Seleziona un CCNL
Provvedimenti - Dirigenti - Imprese Servizi Pubblici Locali

CCNL del 09/04/1998

Accordo di rinnovo - Confservizi del 18/12/2015


CCNL DEL 09/04/1998

DIRIGENTI - IMPRESE SERVIZI PUBBLICI LOCALI

 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 09/04/1998

dirigenti delle imprese di Servizi Pubblici Locali

Testo coordinato dei contratti e accordi nazionali vigenti al 31 dicembre 1996

Decorrenza: 09/04/1998

Scadenza: 31/12/1999

 

Verbale di stipula

 

In Roma, il giorno 9 aprile 1998

tra

- Confederazione  Nazionale  dei  Servizi  Pubblici  Locali  (CISPEL)

e

- Federazione  Nazionale  Dirigenti  di  Aziende  Industriali  (FNDAI)

 

si conviene quanto segue

1) CISPEL  e  FNDAI riaffermano l'impegno di sviluppare ogni iniziativa per  consentire  ai  dirigenti del settore di beneficiare  di  forme  di previdenza  complementare, privilegiando l'accesso  alle  strutture  già operanti nel settore della dirigenza industriale. A tal fine daranno corso alle  azioni necessarie per realizzare entro il corrente anno e comunque dall'1.1.99 l'accesso dei dirigenti al PREVINDAI, nei limiti  consentiti dal relativo statuto.

 

2) La  retribuzione base di cui all'art. 3, lett. a), CCNL  31.12.96  è fissata,  a  decorrere  dall'1.1.98, in £.  5.500.000,  e,  a  decorrere   dall'1.1.99,  in £. 5.800.000. Gli aumenti che precedono  rispetto  alla retribuzione  base  al 31.12.97 non hanno effetti ulteriori,  a  livello collettivo aziendale, rispetto alle normative del contratto nazionale. I miglioramenti economici ricorrenti attribuiti sulle retribuzioni di fatto nel periodo successivo al 31.12.97 sono assorbibili o conguagliabili con l'aumento di £. 300.000 decorrente dall'1.1.99 fino a concorrenza del 50% del suddetto aumento.

 

Disposizione transitoria:

ai  dirigenti  in  servizio come tali all'1.1.97 e che siano  ancora  in servizio  nella stessa impresa al 31.12.97 è riconosciuta la somma 'una tantum'di £. 1.800.000 lorde.

Ai dirigenti assunti o promossi tali nel corso del 1997 che siano ancora in  servizio  nella stessa impresa all'1.1.98 la somma che precede  sarà corrisposta  per  ratei mensili pari a 1/12 del suo ammontare  per  ogni mese intero di servizio da dirigente.

La  somma 'una tantum'di cui alla presente disposizione non  fa  parte della  retribuzione del dirigente a nessun effetto, né è  utile  per  il TFR.

 

3)  Il comma 3, art. 3, CCNL 31.12.96 è sostituito dal seguente:

"Le  voci  retributive di cui alle lett. a), b), c) ed e),  1o  periodo, costituiscono  la retribuzione mensile e competono per 13  mensilità  di cui  la  13a  corrisposta  nel  mese di dicembre  di  ciascun  anno  con riferimento alla retribuzione spettante per le medesime voci nel mese di dicembre.

 

Norma transitoria:

i dirigenti in servizio alla data di sottoscrizione del presente accordo conservano  'ad  personam'  il  diritto  a  una  14a  mensilità   della retribuzione  mensile da corrispondersi nel mese di  giugno  di  ciascun anno  con  riferimento alla retribuzione mensile spettante nello  stesso mese.

 

4) Il presente accordo decorre dal 1o gennaio 1997 e avrà durata fino al 31 dicembre 1999. In caso di mancata disdetta, da notificarsi con lettera raccomandata almeno 3 mesi prima della scadenza, s'intenderà tacitamente rinnovato di 1 anno e così di seguito di anno in anno.

 

5) Le  parti,  in  occasione  del rinnovo del  CCNL  di  categoria,  si riservano  di  approfondire  il  tema delle  tutele  assicurative  nella prospettiva di un più adeguato assetto al ruolo del dirigente.

 

Dichiarazione a verbale

 

In   riferimento  ai  problemi  connessi  alla  normativa  in  materia  di personalizzazione delle sanzioni tributarie, le parti  si  danno  atto  di attivare  un  esame congiunto sulla materia al fine d'individuare  le  più opportune  soluzioni,  tenuto anche conto delle possibili  evoluzioni  del quadro normativo.

 

Letto e sottoscritto.

 

in Roma

tra

- Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici Locali (CISPEL)

e

- Federazione Nazionale Dirigenti di Aziende Industriali (FNDAI)

confermata  l'opportunità che al dirigente debba  essere  riconosciuto  un trattamento  contrattuale adeguato alla rilevanza delle sue responsabilità e  alla preminenza delle sue funzioni, si è stipulato il presente CCNL per i dirigenti delle imprese di servizi pubblici locali.

 

 

PARTE Prima - Istituzione del rapporto

 

Art. 1 - Applicabilità del contratto - Qualifica del dirigente e suo riconoscimento.

 

Sono dirigenti i prestatori di lavoro per i quali sussistano le condizioni di  subordinazione di cui all'art. 2094 C.C. che ricoprono nell'azienda un ruolo  caratterizzato da un elevato grado di professionalità, autonomia  e potere  decisionale ed esplicano le loro funzioni al fine  di  promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dell'impresa.

Il presente contratto pertanto si applica:

a) ai direttori delle imprese di servizi pubblici locali, ferme restando le norme per i medesimi stabilite dalla legislazione vigente;

b) agli  altri  dirigenti delle stesse imprese ai quali, ricorrendo  le condizioni  di  cui  sopra, l'azienda attribuisca con  atto  formale  la relativa  qualifica e ampi poteri direttivi per i fini in  premessa.  Il contratto si applica altresì dall'1.1.94 ai direttori, al sensi del T.U. n.  2578/25 e della legge n. 142/90, di aziende farmaceutiche degli enti locali  che  gestiscono  più di 2 farmacie e ai dirigenti  delle  stesse aziende nei cui confronti ricorrano le condizioni innanzi precisate.

La   sussistenza  delle  condizioni  di  cui  al  comma  1   comporta   il riconoscimento formale della qualifica dirigente da parte dell'azienda.

 

 

Art. 2 - Istituzione del rapporto - Periodo di prova

 

Le  assunzioni dei dirigenti delle imprese di servizi pubblici  locali  si effettuano  nel  rispetto  delle disposizioni legislative  e  contrattuali vigenti.

Al  momento dell'assunzione in servizio l'azienda comunicherà al dirigente per iscritto:

a) la decorrenza dell'assunzione;

b) le funzioni attribuite;

c) il trattamento economico spettantegli;

d) la tutela assistenziale e previdenziale che gli compete.

Analoga comunicazione scritta l'azienda invierà ai dipendenti in servizio, ai  quali venga riconosciuta la qualifica di dirigente. L'azienda  invierà analoga comunicazione scritta al dirigente anche in occasione di mutamenti di funzioni.

Per le particolari caratteristiche delle funzioni dirigenziali l'eventuale fissazione  di  un periodo di prova, per una durata massima  di  mesi  6), potrà  essere convenuta soltanto per i dirigenti di nuova assunzione,  con esclusione  dei  promossi  e degli assunti per chiamata  che  abbiano  già ricoperto  la  qualifica  di dirigente presso  altre  aziende  di  servizi pubblici.

 

 

PARTE Seconda - Svolgimento del rapporto

 

Art. 3 - Struttura della retribuzione

 

Il  trattamento  economico definito dal presente contratto compensa  nelle articolazioni  contemplate tutte le prestazioni  rese  dal  dirigente  per conto dell'azienda.

La retribuzione si definisce in:

a) retribuzione  base,  costituita dalla  retribuzione  minima  mensile comprensiva   dell'importo  per  adeguamento  automatico   al   30.6.92; dall'1.1.96  la  retribuzione  base  è  di  £. 5.300.000. L'aumento di £. 200.000  disposto con l'A.N. 23.9.96 non ha effetti ulteriori, a livello collettivo, rispetto alle normative del contratto nazionale;

b) retribuzione d'anzianità, costituita dagli aumenti periodici biennali di cui all'art. 10;

c) retribuzione  alla  persona, costituita  dai  trattamenti  personali aggiuntivi in relazione alle funzioni assegnate, alla professionalità e al merito individuali;

d) retribuzione  variabile  incentivante,  costituita  da  trattamenti variabili connessi alla prestazione e alla realizzazione di obiettivi di gestione specificamente programmati e assegnati che richiedono un impegno non  riconducibile  al  normale  apporto professionale  richiesto  dalle funzioni cui è preposto il dirigente;

e) retribuzione accessoria, costituita dall'importo non conglobato  per adeguamento   automatico  della  retribuzione,   dall'ex   elemento   di maggiorazione della retribuzione e dagli elementi aggiuntivi di cui agli artt.  7  e  8  che  seguono. Fanno parte della retribuzione  accessoria l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente dovuti al dirigente nella  misura  e con le modalità concordate. Fanno altresì  parte  della retribuzione  accessoria  eventuali  ulteriori  indennità   e   benefits espressamente e formalmente riconosciuti al dirigente, nella misura e nei limiti concordati.

Le  voci  retributive  di cui alle lett. a), b), c)  ed  e),  1o  periodo, costituiscono la retribuzione mensile e competono per 14 mensilità, di cui la  13a  corrisposta nel mese di dicembre e la 14a nel mese di  giugno  di ciascun  anno, con riferimento alla retribuzione spettante per  le  stesse voci nei mesi rispettivamente di dicembre e giugno.

Non  fa  parte della retribuzione del dirigente, a nessuno effetto, quanto gli sia corrisposto a puro titolo di rimborso spese.

