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Provvedimenti - Terziario (Conflavoratori - Confterziario)

CCNL del 24/07/2004

Accordo di Rinnovo del 25/11/2008


CCNL DEL 24/07/2004

TERZIARIO (Conflavoratori / Confterziario)

 

Contratto collettivo nazionale di lavoro 24/07/2004

per i dipendenti da aziende del commercio, dei servizi e del terziario

Decorrenza: 01/09/2004

Scadenza economica: 31/08/2006

Scadenza normativa: 31/08/2008 

 

Verbale di stipula

 

Addì, ventiquattro del mese di Luglio anno duemilaquattro in Montegrotto (Padova) le sottoindicate organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori si sono incontrate per sottoscrivere il presente testo di accordo di seguito Nominato Contratto Collettivo Del Lavoro Per I Dipendenti Da Aziende Del Commercio, Dei Servizi E Del Terziario e all'atto della stipula sono presenti:

- Confterziario - Confederazione Nazionale del Terziario e della Piccola Impresa

- Con la partecipazione dell'associata ALAR

E

- Confederazione Italiana Unionquadri - di seguito CIU - e la CIU Agenzia delle Aziende,

E

- Confederazione dei Lavoratori, di seguito CONFLavoratori

 

Le sottoscritte organizzazioni stipulano e riconoscono come valido strumento di governo e regolarizzazione dei rapporti di lavoro dipendente per il settore delle aziende del Terziario il presente CCNL composto da una premessa da XXXVI titoli, 228 articoli, 6 allegati di cui 1 tabella.  

 

 

Premessa

 

Nella predisposizione, definizione e contrattazione del presente contratto collettivo nazionale di lavoro le parti hanno inteso realizzare una normativa che, ferme restando le "consuetudini" normative e retributive del settore fosse portatore di una visione complessiva improntata a tre assi portanti: modernizzazione e recepimento dei nuovi istituti di lavoro, primo tra tutti la riforma Biagi (Legge 30/03), rispetto dei diritti acquisiti e delle legittime aspettative dei lavoratori, cui il presente contratto si applicherà, creazione di un solido telaio di relazioni bilaterali.

Nel dettaglio, con il recepimento integrale della Legge 30/03, unitamente ai contratti di inserimento ed alla messa allo stato dell'arte dell'apprendistato, le Parti credono di aver creato tutti i presupposti per consentire alle Aziende di settore di avere un ampio spettro di opzioni tale da rendere il ricorso al lavoro nero, o l'utilizzo di strumenti paracontrattuali, non più convenienti e quindi facendo venire meno ogni possibile attenuante che possa "giustificare" la creazione di rapporti irregolari.

Aspetto questo che le Parti, oltre che a difesa dei diritti inalienabili dei lavoratori, vedono come momento di svolta anche per il tessuto competitivo del settore dove, come avviene oggi, le imprese che sfuggono al rispetto delle regole, di fatto alterano il tessuto competitivo tra gli operatori.

Analogamente, per quanto attiene al secondo asse, la assoluta garanzia dei diritti in essere per i lavoratori, unita allo sviluppo delle norme ad hoc per l'area medio alta e dei quadri, consente di offrire le massime garanzie ai soggetti cui si applicherà il presente contratto collettivo.

Di diretta connessione con il punto precedente, l'amplissima gestione bilaterale di praticamente tutti gli istituti contrattuali dovrebbe garantire le necessarie compensazioni tra i contrapposti, ed egualmente legittimi, interessi che possiamo dire rappresentati dai primi due punti.

Di particolare attenzione è la gestione speciale, all'interno dell'Ente Bilaterale, tesa al conseguimento degli obiettivi di formazione continua e di aggiornamento professionale per tutte le diverse professionalità e competenze previste dal presente contratto collettivo.

Le Parti, nel siglare il presente contratto, richiamano per le indubbie valenze politico-sindacali che ne derivano, gli analoghi strumenti contrattuali del Turismo e degli studi professionali contabili, che si collocano nel più completo sistema contrattuale rivolto all'insieme delle piccole-medie imprese.

 

 

Titolo I - VALIDITA' E SFERA DI APPLICAZIONE

 

Art. 1 - Validità

 

Il  presente CCNL disciplina in materia unitaria, per tutto il  territorio nazionale, i rapporti di lavoro, a tempo indeterminato e determinato,  tra le  aziende  dei  settore  commercio, servizi e terziario  e  il  relativo personale dipendente.

Altresì  il  presente CCNL regola, ove compatibile con le disposizioni  di legge  e  con la libertà delle parti contraenti, i lavoratori di cui  alle norme della legge n. 30/03.

 

 

Art. 2 - Sfera di applicazione

 

A  titolo  di  esemplificazione,  non esaustiva  e  da  interpretarsi  per analogia,  si elencano le tipologie contrattuali alle quali si applica  il presente contratto collettivo nazionale di lavoro:

 

ATTIVITÀ DI VENDITA

- commercio  all'ingrosso,  al  minuto,  al  chiuso,  all'aperto di generi   alimentari;

- commercio all'ingrosso, al dettaglio, al chiuso,  all'aperto  di  generi   non alimentari;

- supermercati, supermercati integrati, ipermercati, soft e hard discount;

- importatori e torrefattori di caffè;

- commercio  all'ingrosso  di  bestiame  e  carni  macellate,  macellerie,   norcinerie, tripperie, spacci di carni fresca e congelata;  di  pollame,   uova, selvaggina  e  affini;  commercio  all'ingrosso  e  al  minuto  di   prodotti della pesca;

- commercio all'ingrosso e al minuto di tessuti di ogni genere o tessili;

- articoli  casalinghi,  specchi  e  cristalli,   cornici,  chincaglierie,   ceramiche  e  maioliche,  porcellane,  stoviglie,  terraglie, vetrerie e   cristallerie;

- giocattoli, negozi d'arte antica e moderna, arredamenti e oggetti sacri;   prodotti artistici e dell'artigianato;

- case  di  vendita all'asta; articoli per regalo, articoli per fumatori e   tabacchi;

- oreficerie e gioiellerie, argenterie, metalli preziosi, pietre preziose,   perle; articoli di orologeria;

- librai  (comprese  le  librerie  delle  case editrici e i rivenditori di   libri usati); rivenditori di edizioni musicali;

- cartolai (dettaglianti  di  articoli  di  cartoleria,  cancelleria  e da   disegno);  grossisti  di cartoleria e cancelleria; commercianti di carta   da  macero;  distributori  di  libri  giornali  e  riviste,  biblioteche   circolanti;

- ferro  e   acciai,   metalli   non   ferrosi,   rottami,   ferramenta  e   coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e   metalli;

- apparecchi elettronici ed elettrodomestici;

- autoveicoli  (commissionari  e  concessionari  di  vendita, importatori,   anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza  officine  di   assistenza e per riparazioni); cicli o motocicli (anche se esercitano il   posteggio o il noleggio con o senza officine o laboratori di  assistenza   e  per  riparazioni);  parti  di ricambio e accessori per automotocicli;   pneumatici;  olii lubrificanti, prodotti petroliferi in genere (compreso   il petrolio agricolo);

- gestori  di  impianti  di  distribuzione  di  carburante;   imprese   di   riscaldamento;

- commercio all'ingrosso e al dettaglio di articoli per l'edilizia;

- aziende  distributrici  di  specialità  medicinali  e  prodotti chimico

- farmaceutici;

- rivendite di generi di monopolio, magazzini di generi di monopolio;

- prodotti   per     l'agricoltura     (fertilizzanti,   anticrittogamici,   insetticidi;  materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto   e  da  giardino; mangimi e panelli; macchine e attrezzi agricoli; piante   non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo).

 

ATTIVITÀ DI SERVIZIO

 

- mediatori pubblici e privati;commissionari;

- fornitori  di enti pubblici e privati (imprese di casermaggio, fornitori   carcerari, fornitori di bordo, ecc.);

- Compagnie  di  importazione  ed  esportazione  e  case  per il commercio   internazionale (importazioni ed esportazioni di merci promiscue);

- agenti di commercio preposti da case commerciali e/o da società operanti   nel settore distributivo di prodotti petroliferi e accessori;

- imprese portuali di controllo;

- imprese  di  leasing; recupero crediti, factoring; noleggio e vendita di   audiovisivi;

- telemarketing, televendite; e allestimenti di interni e vetrine; servizi   di  ricerca,  collaudi,  analisi,  certificazione  tecnica  e  controllo   qualità; agenzie pubblicitarie; concessionarie di pubblicità; aziende di   pubblicità;  agenzie   di   distribuzione   e   consegna   di  materiale   pubblicitario;   promozione   vendite;   agenzie   fotografiche;  uffici   Residences; società di organizzazione e gestione congressi, esposizioni,   mostre e fiere; intermediazione merceologica; altri servizi alle imprese   e  alle organizzazioni, quali fornitura di servizi generali, logistici e   tecnologici,  gestione  parcheggi;  autorimesse  e   autoriparatori  non   artigianali;  uffici  cambi  extrabancari;  servizi   fiduciari;  buying   office;  agenzie  di  brokeraggio; attività di garanzia collettiva fidi;   aziende  e  agenzie   di   consulenza,   intermediazione   e  promozione   immobiliare,  amministrazione  e  gestione  beni  immobili;  agenzie  di   operazioni doganali; servizi di traduzioni e interpretariato; agenzie di   recapiti,  corrispondenza, stampa  e  plichi; vendita di multiproprietà;   autoscuole;    agenzie    di    servizi    matrimoniali;   agenzie    di   scommesse;servizi di ricerca e consulenza meteorologica;

- altri servizi alle persone.   

 

ATTIVITÀ DI RICERCA E/O AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO-PROFESSIONALE

 

- servizi di ricerca, formazione e selezione del personale;

- ricerche di mercato, economiche, sondaggi di opinione;

- consulenza di direzione e organizzazione aziendale;

- agenzie di relazioni pubbliche;

- agenzie di informazioni commerciali;

- servizi di design, grafica, progettazione

- società  per  lo  sfruttamento  commerciale  di  brevetti,  invenzioni e   scoperte;

- agenzie pubblicitarie;

- recupero e risanamento ambientale;

- analoghe  aziende  operanti nel campo della ricerca pura o applicata sia   in proprio che per conto di soggetti terzi: pubblici o privati

 

 

Titolo II - ASSUNZIONE

 

Art. 3 - Modalità di assunzione

 

L'assunzione del personale sarà effettuata secondo le norme  di  legge  in vigore.

L'assunzione  può  essere  sia  a  tempo  indeterminato  che  determinato, dell'avvenuta  assunzione  deve essere data comunicazione  all'ufficio  di collocamento il giorno successivo non festivo.

L'assunzione sia a tempo indeterminato che determinato dovrà risultare  da atto scritto contenente le seguenti indicazioni:

- data di assunzione;

- durata del periodo di prova;

- qualifica di inquadramento;

- trattamento economico;

- indicazione del CST che eseguirà gli adempimenti di legge e contrattuali   connessi con lo svolgimento del rapporto di lavoro.

 

 

Art. 4 - Documenti per l'assunzione

 

Per l'assunzione il lavoratore deve presentare i seguenti documenti:

- numero di codice fiscale;

- certificato del titolo di studio e/o documento equipollente allo stesso;

- libretto  di  lavoro  o  tesserino  di  disoccupazione   o  equipollente   autocertificazione;

- documenti  relativi  alle  assicurazioni sociali per i lavoratori che ne   siano in possesso;

- libretto  di idoneità sanitaria per il personale che deve essere adibito   alla preparazione, manipolazione di sostanze alimentari;

- documenti  e  dichiarazioni  necessari  per  l'applicazione  delle leggi   previdenziali e fiscali;

- accettazione della lettera di assunzione;

- dichiarazione di accettazione della normativa del presente CCNL;

- altri documenti e certificati che la ditta riterrà opportuno richiedere;

- autorizzazione  al  trattamento  dei  dati  sensibili per lo svolgimento   degli adempimenti di legge;

- permesso di soggiorno (per lavoratori extracomunitari).

 

Nota a verbale.

1) Le  Parti stabiliscono che eventuali modifiche di legge o di denominazione della  documentazione  di  cui agli artt. 3 e 4,  saranno  automaticamente recepite nelle future pratiche per l'assunzione.

2) Le  documentazioni  richieste possono essere sostituite,  ai  sensi  della normativa  vigente, da dichiarazioni scritte che il lavoratore neo-assunto autocertifichi.

 

 

Art. 5 - Previsione contrattuale per ricercatori a contratto extra-comunitari.

 

Le  Parti  sottoscrittici del presente CCNL intendono richiamare  la  loro convinta  adesione ai principi ispiratori che sono alla base  dell'attuale attività  degli organi della UE per la definizione di una nuova  Direttiva che  regoli  gli  operatori  dello spazio  europeo  della  ricerca  nonché l'arrivo  nei  Paesi  comunitari di ricercatori  e/o  lavoratori  ad  alta professionalità extra-comunitari.

A  tal  fine,  in  attesa  della  prossima  approvazione  delle  Direttiva comunitaria  e  del  suo successivo recepimento da  parte  del  Parlamento italiano,  le  Parti  intendono  con il presente  e  i  seguenti  articoli inseriti  nel presente CCNL, definire sin da subito il pronto  recepimento della suddetta norma.       Nota a verbale.

Le   Parti   concordano   che  dal  momento  del  recepimento   da   parte dell'ordinamento nazionale entro 60 giorni si riuniranno, in sede di  Ente bilaterale, per la definizione delle norme contrattuali. Altresì  le  parti  stabiliscono che se entro  90  giorni  dall'avvio  dei negoziati  non  si  dovesse  arrivare ad un accordo,  la  normativa  verrà recepita  come da testo ufficiale e a far data da quel giorno direttamente applicabile dalle aziende.

 

 

Titolo III - LAVORO PART-TIME

 

Art. 6 - Definizione

 

Per  lavoro a tempo parziale (part-time) si intende il rapporto di  lavoro prestato  con  orario  ridotto rispetto a quello  stabilito  dal  presente contratto.

Il  rapporto  a  tempo parziale ha la funzione di consentire  flessibilità della  forza  lavoro, in rapporto ai flussi di attività nell'ambito  della giornata, della settimana o dell'anno, nel contempo una risposta valida ad esigenze individuali dei lavoratori.

 

 

Art. 7 - Adempimenti

 

L'instaurazione del rapporto di lavoro a tempo parziale dovrà risultare da atto scritto, nel quale siano indicati:

- data di assunzione; - durata del periodo di prova; - qualifica e livello di inquadramento; - trattamento  economico  secondo i criteri di proporzionalità alla entità   delle prestazioni; - durata della prestazione lavorativa ridotta e le relative modalità.

 

 

Art. 8 - Minimo orario

 

L'orario minimo contrattuale per i lavoratori assunti con contratto  part- time è fissato in 18 ore settimanali.

L'orario minimo giornaliero è fissato in 3 ore.

 

 

Art. 9 - Part-time verticale

 

I  lavoratori  part-time potranno essere anche assunti con  un  orario  di lavoro che preveda un numero di giornate a tempo pieno.

 

 

Titolo IV - APPRENDISTATO

 

Art. 10 - Campo d'azione

 

La  disciplina  dell'apprendistato è regolata dalla norma  di  legge,  dal relativo   regolamento  e  dalle  disposizioni  contenute   nel   presente contratto.

È  considerato apprendista il lavoratore, in età ed ai sensi della  legge, che  venga assunto dall'azienda per conseguire attraverso un addestramento pratico, la qualifica professionale.

La  durata del periodo di apprendistato è fissata in 4 anni per  tutte  le tipologie.

Gli  eventuali  periodi  di addestramento effettivamente  compiuti  presso altre aziende verranno riconosciuti per intero all'apprendista ai fini del compimento  del periodo prescritto, sempre che si riferiscano alla  stessa attività  e non siano intercorse tra l'uno e l'altro periodo, interruzioni superiori a 12 mesi.

La  durata dell'addestramento o del tirocinio sarà di 6 mesi per i giovani in possesso di qualifica rilasciata dagli Istituti professionali di Stato, o  di  attestati  di  qualifica rilasciati dalle Scuole  di  Addestramento professionale regionale e da Enti ed Istituti riconosciuti dalla  Regione, sempre  che  i  suddetti titoli siano dell'indirizzo  didattico  specifico rispetto all'attività esplicata nell'apprendimento.

Per  quanto si riferisce all'assunzione, all'orario di lavoro e alle ferie valgono le norme di legge.

In  caso di malattia superiore ai 3 giorni e che non comporti ricovero  in strutture ospedaliere, agli apprendisti sarà riconosciuto, per un  massimo di  15  giorni  l'anno,  un  trattamento di malattia  pari  al  60%  della retribuzione  dell'apprendista, a completo carico del  datore  di  lavoro. Ulteriori  giornate di malattia nel corso dell'anno non daranno diritto  a percepire alcuna integrazione economica.

In  caso  di  ricovero  ospedaliero l'azienda  corrisponderà  il  60%  del trattamento  economico giornaliero dell'apprendista per tutto  il  periodo del ricovero.

 

 

Art. 11 - Rapporto numerico

 

Il  numero  massimo di apprendisti per ogni azienda non potrà superare  la proporzione  di  tre apprendisti per il titolare e di un  apprendista  per ogni lavoratore o familiare coadiuvante che partecipano effettivamente  al lavoro.

L'azienda che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati  o  ne ha meno di 2 può assumere apprendisti in numero non superiore a 2 . Per l'età di assunzione degli apprendisti si applica la normativa vigente.

Il periodo di prova per gli apprendisti è fissato in 30 giorni lavorativi, compiuto  il  periodo  di prova l'assunzione diventa  definitiva  fino  al termine dell'apprendistato.

 

 

Art. 12 - Adempimenti

 

Il  datore  di lavoro è tenuto a comunicare, entro i termini di  legge  al competente  Centro per l'Impiego e al CST competente, i  nominativi  degli apprendisti ai quali sia stata attribuita la qualifica.

Il  datore  di lavoro è tenuto inoltre a comunicare, sempre al Centro  per l'Impiego  ed  al CST competente, i nominativi degli apprendisti  che  per qualsiasi  motivo  cessano  il rapporto di lavoro  entro  5  giorni  dalla cessazione stessa.

