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Provvedimenti - Dirigenti Giornali Quotidiani

CCNL del 31/03/2005

Accordo di Rinnovo del 29/05/2009


CCNL DEL 31/03/2005

DIRIGENTI - GIORNALI E QUOTIDIANI

 

Contratto collettivo nazionale di lavoro 31/03/2005

Dirigenti e direttori generali di giornali quotidiani

Decorrenza: 01/01/2005

Scadenza normativa: 31/12/2008

Scadenza economica: 31/12/2006

 

Verbale di stipula

 

In Roma il 29 luglio 2005,

tra la Federazione italiana editori giornali, il Sindacato nazionale dirigenti giornali quotidiani e la Federmanager.

Premesso che:

- il Fondo di previdenza dirigenti giornali quotidiani, istituito con accordo 3 maggio 1960, rientra in quelli individuati dall'art. 3, comma 120, della legge 24 dicembre 2003, n. 390;

- le richiamate disposizioni legislative dispongono per i Fondi di previdenza complementare ivi previsti la possibilità di operare in deroga alla normativa vigente secondo le modalità disposte dalla disciplina collettiva;

Tutto ciò premesso le parti convengono:

1) in deroga alle previsioni in materia di conferimento del t.f.r. ai Fondi di pensione previsti dalla legge 23 agosto 2004, n. 243 e dagli emanandi decreti attuativi, la non trasferibilità delle quote di t.f.r. maturande confermando il mantenimento delle stesse nelle disponibilità aziendali;

2) restano integralmente confermate le vigenti disposizioni regolamentari del predetto Fondo in materia contributiva ivi compreso per quanto attiene al t.f.r.

 

Addì, 31 Marzo 2005,

tra Federazione italiana editori giornali,

e

Sindacato nazionale dirigenti aziende industriali

è stato stipulato il presente contratto nazionale di lavoro.

Premesso che:

- con accordo 31 marzo 2005 si procedeva al rinnovo del contratto nazionale di lavoro per la dirigenza dei giornali quotidiani;

- ai sensi di quanto stabilito dal predetto accordo le parti convenivano di istituire un gruppo tecnico paritetico per procedere alla stesura di un nuovo articolato sulla base di quanto stabilito dalle suddette intese;

- il gruppo tecnico concludeva i propri lavori in data 21 luglio 2005 e conseguentemente veniva definito il nuovo articolato contrattuale;

Tutto ciò premesso le parti si danno atto e convengono di aver completato gli adempimenti relativi alla stesura articolata delle intese intercorse il 31 marzo 2005 con la definizione e la approvazione del testo relativo nella struttura allegata al presente accordo.

Il nuovo testo articolato assume la data del 31 marzo 2005, la stessa delle intese intervenute per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per la dirigenza dei quotidiani.

 

 

Il giorno 31 marzo 2005,

tra la Federazione italiana editori giornali e la Federmanager Federazione nazionale dirigenti aziende industriali.

Le parti:

Considerate le peculiari caratteristiche della disciplina contrattuale per la dirigenza di settore e le correlazioni con la disciplina delle altre categorie di lavoratori operanti nello stesso settore;

Confermata, altresì, l'opportunità che alla dirigenza venga riconosciuto un trattamento contrattuale adeguato alla rilevanza delle relative responsabilità e alla peculiarità di funzioni;

Valutata l'opportunità di mantenere a tale disciplina la struttura storicamente consolidata anche per quanto attiene agli effetti collegati all'equilibrio gestionale della previdenza del settore;

Stipulano il presente contratto nazionale collettivo di lavoro per i dirigenti dipendenti da aziende editrici e/o stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di informazione quotidiane della stampa che sostituisce quello del 20 luglio 2000 così come modificato dalle successive intese intervenute il 27 agosto 2002 e il 25 luglio 2003.

 

 

Art. 1 - Norme applicative

 

Le norme di cui al presente contratto si applicano a quei dipendenti di aziende editrici di giornali quotidiani, di aziende stampatrici dei predetti giornali, di agenzie di informazioni quotidiane per la stampa che, in conseguenza delle mansioni affidate, abbiano ricevuto per iscritto la nomina di Direttore generale o di dirigente.

 

Nota a verbale - In conseguenza del venir meno a partire dal 1° luglio 2005 della specifica figura del Direttore amministrativo e dell'introduzione con la stessa decorrenza di quella di Direttore generale, le parti hanno proceduto ad una revisione dell'articolato contrattuale per adeguarlo a tale modifica facendo riferimento al termine omnicomprensivo di "dirigente" per quegli istituti che riguardano tutta la dirigenza, esplicitando quegli specifici trattamenti che le parti hanno individuato di esclusiva pertinenza del Direttore generale.

 

Norma transitoria - Lo specifico inquadramento del Direttore amministrativo viene meno con effetto dal 1° luglio 2005 in quanto il connesso trattamento economico-normativo viene riconosciuto alla nuova figura del Direttore generale.

Ai Direttori amministrativi in forza al 30 giugno 2005, ai quali sia stata riconosciuto per iscritto dall'azienda, e applicato, entro tale data, lo specifico inquadramento contrattuale previsto per tale figura dalla previgente disciplina, il relativo trattamento verrà mantenuto "ad personam", in base a quanto stabilito dall'accordo collettivo 26 luglio 2000, e dall'accordo economico 25 luglio 2003 così come modificato con l'accordo 31 marzo 2005. Agli stessi verrà riconosciuto quanto derivante dal rinnovo dei predetti accordi.

Al dipendente che dovesse essere investito delle funzioni amministrative successivamente alla data del 30 giugno 2005 verrà riconosciuto il trattamento del dirigente.

 

 

Art. 2 - Posizione gerarchica e funzioni

 

Il Direttore generale dipende direttamente ed esclusivamente dal proprietario del giornale o dal legale rappresentante della società editrice del giornale.

Se la procura o il contratto speciale non lo collocano in posizione di preminenza, egli è nella gerarchia dell'azienda sullo stesso piano del Direttore politico.

Il Direttore generale ricopre un ruolo caratterizzato da un elevato grado di autonomia e potere decisionale ed esplica in modo continuativo poteri di rappresentanza e di decisione al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dell'impresa nei relativi assetti amministrativi, del personale, tecnico-produttivi nonchè commerciali in tutte le relative articolazioni operative.

 

 

Art. 3 - Contratti a termine

 

I contratti a termine sono ammessi soltanto per i dirigenti assunti da giornali la pubblicazione dei quali abbia carattere temporaneo ed avvenga per un periodo di tempo predeterminato non superiore a 12 mesi. Saranno pure ammessi, per un periodo massimo di 12 mesi, quando si tratti di sostituire il Direttore amministrativo o il dirigente assente per i motivi di cui agli artt. 6, 15 e 16 del presente contratto.

 

 

Art. 4 - Periodo di prova

 

La eventuale fissazione del periodo di prova ai sensi dell'art. 2096 cod. civ. potrà essere convenuta all'atto dell'assunzione per un periodo non superiore a mesi quattro.

 

 

Art. 5 - Incompatibilità

 

Il dirigente non potrà assumere altri impegni che vincolino la loro attività senza esserne autorizzato dall'imprenditore.

Tale autorizzazione potrà essere revocata in qualsiasi momento, con almeno un mese di preavviso, ove fosse ritenuta dannosa per l'impresa, senza diritto ad indennizzo.

In ogni caso, il dirigente non potrà assumere incarichi in contrasto con gli interessi morali e materiali dell'azienda alla quale appartiene.

 

 

Art. 6 - Aspettativa

 

Al dirigente che ne faccia richiesta per giustificati motivi sarà concesso, compatibilmente con le esigenze dell'azienda, un periodo di aspettativa non superiore a sei mesi, con facoltà da parte dell'azienda di non corrispondere retribuzione.

Il periodo di aspettativa verrà considerato come trascorso in servizio quando, all'atto della concessione, il dirigente abbia almeno due anni di servizio effettivo.

I dirigenti che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di Assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa, senza retribuzione, per tutta la durata del loro mandato.

La medesima disposizione si applica ai dirigenti chiamati a ricoprire cariche sindacali nella Federmanager, provinciali o regionali o nazionali.