Nei  confronti  dei  dirigenti  di aziende con  un  numero  di  dipendenti inferiore  a 12 unità non trova applicazione la retribuzione base  fissata alla  lett. a) che precede che è perciò concordata, caso per caso, tra  le parti stipulanti il presente contratto.

Il  trattamento  di  fatto percepito da ciascun  dirigente  al  30.6.96  è ricondotto  e  assorbito  nelle  voci che  precedono;  eventuali  elementi retributivi  aggiuntivi,  rispetto  a  quelli  previsti  dal  CCNL,   sono consolidati in cifra e ricondotti nelle voci che precedono.

In particolare, confluiscono nella retribuzione alla persona:

1) il  trattamento  per  livello funzionale di  cui  all'art.  4,  CCNL 30.4.86;

2) il  trattamento  personale aggiuntivo di  cui  all'art.  5,  Accordo nazionale 14.12.88;

3) l'emolumento  individuale  di  cui  all'art.  7,  Accordo  nazionale 10.7.90;

4) l'elemento  retributivo  personale  di  cui  al  punto  4),  Accordo   nazionale 23.9.93.

Pertanto   le  normative  relative  ai  suddetti  trattamenti  sono,   con decorrenza dall'1.7.96, soppresse.

 

Il presente articolo è operante dall'1.7.96.

 

 

Art. 4 - Retribuzione alla persona

 

La retribuzione alla persona, aggiuntiva alla retribuzione base nazionale, è  corrisposta  sotto forma di assegno fisso mensile avendo riguardo  alla posizione occupata, alla professionalità di cui è portatore il dirigente e al merito individuale.

Per  la definizione del trattamento aggiuntivo, l'azienda si deve avvalere di una metodologia che faccia riferimento:

- per  la  valutazione  della posizione, alle funzioni  assegnate  nel contesto organizzativo aziendale, al grado di responsabilità e di potere decisionale, agli ambiti di sovrintendenza e di autonomia gestionale, alla complessità e pluralità dei compiti, all'incidenza sulle politiche e sulla realizzazione degli obiettivi aziendali;

-  per  la valutazione della professionalità e merito individuali, alle modalità di assolvimento delle funzioni cui è preposto, alle capacità  e all'impegno a soddisfare diverse funzioni, alle capacità d'iniziativa, di progettualità, di relazione, di organizzazione e guida del personale.

Entrambe   le  valutazioni  che  precedono  concorrono  a  individuare   i presupposti per l'attribuzione del trattamento personale aggiuntivo; a tal fine l'azienda si deve avvalere, con riferimento ai criteri che precedono, di tecniche che consentano di valutare, anche con riguardo al più generale assetto  della dirigenza e del mercato del lavoro, il valore professionale del dirigente.

In  particolare,  il  sistema di valutazione della posizione  deve  essere sviluppato dall'azienda sulla base dei fattori indicati nell'allegato  che fa parte integrante del presente accordo.

La  metodologia da adottarsi dovrà essere oggetto di consultazione con  la RSA   dei  dirigenti  e,  ove  non  costituita,  con  il  Sindacato  FNDAI territorialmente competente, ferma restando la piena autonomia decisionale dell'azienda.

 

Allegato all'art. 4 - Metodologia di valutazione

 

La  valutazione della posizione nel contesto organizzativo fa  riferimento in particolare ai seguenti fattori:

 

1) Competenza.

È l'insieme  delle  conoscenze  e  delle  capacità  comunque  acquisite necessarie per svolgere adeguatamente le attività connesse alla  posizione organizzativa.

La  competenza  si  può definire attraverso la combinazione  dei  seguenti fattori:

a) profondità e ampiezza della conoscenza (dalle procedure più semplici alla padronanza di discipline scientifiche);

b) ampiezza   della  competenza  manageriale  (capacità   d'integrare, armonizzare e coordinare funzioni e processi diversificati);

c) attitudine  nelle relazioni umane (abilità per guidare,  motivare  e sviluppare il personale dipendente).

 

2) Capacità d'identificare, definire e risolvere problemi.

Misura   l'intensità  del  processo  mentale  richiesto  per   analizzare, valutare,  creare, ragionare e giungere ad una conclusione per i  problemi posti alla posizione di lavoro.

Si articola nei fattori di seguito descritti:

a) libertà, originalità e discrezionalità del pensiero (vincoli e limiti posti dal contesto nel quale il pensiero si applica);

b) grado  di  difficoltà del processo mentale richiesto (da  situazioni  analoghe  che richiedono come soluzione la scelta determinante  di  cose  apprese  a  situazioni variabili che richiedono un  pensiero  analitico,  interpretativo, valutativo).

 

3) Responsabilità della posizione sui risultati finali intesa come:

- discrezionalità di azione;

- influenza  sui  risultati finali di pertinenza  e  sulle  dimensioni  economico/quantitative, ovvero ampiezza del campo di azione.

I fattori di cui sopra dovranno essere valutati anche con riferimento alla strategicità  che la posizione può assumere nel contesto in cui  l'azienda opera.

 

 

Art. 5 - Trattamento retributivo del Direttore

 

Fermo  restando  il rispetto della retribuzione base e  di  anzianità,  il trattamento  retributivo del Direttore dell'impresa  di  servizi  pubblici locali è stabilito dall'azienda avuto riguardo alla natura del rapporto  e alle  funzioni  da  espletare ed è suscettibile di revisione  per  accordo diretto tra le parti.

Al  Direttore dell'impresa è comunque assicurato a far data dall'1.7.96 un trattamento   aggiuntivo  alla  persona  non  inferiore   all'importo   di £. 1.100.000 mensili per le mensilità contrattuali.

Detto  trattamento assorbe, fino a concorrenza, quello di fatto  percepito per  lo  stesso  titolo  e  per  trattamento  di  livello  funzionale.  Il trattamento medesimo non compete, salvo diverso accordo tra le  parti,  ai Direttori dei consorzi trasformati ai sensi della legge n. 142/90.

Il    trattamento    retributivo   del   Direttore    dell'impresa    deve caratterizzarsi, oltre che per gli elementi sopra indicati, anche  per  la quota  variabile correlata al raggiungimento di obiettivi e  risultati  di gestione  connessi con la redditività dell'impresa e qualità del servizio, fissati e verificati dall'azienda.

 

 

Art. 6 - Elemento di maggiorazione della retribuzione

 

Fino  al  30.6.90  ai  dirigenti spetta una maggiorazione  del  12%  degli elementi  considerati utili per il computo del trattamento di fine  lavoro ai sensi dell'art. 35 del presente contratto.

Con  effetto  dall'1.7.90 la maggiorazione della retribuzione  di  cui  al precedente  capoverso  è  consolidata nell'importo  mensile  raggiunto  al 30.6.90   dal   singoli  dirigenti  con  riferimento   alla   retribuzione individuale dello stesso mese di giugno.

Tale   importo  costituisce  elemento  della  retribuzione  accessoria   e corrisposto,  in  cifra  fissa non rivalutabile,  per  le  sole  mensilità contrattuali nazionali.

Ai  dirigenti  assunti  o  promossi  tali  successivamente  al  30.6.90  è attribuito,  a titolo di elemento di maggiorazione della retribuzione,  un importo mensile, in cifra non rivalutabile, di £. 306.000.

 

 

Art. 7 - Elemento aggiuntivo della retribuzione

 

Al  dirigenti  assunti  o  promossi  tali  precedentemente  all'1.12.85  è riconosciuto  dall'1.12.86  un  importo  pari  al  2%  della  retribuzione contrattuale nazionale mensile individualmente spettante per  il  mese  di dicembre 1985.

La cifra mensile risultante è corrisposta per 14 mensilità.

L'importo  fisso  mensile come sopra determinato  non  è  suscettibile  di rivalutazione   né  costituisce  base  di  computo  per   altri   istituti contrattuali  tranne  che per il TFR e per le normative  contrattuali  che fanno riferimento alla retribuzione mensile.

Dall'1.7.96   l'importo   che   precede  confluisce   nella   retribuzione accessoria.

 

 

Art. 8 - Nuovo elemento aggiuntivo della retribuzione

 

Ai  dirigenti in servizio al 30.6.90 è corrisposto a decorrere dall'1.7.90 un  emolumento  individuale per le mensilità contrattuali  pari  al  2,50% dell'importo al 30.6.90 del minimo di retribuzione mensile, del meccanismo per  adeguamento  automatico  della retribuzione  e  del  trattamento  per livello  funzionale  corrispondente alle funzioni normalmente  svolte  dal dirigente. L'emolumento individuale non è suscettibile di valutazione,  né costituisce base di computo per altri istituti contrattuali tranne che per il  TFR  e  per  le  normative  contrattuali che  fanno  riferimento  alla retribuzione mensile.

Dall'1.7.96   l'emolumento  che  precede  confluisce  nella   retribuzione accessoria.

 

 

Art. 9 - Livelli funzionali aziendali

 

A  far  data  dall'1.7.96  è soppresso l'istituto dei  livelli  funzionali aziendali  di  cui  all'art.  4,  CCNL 30.4.86  anche  con  riguardo  alla disciplina applicativa aziendale.

Il trattamento economico corrispondente è consolidato nell'importo mensile raggiunto al 30.6.96.

L'importo che precede, incrementato dall'1.7.96 della percentuale del 10%, calcolata  sul  valore  del  livello risultante dal  contratto  nazionale, costituisce  elemento della retribuzione mensile e confluisce  nella  voce della retribuzione alla persona.

Lo  stesso  importo, incrementato come sopra, è ulteriormente incrementato del 4% con effetto dall'1.12.96.

La cessazione dell'istituto dei livelli funzionali non influisce di per sé sulla posizione organizzativa e sulle funzioni assegnate al dirigente.

