione delle disposizioni richiamate, la istituzione presso l'INPS del "Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito";

- con il decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro del tesoro, del 28 aprile 2000, n. 158 è stato approvato il Regolamento relativo alla istituzione del predetto Fondo di solidarietà;

Considerato che:

- l'accordo collettivo nazionale 28 febbraio 1998 stabilisce, all'articolo 6, 1o comma che "il Fondo provvede, nell'ambito dei processi di cui all'articolo 3:

1) in via ordinaria

(Omissis);

2) in via straordinaria: all'erogazione di assegni straordinari per il sostegno al reddito, in forma rateale, e al versamento della contribuzione figurativa di cui alla legge n. 662 del 1996, articolo 2, comma 28, riconosciuti ai lavoratori ammessi a fruirne nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo.

(Omissis).

A detti interventi verranno ammessi, nell'ambito di un periodo di 10 anni dalla data di entrata in vigore del Regolamento, i soggetti di cui all'articolo 3.

Gli assegni straordinari per il sostegno del reddito sono erogati dal Fondo, per un massimo di 60 mesi nell'ambito del periodo di cui al comma che precede, su richiesta del datore di lavoro e fino alla maturazione del diritto a pensione di anzianità o vecchiaia a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, a favore dei lavoratori che maturino i predetti requisiti entro un periodo massimo di 60 mesi, o inferiore a 60 mesi, dalla data di cessazione del rapporto di lavoro";

- l'articolo 18 dell'accordo collettivo nazionale citato, nel precisarne il carattere sperimentale, stabilisce che l'accordo medesimo decorre dall'entrata in vigore del Decreto interministeriale recante il Regolamento del Fondo e scadrà trascorsi 10 anni da tale data: esso potrà essere eventualmente rinnovato alla scadenza con i criteri e per il periodo che le parti concorderanno;

- il Regolamento di cui al decreto 28 aprile 2000, n. 158, citato, stabilisce all'art. 14 che "il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito" scade trascorsi dieci anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ed è liquidato secondo la procedura prevista dall'art. 6, commi 7, 8, 9 e 10;

Rilevato che:

- in attuazione e per effetto delle norme richiamate nelle premesse, il Regolamento del Fondo di solidarietà scadrà il 30 giugno 2010 (termine del decimo anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto n. 158/2000: 1o luglio 2000);

- tenuto conto della scadenza attualmente stabilita, a far tempo dal 1o luglio 2005 il Fondo non potrà erogare l'assegno straordinario per il sostegno del reddito per la durata massima prevista (60 mesi) e che l'indicato periodo di erogazione della prestazione verrà progressivamente a ridursi con l'approssimarsi della scadenza del Fondo;

- è interesse reciproco delle parti che il Fondo di solidarietà per il personale dipendente dalle Imprese di credito continui ad operare in condizioni che assicurino al meglio la rispondenza delle prestazioni garantite rispetto alle necessità delle Imprese medesime e dei lavoratori interessati;

- è opportuno ai predetti fini prevedere, nel rispetto delle procedure previste dal decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro del tesoro, del 27 novembre 1997, n. 477, modifiche dell'accordo collettivo nazionale del 28 febbraio 1998, che assicurino un adeguato prolungamento della valenza temporale della regolamentazione, a fronte delle richiamate problematiche concernenti la durata massima di erogazione dell'assegno straordinario per il sostegno del reddito;

 

Si conviene quanto segue:

 

Art. 1

 

La scadenza di cui all'art. 18 dell'accordo collettivo nazionale 28 febbraio 1998 è di comune intesa fissata alla data del 30 giugno 2020.

L'accordo 28 febbraio 1998 potrà essere eventualmente rinnovato alla scadenza stabilita nel presente articolo, con i criteri e per il periodo che le parti concorderanno.

 

Art. 2

 

Le parti stipulanti il presente accordo chiedono, ai sensi e per gli effetti del decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro del tesoro, del 27 novembre 1997, n. 477, ai competenti Dicasteri di emanare le norme conseguenti a modifica, sui punti corrispondenti, del testo del decreto 28 aprile 2000, n. 158, recante il Regolamento relativo all'istituzione del "Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito".

 

 

Appendice 8 - Fondo nazionale del settore del credito per progetti di solidarietà

 

Il 13 gennaio 2005, in Roma

 

(Omissis)

 

Premessa

 

In relazione agli accordi già intercorsi tra le parti stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro per i quadri direttivi e le aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, in merito alla istituzione di un Fondo nazionale per progetti di solidarietà tra i dipendenti e le imprese stesse, si conviene di anticiparne la costituzione, per contribuire prontamente ed efficacemente ad affrontare l'emergenza dovuta ai fenomeni naturali che hanno sconvolto intere regioni dell'Asia.

I fondi raccolti nell'anno 2005 tra le lavoratrici, i lavoratori e le aziende, saranno devoluti a iniziative umanitarie a favore delle popolazioni colpite dal terremoto e dal maremoto dello scorso 26 dicembre;

 

Tutto ciò premesso, si conviene quanto segue:

 

È costituito un Fondo nazionale per progetti di solidarietà allo scopo di finanziare iniziative umanitarie di assistenza, sia nell'ambito nazionale che internazionale.