 

 

Art. 13 - Retribuzione degli apprendisti

 

La  retribuzione  degli  apprendisti è  quella  riportata  nelle  seguente tabella percentuale:

 

 

livello/anzianità

1o anno

2o anno

3o anno

4o anno

3

60%

65%  

75%

85%

4

65%

70% 

75%

85%

5

70%

80% 

85%

70%  

85% 

 

 

Ovvero i minimi retributivi saranno i seguenti:

 

 

livello

1o anno

2o anno

3o anno

4o anno

3

792,00

858,00

990,00

1.122,00

4

786,50

847,00

907,50

1.028,50

5

799,40

913,60

970,70

753,90

915,45

 

 

Titolo V - CONTRATTO DI INSERIMENTO

 

Art. 14 - Definizione

 

Il contratto di inserimento è lo strumento giuridico e negoziale, ai sensi dell'art.   54,   D.lgs.  n.  276/03,  mediante  il  quale   si   facilita l'inserimento di persone svantaggiate nel mondo del lavoro.

 

 

Art. 15 - Beneficiari

 

Posso essere assunti con contratto di inserimento le seguenti categorie:

- disoccupati di lunga durata, con più di 12 mesi di disoccupazione, e con   un'età compresa tra 29 e 32 anni; - lavoratori espulsi dal mondo del lavoro con più di 50 anni; - lavoratori  che,  per  qualsiasi  motivo, abbiano avuto una interruzione   della propria attività lavorativa per un periodo maggiore di 24 mesi; - donne  disoccupate residenti nelle aree dichiarate, con apposito decreto   ministeriale, di maggiore disoccupazione femminile; - portatori di handicap.

 

 

Art. 16 - Aziende eleggibili

 

Sono  autorizzate  ad  assumere  con contratti  di  inserimento  tutte  le Aziende, applicanti il presente CCNL, che rispondano al requisito di legge di  aver  mantenuto  in  servizio,  con trasformazione  del  contratto  di inserimento in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, almeno il  60% dei contratti scaduti nei 18 mesi precedenti.

Nota a verbale.

Nel  computo  della  soglia del 60% vanno ricompresi  anche  i  lavoratori assunti  con  contratto  di  inserimento che,  successivamente  alla  loro assunzione a tempo indeterminato, abbiano dato le dimissioni o siano stati licenziati per giusta causa o giustificato motivo.

 

 

Art. 17 - Norma di salvaguardia

 

In  considerazione delle esigue dimensioni caratteristiche della tipologia media  delle  impresi  operanti nel terziario ed inquadrate  dal  presente CCNL,  resta  comunque garantita la facoltà per le Aziende  di  promuovere contratti  di  inserimento  anche dopo il  mancato  rinnovo  dei  primi  3 lavoratori assunti con tale strumento.

 

 

Art. 18 - Progetto formativo

 

Condizione essenziale al perfezionamento del contratto di inserimento è il puntuale rispetto della elencata serie di adempimenti e procedure:

- sottoscrizione  da  parte  del  lavoratore della lettera di assunzione e   dell'allegato progetto formativo; - progetto formativo, redatto secondo le disposizioni di legge, indicante:   la  durata del progetto stesso, la mansione e la qualifica professionale   di approdo alla conclusione dello stesso, il numero delle ore destinate   alla formazione teorica e le modalità del loro svolgimento, le coperture   assicurative  che  l'azienda  riconoscerà  al  lavoratore  nel  caso  di   malattia o di infortunio non lavorativo e la retribuzione garantita; - la certificazione da parte dell'Ente bilaterale  del  suddetto  progetto   formativo.

 

 

Art. 19 - Durata del progetto

 

La  durata  del contratto di inserimento è, a secondo dei progetti  e  del livello professionale di approdo, ricompresa tra un minimo di 9 mesi e uno massimo di 18.

La  durata  del  progetto  formativo non può,  per  alcun  motivo,  essere modificata estendendone il periodo.

In  qualsiasi momento l'azienda può, viceversa, passare il lavoratore  nel ruolo a tempo indeterminato.

 

 

Art. 20 - Deroghe per i portatori di handicap

 

Per  i  soggetti  portatori  di handicap psichici,  mentali  o  fisici  il contratto   di  inserimento,  previa  certificazione  da  parte  dell'Ente bilaterale può prevedere una durata massima di 36 mesi.

In  questa  fattispecie  le  ore  dedicate  alla  formazione  teorica  del lavoratore   dovranno  essere  aumentate  per  consentire   una   perfetta conoscenza da parte dello stesso di tutte le problematiche connesse con la sicurezza e la prevenzione degli infortuni.

 

 

Art. 21 - Norme contrattuali

 

Ai  lavoratori con contratto di inserimento si applicherà integralmente il presente CCNL con la sola esclusione del titolo riguardante il trattamento di  malattia e infortunio non sul lavoro dove, con analogia a  quanto  già previsto  per  i  contratti  di formazione e lavoro,  il  contratto  potrà prevedere diverse durate.

Il  limite  minimo  di  copertura  è comunque  fissato  in  70  giorni  di calendario.

In  considerazione delle caratteristiche intrinseche del livello 7  non  è consentito  assumere lavoratori con contratto di inserimento  che  preveda alla fine del percorso formativo il suddetto livello.

 

 

Art. 22 - Modelli formativi

 

I  modelli  formativi, fermo restando l'obbligo di rispondere ai requisiti di legge, potranno essere formulati secondo 2 distinti iter:

(a) liberamente elaborati dall'azienda  prevedendo la mansione di approdo,     il  percorso  formativo 'on  the  job',  la  formazione  teorica, gli     elementi  di  orientamento  per la conoscenza basica delle norme sulla     sicurezza  di  persone  e  cose,  e  individuando  - nominalmente - le     risorse umane già presenti in  azienda  che occuperanno  il  ruolo  di     tutor formativi e di referenti per il lavoratore;

(b) utilizzando i modelli di contratto di inserimento  elaborati dall'Ente     bilaterale  delegando  allo  stesso alcune  delle   funzioni   che  la     normativa mette in carico all'azienda.

 

 

Art. 23 - Ente Bilaterale.

 

L'Ente bilaterale svolgerà 2 distinte funzioni in merito alla applicazione del  contratto  di inserimento: una per i contratti di cui alla  lett.  a) dell'articolo   precedente,  consistente  nell'azione  di   certificazione obbligatoria  del contratto stesso; l'altra di assistenza  e  supervisione per i contratti di cui alla lett. b) dello stesso articolo.

 

 

Art. 24 - Rimando alla normativa

 

Per  tutto  quanto  qui non previsto le Parti demandano alla  legislazione vigente,   agli  orientamenti  ministeriali  che  dovessero   emergere   e stabiliscono  di  delegare  la  gestione corrente  per  l'attuale  vigenza quadriennale all'Ente bilaterale.

Nota a verbale.

Le  Parti  demandano  all'Ente  bilaterale,  in  fase  di  definizione   e certificazione   dei   percorsi  formativi  connessi   ai   contratti   di inserimento, la determinazione delle diverse durate temporali dei suddetti contratti di inserimento, per i lavoratori in possesso di titoli di studio direttamente inerenti le mansioni per cui vengono assunti.   

 

 

Titolo VI - GLI ISTITUTI DEL NUOVO MERCATO DEL LAVORO

 

Art. 25 - Premessa

 

Nel  presente  Titolo  trovano  luogo alcuni  fra  i  principali  istituti introdotti  dalla "Riforma Biagi" (D.lgs. 10.9.03 n. 276) con  particolare riferimento  alle  soluzioni contrattuali che garantiscono,  al  contempo, maggiore  flessibilità strutturale e organizzativa all'impresa e  migliore occupabilità dei lavoratori inoccupati e disoccupati.

Le  singole  tipologie negoziali disciplinate negli articoli  che  seguono rappresentano il momento più alto di confronto necessario fra le  parti  e rispondono   alla   coniugazione   dei  contrapposti   interessi   in   un bilanciamento  di tutele frutto degli sforzi e della volontà  conciliativa dei firmatari del presente CCNL.

 

 

Art. 26 - Richiami normativi

 

Gli  istituti  considerati  nel  presente Titolo  trovano  la  loro  fonte normativa nel richiamato D.lgs. 10.9.03 n. 276, in particolare:

- per la somministrazione di lavoro: artt. 27, 28, 29, 30 - per il lavoro intermittente: artt. 31 e 32 - per il lavoro ripartito: art. 33

 

 

Art. 27 - Somministrazione di lavoro a tempo determinato

 

Il  contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato, così come introdotto dagli artt. 20 e ss., D.lgs. 10.9.03 n. 276, serve a soddisfare le  esigenze  a  tempo  determinato  dell'impresa,  che  assume  le  vesti negoziali di "utilizzatore".

Il  contratto di somministrazione a tempo determinato può essere stipulato con una delle Agenzie per il lavoro autorizzate e iscritte alla Sezione  I dell'Albo nazionale informatico delle Agenzie per il lavoro, nei  casi  in cui  è  possibile  stipulare  un  normale  contratto  di  lavoro  a  tempo determinato  ai sensi e per gli effetti del D.lgs. 6.9.01 n.  368,  e  può essere   concluso   quindi  ogniqualvolta  l'impresa  debba   fronteggiare particolari  problemi  legati  a motivate ragioni  di  carattere  tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'impresa stessa.

In  particolare, ferma restando la libera utilizzabilità dell'istituto nei termini  di  cui  al comma precedente, il contratto di somministrazione  a termine può essere stipulato, anche per aumenti temporanei di attività,  e comunque nei seguenti casi:

- punte  di  intensa  attività  alle  quali  non si può fare fronte con il   ricorso ai normali assetti organizzativi aziendali; - per  l'esecuzione   di   un'opera  o   di   un   servizio,   definiti  o   predeterminati, che non possono essere realizzati o eseguiti con il solo   ricorso ai normali assetti organizzativi aziendali; - per l'esecuzione di particolari servizi  che  per  la  loro  specificità   necessitano  di  professionalità  e specializzazione  differenti  e  più   articolate di quelle in forza; - per l'esecuzione di opere o di servizi che richiedono professionalità  a   carattere eccezionale o  presenti  unicamente  sul  mercato  del  lavoro   locale.

 

 

Art. 28 - Somministrazione di lavoro a tempo indeterminato

 

Il  contratto  di  somministrazione di lavoro a  tempo  indeterminato  può essere  stipulato  con  una  delle Agenzie per  il  lavoro  autorizzate  e iscritte alle Sezioni I e II dell'Albo nazionale informatico delle Agenzie per il lavoro, soltanto per le seguenti lavorazioni e/o attività:

(a) per  servizi  di  consulenza  e  assistenza  nel settore  informatico,     compresa la progettazione e manutenzione di reti intranet ed extranet,     siti internet, sistemi informatici, sviluppo di software  applicativo,     caricamento dati;

(b) per servizi di pulizia, custodia, portineria;

(c) per  servizi,  da  e per lo stabilimento, di trasporto di persone e di     trasporto e movimentazione di macchinari e merci;

(d) per  la  gestione  di  biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini,     nonché servizi di economato;

(e) per    attività   di   consulenza    direzionale,    assistenza   alla     certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e     cambiamento,  gestione  del  personale,   ricerca   e   selezione  del     personale;

(f) per  attività  di  marketing, analisi di mercato, organizzazione della     funzione commerciale;

(g) per la gestione di call-center, nonché per l'avvio di nuove iniziative     imprenditoriali  nelle  aree  Obiettivo  1 di cui al Regolamento CE n.     1260/99 del  Consiglio, del 21.6.99, recante disposizioni generali sui     Fondi strutturali;

(h) per  costruzioni   edilizie   all'interno   degli   stabilimenti,  per     installazioni  o  smontaggio di impianti e macchinari, per particolari     attività  produttive,  con  specifico  riferimento all'edilizia e alla     cantieristica  navale,  le  quali  richiedano  più  fasi successive di     lavorazione, l'impiego di manodopera diversa per  specializzazione  da     quella normalmente impiegata nell'impresa.

Inoltre  il  contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato potrà  essere  stipulato  per  le lavorazioni  e/o  attività  che  saranno dettagliate   dall'Ente  bilaterale,  mediante  gli  strumenti   operativi individuati dal presente CCNL.

 

 

Art. 29 - Obblighi di informazione

 

L'impresa  utilizzatrice  comunica alle RSU e, in  mancanza,  alle  OO.SS. firmatarie il presente contratto collettivo a livello territoriale:

(a) il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro prima     della stipula del contratto di somministrazione di cui agli artt. 21 e     22  del  presente  CCNL.  Se  ricorrono  motivate ragioni di urgenza e     necessità  di stipulare il contratto, l'impresa utilizzatrice fornisce     le predette comunicazioni entro i primi 5 giorni successivi;

(b) ogni  12  mesi,  anche  per il tramite dell'associazione dei datori di     lavoro  alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero e i motivi     dei  contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli     stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

Analoga  comunicazione  andrà  effettuata  entro  il  1o  marzo   al   CST competente, che provvederà ad inoltrarla all'Ente bilaterale.

 

 

Art. 30 - Diritti dei lavoratori somministrati

 

Ai  lavoratori  somministrati in forza dei contratti di cui ai  precedenti artt.  21  e 22 presso l'impresa utilizzatrice sono riconosciuti  tutti  i diritti   previsti  nel  presente  CCNL,  salvo  le  aree  di   esclusione direttamente derivanti dalla natura del rapporto di lavoro.

Con   riferimento  alle  erogazioni  economiche  correlate  ai   risultati conseguiti  nella realizzazione di programmi concordati  tra  le  parti  o collegati  all'andamento economico della impresa la contrattazione  di  2o livello dovrà prevedere la quantificazione e le modalità di corresponsione per  le  categorie  di lavoratori somministrati presenti  in  azienda.  In mancanza di previsione ai lavoratori somministrati verrà riconosciuto,  in frazione  annua, lo stesso trattamento previsto per i lavoratori  a  tempo indeterminato occupati in azienda.

I  lavoratori  somministrato hanno diritto ad esercitare presso  l'impresa utilizzatrice, per tutta la durata della somministrazione,  i  diritti  di libertà  e di attività sindacale, nonché a partecipare alle assemblee  del personale dipendente della impresa utilizzatrice.

Con  riferimento al godimento dei permessi retribuiti per  lo  svolgimento delle  attività sindacali, il lavoratore somministrato che ne fa richiesta durante  l'esecuzione del contratto di somministrazione conserva il  posto presso l'impresa utilizzatrice fino alla scadenza del contratto, ai  sensi e per gli effetti degli artt. 23 e 30, legge 20.5.70 n. 300.

I  lavoratori  somministrati non sono computati nell'organico dell'impresa utilizzatrice  ai  fini della applicazione di normative  di  legge  o  del presente   CCNL,  fatta  eccezione  per  quelle  relative   alla   materia dell'igiene e della sicurezza sul lavoro.

 

 

Art. 31 - Lavoro intermittente

 

Il  contratto di lavoro intermittente può essere stipulato nelle  seguenti ipotesi:

(a) per  lo  svolgimento  di  prestazioni  di  carattere   discontinuo   o     intermittente,  secondo  le  esigenze  individuate   per   i  casi  di     svolgimento  del  lavoro straordinario come evidenziati nel successivo     art. 65;

(b) in via sperimentale per prestazioni comunque rese da soggetti in stato     di  disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero da lavoratori con     più  di  45 anni di età che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o     siano iscritti alle liste di mobilità e di collocamento;

(c) per  prestazioni  da  rendersi  nei  fine settimana, nei periodi delle     ferie  estive  o delle vacanze natalizie e pasquali e in altri periodi     che  saranno  individuati  dalle  parti  entro  6 mesi dalla firma del     presente CCNL.

Successivamente  l'aggiornamento  dei  periodi  e/o  la   loro   modifica- abrogazione sarà competenza dell'Ente bilaterale.

 

Ai  fini  della stipula dei contratti di lavoro intermittente  di  cui  al precedente comma 1, lett. c) s'intende:

- per  "fine  settimana"  il  periodo  che va dalla apertura ordinaria del   venerdì alla chiusura ordinaria della domenica;

- per  "ferie estive" il periodo che va dall'ultimo lunedì di maggio al 1o   sabato di ottobre;

- per  "vacanze  natalizie"  il periodo che va dal sabato precedente all'8   dicembre al sabato successivo al 6 gennaio;

- per  "vacanze  pasquali"  il  periodo  che va dal venerdì che precede la   domenica delle palme al martedì successivo alla Pasqua.

Il  contratto  di  lavoro  intermittente  può  essere  stipulato  a  tempo indeterminato, ma anche a termine secondo le disposizioni di cui al D.lgs. 6.9.01 n. 368.

Il  datore di lavoro è tenuto a informare con cadenza annuale la RSU e, in mancanza, le OO.SS. firmatarie del presente contratto collettivo a livello territoriale.

Analoga  comunicazione  andrà  effettuata  entro  il  1o  marzo   al   CST competente, che provvederà ad inoltrarla all'Ente bilaterale.

 

 

Art. 32 - Diritti e doveri del lavoratore intermittente

 

Ai   lavoratori  assunti  con  contratto  di  lavoro  intermittente   sono riconosciuti tutti i diritti previsti nel presente CCNL, salvo le aree  di esclusione direttamente derivanti dalla natura del rapporto di lavoro.

Se  nel  contratto  di lavoro intermittente è previsto  l'obbligo  per  il lavoratore  di  rispondere alla chiamata del datore di lavoro,  è  altresì stabilita la corresponsione di una indennità mensile di disponibilità  per i  periodi  nei quali il lavoratore stesso garantisce la disponibilità  al datore  di  lavoro in attesa di utilizzazione, la stessa è prevista  nella misura  pari  al  25%  della  retribuzione  mensile,  calcolata  ai  sensi dell'art. 125 del CCNL. In ogni caso si tiene conto di quanto previsto dal DM 10.3.04 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'indennità di  disponibilità è esclusa dal computo di ogni istituto  di  legge  o  di contratto collettivo.

In  caso  di  malattia  o  di  altro evento da cui  deriva  la  temporanea impossibilità  di rispondere alla chiamata, il lavoratore intermittente  è tenuto  a  informare  il  datore di lavoro secondo  le  modalità  previste dall'art. 102 del presente CCNL, nel periodo di temporanea indisponibilità non  matura  il diritto alla indennità di disponibilità. Se il  lavoratore non  informa  il datore di lavoro nei termini anzidetti perde  il  diritto alla indennità di disponibilità per un periodo di 15 giorni, salva diversa previsione del contratto individuale.