 

 

Art. 10 - Aumenti periodici di anzianità

 

A   far   data   dall'1.8.96,  gli  aumenti  periodici  d'anzianità   sono autonomamente e integralmente regolamentati come segue.

Per  ciascun biennio d'anzianità compete al dirigente un aumento in  cifra fissa mensile di £. 250.000. Il computo dei bienni ha inizio dalla data di nomina a dirigente presso l'azienda.

L'importo massimo conseguibile a titolo di aumenti periodici è fissato  in 2.500.000 mensili.

Al  raggiungimento di tale importo massimo concorre l'ammontare  in  cifra comunque  conseguito dal singoli dirigenti a titolo di aumenti d'anzianità al  31.7.96. Pertanto l'importo di £. 250.000 trova applicazione solo agli aumenti  periodici  biennali che vengano a maturazione successivamente  al 31.7.96.

Ai   dirigenti   che  abbiano  raggiunto  al  31.7.96  l'importo   massimo conseguibile  per  aumenti periodici a termini del  punto  3  del  Verbale d'accordo  23.9.93  da  un  biennio ed  oltre,  compete  un  solo  aumento periodico  del  valore di £. 250.000 mensili con effetto dall'1.1.97.  Gli aumenti  successivi fino al conseguimento dell'importo massimo di  cui  al comma 3 seguiranno la cadenza biennale calcolata a partire dall'1.1.97.

Al dirigente promosso nella stessa azienda da altra qualifica è conservato l'importo  degli aumenti d'anzianità maturati nella qualifica  precedente, importo  che concorrerà con gli aumenti d'anzianità maturati da  dirigente al raggiungimento dell'importo massimo conseguibile a tale titolo.

L'applicazione  delle norme di cui al presente articolo assorbe,  fino  al relativo  ammontare, analoghi trattamenti in atto presso  le  aziende  per scopi similari.

 

 

Art. 11 - Meccanismo per l'adeguamento automatico delle retribuzioni

 

Il  meccanismo per l'adeguamento automatico delle retribuzioni,  istituito con l'art. 7, CCNL 18.7.75 e adeguato con i successivi accordi e contratti di categoria ha cessato di operare con il 1994.  L'importo di £. 1.581.000 mensili, maturato a tutto il 30.6.92 è confluito nella retribuzione minima mensile,  ora retribuzione base, senza però effetti riflessi  sugli  altri istituti  contrattuali, salvo che per il TFR e per le normative che  fanno riferimento alla retribuzione mensile.

 

 

Art. 12 - Retribuzione variabile incentivante

 

Al   fine   d'incentivare  l'apporto  collaborativo  dei  dirigenti   alla realizzazione dei fini istituzionali, le aziende prevedono l'erogazione di trattamenti  economici incerti e variabili nell'ammontare, correlati  alla prestazione  e  al  conseguimento di obiettivi di gestione  specificamente programmati e assegnati.

Gli  obiettivi  devono  essere  misurabili sul  piano  della  economicità, redditività  e qualità dei servizi aziendali e richiedere al dirigente  un impegno non riconducibile al normale apporto professionale richiesto dalle funzioni cui è preposto.

Il  trattamento  in  questione  non è utile  ai  fini  di  alcun  istituto contrattuale.

Eventuali  accordi o prassi aziendali che contemplino erogazioni  per  gli stessi fini non sono cumulabili con la presente normativa.

 

 

Art 13 - Benemerenze nazionali

 

Ai  dirigenti  cui  si applica il presente contratto sono  riconosciuti  i benefici  di cui alle leggi vigenti, fatto salvo quanto previsto dall'art. 39.

 

 

Art. 14 - Ferie

 

Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, a un periodo di ferie, con  decorrenza  della retribuzione, non inferiore a giorni  26  nei  casi d'anzianità  di  servizio fino a 5 anni e di giorni 30  per  anzianità  di servizio superiori.

Nel  calcolo  del predetto periodo di fede sono escluse le domeniche  e  i giorni festivi infrasettimanali considerati tali dalla legge.

In ogni caso il dirigente conserva il diritto a beneficiare dell'eventuale maggior periodo di ferie maturato come impiegato presso la stessa azienda.

Fermo  restando  il principio della irrinunciabilità delle ferie,  qualora eccezionalmente queste ultime non risultino comunque fruite, in tutto o in parte,  entro  il 1o semestre dell'anno successivo, verrà  corrisposta  al dirigente, per il periodo non goduto, un'indennità da liquidarsi entro  il mese  di  luglio dello stesso anno e pari, per ogni giornata di ferie  non fruita, a 1/26 della retribuzione mensile.

In  caso  di  rientro anticipato dalle ferie per necessità  aziendali,  le spese di viaggio sostenute dal dirigente sono a carico dell'azienda.

La risoluzione del rapporto per qualsiasi motivo non pregiudica il diritto alle  ferie  maturate.  In  caso di risoluzione nel  corso  dell'anno,  il dirigente  ha  diritto  alle  ferie in proporzione  ai  mesi  di  servizio prestati.

L'assegnazione  delle  ferie  non  può  avvenire  durante  il  periodo  di preavviso.  Pertanto,  in caso di preavviso lavorato,  si  darà  luogo  al pagamento dell'indennità sostitutiva.

 

 

Art. 15 - Aspettativa

 

Al  dirigente  che  ne faccia richiesta per giustificati motivi  l'azienda potrà concedere un periodo di aspettativa.

La  durata  massima  dell'aspettativa sarà stabilita dall'azienda,  tenuto conto delle ragioni per cui l'aspettativa è stata richiesta e dei problemi funzionali che si determinano per l'azienda.

Durante   tale   periodo  il  dirigente  non  avrà   diritto   ad   alcuna corresponsione   economica,   ma  decorrerà   l'anzianità   agli   effetti dell'indennità di preavviso.

I  dirigenti  che  siano  eletti  membri del  Parlamento  nazionale  o  di Assemblee  regionali,  ovvero siano chiamati ad altre  funzioni  pubbliche elettive,  possono,  a  richiesta, essere  collocati  in  aspettativa  non retribuita per tutta la durata del loro mandato.

La  medesima  disposizione si applica ai dirigenti  chiamati  a  ricoprire cariche sindacali provinciali, regionali o nazionali.

I  periodi di aspettativa di cui ai 2 precedenti commi sono computati agli effetti  dell'anzianità;  sono  considerati  inoltre  utili,  a  richiesta dell'interessato,  ai  fini  del  riconoscimento  del  diritto   e   della determinazione della misura della pensione.

Le  disposizioni  di  cui al precedente comma non si applicano  qualora  a favore dei dirigenti siano previste forme previdenziali per il trattamento di pensione in relazione all'attività espletata durante l'aspettativa.

 

 

Art. 16 - Trasferte e missioni

 

Al dirigente in missione o in trasferta per periodi non inferiori a 16 ore e  non  superiori  a 2 settimane è dovuto, oltre al rimborso  delle  spese documentate  di viaggio, vitto e alloggio, nei limiti della normalità,  un importo  aggiuntivo per rimborso spese non documentabili pari al 2%  della retribuzione  base,  depurata  dell'importo  conglobato  per   adeguamento automatico, per ogni periodo di 24 ore di trasferta.

Per  missioni o trasferte di durata superiore alle 8 e inferiore  alle  16 ore,  con destinazione località fuori del territorio del Comune in cui  ha sede  l'azienda,  l'importo aggiuntivo per il  rimborso  delle  spese  non documentabili   sarà  pari  all'1%  della  retribuzione   base,   depurata dell'importo conglobato per adeguamento automatico.

Per  missioni  o  trasferte di durata inferiore  alle  8  ore,  anche  per località  esterne  al  Comune  della  residenza  aziendale,  spetterà   al dirigente il solo rimborso delle spese documentabili.

Ove  in  sede  aziendale  si  convenga  di  mantenere  o  di  regolare  il trattamento  di  trasferta mediante un'indennità giornaliera,  questa  non potrà   essere   inferiore  a  1/30  della  retribuzione  base,   depurata dell'importo conglobato per adeguamento automatico, per ogni trasferta  di durata  pari  o  superiore  a 24 ore, oltre al  rimborso  delle  spese  di viaggio.

In  caso  di  trasferta di durata superiore a 2 settimane  o  di  missione all'estero, verranno presi accordi diretti tra azienda e dirigente.

Gli  importi  erogati per il titolo di spese non documentabili  non  fanno parte della retribuzione ad alcun effetto del presente contratto.

 

 

Art. 17 - Trattamento di malattia e maternità

 

Nel caso d'interruzione del servizio dovuta a malattia o ad infortunio non dipendente da causa di servizio l'azienda conserverà al dirigente  non  in prova  il  posto,  con  corresponsione dell'intera  retribuzione,  per  un massimo  di  12  mesi  in  un  periodo di 30  mesi  continuativi  comunque calcolati.

È  facoltà dell'azienda elevare il periodo di conservazione del posto con corresponsione dell'intera retribuzione a 18 mesi, sempre in un periodo di 30 mesi continuativi comunque calcolati, in caso di gravi malattie.

Nel  caso  di prosecuzione della malattia oltre i termini di cui ai  commi precedenti  al dirigente, che ne faccia domanda, sarà concesso un  periodo di  aspettativa  fino ad un massimo di 6 mesi, durante il quale  non  sarà dovuta retribuzione, ma decorrerà l'anzianità agli effetti del preavviso.

Alla scadenza dei termini sopra indicati ove, per il perdurare dello stato di  malattia, il rapporto di lavoro venga risolto da una delle 2 parti,  è dovuto   al  dirigente  il  trattamento  di  licenziamento,  ivi  compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Se, scaduto il periodo di conservazione del posto, il dirigente non chiede la  risoluzione del rapporto e l'azienda non procede al licenziamento,  il rapporto  rimane sospeso, salvo la decorrenza dell'anzianità agli  effetti del preavviso.