La gestione del Fondo è assicurata da rappresentanti dell'ABI e delle Segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente Protocollo d'intesa, che decideranno consensualmente sulla destinazione delle risorse.

Il Fondo sarà alimentato dai contributi dei dipendenti e, in pari misura, da quelli delle aziende di credito e finanziarie e potrà ricevere donazioni ed ulteriori contributi anche da parte di terzi.

Il contributo dei dipendenti è fissato nella misura di 6 (sei) euro annui da trattenere sull'importo della tredicesima mensilità e potrà variare, d'intesa tra le parti firmatarie del presente contratto. Per ogni dipendente che aderisce al Fondo, le aziende verseranno 6 (sei) euro annui o la misura che potrà essere successivamente definita d'intesa tra le medesime parti.

L'adesione al Fondo è volontaria e il dipendente in ogni momento può recedere dal contributo.

Annualmente sarà reso noto il "bilancio" del Fondo, con la specificazione di tutti gli interventi effettuati.

In caso di scioglimento del Fondo, decisione che dovrà essere assunta consensualmente dalle parti stipulanti, gli eventuali attivi saranno devoluti ad Organizzazioni aventi le stesse finalità del Fondo.

 

Norma transitoria

L'adesione al Fondo è su base volontaria. La manifestazione di volontà dovrà essere espressa dai lavoratori all'atto dell'avvio del Fondo e potrà essere revocata di arino in anno. La quota relativa all'anno 2005 sarà trattenuta nella busta paga di febbraio 2005, mentre quella relativa al 2006 sarà prelevata dalla tredicesima del dicembre 2005 e così di anno in anno.

Si allega il modulo di adesione al Fondo da accludere alla busta paga dei dipendenti del mese di gennaio 2005, o da diffondere fra i dipendenti stessi con altra idonea modalità, e da restituire compilato e sottoscritto ai competenti Uffici dell'azienda.

 

Allegato

 

Fac-simile del modulo di adesione
al Fondo nazionale del settore del credito per progetti di solidarietà

 

Data, ...... ......... ........

Io sottoscritto/a .............. .................., matr. n. ......... ......., dipendente da aderisco, a far tempo dall'anno 2005, al Fondo nazionale per i progetti di solidarietà tra i dipendenti e le imprese creditizie e finanziarie.

Autorizzo, pertanto, il mio datore di lavoro ad effettuare la trattenuta dell'importo netto di 6 (sei) curo, dalla busta paga del mese di febbraio 2005.

Autorizzo, altresì, il mio datore di lavoro a trattenere il medesimo importo dalla tredicesima mensilità, ogni anno a partire dal dicembre 2005, salvo mia revoca espressa.

 

Firma del lavoratore/lavoratrice

....................... ...........................

 

 

Appendice 9 - ENBICREDITO

 

Le parti stipulanti si danno atto che il contributo di 1 euro pro-capite, previsto allo scopo di consolidare l'attività di ENBICREDITO, va versato dalle imprese anche con riferimento al personale con qualifica di dirigente in organico alla data del 31 dicembre 2004.

 

* * *

 

Verbale di accordo

 

11 luglio 2007, in Roma

 

(Omissis)

 

Ad integrazione di quanto previsto dall'Appendice 3 in calce al CCNL 12 febbraio 2005, le parti stipulanti convengono che ciascuna impresa conferente all'ABI mandato di rappresentanza sindacale eroghi, entro il 30 settembre 2007, un contributo straordinario a favore di Enbicredito nella misura pari a 0,5 euro per ogni dipendente a tempo indeterminato in organico alla data del 30 giugno 2007.

Le parti si riservano di valutare, per ciascuno degli anni successivi, la ripetizione del predetto contributo in relazione alle risultanze del rendiconto annuale dell'esercizio finanziario presentato da Enbicredito ai sensi dell'art. 11 del proprio Statuto.

 

 

Appendice 10 - Norma transitoria Passaggio alla dirigenza

 

Il giorno 11 luglio 1999, in Roma

 

(Omissis)

 

Norma transitoria - Passaggio alla dirigenza

Così come previsto nell'accordo-quadro 28 febbraio 1998 la nuova dirigenza sarà ricompresa fra l'1,5% ed il 2,5% rispetto al totale del personale dell'impresa: a tal fine l'inquadramento di dirigente sarà attribuito ad una parte degli attuali funzionari con grado più elevato.

Le norme relative alla cessazione del rapporto di lavoro dei dirigenti, previste dal citato accordo-quadro del 28 febbraio 1998, troveranno applicazione, trascorso un anno dal riconoscimento, nei confronti di coloro ai quali verrà attribuito dall'impresa tale inquadramento ai sensi del comma che precede.

Ciascuna impresa, pertanto, individuerà - tra i funzionari cui è attualmente riconosciuta una maggiorazione di grado superiore a 9 - quelli ai quali attribuire in relazione alle funzioni svolte, alla struttura ed organizzazione dell'impresa stessa, l'inquadramento da dirigente, informando gli Organismi sindacali aziendali sui criteri e le modalità adottati.

Si conserva, in ogni caso, come assegno "ad personam" la quota di retribuzione eccedente i 100 milioni annui. Tale assegno non sarà riassorbibile per effetto di futuri incrementi retributivi.