I periodi di aspettativa di cui ai due precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della pensione a carico dell'INPS; durante detti periodi di aspettativa l'interessato, in caso di malattia, conserva il diritto alle prestazioni a carico dei competenti Enti preposti alla erogazione delle prestazioni medesime.

Le disposizioni di cui al precedente comma non si applicano qualora a favore degli interessati siano previste forme previdenziali per il trattamento di pensione e per malattia, in relazione all'attività espletata durante i periodi di aspettativa.

 

 

Art. 7 - Aggiornamento culturale-professionale

 

Le aziende, allo scopo di promuovere un aggiornamento culturale e professionale consono alle funzioni dirigenziali, attesa la struttura e la natura dell'attività svolta, avvieranno interventi formativi per favorire adeguati livelli di preparazione ed esperienza professionali, quale supporto alle responsabilità affidate all'interessato.

La partecipazione dei singoli a corsi, seminari o altre iniziative formative sarà concordata con il dirigente interessato.

 

Dichiarazione a verbale - Le parti, nel riconfermare la particolare importanza che l'attuazione di appropriati interventi formativi riveste per i dirigenti e per le imprese si riservano di definire specifici interventi in linea con quanto previsto per i dirigenti industriali da definirsi con successive intese che tengano conto della possibilità di destinare a Fondirigenti (FDIR) il contributo integrativo dello 0,30% introdotto dall'art. 25 della legge n. 845/1978.

 

 

Art. 8 - Responsabilità civile e/o penale connessa alla prestazione

 

Ogni responsabilità civile verso terzi per fatti commessi dal dirigente nell'esercizio delle proprie funzioni è a carico dell'azienda.

Il dirigente che, ove si apra procedimento di cui al comma 4, risolva il rapporto motivando il proprio recesso con l'avvenuto rinvio a giudizio, hanno diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità fissa di cui all'art. 21 e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari, con decorrenza 1° luglio 2000, al corrispettivo della predetta indennità fissa. Il dirigente consegue il diritto a percepire i trattamenti previsti dal precedente comma semprechè abbia formalmente e tempestivamente comunicato al datore di lavoro la notifica, a lui fatta, dell'avviso di reato a seguito del quale sia stato successivamente rinviato a giudizio.

Ove si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuite, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda. E' in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia, con onere a carico dell'azienda.

Il rinvio a giudizio del dirigente per fatti direttamente attinenti all'esercizio delle funzioni lui attribuite non costituisce di per sè giustificato motivo di licenziamento; in caso di privazione della libertà personale il dirigente avrà diritto alla conservazione del posto con decorrenza della retribuzione.

Le garanzie e le tutele di cui al 4° comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente alla estinzione del rapporto di lavoro, semprechè si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso.

Le garanzie e le tutele di cui ai commi precedenti sono escluse nei casi di dolo o di colpa grave, accertati con sentenza passata in giudicato.

 

Disposizione transitoria - Per i casi di risoluzione del rapporto eventualmente intervenuti ai sensi del 2° comma dell'art. 8, a tutto il 30 giugno 2000 l'indennità supplementare al t.f.r. è pari alla metà del corrispettivo dell'indennità fissa di cui all'art. 21.

 

 

Art. 9 - Trattamento economico

 

L'istituto dell'ex meccanismo di variazione automatica è regolato dall'Allegato 1 al presente contratto.

I minimi contrattuali sono fissati con specifici accordi stipulati tra le parti firmatarie del presente contratto (Allegato 2).

 

 

Art. 10 - Importo per ex elemento di maggiorazione

 

L'elemento di maggiorazione previsto dall'art. 10 del contratto collettivo nazionale di lavoro 9 luglio 1985, come modificato dall'accordo 20 ottobre 1987, pari al 12% degli elementi della retribuzione mensile individuali di fatto percepiti dal dirigente e considerati utili dalle vigenti disposizioni di legge e di contratto per il trattamento di fine rapporto, con effetto dal 1° luglio 1989 è congelato in cifra sui valori della retribuzione individuale di fatto di cui sopra calcolata al 30 giugno 1989. Restano confermate le modalità di erogazione in atto.

Conseguentemente, la percentuale indicata nel 1° comma non sarà più applicata ai miglioramenti retributivi attribuiti a qualsiasi titolo (collettivo e/o individuale) dal 1° luglio 1989 e successivamente, ivi compresi tutti quelli derivanti dal presente contratto. Per coloro che siano stati assunti o promossi nella qualifica a decorrere dal 1° luglio 1989 è riconosciuto un ammontare corrispondente al 12% applicato ai minimi contrattuali di stipendio previsti dall'accordo 10 novembre 1989 con decorrenza 1° gennaio 1989 (Direttore amministrativo euro 1.381,52; dirigente euro 1.345,89) nonchè all'importo mensile per meccanismo di variazione automatica in atto al giugno 1989 (lire 1.236.000 pari a euro 638,34) e al valore dell'indennità mensile calcolata sui precedenti istituti.

Per quanto concerne l'indennità di carica e la relativa aggiunta, tenuto conto delle specifiche modalità di computo che prevedevano fin dalla istituzione dell'elemento di maggiorazione la corresponsione dello stesso prescindendo dai massimali stabiliti per dette indennità, il 12% viene calcolato sulla base dei valori utili agli effetti dell'indennità di carica e relativa aggiunta con riferimento al giugno 1989 e continuerà ad essere corrisposto in cifra fissa, in aggiunta alle predette indennità prescindendo dai massimali per le stesse indennità stabiliti.

 

Nota a verbale - Le parti si danno reciprocamente atto che dall'ammontare della retribuzione individuale di fatto, prevista dal 1° comma ai fini del computo dell'ex elemento di maggiorazione, erano esclusi i miglioramenti economici che siano stati aziendalmente attribuiti al dirigente, dalla data di sottoscrizione dell'accordo 20 ottobre 1987 o successivamente, in forma espressa e contestualmente a titolo di anticipazione sugli aumenti derivanti dal contratto 10 novembre 1989.

Nei predetti miglioramenti economici era ricompreso l'importo afferente il 12% suscettibile pertanto di assorbimento con gli aumenti derivanti dal medesimo contratto 10 novembre 1989.

 

 

Art. 11 - Retribuzione

 

Per retribuzione si intende, oltre allo stipendio, le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili, le gratificazioni ed ogni altro compenso, anche se corrisposto in natura, comunque denominato e a qualunque epoca e con qualunque periodicità corrisposto, in misura fissa o variabile, con esclusione dei rimborsi di spese effettive, di quelle indennità, gratificazioni ed assegni eccezionali corrisposti una volta tanto per prestazioni speciali.

 

 

Art. 12 - Aumenti periodici di anzianità

 

Il dirigente ha diritto, indipendentemente da qualsiasi aumento prerequativo o di merito, ad un aumento retributivo mensile in cifra fissa pari euro 139,44 per ogni biennio di anzianità di servizio fino ad un massimo di 10 scatti.

Per i dirigenti in servizio alla data di stipula del c.c.n.l. 9 luglio 1985 la misura prevista dal 1° comma del presente articolo spetterà sino ad un massimo di 15 bienni di anzianità.

Il computo del biennio ha inizio dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità.

Gli aumenti di stipendio individuali concessi nel corso del biennio potranno essere conteggiati nello scatto biennale quando l'editore abbia manifestato per iscritto, contestualmente alla comunicazione dell'aumento, la volontà di assorbirli.

 

Norma transitoria - Gli aumenti periodici di anzianità già maturati dal dirigente alla data del 1° gennaio 1989 sono stati trasformati in cifra sulla base del valore di euro 139,44 per ogni biennio di anzianità e considerati utili a tutti gli effetti contrattuali.

 

 

Art. 13 - Indennità di carica

 

Il dirigente ha diritto di percepire ogni anno, con lo stipendio del mese di giugno, una indennità di carica pari all'ammontare della retribuzione mensile nei limiti del massimale stabilito negli specifici accordi economici (Allegato 2).

In aggiunta a tale indennità sarà corrisposto un importo pari alla retribuzione mensile nei limiti del massimale predetto.

Le modalità di corresponsione della indennità di carica e relativa aggiunta saranno conformi a quelle stabilite per la tredicesima mensilità.

La indennità di carica e la relativa aggiunta non sono computabili ai fini della determinazione della tredicesima mensilità e della indennità sostitutiva delle ferie.