Il  rifiuto  ingiustificato di rispondere alla chiamata, nelle ipotesi  di cui  al  precedente comma 2, è ricompreso nella fattispecie della  assenza ingiustificata.

Il   prestatore   di   lavoro  intermittente  è  computato   nell'organico dell'impresa,  ai  fini  della applicazione  di  normative  di  legge,  in proporzione  all'orario  di  lavoro  effettivamente  svolto  nell'arco  di ciascun semestre.

 

 

Art. 33 - Lavoro ripartito

 

Il  contratto  di  lavoro  ripartito è uno speciale  contratto  di  lavoro mediante il quale due lavoratori assumono in solido l'adempimento  di  una unica  e  identica obbligazione lavorativa, per cui ogni lavoratore  resta personalmente  e direttamente responsabile dell'adempimento  della  intera obbligazione. Ai lavoratori assunti con contratto di lavoro ripartito sono riconosciuti tutti i diritti previsti nel presente CCNL, salvo le aree  di esclusione direttamente derivanti dalla natura del rapporto di lavoro.

I  lavoratori  hanno  la  facoltà di determinare  discrezionalmente  e  in qualsiasi   momento  sostituzioni  tra  di  loro,  nonché  di   modificare consensualmente   la   collocazione  temporale  dell'orario   di   lavoro, informando  preventivamente  il  datore  di  lavoro,  con  cadenza  almeno settimanale. Nelle aziende dotate di rilevazione automatica delle presenze non vi è obbligo di preventiva informazione.

Eventuali sostituzioni da parte di terzi, nel caso di impossibilità di uno o entrambi i lavoratori coobbligati, sono vietate e possono essere ammesse solo previo consenso del datore di lavoro.

Le  dimissioni  o  il  licenziamento di  uno  dei  lavoratori  coobbligati comportano  l'estinzione dell'intero vincolo contrattuale,  salvo  che  il datore   di  lavoro  chieda  al  lavoratore  superstite,  che   si   renda disponibile,  di  adempiere  l'obbligazione lavorativa,  in  tal  caso  il contratto  di  lavoro  ripartito si trasforma in un normale  contratto  di lavoro subordinato ai sensi del presente CCNL.

In  caso  di  licenziamento per motivi disciplinari di uno dei  lavoratori coobbligati  il  lavoratore superstite potrà, entro 7 giorni  dall'evento, proporre al datore di lavoro un candidato alla sostituzione del lavoratore licenziato. In caso di mancato superamento del periodo di prova  da  parte del  sostituto  anche il rapporto di lavoro del lavoratore  superstite  si estingue ai sensi dell'art. 41, comma 5, D.lgs. 10.9.03 n. 276.

Il  datore di lavoro è tenuto a informare con cadenza annuale la RSU e, in mancanza,  le  OO.SS. firmatarie il presente CCNL a livello  territoriale, sull'andamento del ricorso al contratto di lavoro ripartito.

Analoga  comunicazione  andrà  effettuata  entro  il  1o  marzo   al   CST competente, che provvederà ad inoltrarla all'Ente bilaterale.

 

 

Art. 34 - Soglie numeriche

 

I  lavoratori  dipendenti delle Agenzie di somministrazione,  che  vengono somministrati presso un'impresa utilizzatrice che adotta il presente CCNL, impiegati  per  le fattispecie di cui ai precedenti artt.  21  e  22,  non potranno superare, in ciascuna unità produttiva, i seguenti limiti:

 

 

Lavoratori dipendenti

da 0 a 5

da 6 a 10

da 11 a 15

da 16 a 30

da 31 a 50

da 51 a 100

da 101 a 250

da 251 a 500

da 501 a 1000

per ogni scaglione di 1.000

Contratti flessibili 

4

8

14

25

40

60

80

100

ulteriori 80

 

 

Nelle  unità  produttive  con  oltre  50  dipendenti,  la  percentuale  di lavoratori assunti con contratto di somministrazione di lavoro  non  potrà superare complessivamente il 22%.

La   base   di   computo  per  il  calcolo  dei  lavoratori  somministrati nell'impresa ai sensi dei precedenti artt. 27 e 28 è costituita dal numero dei  lavoratori occupati a tempo indeterminato e dal numero dei lavoratori assunti con contratto di inserimento all'atto dell'attivazione dei singoli contratti  di  somministrazione.  A tal  fine  le  frazioni  di  unità  si computano per intero.

Nelle  imprese stagionali, in ragione della loro peculiarità, la  base  di computo  viene  determinata in via convenzionale dal presente  CCNL  ed  è costituita  dal numero dei lavoratori subordinati occupati all'atto  della attivazione dei singoli contratti di somministrazione.

La contrattazione integrativa può tuttavia stabilire percentuali maggiori, con   specifica   attenzione  alle  seguenti  ipotesi:   nuove   aperture, acquisizioni, ampliamenti, ristrutturazioni.

 

 

Art. 35 - Gestione delle controversie

 

In  caso  di controversie tra azienda e lavoratore sui contenuti  o  sulla applicazione  sulle tipologie contrattuali di cui al presente  titolo,  le Parti,  fermi  restando i legittimi diritti delle parti in lite,  valutano conforme  allo  spirito  bilaterale che  uniforma  il  presente  CCNL,  di individuare quale metodologia, vincolante per le associazioni firmatarie e i loro assistiti, quanto segue:

(a) per  controversie  sui  contenuti dei contratti stipulati: invio delle     ragioni  del  contenzioso all'Ente bilaterale e successiva attivazione     della  Commissione  di  conciliazione  istituita,  come da norma, da 3     arbitri, uno datoriale, uno delle associazioni dei lavoratori e uno  -     con funzioni di Presidente - nominato dal locale UPLMO; (b) per controversie sull'applicazione dei contratti stipulati:  invio  da     parte  dell'attore  della  vertenza  della  copia  degli atti all'Ente     bilaterale, ai fini di consentirne un'attività  di  statisticazione  e     valutazione giurisprudenziale.       Nota a verbale.

A  rinnovo contrattuale tutte le fattispecie del presente Titolo demandate temporaneamente all'Ente bilaterale dovranno essere ricomprese  nel  testo contrattuale.

 

 

Titolo VII - CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

 

Art. 36 - Declaratoria

 

Quadri

 

Lavoratori che in assoluta autonomia operativa e con capacità di indirizzare, coordinare e gestire il lavoro di altri dipendenti svolgano mansioni di completa responsabilità, oppure lavoratori che per competenze professionali e conoscenze acquisite siano in grado di garantire al processo economico dell'impresa sostanziali apporti.

 

Primo Livello

 

Lavoratori con funzioni ad alto contenuto professionale o con responsabilità di direzione esecutiva, quali:

- Capo Servizio - amministrativo o commerciale;
- Gestore di negozio;
- Gerente con responsabilità tecnica ed amministrativa;
- Responsabile esperto di settore.
- Responsabile laureato in chimica-farmacia previsto dalle leggi sanitarie per magazzini all'ingrosso di prodotti farmaceutici e specialità medicinali
- Analista sistemista
- Responsabile di elaborazione e realizzazione di progetti
- Responsabile di Reparto e/o sede distaccata
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

 

Secondo Livello

 

Lavoratori di concetto che svolgono compiti operativamente autonomi con funzioni di coordinamento e controllo, quali:

- Cassiere capo;
- Capo reparto;
- Contabile con mansioni di concetto;
- Responsabile di magazzino.
- altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione   

 

Terzo Livello

 

Lavoratori che svolgono lavori di concetto o che comportano particolari conoscenze tecniche e adeguata esperienza, quali:

- Capo piazzale impianti di distribuzione carburanti; *
- Addetto alla vendita di autoveicoli con funzioni di stima per l'usato;
- Commesso stimatore di gioielleria;
- Commesso specializzato nel settore dell'alimentazione;
- Commesso specializzato provetto;
- Enotecnico diplomato;
- Ottico diplomato;
- Meccanico ortopedico;
- Macellaio specializzato;
- Vetrinista;
- Magazziniere con funzioni di vendita.
- altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione 

 

Quarto Livello

 

Lavoratori che eseguono compiti operativi anche di vendita e abilitati a lavori che richiedono conoscenze e capacità tecnico-pratiche, quali:

- Contabile, impiegato amministrativo;
- Cassiere comune;
- Commesso alla vendita al pubblico;
- Banconiere di macelleria;
- Stenodattilografo, Dattilografo;
- Aiuto vetrinista;
- Operaio specializzato;
- Pompista specializzato. *
- altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione

 

Quinto Livello

 

Lavoratori che eseguono lavori qualificati con normali conoscenze ed adeguate capacità tecnico pratiche, quali:
- Operaio comune;
- Preparatore di commissioni e fatture;
- Aiuto commesso;
- Aiuto banconiere di macelleria;
- Aiuto banconiere di gastronomia.
- altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione

 

Sesto Livello

 

Lavoratori che eseguono lavori con semplici conoscenze pratiche, quali:

- Portiere; *

- Guardiano; *

- Custode; *

- Pompista comune senza responsabilità di cassa; *

- altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione

 

Settimo Livello

 

Lavoratori che svolgono lavori di pulizia o equivalenti, quali:

- Garzone;

- Addetto alle pulizie, anche con l'ausilio di apposito macchinario.

 

 

Nota a verbale.

Le  mansioni per le quali è previsto un allungamento dell'orario di lavoro ordinario sono quelle indicate da un asterisco, e normate agli artt. 38  e 63, comma 2.

 

 

Art. 37 - Automatismo di carriera

 

I  lavoratori assunti al livello 7 acquisiranno automaticamente il livello 6 al compimento del 1o anno di anzianità di servizio.

 

 

Art. 38 - Mansioni di attesa

 

I lavoratori inquadrati nelle seguenti mansioni:

- capo piazzale impianti di distribuzione carburante - pompista specializzato - portiere - guardiano - custode - pompista comune senza responsabilità di cassa

al  fine  della  determinazione dell'orario settimanale, sono  considerati lavoratori  con  mansioni  di  attesa o con  mansioni  prevalentemente  di attesa.

 

 

Titolo VIII - QUADRI

 

Art. 39 - Declaratoria

 

Appartengono alla categoria dei Quadri, in ottemperanza a quanto  previsto dalla legge 13.5.85 n.  190, i prestatori di lavoro subordinato, esclusi i dirigenti, che svolgano con carattere continuativo funzioni direttive loro attribuite di rilevante importanza per l'attuazione degli obiettivi  della Azienda nell'ambito di strategie e programmi aziendali definiti.

 

 

Art. 40 - Orario part-time

 

Per  i Quadri, in deroga al successivo art. 105, è consentita l'assunzione con  contratto a tempo indeterminato part-time con il limite minimo di  20 ore mensili.

L'orario  di  lavoro  dei Quadri con contratto di lavoro  sino  a  30  ore mensili si articolerà in giornate lavorative di minimo 4 ore.

 

 

Art. 41 - Formazione e aggiornamento

 

Al  fine  di  garantire il mantenimento degli standard  qualitativi  e  di migliorare la gamma dei servizi offerti, le aziende favoriranno  l'accesso a  specifici corsi  di formazione per le materie di diretta competenza dei Quadri.

 

 

Art. 42 - Assegnazione della qualifica

 

L'assegnazione del lavoratore alle mansioni superiori di Quadro,  che  non sia  avvenuta  in  sostituzione di lavoratori  assenti con   diritto  alla conservazione del posto, diviene definitiva quando si sia protratta per un periodo di oltre 180 giorni di calendario.

 

 

Art. 43 - Polizza assicurativa

 

Ai Quadri viene riconosciuta, attraverso apposita polizza assicurativa, la copertura delle spese e l'assistenza legale in caso di procedimenti civili o penali per cause non dipendenti da colpa grave o dolo e relative a fatti direttamente connessi con l'esercizio delle funzioni svolte.

L'azienda  è  tenuta altresì ad assicurare i Quadri contro il  rischio  di responsabilità  civile verso terzi, conseguente a colpa nello  svolgimento delle proprie funzioni.

 

 

Art. 44 - Indennità di funzione

 

A  decorrere  dalla  data  di  attribuzione  della  categoria  di  Quadro, l'azienda   corrisponderà  mensilmente  ai  lavoratori   interessati   una indennità di funzione pari ad E 150,00 lordi per 14 mensilità. Per ciò che attiene  al  2o  livello,  le parti firmatarie  del  presente  accordo  si impegneranno  a perseguire l'obiettivo di caratterizzarlo per  i  seguenti aspetti:

- valutazione delle prestazioni in relazione al conseguimento di obiettivi   prefissati, concordati e correlati alle funzioni assegnate; - verifica  periodica  delle  potenzialità  professionali per una migliore   utilizzazione; - definizione e revisione periodica di bilanci di carriera; - verifica  periodica  di  qualità,  quantità  e  tempestività  dei flussi   informativi; - modalità d'esercizio della formazione continua; - incentivazione della mobilità professionale e di carriera.

 

 

Art. 45 - Orario flessibile

 

Le Imprese potranno, senza alcun onere aggiuntivo, richiedere ai Quadri di fornire sino ad un massimo di 12 settimane annue di orario flessibile.

Per  orario flessibile si intende la possibilità di lavorare con un orario di  48 ore settimanali e poi, in un periodo di minore carico di lavoro, di effettuare,  per  uguale  numero  di  settimane,  un  orario  di  32   ore settimanali.

Nel  caso  di applicazione dell'orario flessibile la retribuzione  rimarrà invariata  sia per il periodo di maggiore prestazione lavorativa  sia  per quello con minore prestazione.

L'impresa  che intenda effettuare l'orario flessibile per i  quadri  dovrà darne comunicazione scritta agli interessati con un preavviso di almeno 30 giorni,  copia  della comunicazione andrà inviata al  CST  competente  che provvederà, nel rispetto delle norme sulla privacy, a trasmettere all'Ente bilaterale  i  dati  per  la  statisticazione dell'utilizzo  del  presente strumento. 

 

 

Art. 46 - Orario annuale

 

I  Quadri  che  non hanno responsabilità di coordinamento e  controllo  di altri  lavoratori e che non sono direttamente a contatto con la clientela, ovvero collegati con l'orario di apertura al pubblico,potranno determinare l'articolazione della loro prestazione lavorativa su base annua.

Tale libera articolazione dell'orario annua dovrà rispettare 3 criteri per essere valida:

(a) numero totale annuo di ore lavorate pari a quello contrattuale;

(b) comunicazione  scritta  della  articolazione  dell'orario da parte del     Quadro entro il 30 novembre per il piano orario dell'anno successivo;

(c) accettazione  da  parte  della  azienda;   decorsi   7   giorni  dalla     comunicazione,  si  intenderà accettata la proposta con la formula del     silenzio-assenso;

(d) per  le  donne  Quadro con figli minori in età scolare si deroga al     punto c).

Il  Quadro  dovrà inviare copia della comunicazione al CST competente  che provvederà, nel rispetto delle norme sulla privacy, a trasmettere all'Ente bilaterale  i  dati  per  la  statisticazione dell'utilizzo  del  presente strumento.

 

 

Titolo IX - RICERCATORI E QUADRI AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO-PROFESSIONALE

 

Art. 47 - Premessa

 

Come  specificato  all'art.  5  del  presente  CCNL  le  Parti  stipulanti intendono,  con il presente titolo, definire un quadro generale  normativo che  consenta,  al momento dell'entrata nell'ordinamento  nazionale  delle norme  per  l'assunzione di ricercatori stranieri ed extra-comunitari,  di fornire subito alle imprese un primo strumento applicativo.

Le  Parti  delegano all'Ente bilaterale contrattuale la  verifica  che  le norme qui introdotte siano compatibili con il provvedimento legislativo di recepimento  della Direttiva europea e la definizione di  eventuali  altre norme che si rendessero necessarie.

Le  Parti  stabiliscono  che le eventuali modifiche  introdotte  dall'Ente bilaterale,  ai  sensi del comma precedente, saranno  recepite  nel  testo contrattuale al suo primo rinnovo. 

 

 

Art. 48 - Definizione di ricercatore

 

Per  ricercatore si intende il lavoratore, ad alto contenuto professionale e  con  qualifica di Quadro, che svolga la sua intera attività  lavorativa nel  campo  della  ricerca senza alcuna altra mansione o  compito  che  lo colleghi in qualsiasi modo all'attività produttiva dell'azienda.

La  partecipazione ad attività di promozione, quali fiere o dimostrazioni, non  è configurata come ostativa alla qualifica di ricercatore purché  non occupi il ricercatore per oltre 30 giorni lavorativi all'anno.

 

 

Art. 49 - Definizione di Quadro ad alto contenuto tecnologico-professionale

 

Per  quadro  ad  alto contenuto tecnologico-professionale, si  intende  il Quadro  che garantisca nello svolgimento della sua attività di lavoro  e/o coordinamento  dell'attività  di  un  ufficio/reparto  quelle   competenze professionali  che  caratterizzino, in senso esclusivo,  la  validità  del processo produttivo svolto.

 

 

Art. 50 - Periodo sabbatico

 

È  facoltà  dei  ricercatori e dei Quadri ad alto  contenuto  tecnologico- professionale, assunti con contratto a tempo indeterminato, richiedere  la concessione di un massimo di 48 mesi di aspettativa per frequentare  corsi di aggiornamento e/o riqualificazione.

L'utilizzo  di  questo arco temporale potrà avvenire secondo  le  seguenti modalità:

(a) comunicazione  scritta  all'azienda almeno 90 giorni prima dell'inizio     del periodo di aspettativa;

(b) non contestuale presenza di altri ricercatori/quadri ad alto contenuto     tecnologico-professionale già in aspettativa per analogo motivo, nelle     aziende con più di 10 ricercatori /quadri il numero degli utilizzatori     contemporanei è elevato a 2;

(c) consegna all'azienda della copia della documentazione sul corso che si     intende frequentare e, entro 15 giorni dal rientro al lavoro, consegna     della  documentazione comprovante l'effettivo svolgimento dei corsi in     Italia o all'estero.

La  concessione della aspettativa da parte dell'Azienda non comporta alcun onere  per la stessa e durante il periodo di astensione dal lavoro non  vi sarà  retribuzione  ordinaria e differita e non decorrerà  l'anzianità  di servizio.

 

 

Art. 51 - Norme di salvaguardia

 

L'accesso all'istituto del periodo sabbatico non potrà avvenire prima  del raggiungimento del 4o anno di anzianità di servizio.