L'applicazione dei commi che precedono è connessa temporalmente all'espletamento della procedura prevista dal presente contratto in materia di quadri direttivi. Fino alla data prevista aziendalmente per l'applicazione del nuovo sistema relativo a tale categoria, continuano a trovare applicazione le corrispondenti norme contrattuali per il personale direttivo (CCNL ABI 22 giugno 1995 e CCNL ACRI 16 giugno 1995).

 

Chiarimento a verbale

 

Le parti stipulanti chiariscono che l'assegno "ad personam" di cui al 4o comma della presente norma è computabile ai fini della eventuale quota del premio di rendimento eccedente lo standard di settore, del trattamento di fine rapporto e ai fini dei trattamenti di previdenza aziendali.

 

 

Appendice 11 - Nuova struttura contrattuale

 

 

Il 28 febbraio 1998, in Roma

 

(Omissis)

 

Art. 3

(Nuova struttura contrattuale)

 

La struttura contrattuale del settore viene ridefinita, anche per quanto attiene al numero di contratti collettivi nazionali, realizzando discipline differenziate per categorie di personale che, ai sensi del Protocollo 4 giugno 1997, garantiscano le specificità professionali in un quadro omogeneo di regole.

Pertanto, la nuova struttura contrattuale del settore creditizio prevederà due contratti collettivi nazionali di lavoro: uno per i dirigenti ed uno per il restante personale.

 

1) Nuova dirigenza

Si individuerà una dirigenza "allargata" che sarà indicativamente ricompresa fra l'1,5% ed il 2,5% rispetto al totale del personale dell'impresa; a questo fine l'inquadramento di dirigente sarà attribuito ad una parte degli attuali funzionari con grado più elevato.

Pertanto ciascuna impresa individuerà - tra i funzionari cui è attualmente riconosciuta una maggiorazione di grado superiore a 9 - quelli ai quali attribuire, in relazione alle funzioni svolte, alla struttura ed Organizzazione dell'impresa stessa, l'inquadramento da dirigente, informando gli Organismi sindacali aziendali sui criteri e le modalità adottati.

In sede nazionale verrà fissato unicamente il trattamento economico corrispondente al grado minimo di dirigente, ad un livello inferiore all'attuale.

L'eventuale differenza di trattamento economico dei funzionari inquadrati come dirigenti, nonché degli attuali dirigenti, verrà mantenuta come assegno "ad personam". Fermo quanto stabilito all'art. 8 del presente accordo-quadro, tale assegno non sarà riassorbibile per effetto di eventuali incrementi retributivi.

A tale personale si applicherà integralmente la nuova disciplina contrattuale dei dirigenti che verrà concordata fra le parti stipulanti in sede di adeguamento di quella attuale. In particolare:

- come "declaratoria" di inquadramento dei dirigenti sarà mantenuta la seguente: "Ai fini del presente contratto sono dirigenti coloro i quali - sussistendo le condizioni di subordinazione di cui all'art. 2094 del codice civile ed in quanto ricoprano nell'impresa un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, di autonomia e di potere decisionale ed esplichino le loro funzioni di promozione, coordinamento e gestione generale al fine di realizzare gli obiettivi dell'impresa - siano dalle rispettive imprese cui appartengono come tali qualificati";

- la cessazione del rapporto ad iniziativa dell'impresa - in analogia a quanto praticato al riguardo per la dirigenza degli altri settori - sarà regolata esclusivamente dalle norme del codice civile, prevedendo l'introduzione di un Collegio arbitrale per le controversie in materia.

Tale criterio si applica a coloro ai quali verrà attribuito dall'impresa l'inquadramento da dirigente secondo i suesposti principi, trascorso un anno da tale riconoscimento.

Resta fermo che le norme di legge o contrattuali sull'orario di lavoro e sulla prestazione lavorativa non si applicano ai dirigenti.

 

 

Appendice 12 - Verbale di riunione sul tema dell'occupazione e per il rilancio del Fondo di solidarietà del settore

 

Il 20 giugno 2007, in Roma

 

Si è tenuto un incontro tra

 

(Omissis)

 

nel corso del quale sono state trattate le problematiche concernenti il tema dell'occupazione, con particolare riferimento all'individuazione di iniziative congiunte volte al rafforzamento del Fondo di solidarietà di settore.

L'ABI e i Sindacati si danno atto di quanto segue.

Il tema dell'occupazione nelle imprese bancarie, concomitante con la fase di rinnovo del CCNL 12 febbraio 2005, è urgente in considerazione della forte accelerazione del fenomeno delle riorganizzazioni e delle concentrazioni bancarie che prefigura un sistema creditizio profondamente diverso da quello in essere solo pochi mesi fa, determinando una netta riduzione del numero dei grandi gruppi bancari, passati in breve tempo da 11 a 6. Le prevedibili, conseguenti ricadute sul piano occupazionale andranno opportunamente gestite, anche con l'obiettivo di favorire nuova occupazione verso attività che potranno essere utilmente sviluppate.

Sino ad oggi le conseguenze occupazionali rivenienti da questi riassetti proprietari e organizzativi sono state governate garantendo equilibrio sociale grazie all'intervento del Fondo di solidarietà del settore che ha consentito soluzioni non traumatiche rispetto alle eccedenze di personale denunciate dalle aziende e che si sono concretizzate in uscite, per lo più volontarie, del personale prossimo al pensionamento.