Per  il  periodo d'assenza obbligatoria dal lavoro previsto dalle  vigenti disposizioni  legislative  sulla maternità si applicheranno  le  norme  di legge vigenti in materia.

 

 

Art. 18 - Trattamento d'infortunio e malattia da causa di servizio

 

Nel caso d'interruzione del servizio per invalidità temporanea causata  da infortunio  avvenuto  in  occasione di  lavoro,  l'azienda  conserverà  al dirigente  il posto e gli corrisponderà, oltre le spese di cura,  l'intera retribuzione  fino ad accertata guarigione o fino a quando  sia  accertata un'invalidità permanente totale o parziale, quest'ultima che sia  tale  da non consentirgli di riprendere le normali attribuzioni. Eguale trattamento verrà  applicato  nei  confronti  del dirigente  non  in  prova  nel  caso d'interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da  malattia professionale.   In   ogni  caso  il  periodo  di   corresponsione   della retribuzione non potrà superare 2 anni e 6 mesi dal giorno in cui è  sorta la malattia o si è verificato l'infortunio.

L'azienda  deve stipulare, nell'interesse del dirigente, una  polizza  che assicuri:

a) in  aggiunta  al  normale  trattamento  di  liquidazione,  in  caso d'invalidità  permanente causata da infortunio avvenuto in occasione  di lavoro o di malattia professionale e che non consenta la prosecuzione del rapporto di lavoro, una somma pari a 6 annualità della retribuzione;

b) in  caso  d'invalidità  permanente parziale  causata  da  infortunio avvenuto in occasione di lavoro o da malattia professionale una somma che, riferita  all'importo del capitale assicurato di cui al  punto  a),  sia proporzionale  al grado d'invalidità determinato secondo  il  formulario d'uso  (in base alla tabella annessa al T.U. approvato con DPR 30.6.65 n. 1124);

c) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, in caso di morte causata da infortunio in occasione di lavoro o da malattia professionale, una  somma  a  favore  degli aventi diritto, pari a  5  annualità  della retribuzione.

Agli effetti dei precedenti commi, si considera:

- infortunio,  l'evento  che,  come  tale,  è  previsto  dalla  legge sull'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali;

- professionale, la malattia che sia compresa tra quelle indicate nella tabella annessa alla legge anzidetta;

- retribuzione, il coacervo dei compensi di cui al comma 2, art. 36.

L'azienda inoltre stipulerà, nell'interesse del dirigente, una polizza che assicuri  il  trattamento  di cui al comma 2 anche  in  caso  d'infortunio occorsogli non in occasione di lavoro.

 

 

Art. 19 - Trapasso di azienda

 

Le  norme  di  legge  in  vigore per il caso di trasferimento  di  azienda s'intendono  estese  ai casi di cessione, cessazione o  trasformazione  in qualsiasi  forma  dell'azienda, ivi incluse le fusioni,  concentrazioni  e scorpori.

In particolare, il dirigente che, in caso di cessione parziale o totale  o di  trasformazione  dell'azienda, venisse a subire pregiudizio  della  sua posizione  funzionale  ai sensi dell'art. 2103 C.C., modificato  dall'art. 13,  legge 20.5.70 n. 300, nell'azienda subentrante, potrà risolvere,  non oltre 180 giorni dal passaggio, il rapporto di lavoro con diritto oltre al TFR,  all'indennità  sostitutiva del preavviso  e  ad  1/3  dell'indennità supplementare massima di cui all'art. 29.

Il  dirigente, sempre entro il termine di 180 giorni dal passaggio e anche senza  che  sussistano i motivi di cui al comma 2, potrà, ove non  intenda accettare il passaggio alle dipendenze dell'azienda subentrante, risolvere il rapporto con diritto, in tale caso, alla sola indennità sostitutiva del preavviso, oltre al TFR.

 

 

Art. 20 - Ristrutturazioni d'azienda

 

L'azienda  che  risolva  il  rapporto  di  lavoro a  tempo  indeterminato motivandolo con la ricorrenza di un comprovato processo   di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale nonché di dismissione  di servizi aziendali o liquidazione dell'azienda erogherà al dirigente, oltre alle  spettanze di fine lavoro, un'indennità supplementare al TFR pari  al corrispettivo del preavviso individuale maturato.

Detta  indennità è automaticamente incrementata, in relazione all'età  del dirigente in ragione di:

- 5 mensilità in corrispondenza del 51o anno compiuto;

- 4 mensilità in corrispondenza del 50o e 52o anno compiuto;

- 3 mensilità in corrispondenza del 49o e 53o anno compiuto;

- 2 mensilità in corrispondenza del 48o e 54o anno compiuto;

- 1 mensilità in corrispondenza del 47o e 55o anno compiuto.

L'accettazione del trattamento come sopra determinato comporta automaticamente  la  rinuncia del dirigente a ricorrere al Collegio arbitrale previsto dal contratto collettivo di categoria.

 

 

Art. 21 - Mutamento provvisorio di funzioni

 

Nel  caso  di  attribuzione di funzioni superiori ai sensi dell'art.  2103 C.C.,  al  dirigente, dopo che sia trascorso il periodo di 1  mese  e  con effetto  dall'inizio  dello  svolgimento di dette  funzioni,  deve  essere corrisposta in aggiunta alla sua retribuzione un'indennità non inferiore a £/mese  255.000.  Tale  indennità, in caso di sostituzione  del  Direttore dell'azienda,  è  dovuta in misura non inferiore a  £/mese  765.000.  Tale indennità non compete in caso di sostituzione di un dirigente in  ferie  e comunque  verrà a cessare in caso di assegnazione definitiva alle funzioni superiori.

Trascorso  un  periodo continuativo di 3 mesi nel disimpegno  di  funzioni superiori,  salvo quanto stabilito dalle norme di legge per  la  nomina  a Direttore  e  salvo  concorso  in atto bandito  a  norma  di  regolamento, l'assegnazione alle funzioni superiori diviene definitiva.

La  sostituzione  di un dirigente assente per malattia o  infortunio,  per chiamata  oppure richiamo alle armi o per aspettativa, non dà  diritto  al passaggio  alle  funzioni superiori per tutta la durata  dell'assenza.  Il passaggio  avverrà  qualora  il  dirigente  investito  della  sostituzione continui a svolgere le funzioni del sostituito anche dopo la scadenza  del periodo di conservazione del posto spettante a quest'ultimo.

Ove   l'azienda  con  propria  deliberazione  disponga,  per   vacanza   o impedimento  del titolare, il cumulo integrale delle relative funzioni  in capo  ad  altro  dirigente,  compete  a quest'ultimo  un'integrazione  del trattamento retributivo.

 

 

Art. 22 - Mutamenti di funzioni

 

Il  dirigente che, a seguito di mutamento delle proprie funzioni incidente sostanzialmente sulla posizione rivestita, risolva entro 60 giorni, ma con un preavviso di almeno 15 giorni, il rapporto di lavoro, ha diritto, oltre al  TFR,  ad  un trattamento pari all'indennità sostitutiva del  preavviso spettante  in caso di licenziamento, incrementata di un ulteriore  importo pari a 1/3 dell'indennità supplementare massima di cui all'art. 29.

 

 

Art. 23 - Trasferimento del dirigente

 

Il  dirigente può essere trasferito con adeguato preavviso da una  sede  o stabilimento  ad altra sede o stabilimento della stessa azienda  in  altro Comune.  Il  trasferimento  deve  essere  motivato  da  ragioni  tecniche, organizzative o produttive e non deve pregiudicare le funzioni acquisite.

Al  dirigente trasferito dovrà essere corrisposto il rimborso delle  spese cui  andrà  incontro,  per  sé  e per la sua  famiglia,  per  effetto  del trasferimento  (viaggi,  trasporto,  assicurazioni,  maggiore   spesa   di alloggio,  ecc.),  oltre ad un'indennità 'una tantum'non  inferiore  alla retribuzione corrente di 3 mesi.

In  caso  di mancata accettazione del trasferimento e qualora il dirigente non possa essere mantenuto in servizio, gli spetta il trattamento previsto in caso di licenziamento.

Qualora  il  trasferimento  di cui al comma 1 non  risponda  ad  obiettive ragioni  tecniche,  organizzative o produttive  dell'azienda,  compete  al dirigente, che risolve il rapporto di lavoro entro il termine  di  2  mesi dalla  comunicazione di cui al comma 1, oltre al trattamento  previsto  in caso  di  licenziamento, un'integrazione delle spettanze  contrattuali  di fine  lavoro pari a 1/3 di quanto dovutogli per indennità sostitutiva  del preavviso.

Salvo  diverso accordo tra le parti interessate, il trasferimento non  può essere   disposto   nei  confronti  del  dirigente  che   abbia   compiuto rispettivamente il 60o anno d'età, se uomo, e il 55o anno d'età, se donna.

 

 

Art. 24 - Formazione e aggiornamento culturale e professionale

 

Le  parti  convengono di demandare alla trattativa sindacale aziendale  la determinazione  di  programmi di formazione e  aggiornamento  culturale  e professionale  dei  dirigenti, le modalità  di  attuazione  dei  programmi medesimi e i relativi oneri.

Nella determinazione dei programmi di formazione e aggiornamento culturale e professionale, si deve tener conto che:

a) per   elevazione  culturale  del  dirigente  deve   intendersi   il miglioramento di quelle conoscenze generali attinenti alla  professione, che  nei  modi  più  vari possano concorrere a far meglio  assolvere  al dirigente la propria funzione;

b) per  aggiornamento  professionale  e  tecnico  deve  intendersi  il miglioramento  di  conoscenze specifiche, soprattutto  in  relazione  ai compiti e alle funzioni che il dirigente stesso esplica nell'azienda.

Salvo iniziative e scelte non riconducibili ai principi che precedono,  le spese sono a carico delle aziende.