Valgono invece a tutti gli altri effetti.

 

 

Art. 14 - Ferie

 

I dirigenti hanno diritto per ogni anno di servizio prestato ad un periodo di ferie retribuito come segue:

- un mese per coloro che hanno una anzianità aziendale fino a 5 anni;

- 30 giorni lavorativi per coloro che hanno una anzianità aziendale di oltre 5 anni e fino a 20;

- 35 giorni lavorativi per coloro che hanno una anzianità aziendale oltre i 20 anni.

Fermo restando quanto previsto dall'art. 2109 del codice civile, il predetto periodo di ferie va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del dirigente, nel corso dell'anno di maturazione e per ulteriori due settimane nei 24 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.

Fermo restando il principio dell'irrinunciabilità delle ferie, qualora eccezionalmente il periodo eccedente le quattro settimane di cui al precedente comma 1, non risulti comunque fruito, in tutto o in parte, entro il primo semestre dell'anno successivo a quello di maturazione, verrà corrisposta per il periodo non goduto un'indennità pari alla retribuzione spettante da liquidarsi entro il primo mese del secondo semestre di detto anno.

La risoluzione del rapporto non pregiudica il diritto alle ferie maturate.

In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto al compenso sostitutivo delle ferie stesse in proporzione ai mesi di servizio prestati.

Ai dirigenti che abbiano una anzianità aziendale di almeno un anno saranno concessi in aggiunta alle ferie permessi straordinari retribuiti per complessivi dieci giorni lavorativi nell'anno.

Nessun compenso sostitutivo è dovuto a coloro che rinunciano in tutto o in parte ai permessi di cui al comma precedente. Il dirigente può usufruire nell'anno successivo dei permessi eventualmente non goduti nel solo anno precedente.

 

 

Art. 15 - Trattamento di malattia e maternità

 

Nel caso di interruzione del servizio dovuta a malattia o infortunio non dipendente da cause di servizio, l'azienda conserverà al dirigente non in prova il posto sino alla raggiunta idoneità al lavoro corrispondendogli l'intera retribuzione per un periodo di 12 mesi.

L'azienda ha diritto di far controllare la inidoneità al lavoro del dirigente da parte di enti pubblici o istituti specializzati di diritto pubblico.

In caso di constatata permanente inidoneità al lavoro l'azienda può risolvere il rapporto di lavoro corrispondendo il trattamento di licenziamento ivi compresa l'indennità fissa stabilita dal presente contratto.

Qualora la prosecuzione della malattia non consenta di riprendere servizio a causa di permanente inidoneità al lavoro questi può risolvere il rapporto con diritto allo stesso trattamento di cui al comma che precede. Per il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro previsto dalle vigenti disposizioni legislative sulla maternità, l'azienda, conservando al dirigente il suo posto di lavoro, gli corrisponderà l'intera retribuzione mensile.

Tale trattamento è sostitutivo di quello previsto dalle leggi vigenti in materia.

 

 

Art. 16 - Trattamento di infortunio e malattia da cause di servizio

 

Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da malattia professionale o da infortunio avvenuto in occasione di lavoro, l'azienda conserverà al dirigente non in prova il posto e gli corrisponderà l'intera retribuzione, integrando quanto erogato dall'INAIL a titolo di indennità per inabilità temporanea assoluta, sino alla raggiunta idoneità al lavoro o fino a quando sia accertata una invalidità permanente totale o parziale. In ogni caso il periodo di corresponsione della retribuzione non potrà superare due anni e mesi sei dal giorno in cui è sorta la malattia o si è verificato l'infortunio.

Agli effetti del precedente comma si considera:

- infortunio, l'evento che, come tale, è previsto dalla legge sulla assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali;

- professionale, la malattia che sia fra quelle indicate nella tabella annessa al T.U. approvato con D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 in vigore sino al 24 luglio 2000.

L'indennità di inabilità temporanea assoluta a carico dell'INAIL è anticipata al dirigente dall'azienda, che ne recupera il relativo importo mediante accredito diretto da parte dell'Istituto.

L'azienda inoltre deve stipulare nell'interesse del dirigente una polizza che assicuri:

a) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, in caso di invalidità permanente causata da malattia professionale o da infortunio per qualsiasi causa verificatosi tale da ridurre in misura superiore a 2/3 la capacità lavorativa specifica, una somma pari a sei annualità della retribuzione di fatto. Qualora il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento dello stato di invalidità, la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di tale riconoscimento;

b) in caso di invalidità permanente parziale causata da malattia professionale o da infortunio per qualsiasi causa verificatosi una somma che, riferita all'importo del capitale assicurato di cui al punto a), sia proporzionale al grado di invalidità determinato in base alla tabella annessa al citato D.P.R. n. 1124/1965;

c) in aggiunta al normale trattamento di liquidazione in caso di morte causata da malattia professionale o da infortunio per qualsiasi causa verificatosi purchè la morte non sia preceduta da una invalidità permanente indennizzata ai sensi del precedente punto e causata dal medesimo evento che ha determinato tale invalidità, una somma a favore degli aventi diritto pari a cinque annualità della retribuzione di fatto.

In relazione al decreto legislativo n. 38/2000 che, a decorrere dal 16 marzo 2000, estende ai dirigenti l'obbligo di iscrizione all'INAIL, l'azienda inserirà nella polizza di cui al precedente 4° comma una clausola che, per i casi di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, preveda:

a) la riduzione dell'indennizzo, dovuta al dirigente o ai suoi aventi causa sulla base dei massimali come sopra indicati, in misura corrispondente alla prestazione in capitale o in rendita capitalizzata riconosciuta dall'INAIL all'assicurato a titolo di invalidità permanente ovvero, in caso di morte, alla prestazione in rendita capitalizzata riconosciuta dallo stesso ente agli eventi causa dell'assicurato;

b) la subordinazione del diritto all'indennizzo, alla preventiva comunicazione, da parte del dirigente o dei suoi aventi causa dell'importo della prestazione liquidata dall'INAIL;

c) la natura vincolante per la Compagnia di assicurazione dell'accertamento della malattia professionale effettuato dall'INAIL o dal giudice, ferma restando, in quest'ultimo caso, la necessaria informativa da parte del dirigente al fine di consentire la partecipazione al processo della compagnia;

d) l'erogazione dell'intero capitale assicurato qualora, in caso di infortunio, l'INAIL ne contesti il collegamento con il rapporto di lavoro; il dirigente, su richiesta della compagnia e con ogni onere, ivi compresa la scelta del difensore, a carico della stessa, avrà l'obbligo di proporre causa all'INAIL. In caso di esito favorevole, il dirigente dovrà restituire alla compagnia la somma che la predetta avrà versato in eccedenza rispetto alla previsione di cui alla precedente lett. a) del presente comma.

L'azienda provvederà altresì a stipulare, nell'interesse del dirigente, una polizza che assicuri, comunque una sola volta, in caso di morte o in caso di invalidità permanente tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa specifica, per cause diverse da quella dell'infortunio comunque determinato e da malattia professionale, sempre in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, una somma pari a decorrere dal 1° luglio 2005 ad euro 116.202,80, quando il dirigente non abbia figli a carico nè coniuge. La predetta somma sarà pari a euro 162.683,92 quando il nucleo familiare del dirigente interessato risulti composto da uno ovvero da più figli a carico e/o dal coniuge. Detti importi, a decorrere dal 1° luglio 1007 saranno pari rispettivamente ad euro 129.114,22 ed a euro 180.759,91. Il dirigente concorrerà al costo del relativo premio con l'importo di euro 139,44 annue, che saranno trattenute dall'azienda sulla sua retribuzione secondo apposite modalità. Qualora il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento dello stato di invalidità, la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di tale riconoscimento.

Le somme rispettivamente assicurate al comma precedente nonchè l'entità del concorso del dirigente ivi stabilita operano a decorrere dalle date indicate.

Sono fatte salve e si considerano sostitutive delle provvidenze stabilite dal presente articolo, specifiche forme di assicurazione aziendalmente già in atto con contenuto almeno equivalente a quello di cui al medesimo presente articolo.