In ogni caso il rapporto tra periodo lavorato e periodo in aspettativa per aggiornamento professionale dovrà essere sempre pari a 4 a 1 in favore dei periodi di effettivo svolgimento dell'attività lavorativa.

La  concessione  dell'aspettativa  per aggiornamento  professionale  potrà avvenire solo per archi temporali ricompresi tra il trimestre e l'anno.

 

 

Art. 52 - Corsi di lingua italiana per ricercatori-quadri stranieri

 

I ricercatori extra-comunitari assunti con contratto a tempo indeterminato a  chiamata  diretta e privi delle nozioni di base della  lingua  italiana avranno diritto a 3 cicli di formazione linguistica:

(a) un 1o ciclo della durata di 30 giorni lavorativi (6 settimane) in cui,     decorrendo tutti  gli  istituti  contrattuali,  il  ricercatore  possa     svolgere, durante  il  normale  orario  di  lavoro,  un  corso  base e     intensivo per  il   raggiungimento   di  un    livello  elementare  di comprensione della lingua italiana;

(b) un  2o ciclo della durata di 150 ore lavorative, da svolgersi entro il  1o  anno di lavoro, in cui decorrendo tutti gli istituti contrattuali, il ricercatore possa svolgere, durante il normale orario di lavoro, un  corso medio teso al raggiungimento di un livello di comprensione della lingua  italiana  capace  di garantire la normale interrelazione tra i     colleghi;

(c) un 3o ciclo della durata di ulteriori 300 ore lavorative, da svolgersi  entro  il  3o  anno  di  lavoro,  in cui decorrendo tutti gli istituti  contrattuali, il ricercatore possa svolgere, durante il normale orario     di  lavoro,  un corso avanzato teso al raggiungimento di un livello di     comprensione  della  lingua  italiana  sufficiente  ad  ogni  esigenza     lavorativa e personale del ricercatore.

I  ricercatori extra-comunitari assunti con contratto a tempo  determinato avranno  accesso  solo  ai  corsi di cui  ai  punti  a)  e  b)  del  comma precedente.

I corsi andranno effettuati presso un Centro di apprendimento della lingua italiana  che, pur scelto dal ricercatore, sia riconosciuto dal  Ministero della istruzione o degli affari esteri.

I costi dei corsi saranno ad esclusivo carico del ricercatore.

È   facoltà   della   contrattazione  aziendale  o  della   contrattazione individuale al momento dell'assunzione prevedere che la totalità  o  parte dei costi dei corsi siano posti a carico dell'azienda.

Il  non  superamento  del  corso di cui al punto a)  costituisce,  essendo ancora  il  lavoratore  in  periodo  di  prova,  causa  legittima  per  la risoluzione del rapporto di lavoro.

 

 

Art. 53 - Proprietà intellettuale

 

I  contratti di esclusività connessi con il rapporto di lavoro  dipendente sottoscritto dal ricercatore non potranno prevedere norme che limitino  la facoltà del ricercatore di pubblicare articoli su riviste scientifiche, di partecipare a convegni o conferenze utilizzando i permessi e/o le ferie.

L'eventuale  sfruttamento  dei diritti sulla  proprietà  intellettuale  di lavori  svolti dal ricercatore sarà di esclusivo godimento del ricercatore stesso.

 

 

Art. 54 - Brevetti

 

In  deroga a quanto previsto nell'articolo precedente, lo sfruttamento  di brevetti  su  scoperte  avvenute nel corso  dell'attività  di  lavoro  e/o ricerca  effettuate  per  conto  e  a carico  dell'azienda,  potrà  essere regolato  da  specifici  accordi  tra  l'Azienda  e  il  ricercatore   che stabiliscano le rispettive quote di competenza.

 

 

Art. 55 - Lavoro ciclico

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In  deroga  alla norma generale sui lavoratori a tempo determinato  e  sul limite  posto  ai  rinnovi  dei contratti, le Parti  stabiliscono  che  ai ricercatori  extra-comunitari, assunti con contratto a tempo  determinato, che per mantenere il loro livello di conoscenze necessitino di frequentare ulteriori  corsi  di aggiornamento e/o formazione presso Centri  nei  loro Paesi di origine o in Paesi terzi, potrà, sino ad un massimo di 5 rinnovi, essere  proposto  un  ulteriore contratto a tempo  determinato  che  abbia decorrenza dalla conclusione dei corsi di formazione e/o aggiornamento.

 

 

Titolo X - QUADRI DI DIREZIONE

 

Art. 56 - Declaratoria

 

Al  fine  di  premiare  e  incentivare la  permanenza  nelle  aziende  dei lavoratori con altissima professionalità, le Parti ravvisano l'utilità  di attivare una figura intermedia tra il Quadro e il personale dirigente.

Tale  figura di raccordo tra il personale dipendente e quello dirigenziale è individuata nel Quadro di Direzione.

Questa  qualifica,  sfuggendo alla declaratoria  di  cui  all'art.  3  del presente  contratto, non è contraddistinta dallo svolgimento di specifiche mansioni  o  ruoli  all'interno del ciclo lavorativo  aziendale  ma  dalla libera   valutazione,  effettuata  dalla  azienda,  del  valore   aggiunto apportato dal lavoratore interessato all'interno dell'azienda.

 

 

Art. 57 - Accesso alla qualifica

 

La Qualifica di Quadro di Direzione è attribuita liberamente dalla azienda ai lavoratori che, secondo il suo insindacabile giudizio, abbiano maturato le   competenze   professionali  e  dimostrato   il   loro   impegno   nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Trattandosi di una qualifica meritocratica, non è previsto un tempo minimo di permanenza nella qualifica ovvero nel ruolo.

La nomina deve essere comunicata all'interessato in forma scritta inviando copia dell'atto al CST competente, unitamente alla lettera di accordo  sui contenuti  economici  e/o normativi per i quali  è  prevista  la  modifica migliorativa rispetto al presente contratto collettivo.

In  caso di non adesione alla previsione di cui al successivo art. 15,  la nomina  sarà 'subjudicè sino alla sua avvenuta certificazione  da  parte dell'Ente  bilaterale che lo comunicherà, quale che sia l'esito del  lodo, con raccomandata all'azienda e al Quadro.

 

 

Art. 58 - Minimi retributivi

 

Per  la  Qualifica  di  Quadro di Direzione è richiesta  una  retribuzione minima pari alla paga base prevista per i Quadri maggiorata del 10%.

Nel computo della maggiorazione retributiva non vanno ricompresse le altre voci che normalmente compongono la retribuzione ordinaria, quali, a titolo di  esempio, gli scatti di anzianità, i superminimi aziendali e ogni altra indennità  economica  che  possa  essere  riconducibile  a  contrattazione collettiva/territoriale/aziendale.

 

 

Art. 59 - Contrattazione collettiva di miglior favore

 

Le Parti, ferma restando la liberta di definizione dei contenuti economici e  contrattuali  della  qualifica di Quadro di  Direzione,  intendono  qui rappresentare  come  lo  strumento del CCNL  per  Quadri  di  Direzione  e Dirigenti  sottoscritto il 18.4.03 e integrato dalla Parti sottoscrittrici con  il  Protocollo  aggiuntivo 23.7.04 e con l'Accordo  24.7.04,  sia  da intendersi  quale  basa  certa  e certificata  di  strumento  contrattuale migliorativo.

Pertanto  in  caso di specifico richiamo della normativa  contrattuale  da esso  prevista  non  è  necessaria la certificazione  da  parte  dell'Ente bilaterale.

Nota a verbale.

La  previsione del precedente articolo non esclude, tuttavia,  la  libertà delle  parti:  Azienda  e  lavoratore,  di  individuare  da  soli  o   con l'assistenza  del  CST  e delle OO.SS. firmatarie  analoghi  strumenti  di contrattazione individuale migliorativa.

 

 

Art. 60 - Norme di salvaguardia

 

Le  Parti  convengono che in alcun modo l'attribuzione della qualifica  di Quadro  di Direzione possa essere connessa con la diminuzione di qualsiasi tutela prevista dalla legge o dal presente contratto.

Pertanto  in  caso  di controversie fa sempre fede il  testo  contrattuale applicato nell'Azienda.

 

 

Titolo XI - PERIODO DI PROVA

 

Art. 61 - Periodo di prova

 

La  durata  massima  del periodo di prova non potrà  superare  i  seguenti limiti:

quadri:       giorni 180

livello 1:     giorni 150

livello 2:     giorni 120

livello 3:     giorni  90

livello 4:     giorni  60

livello 5:     giorni  45

livelli 6 e 7:  giorni  30

 

I giorni indicati per i relativi livelli devono intendersi di calendario.

Durante il periodo di prova la retribuzione non potrà essere inferiore  al minimo  contrattuale stabilito per la qualifica attribuita  al  lavoratore stesso.

Nel  corso del periodo di prova il rapporto di lavoro potrà essere risolto in qualsiasi momento, da ambedue le parti, senza preavviso e senza diritto al TFR ad eccezione dei ratei di ferie e 13a mensilità.

Trascorso  il periodo di prova, senza che nessuna delle parti  abbia  dato regolare  disdetta, l'assunzione del lavoratore si intenderà confermata  e il periodo stesso sarà computato nella anzianità di servizio.

 

 

Art. 62 - Sospensione del periodo di prova

 

Per   i   lavoratori  assunti  nei  livelli  4,  5,  6  e  7,  l'eventuale malattia/infortunio, interromperà il computo dei giorni per il periodo  di prova.

 

 

Titolo XII - ORARIO DI LAVORO

 

Art. 63 - Orario di lavoro settimanale

 

La  durata  normale  del  lavoro effettiva per la quasi  generalità  delle aziende commerciali è fissata in 40 ore settimanali.

Per  i  dipendenti  degli  impianti  distribuzione  carburanti  e  per   i lavoratori  con mansioni discontinue o di semplice attesa, ai sensi  della normativa vigente l'orario di lavoro è fissato in 45 ore settimanali.

Le  mansioni alle quali si può applicare le norme di cui al comma predente sono  solo,  e  inderogabilmente, quelle definite nella declaratoria  come lavori di attesa.

Al   datore  di  lavoro  è  consentito  chiedere  prestazioni  giornaliere eccedenti  le  otto ore in misura non superiore alle 2 ore  giornaliere  e alle 12 settimanali.

Per  lavoro  effettivo  si  intende lavoro  che  richiede  un'applicazione assidua e continuativa.

 

 

Art. 64 - Esposizione orario di lavoro

 

Gli orari di lavoro praticati nell'azienda dovranno essere esposti in modo facile  e  visibile, a tutti i dipendenti e devono essere  comunicati,  da parte dell'azienda o del CST, all'Ispettorato del lavoro.

 

 

Titolo XIII - LAVORO STRAORDINARIO

 

Art. 65 - Lavoro straordinario

 

Il  lavoro  straordinario è quello eccedente l'orario  normale  di  lavoro giornaliero o settimanale contrattuale.

Ai  sensi delle vigenti disposizioni legislative, è facoltà del datore  di lavoro   richiedere  prestazioni  d'opera  straordinarie  e  a   carattere individuale nei limiti di 200 ore annue.

Le  maggiorazioni  da  calcolare sulla quota oraria eccedente  la  normale retribuzione sono:

- per le prestazioni di lavoro fino alla 48a ora settimanale il 15%;

- per le prestazioni di lavoro che eccedono la 48a ora settimanale il 20%;

- per  il lavoro straordinario, notturno e festivo, saranno corrisposte al   lavoratore, oltre alla normale retribuzione le maggiorazioni indicate in appresso:

- lavoro straordinario diurno e festivo 20%;

- lavoro straordinario notturno 30%;

- lavoro straordinario notturno festivo 40%.

Le percentuali di cui sopra non sono cumulabili tra loro.

 

 

Art. 66 - Lavoro supplementare

 

Per  lavoro supplementare si intende quello prestato dal lavoratore  part- time  fino al raggiungimento dell'orario di lavoro del personale  a  tempo pieno.

Ai sensi del comma 4, art. 5, legge n. 863/84, sono autorizzate, quando vi sia  accordo  tra  datore di lavoro e lavoratore,  prestazioni  di  lavoro supplementare, rispetto a quello individuale concordato, nella  misura  di 60   ore   annue,   con  riferimento  alle  seguenti  specifiche  esigenze organizzative:

- compilazione  degli  inventari  e  cali   merce,   periodo   di  vendita   pre-natalizio o  di  analoghe  brevi necessità di intensificazione della   attività lavorativa aziendale; - particolari  difficoltà  organizzative derivanti da concomitanti assenze   per malattia o infortunio di altri dipendenti.

Le  ore  di  lavoro supplementare verranno retribuite con la quota  oraria della  retribuzione  di  fatto  e  la  maggiorazione  forfettariamente   e convenzionalmente determinata nella misura del 25%.

Tale  maggiorazione, che non rientra nella retribuzione  di fatto, esclude il  computo  della retribuzione del lavoro supplementare su ogni  istituto differito.  Essa  è  compresa  in  ogni  caso  nella  quota  annua   della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR ai sensi e per gli  effetti del comma 2, art. 2120 CC.

Ferma  restando l'applicabilità della presente norma, mantengono  validità gli accordi aziendali già esistenti.

Saranno  valide  altresì intese a livello aziendale o di unità  che,  alla luce di ulteriori specifiche esigenze organizzative, similari a quelle  di cui  sopra, prevedano quantità superiori a quelle indicate al comma 2  del presente articolo.

 

 

Art. 67 - Registro lavoro supplementare

 

Le  ore  di lavoro supplementare saranno cronologicamente annotate a  cura dell'azienda su apposito registro.

Le   Organizzazioni  sindacali  regionali  o  provinciali  firmatarie  del presente  CCNL  potranno consultarlo o presso la sede dell'azienda  oppure presso la sede del CST competente territorialmente.

Il  registro  di cui al presente articolo può essere sostituito  da  altra idonea  documentazione nelle aziende che abbiano la gestione del personale informatizzata.

 

 

Art. 68 - Registro lavoro straordinario

 

Le  ore di lavoro straordinario saranno cronologicamente annotate, a  cura dell'azienda,  su apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria,  e  che dovrà   essere  esibito  in  visione,  a  richiesta  delle  Organizzazioni sindacali  regionali  e  provinciali, presso la sede  del  CST  competente territorialmente.

Il  registro di cui al precedente capoverso può essere sostituito da altra idonea   documentazione  nelle  Aziende   che   abbiano   la   contabilità informatizzata presso il CST.

La liquidazione del lavoro straordinario dovrà essere effettuata non oltre il mese successivo a quello in cui il lavoro è stato prestato.

Per  quanto  non previsto dal presente contratto in materia di  orario  di lavoro   e   lavoro  straordinario valgono le vigenti  norme  di  legge  e regolamentari.

 

 

Art. 69 - Lavoro ordinario notturno

 

Le  ore  di  lavoro  ordinario prestato di notte - intendendosi  per  tali quelle  effettuate  dalle ore 22 alle 6 del mattino - verranno  retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto maggiorata del 15%.

 

 

Titolo XIV - TELELAVORO

 

Art. 70 - Definizione

 

Si  definisce telelavoro l'attività lavorativa svolta dal dipendente senza la sua presenza fisica all'interno dei locali aziendali.

Non  è  telelavoro lo svolgimento di mansioni che richiedono, per la  loro intrinseca  natura, la presenza del lavoratore fuori dai locali aziendali, quali ad esempio:

- autisti; - operatori di vendita; - lavoratori comandanti presso altre ditte o presso cantieri e/o appalti; - ogni  altra  mansione  che preveda, per il suo svolgimento, una presenza   fisica in un determinato luogo estraneo ai locali aziendali.

 

 

Art. 71 - Campo di applicazione

 

Il telelavoro può essere concesso dalla azienda o richiesto dal lavoratore per  tutte  quelle  mansioni  che non richiedano  o  il  contatto  con  il pubblico/clientela o attività di controllo sul lavoro di altri  dipendenti o  l'accesso  a materiali e/o informazioni che per natura o per  logistica non possono essere posti fuori dalla azienda stessa.

A  titolo  di  semplice  esemplificazione non  è  possibile  concedere  il telelavoro per i dipendenti che occupino le seguenti mansioni:

- personale direttivo, tutto - gestione del personale - cassieri - venditori - impiegati amministrativi preposti al riscontro dei documenti contabili - specializzati nella preparazione degli alimenti - personale ausiliario di vigilanza e controllo - banconisti - ogni altra mansione assimilabile a quelle su esposte

La concessione come l'accettazione della modalità di telelavoro non può in alcun  modo  essere pretesa e il suo rifiuto da parte del  lavoratore  non costituisce motivo legittimo per l'interruzione del rapporto di lavoro.

 

 

Art. 72 - Dotazioni strumentali

 

Le  eventuali dotazioni strumentali necessarie allo svolgimento del lavoro dovranno essere fornite dall'azienda e resteranno di proprietà aziendale.

Gli  oneri  derivanti  dall'uso delle stesse, come ad  esempio  i  consumi telefonici e/o elettrici, saranno oggetto di specifici accordi scritti  da raggiungersi al momento della concessione del telelavoro.

 

 

Art. 73 - Rottura o danneggiamento di dotazioni strumentali

 

In  caso  di  danneggiamento  involontario o  di  guasto  delle  dotazioni strumentali  fornite  al  lavoratore,  lo  stesso  dovrà  darne  immediata comunicazione  all'azienda  che  potrà inviare  presso  il  domicilio  del lavoratore, durante l'orario di lavoro, un proprio tecnico o un tecnico di una  ditta specializzata per verificare il guasto ed operare le necessarie riparazioni/sostituzioni.

Il rifiuto di far accedere un tecnico, ove non configuri comportamenti più gravi, comporterà l'automatica estinzione del rapporto di telelavoro e  il ripristino della normale attività presso la sede aziendale.

 

 

Art. 74 - Furto di dotazioni strumentali

 

In  caso di furto delle dotazioni strumentali fornite dalla azienda per lo svolgimento   del   telelavoro,  il  lavoratore  dovrà   darne   immediata comunicazione  all'azienda  fornendo,  entro  il  termine  di  un   giorno lavorativo  copia della denuncia presentata presso l'autorità  di  Polizia giudiziaria.

 

 

Art. 75 - Orario di lavoro

 

L'orario  di  lavoro  del  dipendente a distanza dovrà  essere  lo  stesso previsto dal contratto.