Allo stesso fine vengono utilizzate le giornate di permesso retribuito  di cui all'Accordo 19.7.78, ferme restando le relative modalità attuative,  e altre  5 giornate lavorative. Queste ultime giornate, che potranno  essere anche cumulate nell'arco di un biennio, sono riservate alla partecipazione ad  iniziative  promosse  direttamente  o  d'intesa  con  le  associazioni territoriali, dalle parti nazionali stipulanti il presente contratto.

 

Allegato all'art. 24

ACCORDO CISPEL-FNDAI - COMPENSAZIONE DELLE FESTIVITÀ SOPPRESSE

 

Addì 19 luglio 1978 in Roma

-  Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici Locali (CISPEL)

e

- Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali (FNDAI)

vista  la legge 5.3.77 n. 54, considerate le finalità dalla medesima legge e  tenuto conto dei fini cui sono rivolti i pubblici servizi gestiti dalle imprese pubbliche degli enti locali

convengono quanto segue:

a  compensazione  e in luogo delle festività nazionali e religiose  nonché delle  solennità civili soppresse o comunque differite dalla legge  citata in  premessa,  è  attribuita  annualmente  al  dirigente  1  settimana  di calendario   di  permesso  retribuito  per  l'aggiornamento  culturale   e professionale previsto dall'art. 18, CCNL 18.7.75.

Le  modalità  di  attuazione della normativa di cui sopra sono  concordate dall'azienda con il dirigente compatibilmente con le esigenze di servizio.

Nei  casi  in  cui, in relazione alle dimensioni dell'azienda,  sussistano difficoltà  per la realizzazione della normativa medesima e, comunque,  in tutti  gli  altri  casi  nei  quali  sorgano  divergenze  in  materia,  la definizione  delle  questioni  sarà  rimessa  all'esame  congiunto   delle organizzazioni   stipulanti   che  potranno  deferirla   alle   rispettive articolazioni territoriali.

I  permessi  di  cui  sopra, ove non possano essere  usufruiti  nel  corso dell'anno,   per  comprovate  esigenze  di  servizio  riconosciute   dalla Commissione amministratrice dell'azienda, verranno indennizzati fino ad un massimo  di 5 giornate con le modalità e i criteri previsti dal  contratto nazionale per le ferie non godute.

Il  presente accordo decorre dal 1o gennaio 1978. Per il 1977 si procederà al  recupero  delle  giornate non fruite a titolo di  festività  soppresse cumulandole con i permessi spettanti come sopra per gli anni 1978 e 1979.

 

 

Art. 25 - Incompatibilità

 

Il  dirigente  non può assumere alcun incarico o ufficio o svolgere  altra attività,  comunque  compensati,  al  di  fuori  dell'azienda   senza   il preventivo assenso della stessa.

 

 

Art. 26 - Responsabilità civile e/o penale connessa alla prestazione

 

La  responsabilità  civile verso terzi per fatti  compiuti  dal  dirigente nell'esercizio delle proprie funzioni sono a carico dell'azienda.

Ove  si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano  direttamente  connessi all'esercizio delle funzioni  attribuitegli, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio sarà a carico dell'azienda.

L'azienda, con onere a proprio carico, farà assistere il dirigente  da  un legale che sia di gradimento del dirigente stesso.

Il  rinvio  a  giudizio  del  dirigente per fatti  direttamente  attinenti all'esercizio  delle  funzioni attribuitegli non  costituisce  di  per  sé giustificato motivo di licenziamento; in caso di privazione della  libertà personale  il  dirigente  avrà diritto alla conservazione  del  posto  con decorrenza della retribuzione.

Le  garanzie  e le tutele di cui ai commi 1 e 2 del presente  articolo  si applicano  al dirigente anche successivamente all'estinzione del  rapporto di  lavoro,  sempreché si tratti di fatti accaduti nel corso del  rapporto stesso.

Le  garanzie e le tutele di cui ai commi precedenti sono escluse nei  casi di  dolo  e  colpa grave del dirigente, accertati con sentenza passata  in giudicato.

In  tali  casi  l'azienda  conserva piena  la  facoltà  di  rivalsa  sulle retribuzioni,  sulle  indennità di fine  lavoro  e  in  ogni  altra  forma consentita dalla legge.

 

 

PARTE Terza - Tutele assistenziali e previdenziali

 

Art. 27 - Previdenza

 

Per  il  trattamento di previdenza valgono le speciali norme  di  legge  e contrattuali  che disciplinano i singoli regimi previdenziali  applicabili ai dirigenti.

Le   parti,   avuto  riguardo  agli  interventi  di  legge   sul   sistema previdenziale   e  all'assetto  articolato  della  tutela   previdenziale, convengono  sull'esigenza  di  assicurare alla  categoria  un  trattamento pensionistico adeguato e a tal fine confermano l'impegno ad attivare  ogni iniziativa  per consentire ai dirigenti di accedere a forme di  previdenza complementare  secondo  le  esperienze  maturate  nel  più  ampio  settore dell'industria.

CISPEL e FNDAI s'incontreranno per verificare i risultati delle iniziative intraprese  e  definire  le  ulteriori  azioni  ritenute  necessarie   per realizzare  il  trattamento  previdenziale  complementare  non  oltre   il 31.12.97.

 

 

Art. 28 - Assistenza sanitaria

 

L'assistenza di malattia ai dirigenti è assicurata dal Servizio  sanitario nazionale  ai sensi della legge 23.12.78 n. 833 e successive modificazioni e integrazioni.

Interventi integrativi di tutela della salute e di assistenza di  malattia sono  assicurati  dall'1.10.96 mediante l'iscrizione  al  FASI  il  quale, secondo  le  norme  del proprio statuto, erogherà prestazioni  integrative dell'assistenza  fornita  dal SSN con onere contributivo  a  carico  degli iscritti e delle imprese di servizi pubblici locali.

L'iscrizione al FASI va richiesta dal dirigente interessato;  i  dirigenti in  servizio devono notificare alla propria azienda la loro iscrizione  al Fondo  e  comunicare  contestualmente al FASI l'azienda  di  appartenenza, tenuta alle incombenze successive.

Il contributo dovuto dalle imprese e dai dirigenti in servizio iscritti al FASI  è determinato e adeguato mediante accordi tra le organizzazioni  che hanno  costituito il Fondo. Le imprese e i dirigenti vi si attengono dalla data e per l'importo comunicato dal FASI.

 

 

PARTE Quarta - Tutele sindacali del rapporto

 

Art. 29 - Collegio arbitrale

 

È   istituito,  a  cura  delle  organizzazioni  stipulanti  il   presente contratto,  un Collegio arbitrale nazionale cui è demandato il compito  di pronunciarsi sui ricorsi che gli sono sottoposti ai sensi dell'art. 34.

Il  Collegio  è composto da 5 membri, di cui 2 designati dalla  CISPEL,  2 dalla  Federazione  Nazionale  Dirigenti  Aziende  Industriali  e  1,  con funzioni  di  presidente, scelto di comune accordo.  In  caso  di  mancato accordo  sulla designazione del presidente, quest'ultimo sarà  sorteggiato fra  i  nominativi compresi in apposita lista di nomi non superiori  a  6, preventivamente  concordata  o, in mancanza di  ciò,  sarà  designato,  su richiesta  di una o di entrambe le organizzazioni predette, dal Presidente del Tribunale di Roma.

Alla designazione del supplente del presidente si procederà con gli stessi criteri sopra indicati per la scelta di quest'ultimo.

Ognuno  dei  rappresentanti  delle rispettive  organizzazioni  può  essere sostituito di volta in volta per ogni singolo procedimento.

Il  Collegio ha sede presso la FNDAI, la quale svolge anche le funzioni di segreteria.

Il  Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza,  a  mezzo raccomandata  a.r., della FNDAI, che trasmetterà al Collegio  il  ricorso, sottoscritto dal dirigente, entro 30 giorni successivi al ricevimento  del ricorso stesso ai sensi dell'art. 34.

Copia  dell'istanza  e  del ricorso debbono, sempre a  mezzo  raccomandata a.r., essere trasmessi contemporaneamente, a cura della FNDAI, alla CISPEL e, per conoscenza, all'azienda interessata.

Il  Collegio  deve  riunirsi  entro  30 giorni  dall'avvenuto  ricevimento dell'istanza di cui sopra da parte della CISPEL.

Il  Collegio,  presenti  le  parti  in  causa  o,  eventualmente,  i  loro rappresentanti,  esperirà  in  via  preliminare,  alla  1a  riunione,   il tentativo   di   conciliazione.  Ove  l'azienda   rimanga   contumace   il licenziamento sarà ritenuto senz'altro ingiustificato.

Ove  non  si  raggiunga la conciliazione, il Collegio emetterà il  proprio ]odo  entro 60 giorni dalla data di riunione di cui al comma 9,  salva  la facoltà  del  presidente di disporre una proroga fino  ad  un  massimo  di ulteriori  30  giorni in relazione a necessità inerenti  allo  svolgimento delle procedure.

Durante  il  mese  di  agosto sono sospesi i termini di  cui  al  presente articolo, nonché quello di cui all'art. 34.

Ove  il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento  è ingiustificato  ed  accolga quindi il ricorso del  dirigente,  ai  termini dell'art. 34 disporrà contestualmente, a carico dell'azienda, un'indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, graduabile,  in relazione   alle   valutazioni  del  Collegio  circa  gli   elementi   che caratterizzano il caso in esame, fra:

- un minimo, pari al corrispettivo del preavviso individuale maturato;

- un massimo, pari al corrispettivo di 20 mesi di preavviso.