Sono, altresì, fatte salve e si considerano sostitutive delle provvidenze stabilite al 4° comma eventuali intese, attuali o future, definite tra azienda e dirigente che prevedano l'assunzione diretta da parte dell'azienda, al verificarsi degli eventi ivi specificati, dell'obbligo al pagamento delle somme di cui al richiamato 4° comma, lett. a) o lett. b), rimanendo in facoltà dell'azienda stessa di assicurare tale obbligo.

 

Dichiarazioni a verbale - Le parti si danno reciprocamente atto che, relativamente alla ipotesi in cui il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento al dirigente di uno stato di invalidità tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa, i commi 4, lett. a), e lett. b) e 6 dell'art. 16 si interpretano nel senso che la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di detto riconoscimento.

Le parti convengono altresì che, in ogni caso, ai fini della erogazione delle somme assicurate ai sensi del comma 4, lett. a), primo alinea e lett. b), nonchè del comma 8 dell'art. 16, le società stipulanti le polizze assicurative ed i loro riassicuratori assumeranno come valido il giudizio sullo stato di invalidità del dirigente così come formulato:

1) dall'INPS, all'atto del riconoscimento della pensione di inabilità ovvero del primo riconoscimento dell'assegno di invalidità;

2) dall'INAIL, in caso di invalidità di origine professionale e semprechè non ricorra l'ipotesi precedente.

Le parti concordano che in caso di morte del dirigente, i beneficiari delle somme assicurate ai sensi dei commi 4, lett. c), 6 e 9 dell'art. 16, sono individuati nei soggetti formalmente indicati dallo stesso dirigente. In mancanza di tale indicazione, i beneficiari delle somme assicurate sono individuati ai sensi dell'art. 2122 del codice civile.

Infine, resta inteso tra le parti che, in caso di prosecuzione del rapporto di lavoro con il dirigente al quale sia riconosciuto uno stato di invalidità determinato da malattia non professionale e tale da ridurre la capacità lavorativa in misura superiore ai 2/3, la polizza di cui al comma 6, dell'art. 16 cessa di produrre effetti dal momento della erogazione della somma ivi prevista per l'assicurazione contro tale evento.

Le parti si danno reciprocamente atto che il richiamo alla tabella annessa al D.P.R. n. 1124/1965, di cui al 2° comma dell'art. 16, deve intendersi comprensivo dell'ampliamento disposto con la sentenza della Corte Costituzionale n. 350/1997, in base alla quale l'INAIL indennizza, oltre alle malattie elencate nella predetta tabella, anche le malattie non tabellate di cui il dirigente dimostri l'origine professionale.

 

 

Art. 17 - Previdenza e assistenza sanitaria a carattere integrativo

 

Le materie concernenti gli interventi integrativi del trattamento pensionistico di categoria e l'assistenza integrativa di malattia, come disciplinate dalle apposite separate intese contestualmente sottoscritte alle quali si intende fatto riferimento e rinvio, costituiscono parte integrante del presente contratto, per l'intera durata di quest'ultimo. I contenuti delle rispettive prestazioni, le condizioni e le modalità della loro erogazione, nonchè le forme ed entità dei relativi finanziamenti sono stabiliti dalle richiamate apposite intese, avuto riguardo alla vigenza per esse di volta in volta stabilita dalle parti stipulanti.

 

 

Art. 18 - Previdenza

 

Per i contributi relativi al trattamento di previdenza di cui alla legge 27 dicembre 1953, n. 967 ed al regolamento di cui al D.P.R. 17 agosto 1955, n. 914 e successive modificazioni ed integrazioni si intende fatto rinvio alle disposizioni legislative vigenti in materia.

Il pagamento dei contributi di previdenza anzidetto va effettuato sull'ammontare della retribuzione lorda globale di fatto percepita dal dirigente, entro il limite massimo stabilito dalla normativa vigente e non può essere inferiore alla retribuzione annua contrattuale minima di prima assunzione ragguagliata a 13 mensilità.

Qualora la durata del rapporto sia inferiore all'anno solare, il minimale ed il massimale, come sopra indicati, si intendono proporzionalmente ridotti.

Le aziende sono inoltre tenute ad iscrivere i dirigenti al Fondo previdenza dirigenti giornali quotidiani istituito con accordo 3 maggio 1960.

Il contributo per detto Fondo, sono regolati dall'art. 25 del relativo Protocollo regolamentare, così come risultante a seguito degli accordi sindacali 22 gennaio 2002 e 25 luglio 2003.

 

 

Art. 19 - Mutamenti di proprietà dell'azienda

 

In caso di cessione o trasformazione in qualsiasi forma dell'azienda valgono le norme di legge.

Il dirigente che non intendessero accettare il passaggio alle dipendenze dell'azienda subentrante, avrà diritto, al momento del trapasso, senza preavviso, o entro sei mesi da questo, col preavviso di un mese, di ottenere la risoluzione del rapporto di impiego con trattamento eguale a quello che spetterebbe loro in caso di licenziamento.

Sarà considerato trapasso di azienda, agli effetti del comma che precede, anche il solo passaggio di proprietà della maggioranza del capitale.

Nel caso di cessazione dell'azienda per qualsiasi ragione compete al dirigente, oltre al trattamento di fine rapporto, l'indennità di cui all'art. 21.

 

 

Art. 20 - Legittimi motivi di dimissioni

 

In caso di sostanziale cambiamento dell'indirizzo politico del giornale il Direttore generale potrà chiedere la risoluzione del rapporto con diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, alla indennità di cui all'art. 21.

Per quanto concerne l'indennità di cui alla lett. c) dell'art. 21, l'erogazione è condizionata alla sussistenza dei limiti di età ivi previsti.

Uguale diritto spetta a tutti i dirigenti:

a) quando, per fatti che comportino la responsabilità dell'editore si sia creata una situazione evidentemente incompatibile con la loro dignità professionale e personale;

b) quando, a seguito di mutamento delle proprie attività sostanzialmente incidente sulla loro posizione, risolvono, entro sessanta giorni, il rapporto di lavoro.

 

 

Art. 21 - Indennità fissa in caso di licenziamento

 

In caso di risoluzione del rapporto, quando questo non avvenga per volontà (salvo quanto stabilito dagli artt. 19 e 20) o colpa del dirigente non in prova, l'azienda corrisponderà:

a) al Direttore generale: una indennità fissa (comprensiva dell'indennità di preavviso) pari all'importo di tredici mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga entro dieci anni di servizio; quindici mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga tra i dieci e i quindici anni di servizio; diciotto mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga dopo quindici anni di servizio;

b) agli altri dirigenti: una indennità fissa (comprensiva dell'indennità di preavviso) pari all'importo di otto mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga entro cinque anni di servizio; dodici mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga tra i cinque e i dieci anni di servizio; quindici mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga dopo dieci e fino a quindici anni di servizio; diciotto mensilità di retribuzione se la risoluzione del rapporto avvenga dopo quindici anni di servizio;

c) a tutti i dirigenti compreso il Direttore generale: una ulteriore indennità fissa pari a tredici mensilità di retribuzione per coloro che abbiano più di quarantaquattro anni compiuti e meno di cinquantacinque anni compiuti; pari a sette mensilità di retribuzione per coloro che abbiano cinquantacinque anni compiuti e meno di cinquantanove anni compiuti. Resta salvo quanto previsto dal 4° comma dell'art. 27.

L'ammontare della retribuzione da prendere a base per il computo dell'indennità fissa sarà dato dalla somma dell'ultimo stipendio mensile aumentato di un dodicesimo della tredicesima mensilità, di un dodicesimo dell'indennità di carica e relativa aggiunta e della media mensile degli altri elementi indicati all'art. 11 percepiti negli ultimi 24 mesi o nel minor tempo di servizio prestato.

 

Dichiarazione a verbale - Le parti concordano che dalla stipula del c.c.n.l. 10 novembre 1989, per la peculiarità delle funzioni dirigenziali, l'indennità fissa prevista dalle lett. a) oppure b) dell'art. 21 è computata agli effetti del trattamento di fine rapporto. Le parti si danno, altresì, atto che, considerata la particolare specifica natura del trattamento corrispondente all'indennità fissa o frazione di essa prevista dagli artt. 8, 19, 20 e 33 a favore del dirigente che risolva il rapporto di lavoro, il trattamento medesimo non ha effetto per il computo del trattamento di fine rapporto.