Il Fondo ha, dunque, consentito in questi anni di risolvere adeguatamente, senza tensioni sociali né oneri per la collettività, il problema degli esuberi: dal 2000 ad oggi sono stati sottoscritti accordi per circa 24.000 lavoratori e gli attuali percettori dell'assegno straordinario sono circa 10.000.

Il Fondo, prorogato al 2020 con il D.M. 28 aprile 2006, n. 226, è stato, tuttavia, proprio in questa fase, caricato di ulteriori oneri per le imprese, in assenza di misure e/o interventi di sostegno da parte pubblica.

In particolare, tale ulteriore onerosità si è concretizzata con la legge 4 agosto 2006, n. 248 che ha abrogato il sistema di tassazione meno oneroso applicato in precedenza alle somme corrisposte al personale con una determinata anzianità per agevolarne l'esodo: sistema sul quale le parti contrattuali avevano concepito il Fondo stesso nel 1998.

Tanto premesso, le parti convengono quanto segue.

È necessario che l'ammortizzatore sociale applicato nel settore continui ad essere strumento efficace e specifico del sistema bancario per governare i processi di riorganizzazione e concentrazione, ridurne le potenziali tensioni, gestire le eccedenze di personale, mitigare gli impatti sociali e favorire l'occupazione dei più giovani.

In questo ambito la paventata estensione al settore del credito, da parte del Governo, degli ammortizzatori sociali applicati ad altri comparti (Cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria, mobilità), non è considerata idonea ad affrontare e gestire le ricadute dei processi di concentrazione in atto, oltre a rappresentare un serio ostacolo alla continuità e funzionalità del Fondo di solidarietà.

Si tratta, infatti, di una misura dagli effetti troppo onerosi per gli stessi lavoratori e per le banche sia sotto il profilo economico che sotto quello gestionale, il cui utilizzo peraltro non è rispondente alle esigenze del settore creditizio.

Il tema dell'occupazione si collega anche alla più generale questione dei c.d. "oneri senza prestazioni corrispettive" gravanti sulle imprese del settore.

Queste problematiche formeranno oggetto di un'iniziativa congiunta di ABI e delle Segreterie nazionali dei sindacati nei confronti del Governo finalizzata:

- a rilanciare ed accrescere, anche ripristinando l'originario regime fiscale, l'efficacia del Fondo di solidarietà quale strumento prioritario di equilibrio sociale, valorizzandone la funzione di ammortizzatore del settore;

- a evitare interventi legislativi che pregiudichino l'utilizzo dello strumento "Fondo esuberi di settore".

 

Convenzione per la fornitura
da parte delle società aderenti ad ............ di servizi di supporto
alla ricollocazione professionale ("outplacement" - OTP)
in relazione al contratto nazionale di lavoro dei dirigenti delle aziende associate all'ABI

 

Il ...... (1) 2008, in Roma

 

(Omissis)

 

Premesso che:

- nel contratto nazionale di lavoro dei dirigenti bancari del 1o dicembre 2000 è stata introdotta una norma in tema di "outplacement", la quale prevede che: "Nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro ad iniziativa dell'azienda ex art. 2118 cod. civ., questa è tenuta ad attivare una procedura di "outplacement", su richiesta dell'interessato e sempreché lo stesso non abbia avanzato ricorso al Collegio arbitrale ai sensi degli artt. 12 e 13.

L'azienda terrà a proprio carico, per 4 mesi, l'importo della spesa da versare alla società di "outplacement", individuata d'intesa fra l'azienda ed il dirigente interessato nell'ambito di quelle che abbiano aderito all'apposita Convenzione - che definisce anche gli standard di prestazione e di costo - stipulata dall'ABI";

- nel verbale di accordo del 15 febbraio 2001, l'ABI e le Organizzazioni sindacali interessate, hanno convenuto - anche ai sensi dell'art. 10, comma quater, del D.Lgs. n. 469 del 23 dicembre 1997 (come modificato dall'art. 117, della L. n. 388 del 23 dicembre 2000) - i criteri e le modalità per la fruizione da parte del dirigente di un servizio di consulenza di transizione professionale "career counselling" successivo a quello di supporto alla ricollocazione professionale;

- il D.M. 18 aprile 2001 ha determinato - ai sensi dell'art. 117, comma 4, L. n. 388 del 23 dicembre 2000 - i criteri per l'accreditamento, presso la Direzione generale per l'impiego del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, delle società che esercitano attività di supporto alla ricollocazione professionale (OTP);

- il contratto nazionale di lavoro per i dirigenti dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali del 10 gennaio 2008 ha confermato le precedenti disposizioni contrattuali in materia;

- a distanza di 7 anni dalla sua definizione si è reso, peraltro, necessario aggiornare la convenzione;

occorre, conseguentemente, contemplare:

- i requisiti standard di contenuto e di qualità delle prestazioni che dovranno essere offerti dalle società di supporto alla ricollocazione professionale (OTP) al singolo dirigente interessato, al fine di facilitare la rioccupazione dello stesso;

- i relativi costi certi e la durata del servizio che le società di supporto alla ricollocazione professionale uniformemente offriranno;

- l'incarico del servizio affidato alla società di supporto alla ricollocazione professionale specificamente ed esclusivamente da parte dell'azienda bancaria, fermo quanto previsto dalla citata norma contrattuale in ordine alla scelta della società di OTP.