L'indennità  supplementare  è  automaticamente  aumentata,  in   relazione all'età del dirigente licenziato, ove questa risulti compresa tra i 46 e i 56  anni,  nelle seguenti misure, calcolate con i criteri di cui al  comma precedente:

- 6 mensilità in corrispondenza del 51o anno compiuto;

- 5 mensilità in corrispondenza del 50o e 52o anno compiuto;

- 4 mensilità in corrispondenza del 49o e 53o anno compiuto;

- 3 mensilità in corrispondenza del 48o e 54o anno compiuto;

- 2 mensilità in corrispondenza del 47o e 55o anno compiuto;

- 1 mensilità in corrispondenza del 46o e 56o anno compiuto.

Le spese relative al Collegio, intendendosi per tali quelle afferenti alla partecipazione del presidente, saranno in ogni caso ripartite al  50%  fra le parti in causa.

Le  spese  sostenute dagli altri componenti del Collegio saranno a  carico delle rispettive parti in causa.

 

 

Art. 30 - Rappresentanze sindacali aziendali (RSA) (*)

 

I  sindacati  dei  dirigenti, competenti per territorio  e  aderenti  alla FNDAI, possono istituire RSA.

In  tal  caso gli stessi sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza, oltre che alla FNDAI, alle aziende interessate e alla CISPEL.

Le RSA tutelano gli interessi dei dirigenti al livello aziendale.

In particolare intervengono:

a) nella  determinazione dei criteri riguardanti le procedure di nominadei dirigenti;

b) nelle decisioni riguardanti lo sviluppo delle carriere;

c) per  controllare la corretta applicazione delle norme di legge e  dicontratto;

d) su  ogni  altra materia espressamente demandata al livello aziendale dalle disposizioni del presente contratto.

Un  rappresentante  del  sindacato dei dirigenti  può  presenziare,  quale osservatore esterno, ai lavori delle Commissioni di concorso pubblico  per dirigenti e per Direttore di azienda. La designazione è di competenza  del sindacato territoriale.

 

 

Art. 31 - Partecipazione alle scelte e alla gestione dei servizi (*)

 

Tenuto  conto  del  ruolo  che  le  imprese  di  servizi  pubblici  locali esercitano  per  la  crescita armonica e ordinata del territorio  e  della funzione  che  la  componente  dirigenziale  svolge  in  azienda  tesa  ad assolvere  un  compito  di collaborazione partecipativa  per  lo  sviluppo dell'attività d'impresa e per la realizzazione dei fini e il rispetto  dei vincoli  posti  dall'interesse  generale  della  collettività,  le   parti convengono che:

1) in  occasione dell'elaborazione dei piani di sviluppo o di piani  di ampliamento o potenziamento dei servizi, i dirigenti, tramite le loro RSA, saranno preventivamente consultati;

2) quando  le aziende affrontino le problematiche attinenti la gestione aziendale, le rappresentanze sindacali dei dirigenti saranno chiamate  a responsabilmente partecipare ad ogni fase formativa delle  decisioni  in materia;

3) di tale metodo partecipativo i dirigenti si faranno portatori:

- nei confronti del personale dipendente;

- verso i cittadini utenti;

- nell'affrontare, secondo canoni di aggiornamento tecnico-gestionale,   il lavoro di direzione di gruppo.

Per  le aziende presso le quali non esistano RSA la normativa di cui sopra viene riferita ai dirigenti in servizio presso l'azienda.

Conseguenti  a questi principi nelle aziende dovranno essere definiti  dei "Protocolli" per la "partecipazione" alla gestione aziendale.

Detti protocolli dovranno prevedere:

a) che  la  "partecipazione" non determina confusione  di  ruoli  e  di responsabilità;

b) che  la  "partecipazione" avviene e si esplica sulle  grandi  scelte (piani di sviluppo dei servizi, piani di ristrutturazione delle aziende, programmi  poliennali  di  esercizio,  progetti  di  rilevante   impegno finanziario, bilanci preventivi, conti consuntivi);

c) i modi e i tempi di esplicazione della "partecipazione";

d) che  i punti sui quali le parti concordano costituiscono impegno  di   lavoro comune.

 

(*) La  clausola  riproduce letteralmente il testo contrattuale che nella veste  originale risale al 1980. La CISPEL ha richiesto alla FNDAI la revisione della materia per adeguarla al mutato ruolo della dirigenza e ai più recenti indirizzi ed esperienze di interlocuzione sindacale.

 

 

Art. 32 - Controversie

 

Le  eventuali  controversie1  riguardanti l'interpretazione  del  presente contratto saranno esaminate dalle parti stipulanti il contratto stesso.

Le  questioni  che  dovessero  sorgere circa  l'applicazione  delle  norme contrattuali in singoli casi e che non abbiano trovato diretta definizione tra  l'azienda  e  il  dirigente, saranno demandate, ai  fini  della  loro soluzione, all'esame congiunto tra l'azienda e la RSA.

Laddove  non  siano state istituite dai dirigenti, ai sensi dell'art.  30, RSA,  le questioni di cui al comma 2 saranno esaminate tra l'azienda e  il sindacato territorialmente competente.

Analoga  procedura  dovrà  essere  seguita  qualora  sia  interessato   un dirigente membro della RSA.

Tale esame deve esaurirsi, salvo motivato impedimento, entro il termine di 60 giorni; le conclusioni formeranno oggetto di apposito verbale.

Qualora  la  controversia  non trovi soluzione nel  termine  che  precede, l'azienda  e  la  RSA  dei dirigenti o, in mancanza  di  quest'ultima,  il sindacato locale dei dirigenti,  ne informeranno   le   rispettive organizzazioni  nazionali, fornendo loro tutta la  documentazione  per  la deliberazione del caso.

Nei  15  giorni successivi al ricevimento della documentazione,  CISPEL  e FNDAI  s'incontreranno  per un ulteriore tentativo  di  definizione  della controversia.

Se  nei 20 giorni successivi all'incontro la controversia non sia risolta, le parti interessate riprendono la loro libertà di azione.

1 La procedura per la rinnovazione del CCNL e degli accordi nazionali   è  definita dal Protocollo d'intesa 14.12.88 riportato in appendice   sotto il n. 1.

 

 

Art. 33 - Contributi sindacali

 

Le  aziende  opereranno la trattenuta dei contributi sindacali dovuti  dai dirigenti al sindacato dirigenti industriali della FNDAI, territorialmente competente,   previo  rilascio  di  deleghe  individuali   firmate   dagli interessati, deleghe che saranno valide fino a revoca scritta.

 

 

PARTE Quinta - Risoluzione del rapporto

 

Art. 34 - Risoluzione del rapporto di lavoro

 

Nel  caso di risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato,  la parte recedente deve dame comunicazione per iscritto all'altra parte.

Nel  caso di risoluzione ad iniziativa dell'azienda, quest'ultima è tenuta a  specificarne  contestualmente la motivazione,  in  difetto  di  che  il licenziamento sarà ritenuto senz'altro ingiustificato.

Il   dirigente,  ove  non  ritenga  giustificata  la  motivazione  addotta dall'azienda, potrà ricorrere al Collegio arbitrale di cui all'art. 29.

Il  ricorso  dovrà essere inoltrato alla FNDAI, a mezzo raccomandata  a.r. che  costituirà  prova  del  rispetto dei termini,  entro  30  giorni  dal ricevimento della comunicazione scritta del licenziamento.

Il  ricorso al Collegio non costituisce di per sé motivo per sospendere la corresponsione al dirigente delle indennità di cui agli artt. 35 e 36.

Le disposizioni del presente articolo, salva la comunicazione per iscritto di cui al comma 1, non si applicano in caso di risoluzione del rapporto di lavoro  effettuata nei confronti di dirigente che abbia compiuto o  compia allo scadere del periodo di preavviso il 65o anno d'età.

 

 

Art. 35 - Preavviso

 

Salvo  il  disposto dell'art. 2119 C.C. il contratto a tempo indeterminato non  potrà  essere  risolto dal datore di lavoro senza  preavviso,  i  cui termini sono stabiliti come segue:

a) mesi 8 di preavviso se il dirigente ha un'anzianità di servizio  non superiore a 2 anni;

b) un ulteriore mezzo mese per ogni successivo anno d'anzianità con  un massimo di altri 4 mesi.

In  conseguenza, il termine complessivo di preavviso, come  sopra  dovuto, non dovrà, comunque, essere superiore a 12 mesi.

Il  dirigente dimissionario deve dare al datore di lavoro un  preavviso  i cui termini saranno pari a 1/3 di quelli sopra indicati.

In   caso  d'inosservanza  dei  termini  suddetti  è  dovuta  dalla  parte inadempiente  all'altra  parte,  per  il  periodo  di  mancato  preavviso, un'indennità  pari  alla retribuzione che il dirigente  avrebbe  percepito durante il periodo suddetto.

È  in  facoltà  del  dirigente che riceve  la  disdetta  di  troncare  il rapporto, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da  ciò  gli derivi  alcun  obbligo  d'indennizzo  per  il  periodo  di  preavviso  non compiuto.

Il   periodo  di  preavviso,  anche  se  sostituito  dalla  corrispondente indennità sarà computato nell'anzianità.

Qualora l'azienda non intenda far trascorrere in servizio il preavviso  al dirigente dimissionario, dovrà corrispondergli l'indennità sostitutiva per il periodo di preavviso non compiuto.

Compatibilmente  con la legislazione vigente l'indennità  sostitutiva  del preavviso  è  soggetta  ai  contributi previdenziali  e  assistenziali;  i contributi   predetti   saranno  versati   agli   enti   previdenziali   e assistenziali di categoria con l'indicazione separata e distinta dei  mesi di competenza nei quali avrebbero dovuto essere pagati.

Durante  il  periodo  di preavviso non potrà farsi  obbligo  al  dirigente uscente  di prestare servizio, senza il suo consenso, alle dipendenze  del dirigente di pari grado che lo dovrà sostituire.