Il preavviso dovuto dal dirigente in caso di dimissioni di cui agli artt. 8, 20 e 33 è di 15 giorni.

 

 

Art. 22 - Trattamento di fine rapporto

 

1) In caso di risoluzione del rapporto, trascorso il periodo di prova, spetterà ai dirigenti, a parte quanto previsto dall'art. 21, un trattamento di fine rapporto da calcolarsi in base a quanto disposto dall'art. 2120 cod. civ. come sostituito dall'art. 1 della legge 29 maggio 1982, n. 297.

2) Con riferimento al 2° comma del citato art. 2120 cod. civ. per il computo del trattamento di fine rapporto si considerano, oltre allo stipendio, tutti gli elementi costitutivi della retribuzione aventi carattere continuativo, ivi compresi le provvigioni, i premi di produzione ed ogni altro compenso ed indennità anche se non di ammontare fisso, con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese e di emolumenti di carattere occasionale.

Fanno altresì parte della retribuzione l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente dovuti ai dirigenti nella misura convenzionalmente concordata, nonchè le partecipazioni agli utili e le gratifiche non consuetudinarie e gli aumenti di gratifica pure non consuetudinari, corrisposti in funzione del favorevole andamento aziendale.

 

Disposizione transitoria - Ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità da calcolarsi all'atto dell'entrata in vigore della legge n. 297/1982, ai sensi dell'art. 5, 1° comma, della legge medesima, si richiamano le particolari norme di cui alle disposizioni transitorie in calce all'art. 22 del c.c.n.l. 14 maggio 1981, i cui termini vengono di seguito integralmente riportati.

"Per i Direttori amministrativi e i dirigenti che, alla data del 31 gennaio 1979, hanno maturato l'anzianità già prevista dal sostituito art. 21 del contratto collettivo nazionale di lavoro 26 marzo 1975 per il conseguimento, sull'intera anzianità o su parte di essa, della maggiore indennità in ragione di 1/2 mensilità, si procederà a quantificare l'indicata maggiore indennità spettante alla data predetta, traducendola in corrispondenti mensilità (e/o frazione) che saranno erogate all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro e con il valore dell'ultima retribuzione al quale fanno riferimento i criteri di computo dell'indennità di anzianità.

Per i dirigenti che, alla data del 31 gennaio 1979, non hanno maturato i requisiti già stabiliti dal sostituito art. 21 per conseguire la maggiore indennità, si procederà alla relativa quantificazione e traduzione in corrispondenti mensilità (e/o frazione) in proporzione alle singole anzianità.

Nei casi di anzianità che, ai sensi del 1° comma, diano diritto alla maggiore indennità limitatamente a parte dell'anzianità stessa, il riconoscimento di cui al precedente comma si aggiungerà a quello dovuto ai sensi del 1° comma.

La liquidazione ed erogazione saranno effettuate con le modalità stabilite dal 1° comma, anche nei casi di cui al 2° ed al 3° comma.

Le quantificazioni stabilite al comma 2 avverranno in base al rapporto tra l'anzianità maturata nella qualifica di dirigente alla data del 31 gennaio 1979 e la permanenza in detta qualifica che sarebbe stata individualmente necessaria a norma del sostituito art. 21 per consentire la migliore misura per l'intera anzianità.

Per procedere al calcolo del rapporto, che sarà espresso con tre cifre decimali, le suddette grandezze vanno indicate in numero di mesi. L'individuazione delle corrispondenti mensilità e/o frazione sarà ottenuta moltiplicando per quattro l'indicato rapporto".

 

 

Art. 23 - Indennità in caso di dimissioni

 

In caso di dimissioni volontarie spetta ai dirigenti il trattamento di fine rapporto di cui all'articolo precedente.

I dirigenti che abbiano una anzianità eccedente i dieci anni di servizio avranno diritto alla corresponsione della indennità fissa di cui all'art. 21, lett. a) oppure b).

I dirigenti, tranne i casi previsti dagli artt. 8, 19, 20 e 33, non potranno abbandonare l'azienda senza dare un preavviso di due mesi. La inosservanza di tale disposizione darà diritto all'editore di avere una indennità equivalente all'importo della retribuzione correlativa al periodo di preavviso per il quale è mancata la prestazione del dirigente.

Nel caso di dimissioni del dirigente ai sensi del 4° comma dell'art. 15 il trattamento economico ad esso spettante non comprende l'ulteriore indennità fissa di cui alla lett. c) del 1° comma dell'art. 21.

 

 

Art. 24 - Dimissioni per anzianità

 

Il dirigente che abbia superato il 60° anno di età ed abbia una anzianità di servizio di almeno tre anni ha diritto di chiedere la risoluzione del rapporto con il pagamento, oltre al trattamento di fine rapporto, della indennità stabilita dall'art. 21, lett. a) oppure b).

Ove dopo tale risoluzione l'interessato fosse riassunto presso la stessa azienda giornalistica conserverà il diritto al trattamento previsto dal presente contratto; peraltro in caso di risoluzione del rapporto l'indennità fissa sarà ridotta nella misura di un sesto di quella prevista dal suddetto art. 21.

 

 

Art. 25 - Indennità in caso di morte

 

In caso di morte del dirigente l'azienda corrisponderà agli aventi diritto le indennità che sarebbero spettate al dirigente in caso di licenziamento, indipendentemente da quanto possa loro spettare per Fondi di previdenza, per assicurazione infortuni o per ogni altro titolo.

 

 

Art. 26 - Anzianità

 

A tutti gli effetti del presente contratto, fatta eccezione per gli aumenti periodici di anzianità, i quali decorrono a norma del 2° comma del precedente art. 12 dalla data di nomina a dirigente, l'anzianità si computa comprendendovi tutto il periodo di servizio prestato alle dipendenze dell'azienda anche con altre qualifiche.

All'anzianità come sopra specificata vanno sommate quelle anzianità convenzionali cui il dirigente abbia diritto.

 

 

Art. 27 - Risoluzione del contratto di lavoro

 

Nel caso di risoluzione del contratto di lavoro a tempo indeterminato la parte recedente deve darne comunicazione per iscritto all'altra parte.

Il dirigente licenziato hanno facoltà di richiedere per iscritto a mezzo raccomandata a.r. entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, la motivazione del recesso se non è contenuta nella comunicazione stessa. In tal caso l'editore entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta del dirigente, renderà note per iscritto con raccomandata a.r. le ragioni del licenziamento.

Ove non segua, da parte dell'editore, la suddetta comunicazione dei motivi, o il dirigente non ritenga giustificata la motivazione addotta dall'azienda, lo stesso potrà ricorrere, entro trenta giorni, all'apposito Collegio, istituito a cura delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente contratto.

Il ricorso dovrà essere inoltrato alla Federmanager a mezzo raccomandata a.r. che costituirà prova del rispetto dei termini.

Le disposizioni del presente articolo non si applicano al dirigente che abbia ricevuto l'indennità prevista dall'art. 21, 1° comma, lett. c) (ulteriore indennità fissa).

Il versamento di tale indennità comporta, per chi la riceve, la rinuncia al ricorso e all'applicazione della procedura appresso prevista.

Le disposizioni del presente articolo, salvo la comunicazione per iscritto di cui al 1° comma, non si applicano altresì in caso di risoluzione del contratto di lavoro nei confronti del dirigente che siano in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia o che abbiano comunque superato il 65° anno di età (60° se donna).

 

Costituzione Collegio arbitrale e procedura del ricorso

Il Collegio, istituito a cura delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente contratto, resterà in carica per la durata del contratto stesso e potrà essere rinnovato. Il Collegio è composto da un rappresentante degli editori designato dalla FIEG, uno dei dirigenti designato dalla Federmanager ed uno, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle predette Federazioni.

In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo sarà sorteggiato tra i nominativi compresi in apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, sarà designato su richiesta di una o di entrambe le Organizzazioni predette dal Presidente del Tribunale di Roma.

Alla designazione del supplente del Presidente si procederà con gli stessi criteri sopra indicati per la scelta di quest'ultimo.

Ognuno dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni può essere sostituito di volta in volta.

Salvo diverso accordo tra le parti il Collegio ha sede presso il Ministero del lavoro.