Viceversa  l'orario di inizio e la pausa di metà giornata potranno  essere oggetto di specifico accordo tra l'azienda e il lavoratore.

L'azienda  potrà, mediante specifiche procedure da concordarsi, richiedere la  prova  dell'avvenuto inizio del lavoro e della  sua  ripresa  dopo  la pausa.

 

 

Art. 76 - Durata

 

L'accordo  tra l'Azienda e il lavoratore interessato a svolgere  i  propri compiti con la modalità di telelavoro dovrà prevedere anche la durata  che potrà essere o a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Nel  caso di accordo a tempo indeterminato ciascuna delle due parti potrà, con  preavviso  di  60 giorni, richiedere la disdetta  dell'accordo  e  il ritorno allo svolgimento presso l'azienda dell'attività lavorativa.

Gli  accordi  a tempo determinato potranno essere disdettati  dall'azienda solo in caso di comprovate motivazioni funzionali/organizzative.

Gli accordi per effettuare il telelavoro sottoscritti da lavoratrici, o da lavoratori  ai sensi della legislazione vigente, per il periodo successivo al  rientro in servizio dopo l'astensione obbligatoria per maternità e con durata  prefissata sino al compimento di 1 anno di vita  del  bambino  non potranno essere disdettati dall'azienda.

 

 

Art. 77 - Sicurezza e prevenzione degli infortuni

 

L'azienda  dovrà farsi rilasciare dal lavoratore, prima dell'inizio  della prestazione con modalità di telelavoro, una dichiarazione in cui lo stesso comunica  di essere a conoscenza delle prescrizioni di sicurezza e  igiene connesse  con  lo  svolgimento del lavoro e con gli  strumenti  che  dovrà utilizzare.

 

 

Art. 78 - Infortuni

 

In caso di infortunio il lavoratore, ai sensi della normativa contrattuale sugli  infortuni, dovrà darne immediata comunicazione all'azienda fornendo una  dettagliata relazione sulle modalità che hanno portato  all'incidente stesso, salvo comprovati impedimenti.

 

 

Art. 79 - S. Patrono

 

Nel  caso  il lavoratore avesse domicilio in un comune diverso  da  quello dell'azienda,  il  giorno di festività connesso con la  solennità  del  S. Patrono resterà sempre quello del comune ove opera l'Azienda.

 

 

Art. 80 - Comunicazione dell'Accordo di telelavoro

 

L'azienda  dovrà  entro il termine di una settimana  dall'attivazione  del telelavoro,  fornirne  comunicazione al CST competente  per  i  soli  fini statistici  sulla  estensione  della applicazione  di  tale  strumento  di flessibilità.

La  comunicazione dovrà fornire i seguenti dati: livello di  inquadramento del  lavoratore, mansione del lavoratore, durata dell'accordo. Nessun dato sensibile dovrà essere inviato al CST competente che quindi non è tenuto a richiedere la liberatoria ai sensi della legge n. 196/03.

 

 

Art. 81 - Ricercatori delocalizzati

 

La  modalità  del telelavoro può essere utilizzata anche per i ricercatori che,  oltre all'attività lavorativa in favore della azienda, continuino  a svolgere  attività  di  studio  o ricerca  presso  centri  universitari  o assimilabili.

In   questa   fattispecie,  se  il  rapporto  di  lavoro   è   stato   sin dall'instaurazione nella modalità del telelavoro l'eventuale sua  modifica potrà avvenire solo con un accordo tra Azienda e lavoratore.

 

 

Art. 82 - Rimando alla normativa

 

Per  tutto  quanto  qui  non previsto si rimanda  al  testo  contrattuale, all'Ente  bilaterale  per  eventuali  controversie  applicative   e   alla legislazione vigente.

 

 

Titolo XV - RIPOSO SETTIMANALE, FESTIVITÀ, FERIE, PERMESSI

 

Art. 83 - Riposo settimanale

 

Il  lavoratore  ha diritto al riposo settimanale nei modi  previsti  dalle vigenti disposizioni legislative in materia.

Il giorno di riposo, generalmente, coincide con la domenica, ma può cadere anche  in  giorno  diverso  e  attuato per  turno  come  per  le  attività stagionali, quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponde ad esigenze  tecniche  o  di pubblica utilità, quelle  rivolte  a  soddisfare direttamente i bisogni del pubblico, i lavori di manutenzione,  pulizia  e riparazione degli impianti, la compilazione dell'inventario e del bilancio annuale.

 

 

Art. 84 - Festività nazionali

 

Le festività che dovranno essere retribuite sono le seguenti: festività nazionali:

- 25 aprile (ricorrenza della Liberazione)

- 1 maggio (festa del Lavoro)

- 2 giugno (festa della Repubblica)

festività infrasettimanali:

- 1 gennaio (Capodanno)

- 6 gennaio (Epifania)

- lunedì dopo Pasqua

- 15 agosto (Assunzione)

- 1 novembre (Ognissanti)

- 8 dicembre (Immacolata Concezione)

- 25 dicembre (Natale)

- 26 dicembre (S. Stefano)

La solennità del S. Patrono del Comune dove ha sede l'impresa.

Le  ore  di  lavoro  prestate, nei giorni festivi sopraindicati,  dovranno essere compensate come lavoro straordinario festivo.

 

 

Art. 85 - Ferie

 

Il personale di cui al presente contratto ha diritto a un periodo di ferie annuali nella misura di 26 giornate.

Le ferie sono irrinunciabili.

Le ferie non potranno essere frazionate in più di 3 periodi.

Compatibilmente  con le esigenze dell'azienda e quelle  dei  lavoratori  è facoltà  del  datore di lavoro stabilire un periodo  di  ferie  pari  a  2 settimane nei periodi di meno affluenza da parte dei consumatori.

Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il lavoratore durante  il  periodo di ferie, fermo restando il diritto del lavoratore  a completare  detto  periodo in epoca successiva e il  diritto  al  rimborso delle spese sostenute.

Le  ferie  non  potranno  avere  inizio  né  di  domenica,  né  di  giorno antecedente  la  domenica, né tanto meno nel giorno festivo  e  in  quello antecedente il giorno festivo ad eccezione dei turni aventi inizio il 1o o il 16o giorno del mese.

In  caso  di  licenziamento o dimissioni spetteranno al  lavoratore  tanti 12simi  del periodo di ferie al quale ha diritto per quanti sono  stati  i mesi di effettivo servizio prestato nell'anno.

 

 

Art. 86 - Permessi

 

Durante  l'orario  di lavoro il lavoratore non potrà lasciare  il  proprio posto  senza  giustificato motivo e non potrà uscire dalla  azienda  senza essere autorizzato.

Su richiesta, saranno eventualmente concessi brevi permessi.

 

 

Titolo XVI - CONGEDO MATRIMONIALE - SERVIZIO MILITARE

 

Art. 87 - Congedo matrimoniale

 

Al  lavoratore  non in prova sarà concesso in occasione del matrimonio  un periodo di congedo matrimoniale della durata di 15 giorni consecutivi.

Durante  tale  periodo il lavoratore dipendente avrà diritto alla  normale retribuzione di fatto mensile.

La  richiesta  di congedo deve essere avanzata dal lavoratore  salvo  casi eccezionali, con un anticipo di 10 giorni.

La  celebrazione dovrà essere documentata con il certificato di matrimonio entro 30 giorni successivi al termine del periodo di congedo.

 

 

Art. 88 - Servizio militare

 

In  caso  di  chiamata alle armi, obblighi di leva, di servizio  civile  o richiamo alle armi si fa riferimento alle leggi in vigore.

Il  lavoratore, entro 30 giorni dal congedo, deve porsi a disposizione del datore  di  lavoro  per riprendere servizio; in mancanza,  il  rapporto  è risolto.

Il  periodo  trascorso  durante il periodo  di  leva  va  computato  nella anzianità di servizio a soli effetti dell'anzianità.

I periodi di servizio militare per ferma volontaria risolve il rapporto di lavoro senza il diritto al riconoscimento dei benefici di cui sopra, per i periodi eccedenti la durata normale del servizio di leva.

 

 

Titolo XVII - MISSIONI E TRASFERIMENTI

 

Art. 89 - Missioni

 

Al  lavoratore  in  trasferta oltre al rimborso dell'importo  delle  spese viaggio e di altre, eventualmente, sopportate per conto della ditta, dovrà essere corrisposta una diaria giornaliera da determinarsi direttamente tra datore di lavoro e dipendente.

Se  al  lavoratore verranno attribuite mansioni comportanti  l'impiego  di mezzi  di  locomozione  tali  mezzi  e relative  spese  saranno  a  carico dell'azienda.

Nota a verbale.

Le  parti  demandano ad un successivo esame da parte dell'Ente  bilaterale l'individuazione di eventuali diversi trattamenti per missioni o trasferte caratterizzate  da  oggettivi disagi o frequenze  ricorrenti  oltre  i  24 eventi annui.

 

 

Art. 90 - Trasferimenti

 

I trasferimenti di residenza danno diritto alle seguenti indennità:

(a) al lavoratore che non sia capofamiglia:

 

(1) il rimborso della spesa effettiva di viaggio per la via più breve;

(2) il  rimborso  della spesa effettiva per il trasporto del mobilio e del bagaglio;

 (3) il  rimborso  della eventuale perdita di pigione qualora non sia stato possibile  sciogliere  la  locazione  o  far luogo al subaffitto; tale rimborso va corrisposto per un massimo di 6 mesi;

(4) una  diaria  nella  misura  fissata  per  il  personale   in  missione temporanea pari  a  quella  prevista  dal precedente art. 89 ovvero un  rimborso  a piè  di  lista  con  le  modalità  indicate   nello stesso articolo;

 

(b) al  lavoratore  che  sia  capofamiglia e cioè abbia famiglia propria o conviva con parenti verso cui abbia obblighi di alimenti:

 

(1) il rimborso delle spese effettive di viaggio per la via più breve per sé e per le persone di famiglia;

(2) il  rimborso  delle spese effettive per il trasporto del mobilio e del  bagaglio per sé e per le persone di famiglia;

(3) il  rimborso  della  eventuale  perdita  di  pigione ove non sia stato possibile  sciogliere  la  locazione  o  dar luogo al subaffitto; tale rimborso va corrisposto per un massimo di 6 mesi;

(4) una  diaria  nella  misura  fissata  per  il  personale   in  missione temporanea, per sé e per ciascun convivente  a  carico;  per  i  figli  conviventi  a  carico  la  diaria  è  ridotta a 3/5. In luogo di detta     diaria  il  datore  di  lavoro  può corrispondere il rimborso a piè di lista  delle spese di vitto e alloggio sostenute dal lavoratore per sé e per i familiari a carico componenti il nucleo familiare.

Le diarie o i rimborsi di cui al presente articolo saranno corrisposti per il tempo strettamente necessario al  trasloco.

Quando  il  trasferimento  comporta anche il  trasporto  del  mobilio,  il lavoratore  avrà  diritto a percepire le diarie o i  rimborsi  di  cui  al presente articolo fino a 8 giorni dopo l'arrivo del mobilio.

Il  trasferimento dei lavoratori con responsabilità di direzione esecutiva che  determini  il cambiamento di residenza verrà di norma comunicato  per iscritto  agli  interessati con un preavviso di 45  giorni  ovvero  di  70 giorni per coloro che abbiano familiari a carico.

In  tali   ipotesi,  ai  lavoratori  di  cui  al   comma  precedente  sarà riconosciuto, per un periodo massimo di 9 mesi, il rimborso dell'eventuale differenza del canone effettivo di locazione per un alloggio dello  stesso tipo di quello occupato nella località di provenienza.

 

 

Art. 91 - Disposizioni per i trasferimenti

 

A  norma dell'art. 13, legge 20.5.70 n. 300, il lavoratore non può  essere trasferito  da  una  unità aziendale ad un'altra  se  non  per  comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Il personale trasferito avrà diritto, in caso di successivo licenziamento, al  rimborso delle spese per il ritorno suo e della sua famiglia nel luogo di  provenienza,  purché  il  rientro sia  effettuato  entro  6  mesi  dal licenziamento, salvo i casi di forza maggiore.

 

 

Titolo XVIII - SOSPENSIONE DAL LAVORO

 

Art. 92 - Sospensione del lavoro

 

In  caso  di  sospensione dal lavoro per fatto dipendente  dal  datore  di lavoro  e,  indipendente dalla volontà del lavoratore,  il  lavoratore  ha diritto alla retribuzione di fatto per tutto il periodo della sospensione.

La  norma  di cui al precedente comma non si applica nel caso di pubbliche calamità,  eventi atmosferici straordinari, casi di forza  maggiore  a  da scioperi.

 

 

Titolo XIX - ANZIANITÀ DI SERVIZIO

 

Art. 93 - Aumenti per anzianità

 

L'anzianità di servizio decorre dalla data di assunzione, quali che  siano le mansioni svolte.

Gli  importi dovuti dagli scatti di anzianità saranno pagati dal 1o giorno del mese successivo a quello di maturazione del biennio.

Gli aumenti periodici sono pari a quelli riportati nella tabella seguente

 

 

Livello

Importo

Quadri

30,00

1

28,00

2

25,00

3

23,00

4

21,00

5

20,00

6

19,00

7

17,00

 

 

Art. 94 - Anzianità convenzionale

 

Si  richiamano  le vigenti normative di legge per tutti i lavoratori  che, appartenendo  alle  categorie  previste  dal  legislatore,   si   vedranno riconosciuta la maggiorazione di anzianità convenzionale.

 

 

Titolo XX - CONGEDI - DIRITTO ALLO STUDIO

 

Art. 95 - Congedi retribuiti

 

In  casi  speciali e giustificati il datore di lavoro potrà  concedere  in qualunque epoca dell'anno congedi retribuiti con facoltà di dedurli  dalle ferie annuali.

Ai lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, e che, in base alla legge 20.5.70 n. 300 hanno diritto  ad usufruire  di  permessi  giornalieri retribuiti, le  Aziende  concederanno altri  5  giorni   retribuiti, pari a 40 ore lavorative all'anno,  per  la relativa preparazione.

I   permessi  di  cui  al  precedente  comma  saranno  retribuiti   previa presentazione  della  documentazione  ufficiale  degli   esami   sostenuti (certificati, dichiarazioni, libretti e ogni altro idoneo mezzo di prova).

 

 

Art. 96 - Diritto allo studio

 

Al  fine  di  contribuire al miglioramento culturale e  professionale  dei lavoratori  del  settore,  le  Aziende  concederanno,  nei  casi  e   alle condizioni  di cui ai successivi commi, permessi retribuiti ai  lavoratori non   in   prova  che  intendono  frequentare  corsi  di  studio  compresi nell'ordinamento scolastico, svolti presso istituti pubblici costituiti in base  alla  legge  31.12.62 n. 1859, o riconosciuti  in  base  alla  legge 19.1.42  n.  86, nonché corsi regolari di studio per il conseguimento  del diploma  di scuola secondaria superiore e per il conseguimento di  diplomi universitari o di laurea.

I lavoratori potranno richiedere permessi retribuiti per un massimo di 150 ore 'pro capitè in un triennio e nei limiti di un monte ore globale  per tutti  i  dipendenti dell'unità produttiva che sarà determinato all'inizio di  ogni  triennio moltiplicando le 150 ore per un fattore pari al  decimo del  numero totale dei dipendenti occupati nella unità produttiva  a  tale data.

Le    ore  di  permesso,  da  utilizzare  nell'arco  del  triennio,   sono usufruibili anche in un solo anno.

I  lavoratori  che  potranno  assentarsi  contemporaneamente  dalla  unità produttiva  per frequentare i corsi di studio non dovranno superare il  2% della forza occupata alla data di cui al precedente comma.

Nelle  aziende  che occupano da 30 a 49 dipendenti i permessi  di  cui  al presente  articolo  sono comunque riconosciuti a un  solo  lavoratore  nel corso dell'anno.

In  ogni  unità  produttiva  e nell'ambito di  questa,  per  ogni  singolo reparto,  deve  essere  comunque garantito lo  svolgimento  della  normale attività. Il lavoratore che chiederà di assentarsi con permessi retribuiti ai  sensi  del presente articolo dovrà specificare il corso di  studio  al quale  intende  partecipare  che dovrà comportare  l'effettiva  frequenza, anche  in ore non coincidenti con l'orario di lavoro, a un numero  di  ore doppio di quelle chieste come permesso retribuito.

A  tal  fine il lavoratore interessato dovrà presentare la domanda scritta all'azienda  nei termini e con le modalità che saranno concordate  con  il datore  di  lavoro.  Tali  termini, di norma,  non  saranno  inferiori  al trimestre.

Qualora  il  numero dei richiedenti sia tale da comportare il  superamento della media annua del monte ore triennale e determini comunque l'insorgere di  situazioni contrastanti con le condizioni di cui ai commi 3  e  5  del presente articolo, la direzione aziendale, d'accordo con la rappresentanza sindacale ove esistente nell'azienda, e fermo restando quanto previsto  ai precedenti commi 3 e 5, provvederà a ridurre proporzionalmente  i  diritti individuali sul monte ore complessivo in base ai criteri obiettivi (quali: età,  anzianità di servizio, caratteristiche dei corsi di studio)  per  la identificazione  dei beneficiari dei permessi e della relativa  misura  di ore assegnabili a ciascuno.

I  lavoratori dovranno fornire all'azienda un certificato di iscrizione al corso  e  successivamente certificati  mensili di effettiva frequenza  con identificazione delle ore relative.

Dei  permessi  di cui al comma 2 potranno altresì usufruire  i  lavoratori extra-comunitari   per  la  partecipazione  a  corsi  di   scolarizzazione dedicati,  organizzati da istituti e/o enti pubblici, con i  limiti  e  le modalità di cui ai commi precedenti.

È  demandato alle Organizzazioni territoriali aderenti alle Organizzazioni nazionali  contraenti di svolgere congiuntamente le azioni  più  opportune affinché dagli organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo  le  finalità di cui al primo comma, favoriscano l'acquisizione di   più   elevati   valori   professionali  e  siano   appropriati   alle caratteristiche dell'attività commerciale.

 

 

Titolo XXI - GRAVIDANZA E PUERPERIO

 

Art. 97 - Astensione dal lavoro della lavoratrice

 

Durante  lo  stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto  di astenersi dal lavoro:

(a) per  i  2  mesi  precedenti  la  data  presunta del parto indicata nel     certificato medico di gravidanza;

(b) per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto     stesso;

(c) per i 3 mesi dopo il parto;

(d) per  un  ulteriore  periodo di 6 mesi (facoltativo) dopo il periodo di     cui alla lett. c).