Tutto ciò premesso, si conviene che:

1) la premessa forma parte integrante della presente convenzione;

2) le società di OTP aderenti a ............ - il cui elenco figura in calce alla presente convenzione - offriranno al dirigente bancario, il cui rapporto di lavoro sia stato risolto da un'azienda associata ad ABI ai sensi della previsione contrattuale citata in premessa, un servizio di supporto alla ricollocazione professionale (primo modulo) che sia conforme ai seguenti requisiti standard.

 

a) Contenuti del servizio

- Accoglienza

- Supporto di counseling (rafforzamento e motivazione)

- Bilancio delle competenze (analisi e inventario dinamico dei punti di forza personali e professionali)

- Test vari (ad esempio: analisi grafologica, test di personalità, test di interessi professionali)

- Analisi del mercato del lavoro e delle relative opportunità

- Elaborazione di un progetto professionale coerente con il bilancio delle competenze e con l'analisi del mercato

- Formazione avanzata nella gestione di metodologie e strumenti personalizzati di comunicazione, relazione interpersonale e self marketing

- Validazione del progetto professionale, approccio al mercato, sostegno per la campagna di ricerca di nuove opportunità professionali

 

b) Requisiti delle società che forniscono il servizio

- Accreditamento presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale (Direzione generale per l'impiego) ai sensi del D.M. 18 aprile 2001

- Esercizio dell'attività di OTP da almeno 5 anni

- Disponibilità di una logistica propria e stabile (uffici e servizi di segreteria), dedicata al servizio di OTP e adeguata al relativo svolgimento

- Esperienza professionale, da parte di almeno uno dei titolari o Direttori della società, maturata nel campo della selezione, gestione, formazione e sviluppo delle risorse umane, non inferiore a 10 anni

- Presenza, oltre al titolare o Direttore, di almeno 2 consulenti a tempo pieno, operanti nella "consulenza di carriera" da almeno 2 anni

- Disponibilità di capacità tecniche, risorse professionali e dimensioni tali da garantire il miglior risultato dell'incarico ricevuto

- Referenze favorevoli di incarichi significativi portati a termine

- Tenuta di un comportamento conforme al codice di etica e pratica professionale.

 

c) Durata e luogo di prestazione del servizio - Assistenza - Strumentazione disponibile

Il servizio viene prestato per la durata di 6 (sei) mesi a partire dal conferimento dell'incarico, esclusivamente presso le sedi di una delle società di OTP

Per tutta la sua durata il dirigente - per raggiungere i suoi obiettivi sulla base del profilo professionale, delle attese e di una sua partecipazione attiva - si avvarrà della qualificata assistenza dei consulenti della società di OTP, che cureranno che si raggiunga la necessaria e produttiva interrelazione/sintonia con il dirigente stesso

Il dirigente potrà altresì disporre, presso gli uffici della società di OTP, dei servizi di segreteria, telefono, fax, fotocopiatrice, biblioteca, data base, collegamenti Internet

 

d) Costi

Il costo del servizio, interamente a carico dell'azienda, è fissato, per ciascun dirigente interessato, forfettariamente sulla base di due fasce retributive dei dirigenti:

- per una retribuzione annua lorda fino a € 87.500 (ottantasettemilacinquecento) il costo sarà di € 13.100 (tredicimilacento) + IVA;

- per una retribuzione annua lorda superiore il costo sarà pari a € 17.500 (diciasettemilacinquecento) + IVA.

Il pagamento dell'intero corrispettivo verrà eseguito anticipatamente in unica soluzione, dietro presentazione di fattura, preliminarmente all'inizio di fornitura del servizio al dirigente, salve diverse intese fra l'azienda e la società di OTP.

 

e) Scelta della società

L'azienda sceglierà, d'intesa con il dirigente interessato - sulla base dell'elenco delle società aderenti a ............. (vedasi allegato) - la società di OTP del cui servizio si avvarrà il dirigente medesimo e con essa definirà i rapporti e procederà alla stipula del relativo contratto, secondo un modello standard che si allega alla presente.

 

* * *

 

Al fine di agevolare il dirigente che ravvisasse l'utilità di interventi integrativi di sostegno e assistenza "affiancamento nell'inserimento" successivi al predetto percorso di supporto alla ricollocazione professionale;

 

Si conviene altresì:

 

- di definire uno specifico servizio di consulenza di transizione professionale "career counselling" (secondo modulo) - fornito dalla stessa società di OTP che ha assicurato il primo modulo - di cui il dirigente interessato potrà fruire a sue spese e senza alcun ulteriore onere a carico dell'azienda. I contenuti, la durata e i costi di tale servizio sono stabiliti come di seguito indicato:

 

Contenuti

- Coaching individuale finalizzato a personalizzare e a rafforzare le azioni di transizione professionali

- Approfondimento e ulteriore sviluppo delle azioni intraprese nel corso del servizio di OTP

- Ampliamento della campagna di ricerca per sviluppare o diversificare la gamma delle opportunità professionali da valutare nella concretizzazione e avvio della nuova attività professionale e per il sostegno al suo consolidamento

- Supporto relativo alle fasi precedente o immediatamente successiva al definitivo avvio della nuova attività professionale.