Le funzioni di segreteria saranno svolte a cura di una delle Organizzazioni stipulanti.

Il Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza a mezzo raccomandata a.r. della Federmanager, che trasmetterà al Collegio il ricorso, sottoscritto dal dirigente, entro 30 giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso ai sensi del comma 1 del presente articolo.

Copia dell'istanza e del ricorso debbono, sempre a mezzo raccomandata a.r., essere trasmessi contemporaneamente a cura della Federmanager alla FIEG e, per conoscenza, all'azienda interessata.

Il Collegio deve riunirsi entro 30 giorni dall'avvenuto ricevimento della istanza di cui sopra da parte della FIEG. Il Collegio, presenti le parti in causa o, eventualmente, loro rappresentanti, esperirà, in via preliminare, il tentativo di conciliazione.

Ove in tale sede non si raggiunga una conciliazione ed il Collegio accolga con motivato giudizio il ricorso del dirigente, esso potrà contestualmente disporre a carico dell'azienda una indennità supplementare del trattamento contrattuale fine lavoro, graduabile in relazione alle valutazioni del Collegio circa gli elementi che caratterizzano il caso in esame, tra un minimo di 10 mesi ed un massimo di 24 mesi di retribuzione da calcolarsi con i criteri di cui all'ultimo comma del precedente art. 21.

Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente titolo, nonchè quello di cui al 3° comma del presente articolo.

In conformità all'art. 412 ter, lett. e) cod. proc. civ., il compenso del Presidente, ripartito al 50 per cento fra le parti in causa, è determinato secondo i criteri pattuiti dalle Organizzazioni firmatarie.

Il compenso degli altri componenti del Collegio sarà a carico delle rispettivi parti in causa.

Il ricorso al Collegio non costituisce motivo per sospendere la corresponsione al dirigente delle indennità di cui agli artt. 21 e 22 del presente contratto.

L'eventuale istruttoria dovrà essere improntata al principio del rispetto del contraddittorio, verificando che le parti si scambino le rispettive difese e produzioni documentali; sarà tenuta una sintetica verbalizzazione delle riunioni arbitrali, con indicazione dei presenti e delle attività svolte; le dichiarazioni dei testi saranno riassunte sommariamente, salvo diversa decisione del Collegio.

 

Norma di attuazione - Fatta in ogni caso salva la facoltà di sostituzione dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni, ai sensi del 4° comma del presente titolo, il Collegio già costituito in base al c.c.n.l. 14 luglio 2000 si intende prorogato sino al rinnovo del presente contratto.

 

Dichiarazione a verbale - Le parti confermano la permanente validità della disciplina contrattuale di cui al presente articolo volta, in via principale, a favorire la conciliazione tra azienda e dirigente in ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro, contemperando e componendo i rispettivi interessi in maniera non litigiosa; ovvero, qualora ciò risulti impossibile, volta a una rapida decisione della controversia senza dover ricorrere a procedimenti giudiziari.

Pertanto, le parti si impegnano a svolgere nei confronti dei rispettivi rappresentati ogni opportuna e utile iniziativa e azione affinchè, nel caso di cui sopra, si avvalgano della disciplina prevista dal presente articolo e affinchè, comunque, azienda e dirigente, in sede di tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 410 cod. proc. civ., anche di fuori, quindi, del tentativo di conciliazione disciplinato dal presente articolo, realizzino la conciliazione medesima.

Le parti, inoltre, auspicano, e, in questo senso, svolgeranno ogni opportuna e utile iniziativa e azione nei confronti dei rispettivi rappresentati, che, tenuto conto della peculiarità del rapporto di lavoro del dirigente, l'eventuale risoluzione di tale rapporto avvenga preferenzialmente in maniera consensuale, su basi eque e adeguate, cosicchè il licenziamento possa diventare una fattispecie del tutto residuale ed eccezionale di risoluzione del predetto rapporto.

 

 

Art. 28 - Rappresentanze aziendali

 

I sindacati dei dirigenti competenti per territorio ed aderenti alla Federmanager potranno istituire Rappresentanze sindacali nelle aziende.

In tal caso gli stessi sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza alle aziende interessate, oltrechè alla FIEG ed alla Federmanager. In particolare, le rappresentanze aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica dirigenziale ai sensi dell'art. 1 del presente contratto.

 

 

Art. 29 - Contributi sindacali

 

Le aziende opereranno la trattenuta dei contributi sindacali dovuti dai dirigenti al Sindacato dirigenti industriali della Federmanager territorialmente competente, previo rilascio di deleghe individuali firmate dagli interessati, deleghe che saranno valide fino a revoca scritta.

 

 

Art. 30 - Esame controversie

 

Le eventuali controversie riguardanti l'interpretazione e l'applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle Organizzazioni stipulanti il contratto stesso.

Le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione di norme di legge, di clausole del contratto collettivo o di pattuizioni individuali, saranno demandate, ai fini dell'espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalle vigenti norme di legge, all'esame delle predette Organizzazioni stipulanti.

Detto esame dovrà esaurirsi, salvo i casi di motivato impedimento, entro il termine di 90 giorni.

Le relative conclusioni formeranno oggetto di verbale sottoscritto dalle Organizzazioni stipulanti.

 

 

Art. 31 - Norme comuni ai vari casi di risoluzione del rapporto

 

Tranne nei casi di dimissioni previste dall'art. 24 lo stipendio ed ogni altro assegno mensile fisso cessano con la fine del mese nel quale è avvenuta la cessazione del rapporto.

Il trattamento di fine rapporto nonchè le indennità dovute per effetto della risoluzione del rapporto debbono essere versati non oltre otto giorni dalla data della risoluzione stessa.

In caso di controversia sull'ammontare del trattamento spettante l'editore verserà al dirigente od ai loro aventi causa, entro il termine di cui al comma precedente, la parte non contestata del trattamento stesso.

In difetto di pagamento nel termine sopra indicato, l'editore, trascorsi trenta giorni dalla data di cessazione del rapporto, è tenuto a corrispondere l'interesse del 9% annuo, comprensivo dell'interesse legale, sulla parte che non poteva essere ragionevolmente contestata.

 

 

Art. 32 - Trasferte e missioni

 

Oltre al rimborso delle spese sostenute di viaggio, vitto e alloggio, nei limiti della normalità, al dirigente in trasferta per periodi non inferiori a 12 ore e non superiori a due settimane è dovuto per ogni giorno di trasferta un importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili pari al 2% del minimo mensile contrattuale base, diminuito dell'importo per ex meccanismo di variazione automatica pari a euro 816,52 mensili, confluito, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel predetto minimo mensile contrattuale base.

In caso di trasferta di durata superiore a due settimane o di missione all'estero, verranno presi accordi diretti tra azienda e dirigente; in ogni caso verrà riconosciuto, ricorrendone le condizioni, l'importo di cui al 1° comma, suscettibile di assorbimento in eventuali trattamenti complessivi di trasferta.

Gli importi erogati per il titolo di spese non documentabili non fanno parte della retribuzione ad alcun effetto del presente contratto ivi compreso il trattamento di fine rapporto e sono suscettibili di assorbimento in eventuali trattamenti aziendali o individuali già in atto allo stesso titolo.

Sono fatti salvi gli eventuali trattamenti aziendali o individuali di miglior favore.

 

Disposizione transitoria - Relativamente alle trasferte e missioni effettuate fino al 30 aprile 2005, l'importo aggiuntivo di cui all'art. 32 del c.c.n.l. 26 luglio 2000 continua a essere calcolato sui minimi mensili contrattuali base in vigore al 31 dicembre 2004, sempre diminuito dell'importo per ex variazione automatica (pari a 816,52 euro) confluito nei predetti minimi.

 

 

Art. 33 - Trasferimento del dirigente

 

Il dirigente può essere trasferito da una ad altra sede di lavoro soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive dell'azienda.

Il trasferimento dovrà essere comunicato per iscritto dall'azienda al dirigente con un preavviso non inferiore a mesi 3 ovvero a mesi 4 quando gli stessi abbiano familiari conviventi e a carico.