Il  godimento  dei  periodi  di cui alle lett.  a)  e  c),  può,  mediante presentazione  di  idonea  certificazione  medica  del  SSN,  essere  così diversamente articolato:

(a) per  il  mese  precedente  la  data  presunta  del  parto indicata dal     certificato medico di gravidanza; (b) per i 4 mesi dopo il parto.   La  lavoratrice  ha  diritto alla conservazione del  posto  per  tutto  il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento  di  1 anno di età del bambino, salvo eccezioni previste  dalla legge   (licenziamento   per   giusta  causa,  cessazione  della  attività dell'azienda,  ultimazione della prestazione per la quale  la  lavoratrice era  stata  assunta, cessazione del rapporto di lavoro  per  scadenza  del termine per il quale era stato stipulato, esito negativo della prova).

Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza  e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del  periodo in cui opera il divieto, ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di  lavoro  mediante presentazione, entro 90 giorni dal licenziamento,  di idonea certificazione  dalla quale  risulti  l'esistenza,  all'epoca   del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano.

Ai  sensi  dell'art.  4, DPR 25.11.76 n. 1026, la mancata  prestazione  di lavoro  durante  il  periodo  di tempo intercorrente  tra  la  data  della cessazione  effettiva  del  rapporto di lavoro e  la  presentazione  della certificazione non dà luogo a retribuzione. il periodo stesso  è  tuttavia computato  nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti  relativi  alle ferie, alle mensilità supplementari e al TFR.

In caso di malattia prodotta dallo stato di gravidanza nei mesi precedenti il periodo di divieto di licenziamento, il datore di lavoro è obbligato  a conservare  il posto alla lavoratrice alla quale è applicabile il  divieto stesso.

I  periodi  di astensione obbligatoria dal lavoro indicati alle lett.  a), b),  c),  devono essere computati nella anzianità di servizio a tutti  gli effetti  contrattualmente  previsti,  compresi  quelli  relativi alla  13a mensilità, alle ferie e al TFR.

Il  periodo di assenza facoltativa di cui alla lett. d) è computato  nella anzianità  di  servizio esclusi gli effetti relativi alle  ferie,  e  alle mensilità supplementari.

Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice ha diritto  ad  una  indennità pari rispettivamente all'80% e  al  30%  della retribuzione,  posta a carico dell'INPS dall'art. 74,  legge  23.12.78  n. 833,  secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro  ai sensi dell'art. 1, legge 29.2.80 n. 33. L'importo anticipato dal datore di lavoro  è posto a conguaglio con i contributi dovuti all'INPS, secondo  le modalità di cui agli artt. 1 e 2, legge 29.2.80 n. 33.

Nei  confronti delle lavoratrici assunte a tempo determinato per i  lavori stagionali, l'INPS provvede direttamente al pagamento delle prestazioni di maternità agli aventi diritto, ai sensi del comma 6, art. 1, legge 29.2.80 n. 33.

Nei  confronti  delle lavoratrici che abbiano adottato bambini  o  che  li abbiano  ottenuti in affidamento preadottivo si applica  l'art.  6,  legge 9.12.77 n. 903.

 

 

Art. 98 - Astensione dal lavoro del lavoratore

 

Il diritto di cui alla lett. c), comma 1, art. 97, è riconosciuto anche al padre  lavoratore  ai  sensi e per gli effetti di cui  all'art.  7,  legge 9.12.77  n. 903, e sue successive modificazioni, alle condizioni  previste nello  stesso articolo, nonché in applicazione della sentenza della  Corte Costituzionale  n. 1 del 19.1.87, ove l'assistenza della madre  al  minore sia divenuta impossibile per decesso o grave infermità.

Il  diritto  di  cui alla lett. d), comma 1, art. 42, è  riconosciuto,  in alternativa alla madre, al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti  di cui  all'art.  7,  legge  9.12.77 n. 903, alle condizioni  previste  nello stesso articolo.

 

 

Art. 99 - Permessi per assistenza

 

Il  datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madre, durante il 1o anno  di  vita del bambino, 2 periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata il riposo. Quando l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo diviene uno solo.

Il  diritto di cui al comma precedente è riconosciuto in alternativa  alla madre,  al  padre lavoratore, in applicazione della sentenza  della  Corte Costituzionale n. 179 del 21.2.93.

La concessione dei riposi giornalieri al padre lavoratore è subordinata in ogni  caso all'esplicito consenso scritto della madre. Inoltre, il diritto ai  riposi giornalieri retribuiti non può esercitarsi durante i periodi in cui  il padre lavoratore o la madre lavoratrice godano già dei periodi  di astensione  obbligatoria  o di assenza facoltativa  o  quando,  per  altre cause, l'obbligo della prestazione lavorativa sia interamente sospeso.

I  periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di  1  ora ciascuno  e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata  del lavoro,   essi   comportano  il  diritto  della  lavoratrice   ad   uscire dall'azienda.

Per detti riposi è dovuta dall'INPS un'indennità pari all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi.

L'indennità  è  anticipata dal datore ed è portata a  conguaglio  con  gli importi  contributivi dovuti all'ente assicuratore, ai sensi dell'art.  8, legge 9.12.77 n. 903.

I  riposi  di cui ai precedenti commi sono indipendenti da quelli previsti dagli  artt. 18 e 19, legge 26.4.34 n. 635, sulla tutela del lavoro  delle donne.

La  lavoratrice ha diritto, altresì, ad assentarsi dal lavoro  durante  le malattie  del  bambino di età inferiore a 3 anni, dietro presentazione  di certificato medico.

Il  diritto di cui al comma precedente è riconosciuto, in alternativa alla madre, al padre lavoratore, ferme restando le condizioni e le modalità  di godimento di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903.

I periodi di assenza di cui al penultimo e terzultimo comma sono computati nell'anzianità  di servizio, esclusi gli effetti relativi  alle  ferie  ed alle  mensilità supplementari, ai sensi dell'art. 7, ultimo  comma,  legge 30.12.71 n 1204, e al TFR.

 

 

Art. 100 - Normativa

 

La  lavoratrice in stato di gravidanza è tenuta ad esibire  al  datore  di lavoro  il certificato rilasciato da un ufficiale sanitario o da un medico del SSN e il datore di lavoro è tenuto a darne ricevuta.

Per  usufruire  dei  benefici connessi con il  parto  e  il  puerperio  la lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro, entro il  15o  giorno successivo  al  parto,  il certificato di nascita del  bambino  rilasciato dall'Ufficio di stato civile oppure il certificato di assistenza al parto, vidimato  dal  sindaco, previsto dal RDL 15.10.36 n.  2128.  Nel  caso  di dimissioni presentate durante il periodo antecedente il parto  per  cui  è previsto il divieto di licenziamento la lavoratrice ha diritto al TFR e ad un'indennità  pari  a  quella spettante in caso di  preavviso  secondo  le modalità previste dall'art. 154.

Ai  sensi della legge 31.3.54 n. 90, per le festività cadenti nel  periodo di  assenza  obbligatoria  e  facoltativa, la  lavoratrice  ha  diritto  a un'indennità integrativa di quella a carico dell'INPS, da corrispondersi a carico  del  datore  di lavoro in modo da raggiungere complessivamente  il 100%  della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui  all'art. 123.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di gravidanza  e puerperio valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.

 

 

Titolo XXII - MALATTIE E INFORTUNI

 

Art. 101 - Malattia

 

Nell'ambito  della normativa del SSN il datore di lavoro ha  l'obbligo  di rilasciare   ai    propri   dipendenti,   all'atto   dell'assunzione,   la certificazione  eventualmente  prescritta dalle  vigenti  disposizioni  di legge  o di regolamento ai fini della iscrizione del lavoratore stesso  al SSN.

 

 

Art. 102 - Normativa

 

Salvo  il  caso di giustificato e comprovato impedimento e fermi  restando gli  obblighi di cui al successivo art. 51, il lavoratore ha l'obbligo  di dare immediata notizia della propria malattia al datore di lavoro; in caso di  mancata  comunicazione, trascorso  un giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza  stessa  sarà  considerata ingiustificata,  con  le  conseguenze previste dagli artt. 136 e 139 del presente contratto.

Il  lavoratore ha l'obbligo di presentarsi in servizio alla data  indicata dal  certificato  del  medico curante ovvero,  laddove  siano  esperiti  i controlli sanitari previsti, alla data indicata dal certificato del medico di   controllo;   in   caso  di  mancata  presentazione   o   di   ritardo ingiustificato,  il  rapporto  di lavoro si  intenderà  risolto  di  pieno diritto con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 154 e 155  del presente contratto.

Nella   ipotesi  di  continuazione  della  malattia,  salvo  il  caso   di giustificato e comprovato impedimento, il lavoratore ha l'obbligo di  dare immediata  notizia della continuazione stessa all'azienda da cui  dipende; in  caso  di  mancata  comunicazione,  trascorso   un  giorno  dall'inizio dell'assenza,  l'assenza stessa sarà considerata   ingiustificata  con  le conseguenze previste dagli artt. 136 e 139 del presente contratto.

Ai  sensi dell'art. 5, legge 20.5.70 n. 300, il datore di lavoro o chi  ne fa  le  veci  ha diritto di far effettuare il controllo delle assenze  per infermità  di  malattia  attraverso  i servizi  ispettivi  degli  Istituti competenti nonché dai medici dei Servizi sanitari indicati dalla  Regione. Il  datore  di  lavoro o chi ne fa le veci ha inoltre la  facoltà  di  far controllare l'idoneità fisica del lavoratore da parte di enti  pubblici  e istituti specializzati di diritto pubblico.

 

 

Art. 103 - Obblighi del lavoratore

 

Il  lavoratore  assente per malattia è tenuto a rispettare scrupolosamente le   prescrizioni  mediche  inerenti  la  permanenza  presso  il   proprio domicilio.

Il  lavoratore è altresì tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10  alle  12 e dalle ore 17 alle 19, al fine di consentire l'effettuazione delle visite di controllo, richieste dal datore di lavoro.

Nel  caso in cui a livello nazionale o territoriale le visite di controllo siano  effettuate  a  seguito  di  un provvedimento  amministrativo  o  su decisione dell'Ente preposto ai controlli di malattia, in orari diversi da quelli  indicati al comma 2 del presente articolo, questi  ultimi  saranno adeguati ai nuovi criteri organizzativi.

Salvo  i  casi  di giustificata e comprovata necessità di  assentarsi  dal domicilio per le visite, le prestazioni, gli accertamenti specialistici  e le  visite ambulatoriali di controllo e salvo i casi di forza maggiore dei quali  ultimi  il  lavoratore  ha  l'obbligo  di  dare  immediata  notizia all'azienda  da  cui dipende, il mancato rispetto da parte del  lavoratore dell'obbligo  di  cui al comma 2 del presente articolo  comporta  comunque l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638, comma 14, nonché l'obbligo dell'immediato rientro in azienda.

In caso di mancato rientro, l'assenza sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste dagli artt. 147 e 150 del presente contratto.

 

 

Art. 104 - Periodo di comporto

 

Durante  la  malattia,   il  lavoratore non  in   prova  ha  diritto  alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni  in  un  anno solare,  trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore  di  lavoro potrà  procedere al licenziamento con la corresponsione di quanto previsto dagli  artt.  154 e 155 del presente contratto, salvo quanto disposto  dal successivo art. 110.

Il  periodo  di  malattia è considerato utile ai fini  del  computo  delle indennità di preavviso e di licenziamento.

Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato  le norme  relative alla conservazione del posto e al trattamento  retributivo di  cui al successivo articolo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso.

 

 

Art. 105 - Trattamento economico di malattia

 

Durante  il  periodo  di malattia, previsto dall'articolo  precedente,  il lavoratore avrà diritto alle normali scadenze dei periodi di paga:

 

(a) a  una  indennità  pari  al  50%  della retribuzione giornaliera per i     giorni  di  malattia  dal  4o  al  20o e pari a 2/3 della retribuzione     stessa  per  i  giorni  di  malattia  dal  21o  in poi, posta a carico     dell'INPS  ai  sensi  dell'art. 74, legge 23.12.78  n. 833, secondo le     modalità  stabilite  per  i  dipendenti  del   settore   terziario,  e     anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 1, legge 29.2.80 n.     33. L'importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con     i  contributi dovuti all'INPS, secondo le modalità di cui agli artt. 1     e 2, legge 29.2.80 n.33;

 

(b) a una integrazione dell'indennità a carico dell'INPS da corrispondersi     dal  datore  di  lavoro,  a  suo  carico,  in  modo   da   raggiungere     complessivamente le seguenti misure:

(1) 100% per i primi 3 giorni (periodo di carenza);

(2) 75% per i giorni dal 4o al 20o;

(3) 100%  per i giorni dal 21o in poi della retribuzione giornaliera netta     cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento     del  rapporto. 

 

Per  retribuzione  giornaliera  si  intende  la  quota     giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 123.

Al fine della percezione delle indennità economiche relative al periodo di malattia  il lavoratore è tenuto - ai sensi dell'art. 2, legge 29.2.80  n. 33 - a recapitare o a trasmettere a mezzo raccomandata a/r, entro 2 giorni dal rilascio da parte del medico curante, l'attestazione sull'inizio e  la durata presunta della malattia, nonché i successivi certificati in caso di ricaduta o continuazione della malattia.

Al momento della risoluzione del rapporto, il datore di lavoro è obbligato a  rilasciare una dichiarazione di responsabilità dalla quale  risulti  il numero  di  giornate di malattia indennizzate nel periodo precedente  alla data di risoluzione del rapporto dell'anno di calendario in corso.

Le  indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute se l'INPS  non corrisponde  per  qualsiasi motivo l'indennità di cui alla  lett.  a)  del presente articolo; se l'indennità stessa è corrisposta dall'INPS in misura ridotta  il  datore  di  lavoro non è tenuto  ad  integrare  la  parte  di indennità non corrisposta dall'Istituto.

Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute nei casi di cui ai successivi artt. 107 e 111.

 

 

Art. 106 - Infortunio

 

Così  come  previsto dal D.lgs. n. 626/94 e successive  modificazioni,  il datore di lavoro è obbligato dall'art. 4, comma O del succitato decreto  a tenere  un   registro  nel   quale  sono  annotati  cronologicamente   gli infortuni  sul lavoro che comportano una assenza dal lavoro  di  almeno  1 giorno.

Per la copertura assicurativa dei lavoratori da infortuni sul lavoro e  le malattie professionali le Aziende sono tenute ad assicurare presso l'INAIL i propri dipendenti, secondo la normativa vigente.

Il  lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio,  anche di  lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore  abbia trascurato di ottemperare all'obbligo predetto e il datore di lavoro,  non essendo  venuto altrimenti a conoscenza dell'infortunio, non abbia  potuto inoltrare  la  prescritta denuncia all'INAIL, il datore  di  lavoro  resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso. Il presentarsi di questa fattispecie costituisce violazione del successivo art. 134.

Per la conservazione del posto e per la risoluzione del rapporto di lavoro valgono le stesse norme di cui agli artt. 104 e 110.

 

 

Art. 107 - Trattamento economico di infortunio

 

Ai sensi dell'art. 73, DPR 30.6.65 n. 1124, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere una intera quota giornaliera della retribuzione di fatto  di cui all'art. 123 per la giornata in cui avviene l'infortunio.

A  decorrere  dal  1o  giorno successivo a quello  dell'infortunio,  verrà corrisposta  dal  datore  di lavoro al lavoratore  assente  per  inabilità temporanea  assoluta derivante da infortunio sul lavoro, una  integrazione dell'indennità  corrisposta dall'INAIL fino a raggiungere complessivamente le seguenti misure:

(1) 60% per i primi 3 giorni (periodo di carenza);

(2) 75%  per  i  giorni dal 4o in poi della retribuzione giornaliera netta     cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento     del  rapporto.  Per  retribuzione  giornaliera  si  intende  la  quota     giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 123.

L'indennità  a  carico del datore di lavoro non è dovuta  se  l'INAIL  non corrisponde per qualsiasi motivo l'indennità prevista dalla legge.

 

 

Art. 108 - Quota giornaliera per malattia e infortunio

 

Durante  i  periodi  di malattia e infortunio la quota  giornaliera  della retribuzione  di  fatto  di  cui  all'art.  123  stante  la   sua   natura integrativa, si ottiene applicando i criteri adottati da INPS e INAIL.

 

 

Art. 109 - Festività

 

Ai  sensi della legge 31.3.54 n. 90, per le festività cadenti nel  periodo di  malattia  o  infortunio,  il lavoratore ha  diritto  a  una  indennità integrativa  di  quella  a carico rispettivamente  di  INPS  e  INAIL,  da corrispondersi  a  carico del datore di lavoro,  in  modo  da  raggiungere complessivamente il 100% della retribuzione di fatto di cui all'art. 123.

 

 

Art. 110 - Aspettativa non retribuita per malattia e infortunio

 

Nei  confronti  dei  lavoratori ammalati   o  infortunati  sul  lavoro  la conservazione  del  posto,  fissata nel  periodo  massimo  di  giorni  180 rispettivamente  dagli  artt.  104 e 106   del  presente  contratto,  sarà prolungata,  a  richiesta  del lavoratore, per  un  ulteriore  periodo  di aspettativa  non  retribuita e non superiore a 120 giorni alla  condizione che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici.

I  lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di  cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata r/r prima  della scadenza del 180o giorno di assenza per malattia o infortunio e firmare espressa accettazione della suddetta condizione.

Il  datore  di  lavoro darà riscontro alla richiesta di cui al  precedente comma, comunicando per iscritto la scadenza del periodo di aspettativa.

Al  termine del periodo di aspettativa il datore di lavoro potrà procedere al  licenziamento  ai sensi del precedente art. 104; il periodo  stesso  è considerato  utile   ai  fini dell'anzianità   di  servizio   in  caso  di prosecuzione del rapporto.