 

Durata

L'inizio è previsto non oltre 2 (due) mesi dopo il completamento del servizio di OTP; la durata sarà fissata in relazione al conseguimento degli obiettivi professionali concordati con il dirigente interessato.

 

Costi

Il costo del servizio è definito con gli stessi criteri del servizio di OTP, ossia sulla base dell'ultima retribuzione annua lorda del dirigente:

- fino a € 87.500 (ottantasettemilacinquecento)

€ 3.000 (tremila) + IVA

- oltre gli € 87.500 (ottantasettemilacinquecento)

€ 4.000 (quattromila) + IVA

 

* * *

 

La società che fornisce i servizi di cui alla presente convenzione è tenuta al rispetto delle norme del codice di etica e pratica professionale adottato da ciascuna delle Associazioni stipulanti la presente convenzione oltreché di quanto definito nella convenzione stessa.

Nel rispetto delle norme vigenti in tema di tutela della "privacy" (D.Lgs. n. 196/2003), pena la decadenza delle intese regolate dalla presente convenzione, la società di OTP fornirà:

- all'azienda committente, al termine del servizio, un sintetico rendiconto sull'esito del percorso;

- all'ABI - per il tramite di ..... (2) - entro la fine di ogni anno solare, ovvero entro il mese di dicembre, un prospetto aggregato di tutti i casi trattati nel periodo e dei relativi esiti.

La presente convenzione e le condizioni tutte fissate nella stessa hanno decorrenza dalla data di stipulazione e scadranno il 31 dicembre 2010.

Alla scadenza della presente convenzione le parti stipulanti si incontreranno per le opportune verifiche.

La convenzione si intenderà tacitamente rinnovata per un biennio e così successivamente qualora non venga disdettata almeno tre mesi prima di ciascuna scadenza.

 

Allegati:

1. Elenco delle società aderenti a ........ (Omissis)

2. Modello standard di contratto.

----------

(1) La presente convenzione è stata sottoscritta il ......... dall'ASSORES (Associazione italiana delle società di ricerca e selezione, "executive search", "outplacement" e consulenza direzionale per le risorse umane), il ........... dall'AISO (Associazione italiana di outplacement), il ........ dal Consorzio CB & A. e il .............. dalla società CROSS S.r.l.

(2) ASSORES o AISO o Consorzio CB & A. o CROSS S.r.l.

 

Allegato 2 alla convenzione

 

Modello standard di contratto

 

Programma individuale di supporto

alla ricollocazione professionale

(outplacement - OTP)

(Convenzione ABI - CCNL dirigenti)

 

Tra la società (Associata a ....... (1)

e l'azienda bancaria (Associata ABI):

e relativo al signor: .............

 

A) Programma individuale di supporto alla ricollocazione professionale

1. Quadro di riferimento

2. Contenuti del servizio

3. Condizioni economiche

 

B) Consulenza di transizione professionale

1. Quadro di riferimento

2. Contenuti del servizio

3. Condizioni economiche

 

Codice di etica professionale

 

A) Programma individuale di supporto alla ricollocazione professionale

 

1. Quadro di riferimento

In forza del CCNL dei dirigenti bancari (10 gennaio 2008) il signor ............... ha richiesto all'azienda ............... l'attivazione di una procedura di OTP nell'ambito della convenzione ABI/....... del ............. ed è stato concordemente deciso di affidare l'incarico alla società .......... che lo ha accettato con la sottoscrizione del presente programma individuale di OTP.

 

2. Contenuti del servizio

 

2.1. Organizzazione generale del programma

Il candidato sarà addestrato, e supportato dai consulenti di OTP che opereranno con lui senza limiti di tempo, per la durata di sei mesi a partire dalla data di conferimento dell'incarico, esclusivamente presso le sedi della società di OTP.

Durante tutto questo periodo il candidato avrà un posto per lavorare e potrà utilizzare i servizi di segreteria, telefono, fax, fotocopiatrice, documentazione, biblioteca, data base, collegamenti Internet e supporti audiovisivi.

I consulenti aiuteranno il candidato a conoscersi meglio, a definire realistici obiettivi professionali, ad identificare opportunità ed operare scelte consapevoli nella ricerca di una nuova attività: in altre parole a "gestire la sua futura carriera", in base al profilo professionale, alle attese e alla partecipazione attiva al programma.

I contenuti del servizio, dopo la fase di accoglienza, sono quindi:

- supporto di "counseling" (rafforzamento e motivazione);

- bilancio delle competenze (analisi e inventario dinamico dei punti di forza personali e professionali);

- test vari sulla personalità e sugli interessi professionali e loro restituzione;

- analisi del mercato professionale e delle relative opportunità;

- elaborazione di un progetto professionale coerente con il bilancio delle competenze e con l'analisi del mercato;

- formazione avanzata nella gestione di metodologie e strumenti personalizzati di comunicazione, relazione interpersonale e self-marketing;

- validazione del progetto professionale, approccio al mercato, sostegno per la campagna di ricerca di nuove opportunità professionali.