Al dirigente trasferiti sarà corrisposto il rimborso delle spese cui vanno incontro per sè e famiglia per effetto del trasferimento stesso, nonchè l'eventuale maggior spesa effettivamente sostenuta per l'alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di origine, per un periodo da convenirsi direttamente tra le parti e comunque per un periodo non inferiore a 2 anni, oltre ad una indennità "una tantum" pari a 3 mensilità e 1/2 di retribuzione per il dirigente con carichi di famiglia e a 2 mensilità e 1/2 per il dirigente senza carichi di famiglia.

Gli importi erogati per i titoli di cui al precedente comma, attesa la loro particolare natura, non sono computabili agli effetti del trattamento di fine rapporto.

Per il reperimento dell'alloggio nella sede di destinazione anche l'azienda esplicherà il suo interessamento per agevolare il dirigente.

Per i casi di licenziamento non per giusta causa o di morte entro cinque anni dalla data di trasferimento, l'azienda dovrà rimborsare le spese relative al rientro del dirigente e/o della loro famiglia alla sede originaria.

Il dirigente licenziato per mancata accettazione del trasferimento ha diritto al trattamento di fine rapporto ed alla indennità fissa.

Il dirigente che procede alla risoluzione del rapporto entro 60 giorni dalla comunicazione di cui al 2° comma, motivando il proprio recesso con la mancata accettazione del trasferimento, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto ad un trattamento pari all'indennità fissa e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari ad un terzo del corrispettivo della predetta indennità fissa.

Salvo diverso accordo tra le parti interessate, il trasferimento non può essere disposto nei confronti del dirigente che abbia compiuto rispettivamente il 53° anno se uomo o il 50° se donna.

 

Nota a verbale - Qualora particolari ragioni di urgenza non consentano all'azienda di rispettare i termini di preavviso di cui al 2° comma, il dirigente verrà considerato in trasferta sino alla scadenza dei suddetti termini.

 

 

Art. 34 - Disposizioni generali

 

Per quanto si riferisce alla tredicesima mensilità, alle festività, agli assegni familiari, al matrimonio, al servizio militare, valgono le norme più favorevoli in vigore per i giornalisti o gli impiegati di categoria massima dell'azienda in cui il dirigente presta la sua opera. Per quant'altro non previsto dal presente contratto valgono le norme di legge.

 

 

Art. 35 - Decorrenza e durata

 

Il presente contratto decorre dal 1° gennaio 2005, salvo le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli. Avrà scadenza al 31 dicembre 2008 ad eccezione della parte relativa al trattamento economico che avrà scadenza al 31 dicembre 2006.

In caso di mancata disdetta, da notificarsi con lettera raccomandata almeno due mesi prima delle scadenze sopra indicate, si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno.

 

 

Allegato 1 - Ex meccanismo di variazione automatica

 

Dal luglio 1991 è soppresso l'istituto del meccanismo di variazione automatica della retribuzione dei dirigenti correlato all'aumento del costo della vita, adottato con l'accordo 28 settembre 1983 e da ultimo disciplinato dall'Allegato 1 del c.c.n.l. 10 novembre 1989.

Il relativo importo, nell'ammontare complessivo in atto alla data del 1° luglio 1991 euro 816,52, non suscettibile quindi di ulteriori variazioni, confluisce, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel minimo contrattuale mensile base di cui all'art. 1 dell'accordo economico 14 giugno 1995, come espressamente stabilito da detta disposizione.

 

Dichiarazione a verbale - Le parti si danno reciprocamente atto che la predetta soppressione del sistema contrattuale di variazione automatica è stata convenuta nel quadro del superamento di ogni residua forma di indicizzazione automatica della retribuzione, finalizzato anche a riaffermare il ruolo essenziale della sede negoziale nella definizione dei contenuti economici della disciplina collettiva nazionale della categoria.

 

 

Allegato 2 - Accordo per la revisione del trattamento economico per la dirigenza di aziende editrici di giornali quotidiani

 

Il giorno 31 dicembre 2005 in Roma,

tra la Federazione italiana editori giornali, il Sindacato nazionale Direttori amministrativi e dirigenti di giornali quotidiani e la Federmanager

 

si conviene quanto segue:

 

 

Art. 1 - Determinazione dei nuovi minimi

 

I minimi contrattuali di stipendio mensile dei dirigenti sono fissati come segue:

 

 

- a decorrere dal 1° gennaio 2005

 

a) Direttori generali

3.549,64 euro

b) altri dirigenti

3.514,00 euro

- a decorrere dal 1° gennaio 2006

 

a) Direttori generali

3.659,64 euro

b) altri dirigenti

3.624,00 euro

 

 

Tali misure sono comprensive dell'importo mensile di euro 816,52, maturato alla data del 1° luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 6 dell'accordo economico 2 luglio 1992.

Gli incrementi di minimo contrattuale mensile, come risultanti dalle decorrenze sopra indicate, non comportano riflessi sull'importo per ex elemento di maggiorazione e sugli aumenti di anzianità di cui rispettivamente all'art. 10 e all'art. 12 del c.c.n.l.

 

Disposizioni transitorie all'art. 1 - Le parti si danno reciprocamente atto di quanto segue:

a) (omissis);

b) gli aumenti retributivi derivanti dal presente contratto trovano applicazione nei confronti dei dirigenti in forza alla data di sottoscrizione del contratto stesso. Gli importi afferenti il periodo 1° gennaio-31 luglio 2005 saranno corrisposti, semprechè dovuti, entro il mese di maggio 2005.

 

Dichiarazione a verbale - Le parti, tenuto conto dell'evoluzione delle realtà produttive del Paese e dell'esigenza di crescente coinvolgimento del dirigente nei risultati dell'azienda, costituiranno un gruppo di lavoro paritetico per l'esame del modello di assetti contrattuali, anche in relazione alle esperienze in atto nei principali Paesi europei.

Il gruppo presenterà le proprie valutazioni e proposte alle parti stesse entro il 31 dicembre 2000.

 

 

Art. 2 - Aumento sulla retribuzione di fatto

 

1. Sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 31 dicembre 2004 è apportato, con decorrenza dal 1° gennaio 2005, un aumento pari alla differenza tra i minimi in vigore al 1° gennaio 2005 e quelli fissati, con decorrenza dal 1° settembre 2003, dall'art. 1 dell'accordo 25 luglio 2005. Analogamente sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 31 dicembre 2005 è apportato, con decorrenza dal 1° gennaio 2006, un aumento pari alla differenza tra i minimi stabiliti per la categoria di appartenenza al precedente art. 1 decorrenti dal 1° gennaio 2001 rispetto a quelli decorrenti dal 1° gennaio 2005.

2. In applicazione di quanto concordato con l'accordo 4 dicembre 1997 a decorrere dal 1° gennaio 2000, i miglioramenti economici ricorrenti, sulle retribuzioni mensili di fatto percepite, attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2003 sono assorbibili o conguagliabili con gli aumenti previsti dal presente accordo con decorrenza 1° gennaio 2005 e dal 1° gennaio 2006.

3. Salvo il rispetto dei minimi mensili previsti dall'art. 1 nonchè dell'importo per ex elemento di maggiorazione, gli aumenti delle retribuzioni di fatto di cui al precedente punto 1 non sono dovuti ai dirigenti assunti dal 1° gennaio 2005.

 

 

Art. 3 - Indennità di carica

 

L'indennità di carica di cui all'art. 13 del c.c.n.l. sarà pari alla retribuzione mensile fino ad un massimo di euro 6.360,00 e di euro 6.470,00 per l'anno 2006.

In aggiunta a tale indennità sarà corrisposto un importo pari al 100 per cento della retribuzione mensile nei limiti del massimale di cui al comma precedente.

 

 

Art. 4 - Indennità mensile

 

Tenuto conto dell'impegno richiesto al dirigente nello svolgimento delle sue mansioni in relazione anche alla mancanza di limite alla durata della prestazione lavorativa giornaliera, al dirigente viene corrisposta un'indennità mensile pari al 27 per cento dello stipendio minimo tabellare maggiorato degli importi dovuti per aumenti periodici di anzianità.

Tale indennità potrà essere assorbita, sino ad un massimo del 50 per cento del suo importo, da eventuali superminimi corrisposti dall'azienda, salvo che non siano già operati assorbimenti in sede di prima applicazione dell'istituto a norma dell'art. 4 dell'accordo 26 marzo 1975 e successive modificazioni.