 

 

Art. 111 - Tubercolosi

 

I  lavoratori  affetti  da tubercolosi, che siano ricoverati  in  Istituti sanitari  o  Case di cura a carico dell'assicurazione obbligatoria  TBC  o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a 18 mesi dalla data di sospensione  del lavoro  a  causa  della malattia tubercolare. Nel caso di  dimissione  per dichiarata  guarigione, prima della scadenza di  14  mesi  dalla  data  di sospensione  predetta, il diritto alla conservazione  del  posto  sussiste fino a 4 mesi successivi alla dimissione stessa.

Per  le   aziende  che  impiegano   più di  15   dipendenti  l'obbligo  di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a 6 mesi dopo  la  data di  dimissione  dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione,  ai  sensi dell'art. 9, legge 14.12.70 n. 1088.

Il  diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l'inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia.  In caso  di  contestazione  il  merito  all'idoneità  stessa  decide  in  via definitiva  il Direttore del Presidio sanitario antitubercolare assistito, a  richiesta,  da  sanitari  indicati dalle parti  interessate,  ai  sensi dell'ultimo comma dell'art. 10, legge 28.2.53 n. 86.

Tanto  nei casi di ricovero in luogo di cura, quanto negli altri casi,  al lavoratore    affetto   da   malattia   tubercolare   sarà    riconosciuto nell'anzianità di servizio un periodo massimo di 180 giorni.

 

 

Art. 112 - Rimando alla vigente normativa

 

Per  quanto  non previsto dal presente contratto in materia di malattia  e infortuni valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.

 

 

Titolo XXIII - PART-TIME TEMPORANEO PER MALATTIA O ASSISTENZA

 

Art. 113 - Definizione

 

Nell'ottica  di  facilitare  il  superamento  di  specifici   momenti   di difficoltà  da parte del lavoratore, le Parti stipulanti il presente  CCNL hanno inteso definire uno strumento che riducendo il carico di lavoro,  in via  temporanea,  faciliti  il  successivo  reinserimento  del  lavoratore colpito o da malattia o da gravi emergenze familiari.

A  tal  fine  le  Parti  hanno  individuato nel  part-time  temporaneo  lo strumento più rispondente ai su esposti obiettivi.

Le Parti riconfermano che, salvo la durata temporale, i rapporti di lavoro regolati  dal  presente titolo sono in tutto e per  tutto  assimilabili  a quelli  definiti  e normati nella fattispecie del part-time  dal  presente CCNL.

 

 

Art. 114 - Durata temporale del part-time temporaneo

 

I  lavoratori  potranno richiedere la riduzione temporanea dell'orario  di lavoro  per periodi di 3 o 6 mesi, rinnovabili a richiesta del lavoratore, sino ad un massimo di 36 mesi - cumulabili anche in diverse richieste  non tutte cronologicamente collegate.

Tutte  le  comunicazioni  inerenti  la  richiesta  della  riduzione  e  le eventuali sue proroghe andranno effettuate mediante raccomandata r/r.

 

 

Art. 115 - Beneficiari

 

Possono utilizzare il part-time temporaneo tutti i lavoratori assunti  con contratto a tempo indeterminato, che rientrino nelle seguenti categorie:

- malati oncologici - assistenza agli anziani - genitore o tutore legale di minore di anni 3 - genitore o tutore legale di minore di anni 14 portatore di handicap

 

Art. 116 - Malati oncologici

 

Per   malati  oncologici  si  intendono  i  lavoratori,  assunti  a  tempo indeterminato, che risultino affetti da malattie oncologiche e che dopo la prima  fase di cure necessitino o di un periodo di minore stress da lavoro o  di  effettuare  cicli di cure successive atte a garantire  la  completa guarigione.

Per  la  richiesta del part-time temporaneo il lavoratore  dovrà  produrre idonea  documentazione rilasciata dal Centro sanitario che lo ha in  cura; nella  documentazione non dovranno essere riportate da parte dei  sanitari altre indicazioni salvo quella di affezione oncologica.

 

 

Art. 117 - Assistenza anziani

 

Per assistenza ad anziani conviventi, si intendono i lavoratori, assunti a tempo  indeterminato,  che convivano con anziani - legati  da  vincolo  di parentela - che risultino non più autosufficienti.

Per  la  richiesta del part-time temporaneo il lavoratore  dovrà  produrre idonea documentazione rilasciata dal Centro sanitario che ha in assistenza l'anziano    e    analoga    documentazione,    non    sostituibile    con autocertificazione - della effettiva convivenza tra lavoratore ed anziano.

 

 

Art. 118 - Assistenza minori di anni 3 a carico

 

Per  assistenza  di minori di anni 3 a carico, si intende  il  lavoratore, assunto  a  tempo  indeterminato, che esercitando la  patria  potestà  sul minore  ed  essendo  quindi  il solo genitore convivente  con  il  minore, intenda  assisterlo  sino al compimento dell'età  per  l'iscrizione  nelle scuole materne.

Per  la  richiesta del part-time temporaneo il lavoratore  dovrà  produrre l'atto   di   nascita  del  minore,  la  certificazione  inerente   e   la documentazione comprovante la sua natura di genitore unico, quale a titolo esemplificativo: atto di morte dell'altro genitore, sentenza  di  divorzio con assegnazione giudiziale del minore, sentenza di separazione legale con assegnazione  giudiziale  del minore, atto di  affidamento  per  i  tutori legali, certificazione comprovante la fattispecie del padre ignoto.

 

 

Art. 119 - Assistenza minori di anni 14 portatori di handicap

 

Per  assistenza di minore di anni 14 portatore di handicap, si intende  il lavoratore, assunto a tempo indeterminato, che intenda assistere un minore portatore  di  handicap su cui eserciti la patria potestà  o  comunque  la tutela  legale  sino  al compimento del 14o anno di età  per  l'iscrizione nelle scuole materne.

Per  la  richiesta del part-time temporaneo il lavoratore  dovrà  produrre idonea  documentazione comprovante l'effettivo stato di handicap psichico- fisico-motorio o intellettivo del minore.

 

 

Art. 120 - Trasformazione part-time temporaneo in definitivo

 

Ai  lavoratori  che, terminati i 36 mesi di massima durata  del  part-time temporaneo, facciano richiesta di passaggio definitivo all'orario ridotto, le  aziende  riconosceranno un titolo di preferenza nel passaggio,  sempre che le esigenze organizzative della impresa lo consentano.

 

 

Art. 121 - Richiesta di annullamento del part-time temporaneo

 

In  caso  di richiesta da parte del lavoratore in part-time temporaneo  di interrompere  la prestazione lavorativa ridotta prima della  sua  naturale scadenza,  è  facoltà  della  azienda valuterà positivamente  la  domanda, sempre  che  non  si sia provveduto ad effettuare una assunzione  a  tempo determinato per la copertura delle ore lavorative mancanti.

 

 

Art. 122 - Deleghe all'Ente bilaterale

 

Le  Parti  delegano  l'Ente  bilaterale per  la  valutazione  della  reale applicazione  del presente istituto e per individuare eventuali  modifiche che  lo  possano  rendere più rispondente alla volontà  delle  aziende  di facilitare  i  lavoratori  sottoposti  a  temporanei  momenti  di   minore capacità/disponibilità lavorativa.

 

 

Titolo XXIV - TRATTAMENTO ECONOMICO

 

Art. 123 - Voci retributive

 

La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:

- paga base nazionale - indennità di funzione direttive - scatti di anzianità di servizio maturati - terzi elementi provinciali ove esistessero - eventuali assegni 'ad personam'

 

 

Art. 124 - Divisore orario

 

La  quota  oraria della retribuzione sia normale che di fatto  si  ottiene dividendo l'importo mensile per i seguenti divisori convenzionali:

- per il personale la cui durata di lavora è di 40 ore settimanali: 168

- per il personale la cui durata di lavoro è di 45 ore settimanali: 195

 

La  quota  giornaliera della retribuzione, sia normale che  di  fatto,  si ottiene dividendo l'importo mensile per il divisore convenzionale 26.

 

 

Art. 125 - Paghe contrattuali

 

Con  decorrenza dal 1o giorno di applicazione del presente CCNL  le  paghe basi conglobate sono le seguenti

 

 

Livello

Paga base contrattuale

Quadri

1.731,00 (*)

1

1.611,00

2

1.460,00

3

1.320,00

4

1.210,00

5

1.142,00

6

1.077,00

7

995,00

 

 

(*) Indennità funzione Quadro pari ad € 150,00.

 

 

Art. 126 - Indennità cassa

 

Al  personale normalmente adibito ad operazioni di cassa con carattere  di continuità,  qualora abbia piena e completa responsabilità della  gestione di  cassa  e con l'obbligo di accollarsi le eventuali differenze,  compete una  indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 3%  della paga base nazionale.

 

 

Art. 127 - Modello di cedolino paga

 

Le  aziende  dovranno consegnare ai lavoratori, il giorno fissato  per  il pagamento dello stipendio, un cedolino paga che sia conforme per contenuti ed  intelligibilità al modello facsimile che le Parti hanno  concordato  e che è allegato al presente CCNL.

 

 

Titolo XXV - CONDIZIONI DI MIGLIOR FAVORE ED EVENTUALI ECCEDENZE TABELLARI

 

Art. 128 - Condizioni di miglior favore

 

Restano  ferme  le  condizioni di miglior favore  in  atto  alla  data  di stipulazione del presente accordo.

Le  eventuali  eccedenze  tabellari saranno conservate  come  "assegno  ad personam".

 

 

Art. 129 - Procedure di prima applicazione del presente contratto

 

In  sede  di  prima applicazione del presente contratto nelle aziende  che hanno  già in forza personale ora inquadrato con altri CCNL andrà  seguita la seguente procedura:

(a) comunicazione a tutti i lavoratori del cambio di contratto;

(b) consegna  a  tutti  i  lavoratori  di  copia del contratto con annessa     specificazione del nuovo livello di inquadramento in cui migreranno;

(c) comunicazione,  anche  unita  alla nota di cui al punto b) della nuova     composizione delle voci retributive che andranno così a comporsi:

(1) paga base prevista per il livello di inquadramento;

(2) eventuali  eccedenze  retributive  nella  paga  base  del  trattamento     vecchio rispetto al nuovo, andranno pagate quale assegno 'ad personam'    non  riassorbibile  e  valevole  per  tutte le voci della retribuzione     differita;

(3) eventuali  eccedenze  retributive   derivanti   da   diversi  istituti     contrattuali,  siano  essi  nazionali  /  territoriali   /  aziendali,     andranno  mantenute  quali  voci retributive, non valide ai fini della     retribuzione  differita, e riassorbibili nel caso di rinnovi, mediante     il presente contratto e i suoi contenuti, in analoghe causali.

 

 

Titolo XXVI - MENSILITÀ AGGIUNTIVE

 

Art. 130 - Tredicesima

 

In  occasione  delle festività natalizie l'azienda dovrà corrispondere  al personale  dipendente un importo pari a 1 mensilità della retribuzione  di fatto.

Nel  caso  di inizio o cessazione del rapporto di lavoro durante il  corso dell'anno,  il  lavoratore  avrà diritto a tanti  12simi  della  gratifica natalizia per quanti sono i mesi di servizio prestato presso l'azienda.

 

 

Art. 131 - Quattordicesima

 

Nel  mese  di giugno l'azienda dovrà corrispondere al personale dipendente un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto.

Nel  caso  di inizio o cessazione del rapporto di lavoro durante il  corso dell'anno,  il  lavoratore  avrà diritto a tanti  12simi  della  mensilità aggiuntiva per quanti sono i mesi di servizio prestato presso l'azienda.

 

 

Titolo XXVII - FONDO PENSIONI INTEGRATIVO

 

Art. 132 - Adempimenti legge n. 335/95

 

Le   parti   in   ottemperanza  alla  legislazione  vigente   in   materia pensionistica  si  danno  atto  della disponibilità  ad  intraprendere  un percorso  per  l'attivazione di idonei strumenti pensionistici  a  livello contrattuale o interconfederale.

In   ottemperanza  della  legge  n.  335/95  i  dipendenti  delle  aziende applicanti il presente CCNL potranno richiedere l'attivazione, nelle forme e  nei modi stabiliti dalla citata legge e dai regolamenti ministeriali in materia, di strumenti assicurativi personali.

Le  aziende  potranno, mediante stipula di accordi aziendali,  individuare forme  di  miglior  favore  per i dipendenti  in  presenza  di  specifiche convenzioni.

 

 

Art. 133 - Competenze

 

Le Parti, fermi restando i diritti individuali e collettivi previsti dalla normativa vigente, decidono di demandare all'Ente bilaterale nazionale del Terziario  la  gestione  degli  eventuali  adempimenti  connessi  con   la creazione e attivazione di un fondo pensionistico chiuso.

Nota a verbale.

Le  parti  si  danno  atto che nel termine di 6 mesi si incontreranno  per monitorare  la  fattibilità di quanto previsto al comma  1,  art.  132  in merito all'attivazione di un Fondo integrativo pensioni chiuso.

 

 

Titolo XXVIII - DOVERI DEL PERSONALE E NORME DISCIPLINARI

 

Art. 134 - Obbligo del prestatore di lavoro

 

Il  lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i  doveri connessi  con la sua mansione, di usare modi cortesi con la clientela,  di rispettare  scrupolosamente  le disposizioni  amministrative  e  di  legge specie  per  quanto attiene ai lavoratori a contatto con merci  alimentari sempre   che   gli  adempimenti  siano  di  competenza  per   mansione   e inquadramento.

Il  lavoratore  ha  l'obbligo  di conservare diligentemente  le  dotazioni strumentali  e i materiali di consumo, di cooperare alla prosperità  della impresa.

Il  lavoratore ha l'obbligo di uniformare il proprio comportamento  con  i colleghi  al massimo rispetto delle possibili differenze di razza,  sesso, religione e cultura che possano esistere tra i colleghi.

È altresì obbligatorio il rispetto del T.U. n. 196/03 per i dipendenti che per  motivi  di lavoro vengano a conoscenza dei dati sensibili dei  propri colleghi.

 

 

Art. 135 - Divieti

 

È  vietato  al  personale ritornare nei locali dell'azienda e  trattenersi oltre  l'orario  prescritto,   se  non per  ragioni   di  servizio  e  con l'autorizzazione  dell'azienda.  Non  è  consentito    al   personale   di allontanarsi dal servizio durante l'orario se non per ragioni di lavoro  e con permesso esplicito.

Il  datore di lavoro a sua volta non potrà trattenere il proprio personale oltre   l'orario  normale,  salvo  nel  caso  di   prestazione  di  lavoro straordinario.

Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche  per  ragioni estranee al servizio. In tal caso  è  in  facoltà  del datore  di  lavoro  richiedere  il  recupero  delle  ore  di  assenza  con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di 1 ora al  giorno senza diritto ad alcuna maggiorazione.

Al termine dell'orario di lavoro, prima che sia dato il segnale di uscita, è assolutamente vietato abbandonare il proprio posto.

 

 

Art. 136 - Giustificazioni delle assenze

 

Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al lavoratore l'onere  della prova, e fermo restando l'obbligo di dare immediata notizia dell'assenza  al  datore di lavoro, le assenze devono essere  giustificate per   iscritto   presso  l'azienda  entro  48  ore,  per   gli   eventuali accertamenti.

Nel  caso di assenze non giustificate sarà operata la trattenuta di  tante quote  giornaliere della retribuzione di fatto quante sono le giornate  di assenza, fatta salva l'applicazione di possibili sanzioni maggiori.

 

 

Art. 137 - Rispetto orario di lavoro

 

I  lavoratori  hanno  l'obbligo  di rispettare  l'orario  di  lavoro.  Nei confronti dei ritardatari sarà operata una trattenuta, che dovrà  figurare sul  prospetto  paga,  di  importo pari alle spettanze  corrispondenti  al ritardo, fatta salva l'applicazione della sanzione prevista dal successivo art. 139.

 

 

Art. 138 - Comunicazione mutamento di domicilio

 

È  dovere  del  personale  di comunicare immediatamente  all'azienda  ogni mutamento  della  propria dimora sia durante il  servizio  che  durante  i congedi.

Il  personale  ha altresì l'obbligo di rispettare ogni altra  disposizione emanata  dalla  azienda per regolare il servizio interno,  in  quanto  non contrasti  con le norme del presente contratto e con le leggi  vigenti,  e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.

Tali  norme  dovranno  essere  rese note al  personale  con  comunicazione scritta o mediante affissione nell'interno della azienda.

 

 

Art. 139 - Provvedimenti disciplinari

 

La  inosservanza dei doveri da parte del personale dipendente  comporta  i seguenti  provvedimenti,  che  saranno  presi  dal  datore  di  lavoro  in relazione   alla  entità  delle  mancanze  e  alle  circostanze   che   le accompagnano:

(1) richiamo inflitto verbalmente per le mancanze più lievi;

(2) richiamo  inflitto  per iscritto nei casi di recidiva delle infrazioni     di cui al precedente punto 1);

(3) multa  in  misura  non  eccedente  l'importo  di  4  ore della normale     retribuzione di cui all'art. 123;

(4) sospensione  dalla  retribuzione  e  dal  servizio  per  un massimo di     giorni 10;

(5) licenziamento  disciplinare senza preavviso e con le altre conseguenze     di ragione e di legge.

Il provvedimento della multa si applica nei confronti del lavoratore che:

- ritardi  nell'inizio  del  lavoro  senza giustificazione, per un importo   pari all'ammontare della trattenuta; - esegua con negligenza il lavoro affidatogli; - si  assenti  dal  lavoro  fino  a  3  giorni   nell'anno   solare  senza   comprovata giustificazione; - non  dia  immediata  notizia all'azienda di ogni mutamento della propria   dimora, sia durante il servizio che durante i congedi; - non curi con scrupolo la consegna di valori ricevuti per servizio. - utilizzi  per  scopi  impropri e/o estranei al servizio gli accessi alla   rete  internet  o alla posta elettronica dell'azienda, indipendentemente   dal carico di lavoro presente.

Il  provvedimento della sospensione dalla retribuzione e dal  servizio  si applica nei confronti del lavoratore che:

- arrechi  danno  alle  cose  ricevute  in dotazione e uso, con dimostrata   responsabilità; - si presenti in servizio in stato di manifesta ubriachezza; -  commetta  recidiva,  oltre la 3a volta nell'anno solare,  in  qualunque delle   mancanze  che  prevedono  la   multa,  salvo  il   caso   della  assenza    ingiustificata  e  per la 2a mancanza di diligenza  nella  consegna  di valori   di  clienti  se  nell'anno  in  corso è già stata inflitta una multa per   analogo motivo; - utilizzi  senza  specifica  autorizzazione dell'azienda connessione alla   rete e/o telefoniche a tariffazione speciale.