 

2.2. Feedback

Nel rispetto del D.Lgs. n. 196/2003 e successive modifiche e integrazioni, la società di OTP fornirà all'azienda committente, al termine dei 6 mesi del servizio, un sintetico rendiconto sull'esito del percorso e a ...... (1) i dati occorrenti per la compilazione del prospetto aggregato da trasmettere periodicamente all'ABI.

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(1) ASSORES o AISO o Consorzio CB & A. o CROSS S.r.l.

 

3. Condizioni economiche

Il programma di cui al punto 2 inizierà nel corso del mese di ........... con il primo incontro tra il candidato e i consulenti.

L'onorario a carico dell'azienda per l'intero programma è stabilito forfettariamente in € 13.100 o 17.500 + IVA a seconda della retribuzione fino a o superiore a € 87.500, che sarà fatturato all'inizio del programma.

Il pagamento dovrà avvenire in un'unica soluzione al ricevimento della fattura e comunque prima dell'inizio del programma (salve diverse intese fra l'azienda e la società di OTP).

 

B) Consulenza di transizione professionale

 

1. Quadro di riferimento

Al termine del programma individuale di OTP previsto nel contratto dei dirigenti bancari (10 gennaio 2008) e dalla convenzione ABI/.......... del ..........., il dirigente che ne ravvisi l'opportunità potrà completare il proprio percorso fruendo, presso la stessa società di OTP, di un successivo programma di transizione professionale "career counselling", consistente in interventi integrativi di sostegno ed assistenza, con i contenuti ed alle condizioni già prefigurate nella citata convenzione ABI/........ e che vengono richiamate integralmente nei successivi punti 2 e 3.

L'attivazione di tale servizio avverrà solo su ulteriore e specifica conferma che l'azienda ........ - a ciò interessata dal dirigente - darà alla società di OTP entro e non oltre due mesi dal completamento del percorso di OTP, di cui alla Parte A del presente contratto.

 

2. Contenuti del servizio

 

Organizzazione generale del programma

Il candidato sarà seguito dai consulenti di OTP che opereranno con lui per una durata che sarà fissata in relazione al conseguimento degli obiettivi professionali concordati con il dirigente interessato ed esclusivamente presso le sedi della società di supporto alla ricollocazione professionale.

Durante tutto questo periodo il candidato avrà un posto per lavorare e potrà utilizzare i servizi di segreteria, telefono, fax, fotocopiatrice, documentazione, biblioteca, data base, collegamenti Internet e supporti audiovisivi.

I contenuti del servizio sono:

- coaching individuale finalizzato a personalizzare e a rafforzare le azioni di transizione professionale;

- approfondimento e ulteriore sviluppo delle azioni intraprese nel corso del servizio di OTP;

- ampliamento della campagna di ricerca per sviluppare o diversificare la gamma delle opportunità professionali da valutare nella concretizzazione e avvio della nuova attività professionale e per il sostegno al suo consolidamento;

- supporto relativo alla fase precedente o immediatamente successiva al definitivo avvio della nuova attività professionale.

 

3. Condizioni economiche

L'onorario per l'intero programma, a carico del dirigente interessato, è di € 3.000 o 4.000 + IVA a seconda della retribuzione fino a o superiore a € 87.500, che sarà fatturato all'inizio del programma.

Il pagamento dovrà avvenire in un'unica soluzione al ricevimento della fattura e comunque prima dell'inizio del programma.

 

* * *

 

Codice di etica e pratica professionale

La società di OTP si conforma in tutto al Codice di etica e pratica professionale adottato da ciascuna delle Associazioni stipulanti la presente convenzione.

Tutte le informazioni riguardanti l'attività e gli interessi dei clienti e dei candidati dovranno essere coperte dal segreto professionale e rispettare le norme in tema di tutela dei dati personali.

 

* * *

 

Per quant'altro non specificamente indicato si fa riferimento alla convenzione ABI/.... del .... 2008.

 

 



ACCORDO DI RINNOVO DEL 13/07/2015

DIRIGENTI - CREDITO ABI

 

Accordo di rinnovo 13/07/2015

Accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti dipendenti dalle imprese credirtizie, finanziarie e strumentali del 29 febbraio 2012

Decorrenza: 13/07/2015

Scadenza: 31/12/2018

 

Verbale di stipula

 

Il 13 luglio 2015, in Roma tra

- ABI

e

- FABI

- FIRST-CISL

- FISAC-CGIL

- SINFUB

- UGL CREDITO

- UILCA

- UNISIN

 

 

Premessa

 

premesso che

- Il contesto economico internazionale, con particolare riguardo all'area Euro, è connotato da una fase di marcata incertezza. L'economia italiana registra una situazione complessiva di fragilità che è caratterizzata da una contrazione dei livelli di reddito delle famiglie e delle imprese, da tassi di inflazione che si mantengono su livelli bassi e da una dinamica dell'occupazione da tempo sfavorevole.

- Tale contesto macroeconomico si riflette sulla redditività delle banche italiane ed in particolare nel deterioramento della qualità degli attivi, nella contrazione della domanda di credito e dei margini di ricavo e le prospettive restano difficili.

Le richieste del Regolatore europeo per incrementare il patrimonio delle banche e i crescenti vincoli da ciò derivanti a carico delle imprese bancarie determinano ulteriori rigidità.