Agli  effetti di cui alla lett. b), comma 1, viene trascurata la  frazione di  anno  inferiore al semestre e viene considerata come anno compiuto  la frazione di anno uguale o superiore al semestre.

Per  i  direttori  di  azienda, nominati ai sensi dell'art. 4, RD 15.10.25 n. 2578, il periodo di preavviso per la risoluzione del rapporto di lavoro sarà quello previsto all'art. 35, comma 1, DPR 4.10.86 n. 902.

Tuttavia  l'azienda  potrà comunicare al Direttore la propria  volontà  di risolvere  il  rapporto al termine del triennio con un  preavviso  pari  a quello che gli sarebbe spettato, al sensi dei precedenti commi 1 e  2,  se il suo contratto fosse stato a tempo indeterminato.

Ove l'azienda non provveda a preavvisare il Direttore della sua volontà di non  rinnovare il triennio nei termini indicati al comma precedente,  sarà dovuta  al Direttore stesso, in aggiunta al normale trattamento economico, un'indennità pari alla retribuzione spettantegli nel periodo intercorrente tra  la  data  d'inizio  del preavviso a tempo  indeterminato  e  la  data d'inizio  del  preavviso trimestrale previsto dall'art. 35, comma  1,  DPR 4.10.86 n. 902.

Qualora  la  data  di  comunicazione del recesso sia posteriore  a  quella d'inizio  del preavviso a tempo indeterminato ma anteriore all'inizio  del trimestre  precedente al compimento del triennio, l'indennità  di  cui  al comma precedente sarà corrisposta per il periodo intercorrente tra la data d'inizio del preavviso a tempo indeterminato e la data di comunicazione.

Il Direttore dell'azienda, nominato ai sensi dell'art. 4, T.U. n. 2578/25, che  intenda risolvere il rapporto di lavoro al termine del triennio, deve dare all'azienda un preavviso non inferiore a 6 mesi.

In caso d'inosservanza del suddetto termine si applica la disposizione del comma 4 del presente articolo.

Per  i  dirigenti il cui rapporto di lavoro sia disciplinato, in virtù  di regolamenti  aziendali o di patti individuali, da contratto a termine,  il periodo  di  preavviso per la risoluzione del rapporto stesso sarà  quello previsto dal relativo regolamento o patto individuale.

Le  norme  di  cui ai commi 13, 14, 15 e 16 del presente articolo  valgono anche per i dirigenti che si trovino nelle condizioni di cui al precedente comma  con  riferimento  al periodo di preavviso  previsto,  per  il  loro contratto a termine, dai rispettivi regolamenti o patti individuali.

 

 

Art. 36 - Trattamento di fine rapporto (TFR)

 

In  caso di risoluzione del rapporto spetterà al dirigente, a parte quanto previsto  dall'art.  35, un TFR da calcolarsi in base  a  quanto  disposto dall'art.  2120 C.C., così  come  sostituito  dall'art. 1,  legge  29.5.82 n. 297.

Ai  fini che precedono si considerano come retribuzione tutti gli elementi costitutivi della stessa aventi carattere continuativo, con esclusione  di quanto  corrisposto a titolo di rimborso spese, di emolumenti a  carattere eccezionale e di erogazione a termini dell'art. 12.

Fa  parte della retribuzione anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente   dovuti   al   dirigente  nella  misura   convenzionalmente concordata.

 

 

Art. 37 - Indennità in caso di morte

 

In caso di morte del dirigente l'azienda corrisponderà agli aventi diritto in  base all'art. 2122 C.C., oltre all'indennità sostitutiva del preavviso nella  misura dovuta in caso di licenziamento, il TFR di cui al precedente art.  36;  ciò  indipendentemente da quanto possa spettare  per  Fondi  di previdenza, per assicurazioni infortuni e per ogni altra causa.

 

 

Art. 38 - Anzianità

 

A  tutti  gli  effetti  del  presente  contratto  l'anzianità  si  computa comprendendovi  il  periodo di appartenenza all'azienda  quale  dirigente, anche  se l'azienda era prima gestita in economia o da privati, salvo  che siano intervenute la risoluzione del precedente rapporto e la liquidazione delle indennità stabilite al riguardo.

Eccetto  quanto disposto dall'art. 10, l'anzianità si computa comprendendo tutto  il periodo di servizio prestato alle dipendenze dell'azienda, anche in  altra  categoria, salvo che, all'atto della nomina  a  dirigente,  sia intervenuta  la  risoluzione  del rapporto di  lavoro  in  conseguenza  di un'effettiva e sostanziale novazione del rapporto stesso.

Per  i dirigenti per i quali sia intervenuta la risoluzione del precedente rapporto di lavoro con la stessa azienda si terrà conto, tuttavia, ai soli effetti  delle  ferie  e del trattamento di malattia  o  d'infortunio  non derivanti  da  causa  di servizio, dell'intera anzianità  maturata  presso l'azienda.

Qualora  l'azienda  deliberi  di riconoscere  al  dirigente,  per  la  sua preparazione  ed esperienza professionale, un'anticipazione di  anzianità, tale   anzianità  sarà  utile  unicamente  agli  effetti   degli   aumenti d'anzianità  e delle ferie, fermi restando i limiti massimi  previsti  dal presente  contratto per tali istituti, e non concorre in  nessun  modo  ad incrementare gli anni di effettivo servizio utili ai fini del preavviso  e della liquidazione del TFR.

Agli  effetti dell'anzianità, salvo il disposto dell'art. 35, comma  10  e dell'art. 10, il semestre iniziato si computa come compiuto.

 

 

PARTE Sesta - Disposizioni generali

 

Art. 39 - Condizioni di miglior favore

 

Le  condizioni  di  miglior  favore  stabilite  eventualmente  da  accordi individuali,  aziendali o territoriali e non assorbite  o  consolidate  in cifra  a  norma  dei  precedenti  articoli,  si  intendono  mantenute 'ad personam'.

 

 

Art. 40 - Disposizioni finali

 

Le  norme del presente contratto sono tra loro correlate e inscindibili  e costituiscono nel loro complesso un trattamento unitario.

Ogni  altro  trattamento individuale, non direttamente  contemplato  dalle norme   del   presente  contratto,  non  spiega  effetti  sugli   istituti contrattuali né può essere da questi influenzato.

 

 

Art. 41 - Permessi ai componenti le Commissioni CISPEL-FNDAI

 

Ai  dirigenti componenti di Commissioni paritetiche tra CISPEL e FNDAI, le aziende   di   appartenenza  assicureranno  il  permesso  retribuito   per partecipare alle riunioni della Commissione di cui fanno parte, sempre che non ostino inderogabili esigenze tecnico-aziendali.

 

 

Art. 42 - Decorrenza e durata

 

Il  presente  contratto,  che  annulla e  sostituisce,  salvo  per  quanto espressamente richiamato, quelli precedentemente stipulati, decorre  dalle date  specificate nelle singole clausole dello stesso e ha durata fino  al 31  dicembre 1996, per gli istituti a contenuto economico, e  fino  al  31 dicembre 1998, per gli istituti a contenuto normativo.

In  caso  di  mancata  disdetta, da notificarsi con  lettera  raccomandata almeno 2 mesi prima della scadenza, s'intenderà tacitamente rinnovato, per la parte relativa, di 1 anno e così di seguito di anno in anno.

 

 

Appendice n. 1 al CCNL - Procedura per la rinnovazione del CCNL e degli accordi nazionali

 

PROTOCOLLO DI INTESA

 

14 dicembre 1988

 

Procedura per la rinnovazione del CCNL e degli accordi nazionali:

- 30 giorni prima della scadenza degli accordi collettivi la FNDAI farà pervenite  alla CISPEL le richieste per la rinnovazione o  l'adeguamento degli stessi.

- Le parti si obbligano a tenere il 1o incontro di trattativa entro  e non oltre i 90 giorni successivi alla data della suddetta comunicazione.

-  Ai  componenti la delegazione negoziale della FNDAI  le  aziende  di appartenenza  assicureranno il permesso retribuito per partecipare  agli incontri  di  trattativa  e, compatibilmente con  inderogabili  esigenze tecniche  aziendali, alle riunioni a livello nazionale connesse  con  la trattativa.

- Le  parti  s'impegnano  a  definire la  rinnovazione  degli  accordi collettivi  nei  70  giorni successivi alla  data  del  1o  incontro  di trattativa. Trascorso questo termine senza che le delegazioni  negoziali siano  pervenute  alla rinnovazione, le parti riprenderanno  la  propria libertà d'azione, sospesa nel corso dei periodi sopra indicati, dopo aver esperito entro i successivi 20 giorni un ulteriore tentativo a livello dei massimi responsabili delle organizzazioni volto a superare le difficoltà che si frappongono alla prosecuzione del negoziato.

 

 



ACCORDO DI RINNOVO - CONFSERVIZI DEL 18/12/2015

DIRIGENTI - IMPRESE SERVIZI PUBBLICI LOCALI

 

Accordo di rinnovo 18/12/2015

per i dirigenti delle imprese di pubblica utilità

Decorrenza: 01/01/2016

Scadenza: 31/12/2018

 

Verbale di stipula

 

Addì, 18 dicembre 2015, in Roma

tra

CONFSERVIZI

e

FEDERMANAGER

si è convenuto quanto segue per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro 22 dicembre 2009 per i dirigenti delle imprese di pubblica utilità.

Il presente accordo di rinnovo decorre dal 1 gennaio 2016, salve le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed integra e sostituisce il contratto collettivo nazionale di lavoro 22 dicembre 2009 per i dirigenti delle imprese di pubblica utilità.

 

 

Art. 2 - Costituzione del rapporto - Periodo di prova

 

Il comma 2 ed il comma 3 sono così modificati:

2. L'assunzione o la promozione a dirigente debbono essere effettuate per iscritto con indicazione della decorrenza, delle funzioni attribuite, del trattamento economico e delle eventuali condizioni di miglior favore rispetto alle clausole del presente contratto.