L'indennità mensile non trova applicazione nei confronti dei dirigenti assunti a partire dal 1° gennaio 1996.

 

 



ACCORDO DI RINNOVO DEL 29/05/2009

DIRIGENTI - GIORNALI E QUOTIDIANI

 

Accordo di rinnovo 29/05/2009

per i dirigenti dipendenti da aziende editrici e/o stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di informazione quotidiane della stampa.

Decorrenza 01/05/2009

Scadenza: 30/04/2010

 

Verbale di accordo

 

Il 29 maggio 2009, in Roma,

tra:

- la Federazione Italiana Editori Giornali;

e

- il Sindacato Nazionale Dirigenti Giornali Quotidiani;
- la Federmanager.

 

 

Premessa

Premesso che:

- al 31 dicembre 2006 è venuto a scadenza l'accordo economico 31 marzo 2005 relativo al trattamento per la dirigenza di aziende editrici di giornali quotidiani;

- le parti, in considerazione delle vicende contrattuali relative ad altre categorie di lavoratori del settore dei quotidiani, hanno valutato l'opportunità di rinviare la conclusione del rinnovo del trattamento economico dei dirigenti;

- le parti stesse, in considerazione degli orientamenti che si vanno evidenziando nel settore industriale circa un ampliamento su periodi triennali dei cicli contrattuali, hanno considerato la percorribilità di un rinnovo della parte economica con validità triennale con conseguente slittamento della durata della parte economica, modificandosi in tal senso quanto previsto dall'art. 35 del CNCL 31 marzo 2005;

- nella revisione dei trattamenti economici, così come definiti nel presente accordo, le parti hanno tenuto in modo specifico conto della revisione delle durate contrattuali, sia per la parte economica sia per la parte normativa, secondo quanto precisato nella presente premessa;

- con la stipula del presente accordo viene definito il nuovo trattamento economico per i dirigenti dipendenti da aziende editrici e/o stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di informazione quotidiane della stampa con decorrenza dal 1° maggio 2009. I relativi trattamenti economici, cosi come globalmente definiti, tengono anche conto delle "indennità di vacanza contrattuale" erogata a partire dal 1° dicembre 2008 e dei relativi conguagli per il periodo precedente.

Tutto ciò premesso si è convenuto quanto segue:

 

 

Art. 1 - Determinazione dei nuovi minimi

I minimi contrattuali di stipendio mensile dei dirigenti sono fissati come segue:

 

 

a decorrere dal 1° maggio 2009

a) Direttore Generale

Euro 3.840,00

b) Altri Dirigenti

Euro 3.804,00

a decorrere dal 1° maggio 2010

a) Direttore Generale

Euro 3.940,00

b) Altri Dirigenti

Euro 3.904,00

a decorrere dal 1° maggio 2011

a) Direttore Generale

Euro 4.040,00

b) Altri Dirigenti

Euro 4.004,00

 

 

I predetti importi sono comprensivi dell'importo mensile di Euro 816,52 maturato, alla data del 1° luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 6 dell'accordo economico 2 luglio 1992.

Disposizioni transitorie all'art. 1

Le parti si danno reciprocamente atto che gli aumenti retributivi derivanti dal presente contratto trovano applicazione nei confronti dei dirigenti in forza alla data di sottoscrizione del contratto stesso. Gli importi afferenti il mese di maggio 2009 verranno corrisposti, sempreché dovuti, con la retribuzione del mese di giugno 2009.

Con effetto dal 30 aprile 2009 viene a cessare la corresponsione dell'"indennità di vacanza contrattuale".

Le partì si danno reciprocamente atto che, sino alla data di sottoscrizione del presente accordo, l'importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili di cui all'art. 32 del CCNL, rimane computato sui minimi contrattuali di stipendio mensile in vigore al 30 aprile 2009 diminuito dell'importo per ex variazione automatica (pari a euro 816,52) confluito nei predetti minimi.

 

 

Art. 2 - Aumento sulla retribuzione di fatto

1. Sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 30 aprile 2009 è apportato, con decorrenza dal 1° maggio 2009, un aumento pari alla differenza tra i minimi in vigore al 1° maggio 2009 e quelli fissati, con decorrenza dal 1° gennaio 2006, dall'art. 1 dell'accordo 31 marzo 2005. Analogamente, sulle retribuzioni di fatto percepite alla data del 30 aprile 2010 e alla data del 30 aprile 2011 è apportato, con decorrenza dal 1° maggio 2010 e dal 1° maggio 2011, un aumento pari alla differenza tra i minimi stabiliti per la categoria di appartenenza al precedente art. 1 decorrenti, rispettivamente, dal 1° maggio 2009 e dal 1° maggio 2010.

2. In applicazione di quanto concordato con l'accordo 4 dicembre 1997, i miglioramenti economici ricorrenti sulle retribuzioni mensili di fatto percepite, attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2006, sono assorbibili o conguagliabili con gli aumenti previsti dal presente accordo con decorrenza dal 1° maggio 2009, dal 1° maggio 2010 e dal 1° maggio 2011.

3. Salvo il rispetto dei minimi mensili previsti dall'art. 1, nonché dell'importo per ex elemento di maggiorazione, gli aumenti delle retribuzioni di fatto di cui al precedente punto 1 non sono dovuti ai dirigenti assunti dal 1° maggio 2009.

 

 

Art. 3 - Indennità di carica

L'indennità di carica di cui all'art. 13 del CNCL sarà pari alla retribuzione mensile fino ad un massimo di Euro 6.650,00 per l'anno 2009, di Euro 6.750,00 per l'anno 2010 e di Euro 6.850,00 per l'anno 2011.

In aggiunta a tale indennità sarà corrisposto un importo pari al cento per cento della retribuzione mensile nei limiti del massimale di cui al comma precedente.

 

 

Art. 4 - Indennità mensile

Viene riconfermato quanto stabilito dell'art. 4 dell'accordo economico 31 marzo 2005

 

 

Art. 6 - Previdenza integrativa di settore

Al fine di mantenere il costante equilibrio e ricuperare il deficit registratosi nella gestione a solidarietà del Fondo Previdenza Dirigenti Giornali Quotidiani, tenendo conto delle valutazioni attuariali del predetto Fondo, il contributo destinato alla gestione "a solidarietà" a carico delle aziende passerà, con effetto dal 1° maggio 2009, al 6,80% con conseguente aumento di un punto percentuale dell'attuale aliquota.

 

 

Art. 7 - Decorrenza e durata

Il presente accordo decorre dal 1° maggio 2009, salvo le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed avrà scadenza al 30 aprile 2012.

A parziale modifica di quanto stabilito dal'art. 35 del CNCL 31 marzo 2005 la relativa scadenza della parte normativa viene prorogata al 30 aprile 2012.

In caso di mancata disdetta, da notificarsi con lettera raccomandata almeno due mesi prima delle scadenze sopra indicate, gli accordi predetti si intenderanno tacitamente rinnovati di anno in anno.

 

 

Dichiarazione congiunta allegata all'accordo 29 maggio 2009 per la revisione del trattamento per la dirigenza di aziende editrici di giornali quotidiani

Le parti hanno confermato l'opportunità che in occasione del rinnovo del trattamento economico per la disciplina dei dirigenti del settore intervenuto il 29 maggio 2009 venga mantenuta la struttura storicamente consolidata, anche per quanto attiene agli effetti collegati all'equilibrio gestionale della previdenza del settore e ciò in linea con quanto precisato nelle premesse al CNCL 31 marzo 2005; le parti, peraltro, provvederanno nel corso di vigenza del presente accordo a valutare l'ipotesi di una diversa regolamentazione della disciplina di lavoro economico/normativa per la dirigenza del settore, attraverso una Commissione tecnica paritetica che verrà all'uopo costituita.

 

 

Dati Tabellari - Dirigenti Giornali Quotidiani

Tabella retributiva qualificati decorrenza 01/05/2011


TABELLA RETRIBUTIVA QUALIFICATI DECORRENZA 01/05/2011

Livello Paga Base Contingenza Terzo elemento Scatti anzianita' Div HH Div GG
Direttore generale 4040 0 0 139.44 173 26
Dirigenti 4004 0 0 139.44 173 26