In tale situazione è indispensabile il rinnovato impegno di tutti gli attori sociali per contribuire, con il massimo senso di responsabilità, a favorire la crescita e lo sviluppo del Paese, cogliendo i segnali di ripresa in atto, in uno scenario di sostenibilità e di coesione sociale, a partire da una riflessione comune nelle aziende sul ruolo che le imprese di credito e il sistema bancario nel suo insieme possono assumere in riferimento al sostegno all'economia, nonché sull'innovazione dei processi e dei prodotti e sulla valorizzazione del personale e della sua professionalità. In tale contesto sarà posta particolare attenzione al tema della equità distributiva.

La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale si è sviluppata in una fase decisiva e storica dei riassetto complessivo del sistema creditizio e finanziario italiano. Nello specifico, il confronto ha anche tenuto conto della razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi, delle strutture distributive, in ragione delle modifiche del quadro normativo, dell'evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche.

Il negoziato è stato, quindi, orientato a definire un accordo di rinnovo del contratto nazionale idoneo a fornire adeguate risposte agli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori e, nel contempo, alle esigenze di stabilità ed equilibrio delle imprese creditizie e finanziarie, che rappresentano requisiti necessari affinché l'industria bancaria continui a svolgere efficacemente il proprio ruolo di sostegno all'economia.

In tale contesto, in coerenza con il ruolo e le responsabilità del dirigente - la cui prestazione si svolge con il grado di autonomia proprio della categoria ed è orientata alla realizzazione degli obiettivi dell'impresa - le Parti stipulanti il presente accordo si danno atto che il trattamento economico del dirigente è anche determinato, nel rispetto delle Istruzioni delle competenti Autorità di vigilanza nazionali ed internazionali, sulla base dei risultati conseguiti, dell'esperienza maturata, nonché del merito del singolo interessato; fattori questi che costituiscono, altresì, elementi rilevanti per la valutazione professionale del medesimo.

 

 

Tutto ciò premesso.

si è convenuto di rinnovare alle seguenti condizioni il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali del 29 febbraio 2012.

 

 

1. Decorrenze e scadenze

 

Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro decorre dalla data di stipulazione del presente accordo e scadrà il 31 dicembre 2018.

 

 

2. Trattamento economico

 

Per il periodo di vigenza del presente contratto la misura mensile dello stipendio resta quella indicata nella tabella in allegato n. 2 al CCNL 29 febbraio 2012.

 

 

3. Scatti di anzianità

 

A far tempo dalla data di stipulazione del presente accordo la disciplina relativa agli scatti di anzianità di cui all'art. 10 del CCNL 29 febbraio 2012 è abrogata, fatto salvo lo scatto in corso di maturazione.

A far tempo dalla medesima data si trasforma in assegno ad personam, non riassorbibile, quanto già maturato a titolo di scatti di anzianità ed importo ex ristrutturazione tabellare.

 

 

4. Permessi per ex festività

 

Fino al 31 dicembre 2018 il numero di permessi per ex festività dei dirigenti è ridotto di una giornata e il relativo ammontare è destinato a finanziare il Fondo per l'occupazione, istituito con il CCNL 19 gennaio 2012 per i quadri direttivi e le aree professionali.

 

 

5. Malattia

 

In caso di malattia di carattere oncologico i periodi di conservazione del posto e dell'intero trattamento economico sono raddoppiati con un massimo di 36 mesi complessivi.

 

 

6. Ricollocazione

 

Le Parti convengono che, nell'ambito dei lavori del Gruppo paritetico istituito, in tema di Fondo per l'occupazione, dall'accordo 31 marzo 2015 di rinnovo del CCNL 19 gennaio 2012 per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali, sarà dedicata specifica attenzione alla tematica della ricollocazione, riconversione e riqualificazione professionale del personale appartenente alla categoria dei dirigenti coinvolto in processi di riorganizzazione e/o ristrutturazione.

Le aziende, in caso di nuove assunzioni, valuteranno prioritariamente le "posizioni" dei dirigenti collocati nella Sezione emergenziale del "Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell'occupazione e del reddito del personale del credito" nonché dei dirigenti licenziati per motivi economici, i cui requisiti professionali coincidano con quelli ricercati dall'azienda.

 

 

7. Conciliazione delle controversie individuali di lavoro

 

Le Parti convengono che la Commissione paritetica di conciliazione di cui all'art. 32 del CCNL 29 febbraio 2012 ha titolo a formulare una proposta conciliativa e, relativamente alle controversie che hanno ad oggetto la risoluzione del rapporto di lavoro, è abilitata a proporre una indennità avente natura risarcitoria, in misura non superiore, di norma, a 24 mensilità.

 

 

8. Impegno delle Parti

 

Le Parti si impegnano a redigere, entro 30 giorni dalla stipulazione del presente accordo, il testo coordinato del contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Dati Tabellari - Dirigenti - ABI (dal 010101)

Tabella retributiva qualificati decorrenza 01/12/2010


TABELLA RETRIBUTIVA QUALIFICATI DECORRENZA 01/12/2010

Livello Paga Base Contingenza Terzo elemento Scatti anzianita' Div HH Div GG
Dirigenti 5025.23 0 0 99.54 160 22