 

Il comma 4 è così modificato:

4. L'eventuale fissazione del periodo di prova, limitatamente ai dirigenti di nuova assunzione e comunque per una durata non superiore a sei mesi, potrà essere concordata tra le parti e dovrà risultare da atto scritto.

 

 

Art. 3 - Struttura della retribuzione

 

Il Trattamento minimo complessivo di garanzia

 

All'art. 3, comma 2, il secondo, terzo e quarto capoverso sono sostituiti dai seguenti:

Il "trattamento minimo complessivo di garanzia" da assumere come parametro al 31 dicembre 2015, a valere dall'anno 2016 per i dirigenti assunti o nominati dal 1o gennaio 2016, è stabilito in 66.000,00 (sessantaseimila/00) euro.

 

In considerazione del superamento del secondo livello di TMCG, il livello di TMCG pari a 66.000 euro viene riconosciuto anche a tutti i dirigenti che, al 1o gennaio 2016, hanno maturato una anzianità di servizio nella qualifica e nell'azienda pari o inferiore ai dodici mesi.

 

Per i dirigenti che abbiano maturato nell'azienda, con la qualifica di dirigente, una anzianità superiore ai dodici mesi alla data del 1o gennaio 2015, il parametro di TMCG, a valere dall'anno 2016, sarà determinato aumentando il TMCG di 63.000 euro di 1/72 di 17.000 euro (arrotondato a 236 euro) per ogni mese di anzianità di servizio, nell'azienda e con la qualifica di dirigente, maturata alla già indicata data del 1o gennaio 2016.

La determinazione dell'anzianità di servizio si computa ai sensi dell'art. 38.

Per effetto di tale norma, il TMCG così determinato, da valere dal 2016 per i dirigenti con almeno 6 anni di anzianità al 1o gennaio del 2016, non può superare l'importo di 80.000 euro.

Pertanto, a titolo esemplificativo il TMCG a valere dal 2016 per i dirigenti con:

- fino a 12 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 66.000 Euro;

- 13 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 66.068 Euro;

- 24 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 68.664 Euro;

- 36 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 71.496 Euro;

- 48 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 74.328 Euro;

- 60 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 77.160 Euro;

- 71 mesi di anzianità, al 1o gennaio 2016, sarà pari a 79.756 Euro.

 

 

DISCIPLINA TRANSITORIA

La disciplina transitoria di cui all'art. 3 è sostituita dalla seguente:

Le parti si danno reciprocamente atto di quanto segue:

 

a) in via transitoria e per la vigenza del contratto collettivo nazionale di lavoro 2016/2018, al dirigente già in servizio alla data del 21 dicembre 2004 e che non abbia già maturato il numero massimo di dieci aumenti di anzianità, continuerà ad essere corrisposto un importo mensile lordo in cifra fissa pari a 129,11 (centoventinove/11) euro al compimento di ciascun biennio di anzianità di servizio con tale qualifica e con effetto dal primo giorno del mese successivo al biennio stesso.

Il numero di aumenti di anzianità maturabili non può, in ogni caso, superare il numero massimo di dieci ivi compresi gli aumenti di anzianità maturati nella vigenza dei precedenti contratti collettivi.

A tal fine nel prospetto delle competenze mensili sarà evidenziato, in apposita casella, il numero degli aumenti di anzianità maturati da ciascun dirigente.

 

b) gli importi spettanti a titolo di aumenti di anzianità, ai sensi della disciplina che precede, in considerazione della specifica natura degli stessi, possono essere assorbiti da aumenti economici strutturali riconosciuti al dirigente in sede aziendale a partire dal 1o gennaio 2009.

In sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro compete alle parti stipulanti ogni determinazione circa il regime transitorio qui definito.

 

 

Art. 13 - Benemerenze nazionali

 

È abrogato

 

 

Art. 16-Trasferte e missioni

 

L'art. 16 è sostituito dal seguente:

1. Salvo il caso di eventuali intese aziendali o individuali, oltre al rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto ed alloggio, nei limiti della normalità, al dirigente in trasferta sarà riconosciuto per ogni periodo di trasferta non inferiore a 12 ore nell'arco temporale di 24 ore dalla partenza un importo aggiuntivo in cifra fissa per rimborso spese non documentabili, pari ad 85 (ottantacinque/00) euro.

2. Gli importi erogati a titolo di spese non documentabili non fanno parte della retribuzione ad alcun effetto del presente contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

 

 

Art. 17 - Trattamento di malattia e maternità

 

Il comma 6 è sostituito dal seguente:

6. Per i periodi corrispondenti ai congedi di maternità e paternità previsti dalle vigenti disposizioni legislative, l'azienda corrisponderà l'intera retribuzione mensile.

 

 

Art. 19 - Trasferimento di azienda

 

I commi 2 e 3 sono sostituiti dal nuovo comma 2:

Il dirigente, il quale, in caso di cessione parziale o totale o di trasformazione dell'azienda non intenda continuare il proprio rapporto, può, entro 180 giorni dalla data legale dell'avvenuto cambiamento, risolvere il rapporto di lavoro senza obbligo di preavviso e con il riconoscimento, oltre al trattamento di fine rapporto, all'indennità sostitutiva del preavviso.

 

 

Art. 20 e Art. 21

 

Gli artt. 20 (Ristrutturazioni d'azienda), 21 (Mutamento provvisorio di funzioni) Sono abrogati

 

 

Art. 22 - Mutamenti di funzioni

 

Il comma 1 è cosi modificato:

Il dirigente che, a seguito di mutamento della propria attività sostanzialmente incidente sulla posizione ricoperta, risolva, entro 60 giorni, ma con un preavviso di almeno 15 giorni, il rapporto di lavoro, avrà diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento.

 

 

Art. 23 - Trasferimento del dirigente

 

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

Il dirigente può essere trasferito da una sede ad altra sede della stessa azienda con comunicazione scritta e con un preavviso non inferiore a tre mesi ovvero a quattro mesi quando il dirigente abbia familiari conviventi a carico. Il trasferimento deve essere motivato da ragioni tecniche, organizzative o produttive.

 

 

Art. 24 - Formazione e aggiornamento culturale e professionale

 

Nuovo comma 3:

Le parti demandano ad appositi accordi aziendali la definizione di progetti formativi rivolti al personale dirigente, i relativi criteri di partecipazione e le modalità di attuazione, avvalendosi, a tale scopo, anche delle rispettive strutture formative.

 

 

Art. 28-bis - Dirigenti disoccupati e Bilancio delle competenze

 

Il comma 1 è sostituito dal seguente:

Le parti si impegnano a verificare entro il 31 dicembre 2015 la possibilità di adesione alla nuova GSR-FASI e in tal caso ad applicare la relativa disciplina contrattuale a far data dal 1o gennaio 2016. Ove ciò non fosse possibile, le stesse parti si impegnano ad individuare uno strumento alternativo esistente nell'ambito della contrattazione nazionale stipulata da Federmanager o ad adottare una copertura assicurativa equivalente entro e non oltre il 29 febbraio 2016 in modo che venga attuata con decorrenza 1o marzo 2016.

 

 

Art. 29 - Collegio arbitrale

 

I commi 13 e 14 e sono sostituiti dal seguente:

13 - Eccetto i casi di licenziamento discriminatorio, per i quali trova applicazione la disciplina di legge, ove il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente a termini dell'art. 22, disporrà contestualmente, a carico dell'azienda, un'indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, omnicomprensiva, nel rispetto dei parametri seguenti:

a) fino a due anni di anzianità aziendale due mensilità pari al corrispettivo del preavviso;

b) oltre a due e sino a sei anni di anzianità aziendale, da 4 a 8 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;

c) oltre i sei e sino a dieci anni di anzianità aziendale, da 8 a 12 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;

d) oltre i dieci e sino a quindici anni di anzianità aziendale, da 12 a 18 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;

e) oltre quindici anni di anzianità aziendale, da 18 a 24 mensilità pari al corrispettivo del preavviso.

Le presenti disposizioni non si applicano nei casi di licenziamento collettivo

 

 

Art. 30 - Informazione e consultazione dei dirigenti

 

Il comma 4 è sostituito dal seguente:

In particolare le Rappresentanze aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle clausole contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica di dirigente ai sensi dell'art. 1 del presente contratto.

Il comma 10 è abrogato.

 

 

Art. 35 - Preavviso

 

Il primo comma è sostituito dal seguente:

1. Salvo il disposto dell'art. 2119 del cod. civ., il contratto a tempo indeterminato non potrà essere risolto dal datore di lavoro senza preavviso i cui termini sono stabiliti come segue:

a) mesi 6 di preavviso per i dirigenti fino a sei anni di anzianità aziendale;

b) mesi 8 di preavviso per i dirigenti fino a dieci anni di anzianità aziendale;

c) mesi 10 di preavviso per i dirigenti fino a quindici anni di anzianità aziendale;

d) mesi 12 di  preavviso per i dirigenti oltre  quindici  anni di anzianità aziendale.

 

 

Art. 42 - Decorrenza e durata

 

Il primo comma è sostituito dal seguente:

Il contratto collettivo ha durata quadriennale. In fase di prima applicazione, l'attuale rinnovo avrà scadenza il 31 dicembre 2018.

 

 

Dati Tabellari - Dirigenti - Imprese Servizi Pubblici Locali

Tabella retributiva qualificati decorrenza 01/01/2016


TABELLA RETRIBUTIVA QUALIFICATI DECORRENZA 01/01/2016

Livello Paga Base Contingenza Terzo elemento Scatti anzianita' Div HH Div GG
Dirigente 5076,92 0 0 0 173 26
Dirigente (anz. serv. sup. 6 anni) 6153,85 0 0 0 173 26