Salva  ogni  altra  azione legale, il provvedimento  di  cui  al  punto  5 (Licenziamento  disciplinare) si applica esclusivamente  per  le  seguenti mancanze:

- assenza ingiustificata oltre tre giorni nell'anno solare; -  recidiva   nei   ritardi ingiustificati oltre  la  5a  volta  nell'anno solare,   dopo formale diffida per iscritto; - grave violazione degli obblighi di cui all'art. 134; - infrazione alle norme di legge circa la sicurezza previste dal D.lgs. n.   626/94; - l'abuso di fiducia, la concorrenza sleale; - l'esecuzione,  in concorrenza con l'attività dell'azienda, di lavoro per   conto proprio o di terzi, fuori dell'orario di lavoro; -  la   recidiva   oltre  la  3a  volta  nell'anno  solare   in  qualunque delle   mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto  previsto  per    la  recidiva  nei  ritardi,  e per la 3a mancanza  di  diligenza  nella consegna   di valori dei clienti se nell'anno in corso è  già  stata  comminata  la   sospensione per analogo motivo; - l'utilizzo  per  fini  diversi  da  quelli  d'ufficio  e  comunque senza   specifica autorizzazione scritta del datore di lavoro, degli archivi sui   dati sensibili dei clienti raccolti ai  sensi  della  vigente  normativa   sulla privacy e connessi con l'attività dell'azienda.

L'importo  delle  multe  sarà destinato al Fondo pensioni  dei  lavoratori dipendenti.   Il  lavoratore   ha  facoltà  di   prendere   visione  della documentazione relativa al versamento.

 

 

Art. 140 - Codice disciplinare

 

Ai  sensi  e  per  gli  effetti dell'art. 7,  legge  20.5.70  n.  300,  le disposizioni  contenute  negli articoli di cui al presente  Titolo  nonché quelle  contenute  nei  regolamenti o  accordi  aziendali  in  materia  di sanzioni  disciplinari devono essere portate a conoscenza  dei  lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.

Il  lavoratore  colpito  da provvedimento disciplinare  il  quale  intenda impugnare  la  legittimità del provvedimento stesso  può  avvalersi  delle procedure di conciliazione previste dall'art. 7, legge 20.5.70 n. 300.

 

 

Art. 141 - Normativa provvedimenti disciplinari

 

L'eventuale   adozione   del  provvedimento  disciplinare   dovrà   essere comunicata  al lavoratore con lettera raccomandata entro 15  giorni  dalla scadenza  del  termine  assegnato  al  lavoratore  stesso per   presentare le sue controdeduzioni.

Per  esigenze  dovute   a  difficoltà nella   fase  di  valutazione  delle controdeduzioni  e di decisione nel merito, il termine di  cui  sopra  può essere  prorogato  di  30  giorni,  purché  l'azienda  ne  dia  preventiva comunicazione scritta al lavoratore interessato.

 

 

Titolo XXIX - COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE

 

Art. 142 - Campo di intervento

 

Per   tutte  le  controversie  individuali  e  collettive  relative   alla applicazione   del  presente  contratto  è  prescritto  il  tentativo   di conciliazione in sede sindacale, secondo le norme e modalità stabilite dal presente articolo.

Anche  per  le controversie relative a licenziamenti individuali,  di  cui alla  legge  15.7.66  n. 604, e alla legge 20.5.70 n.  300,  e  successiva 11.5.90 n. 108, non derivanti da provvedimento disciplinare, devono essere ugualmente fatti tentativi di composizione.

Tutte  le eventuali controversie inerenti il presente CCNL potranno essere demandati   a  richiesta  anche  da  una  sola  delle  parti  contrattuali stipulanti alla Commissione di conciliazione paritetica locale o nazionale di cui agli artt. 58 e 59 del presente contratto.

 

 

Art. 143 - Commissione di Conciliazione paritetica nazionale

 

La  Commissione  di conciliazione paritetica nazionale  è  composta  da  6 rappresentanti  dei datori di lavoro e da 6 rappresentanti dei  lavoratori dipendenti  in  misura  paritetica e può articolarsi  in  sottocommissione riguardanti i vari settori.

La   Commissione  nazionale  avrà  sede  presso  una  delle   associazioni imprenditoriali.

La Commissione di conciliazione paritetica nazionale ha il compito di fare applicare  il  presente  contratto e i vari  accordi  nazionali  e  locali riguardanti i rapporti di lavoro nelle aziende.

Le   vertenze   di   carattere  generale  riguardanti   l'applicazione   e l'interpretazione  del  presente contratto e i vari  accordi  nazionali  e locali,  prima di qualsiasi azione, devono essere inviate all'esame  della Commissione  di  conciliazione paritetica nazionale, per il  tentativo  di amichevole  componimento,  dopo  che  tali  controversie  sono  state  già esaminate  dalla Commissione di conciliazione paritetica  locale  e  hanno prodotto esito negativo.

Naturalmente la Commissione di conciliazione paritetica locale  era  stata convocata   dalla  associazione  imprenditoriale  locale   che   essendosi pronunciata  nei 20 giorni dal ricevimento sull'oggetto della controversia con  esito  negativo  sottoscritto con verbale, demanda  alla  Commissione paritetica   nazionale  copia  del  verbale  negativo   per   tentare   la conciliazione  amichevole in seconda istanza entro e non oltre  10  giorni dal ricevimento del verbale.

Anche  in  caso  di  mancato  accordo per il  rinnovo,  la  stipula  degli integrativi  locali  dovrà essere esperito il tentativo  di  conciliazione attraverso la Commissione di conciliazione paritetica nazionale.

Inoltre la Commissione di conciliazione nazionale paritetica, nel caso che l'accordo  non  venga raggiunto, per decisione collegiale  potrà  chiedere l'intervento del Ministero del lavoro.

La  Commissione  di conciliazione paritetica nazionale ha  il  compito  di favorire  la  costituzione degli EBN (Ente Bilaterale Nazionale)  su  basi paritetiche   delle  associazioni  dei  datori  di  lavoro  e   lavoratori dipendenti.

La  Commissione  di conciliazione paritetica nazionale ha  il  compito  di coordinamento  delle commissioni di conciliazione al  fine  di  migliorare l'attività conciliativa.

 

 

Art. 144 - Commissioni di conciliazione paritetiche territoriali

 

Le  associazioni sindacali locali dei datori di lavoro dovranno  designare in  misura paritetica i rappresentanti effettivi e supplenti in seno  alla Commissione di conciliazione paritetica locale, fermo restando che  manchi la  designazione  da parte di qualcuna delle associazioni  sindacali,  che però  possono designare successivamente il componente, la Commissione  per la risoluzione delle controversie può operare lo stesso.

Le  suddette  Commissioni  avranno la sede presso  una  delegazione  delle associazioni  dei  datori  di  lavoro locali  aderenti  alle  associazioni nazionali stipulanti il presente contratto.

La  Commissione  è  convocata  dalla associazione  imprenditoriale  locale interessata ogniqualvolta è fatta la richiesta con lettera raccomandata da una delle parti rappresentate.

La richiesta deve essere motivata indicando l'oggetto della controversia e la Commissione entro 20 giorni dovrà esaminarla e sottoscrivere un verbale negativo  o  positivo  in tante copie quante sono le  associazioni  locali facenti parte della Commissione.

In  caso  di  mancato  accordo la Commissione di conciliazione  paritetica territoriale   demanda   alla  Commissione  di  conciliazione   paritetica nazionale  il verbale di accordo negativo per esperire il 2o tentativo  di conciliazione  e  infine  deposita  numero  2  copie  del  verbale  presso l'Ufficio provinciale del lavoro competente per territorio.

I   verbali  di  conciliazione  o  di  mancato  accordo  dovranno   essere sottoscritte dalle parti interessati e dai componenti la Commissione e  in caso  di  mancato  accordo dovranno contenere le motivazioni  del  mancato accordo ed eventuali soluzioni parziali sulle quali le parti concordano.

Le  Commissioni  di conciliazione istituite con accordo sindacale  tra  le parti  stipulanti il CCNL devono essere comunicate all'EBN per  includerli nell'Archivio dei contratti.

 

 

Titolo XXX - RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO - PREAVVISO

 

Art. 145 - Scioglimento del rapporto di lavoro ai sensi dell'art. 2118 CC

 

Ciascuno  dei  contraenti può recedere dal contratto  di  lavoro  a  tempo indeterminato dando preavviso per iscritto con raccomandata r/r.

 

 

Art. 146 - Recesso ex art. 2119 CC

 

Ai  sensi  dell'art.  2119 CC, ciascuno dei contraenti  può  recedere  dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto è  a tempo  determinato,  o  senza  preavviso   se  il  contratto   è  a  tempo indeterminato,  qualora  si  verifichi una   causa  che  non  consenta  la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).

La  comunicazione del recesso deve essere effettuata per iscritto, a mezzo di  lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, contenente l'indicazione dei motivi.

A  titolo  esemplificativo, rientrano fra le cause di cui al comma  1  del presente articolo:

- il  diverbio  litigioso  seguito  da  vie di fatto in servizio anche fra   dipendenti,  che  comporti  nocumento  o  turbativa al normale esercizio   della attività aziendale; - l'insubordinazione  verso  i  superiori  accompagnata  da  comportamento   oltraggioso; - l'irregolare  dolosa  scritturazione o timbratura di schede di controllo   delle presenze al lavoro; - l'appropriazione nel luogo di lavoro di beni aziendali o di terzi; - il danneggiamento volontario di beni dell'azienda o di terzi; - l'esecuzione  di  lavori  per   conto   proprio   o   di   terzi,  senza   autorizzazione del datore di lavoro; - il  comportamento  tendente  a creare costrizione psicologica e/o fisica   fra  i  dipendenti  motivato  da  comportamenti  discriminatori  e/o  da   molestie sessuali.

Se  il  contratto è a tempo indeterminato, al prestatore  che  recede  per giusta causa compete l'indennità di cui al successivo art. 154.

 

 

Art. 147 - Normativa

 

Nelle Aziende comprese nella sfera di applicazione della legge 15.7.66  n. 604, e dell'art. 35, legge 20.5.70 n. 300, nei confronti del personale cui si applica il presente contratto, il licenziamento può essere intimato per giusta  causa  (art.  2119  CC e art. 66 del  presente  contratto)  o  per giustificato motivo con preavviso, intendendosi per tale  il licenziamento determinato  da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali  del prestatore  di lavoro, ovvero da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.

Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a mezzo di  lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

In  caso  di  licenziamento  per  giustificato  motivo  con  preavviso  il lavoratore   può  chiedere   entro   8 giorni   dalla   comunicazione  del licenziamento i motivi che lo hanno determinato; in tal caso il datore  di lavoro è tenuto ad indicarli per iscritto entro 5 giorni dalla richiesta.

Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle norme di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo è inefficace.

Sono  esclusi  dalla  sfera  di  applicazione  del  presente  articolo   i lavoratori  in  periodo  di  prova e quelli  che  siano  in  possesso  dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia.

 

 

Art. 148 - Nullità del licenziamento

 

Ai  sensi  delle leggi vigenti il licenziamento determinato da ragioni  di razza,  sesso,  credo politico o fede religiosa, dalla appartenenza  a  un sindacato  e  dalla   partecipazione  attiva  ad  attività   sindacali   è nullo, indipendentemente dalla motivazione adottata.

 

 

Art. 149 - Nullità del licenziamento per matrimonio

 

Ai  sensi  dell'art. 1, legge 9.1.63 n. 7, è nullo il licenziamento  della lavoratrice  attuato  a causa del matrimonio; a tali  effetti  si  presume disposto   per   causa  di  matrimonio  il  licenziamento  intimato   alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta  delle pubblicazioni  di  matrimonio,  in quanto  segua  la  celebrazione,  e  la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa.

Il  datore  di  lavoro  ha facoltà di provare che il  licenziamento  della lavoratrice verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente  non  è dovuto  a  causa  di matrimonio, ma per una delle ipotesi  previste  dalle lett.  a),  b)  e  c),  comma 3, art. 2, legge 30.12.71  n.1204,  e  cioè: licenziamento  per  giusta  causa, cessazione dell'attività  dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata  assunta o  cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale è stato stipulato.

Per  quanto  attiene  alla  disciplina delle dimissioni  rassegnate  dalla lavoratrice nel periodo specificato nel comma 1 del presente articolo,  si rinvia alla normativa vigente.   

 

 

Art. 150 - Licenziamento simulato

 

Il  licenziamento  del  lavoratore seguito da nuova assunzione  presso  la stessa  ditta  deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici  quando sia  rivolto  alla  violazione  delle norme  protettive  dei  diritti  del lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.

Il  licenziamento si presume comunque simulato - salvo prova del contrario - se la nuova assunzione venga effettuata entro 1 mese dal licenziamento.

 

 

Art. 151 - Periodo di preavviso

 

I termini di preavviso, calcolati in giornate di calendario per ambedue le parti contraenti sono:

 

 

Qualifica/Anzianità 

- 5 anni

+5 - 10 anni

+ 10 anni

Quadri

75

120

180

1

60

90

150

2

45

75

120

3

30

60

90

4

30

45

60

5

20

30

45

6

15

20

30

7

10

-

-

 

 

Il  periodo  di preavviso non può coincidere con le ferie, con il  congedo matrimoniale e la malattia.

Il  periodo  di  preavviso si calcola dal 1o e dal 16o giorno  di  ciascun mese.

 

 

Art. 152 - Preavviso per dimissioni

 

In  caso di dimissioni del lavoratore il periodo di preavviso sarà pari al 50% della durata di cui al precedente articolo.

 

 

Art. 153 - Decorrenza del periodo di preavviso

 

La parte che risolve il rapporto di lavoro senza termini di preavviso deve corrispondere all'altra una indennità pari all'importo della  retribuzione per il periodo di mancato preavviso.

Il periodo di preavviso, sarà computato agli effetti del TFR.

 

 

Art. 154 - Indennità sostitutiva del preavviso

 

Ai  sensi  del  comma  2, art. 2118 CC in caso di  mancato  preavviso   al lavoratore  sarà  corrisposta  una indennità equivalente all'importo della retribuzione di fatto di cui all'art. 123 corrispondente al periodo di cui all'articolo precedente, comprensiva dei ratei di 13a e 14a mensilità.

 

 

Art. 155 - Trattamento di fine rapporto (TFR)

 

In  ogni  caso  di  risoluzione  del rapporto  di  lavoro  subordinato  il prestatore  di  lavoro ha diritto a un TFR determinato  secondo  le  norme della legge 29.5.82 n. 297, e secondo le norme del presente articolo.

Ai  sensi  e  per  gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come  modificato dalla  legge  29.5.82  n.  297,  sono  escluse  dalla  quota  annua  della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR le seguenti somme:

- i rimborsi spese; - le  somme  concesse   occasionalmente   a   titolo   di  'una  tantum',   gratificazioni straordinarie non contrattali e simili; - i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo; - l'indennità sostitutiva del preavviso, di cui agli artt. 98, 154 e 156; - l'indennità sostitutiva di ferie di cui all'art. 95; - le  indennità  di  trasferta  e diarie non aventi carattere continuativo   nonché, quando le stesse hanno carattere continuativo, una quota di esse   pari all'ammontare esente dall'IRPEF; - le  prestazioni in natura, quando sia previsto un corrispettivo a carico   del lavoratore: - gli  elementi  espressamente  esclusi  dalla  contrattazione  collettiva   integrativa.

Ai sensi del comma 3, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297,  in  caso  di  sospensione  della prestazione  di  lavoro  nel  corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110 CC, nonché in  caso  di sospensione  totale  o  parziale per la quale sia prevista  l'integrazione salariale, in luogo delle indennità economiche corrisposte dagli  istituti assistenziali (INPS, INAIL), deve essere computato nella quota annua della retribuzione  utile al calcolo del TFR l'equivalente della retribuzione  a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Ai  sensi del precedente art. 132, i lavoratori, in possesso dei requisiti di   legge   previsti  dalla  legge  n.  335/95,  che  hanno  optato   per l'attivazione  dei  versamenti  sul Fondo pensionistico  integrativo,  non avranno diritto a percepire gli importi previsti dal presente articolo.

 

 

Art. 156 - Decesso del dipendente

 

In  caso  di decesso del dipendente, il TFR e l'indennità sostitutiva  del preavviso  saranno corrisposti agli aventi diritto secondo le disposizioni di legge vigenti in materia.

 

 

Art. 157 - Corresponsione del trattamento di fine rapporto

 

Il  TFR  deve  essere corrisposto all'atto della cessazione dal  servizio, dedotto  quanto  eventualmente  fosse dovuto  dal  dipendente,  nei  tempi tecnici  necessari  alla elaborazione del tasso di rivalutazione,  di  cui alla  legge  29.5.82 n. 297 e comunque non oltre 30 giorni dalla  data  di cessazione del rapporto di lavoro.

In  caso  di  ritardo  dovuto a cause non imputabili al  lavoratore,  sarà corrisposto dalla scadenza di cui al precedente comma un interesse del  2% superiore al tasso ufficiale di sconto.

L'importo  cosi  determinato  si intende comprensivo  della  rivalutazione monetaria per crediti di lavoro, relativa al TFR.

 

 

Art. 158 - Dimissioni

 

In caso di dimissioni, sarà corrisposto al lavoratore dimissionario il TFR di cui all'art. 155.

Le  dimissioni  devono  essere rassegnate in ogni caso  per  iscritto  con lettera  raccomandata  o  altro mezzo idoneo  a  certificare  la  data  di ricevimento  e  con rispetto dei termini di preavviso stabiliti  dall'art. 151 del presente contratto.

Ove  il  dipendente non abbia dato il preavviso, il datore  di  lavoro  ha facoltà di ritenergli dalle competenze nette una somma pari all'importo di cui all'art. 154.

Su  richiesta  del  dimissionario, il datore di lavoro può  rinunciare  al preavviso, facendo in tal caso cessare subito il rapporto di lavoro.

Ove  invece  il datore di lavoro intenda di sua iniziativa far cessare  il rapporto  prima  della scadenza del preavviso, ne avrà facoltà,  ma  dovrà corrispondere  al  lavoratore l'indennità sostitutiva per  il  periodo  di anticipata risoluzione del rapporto di lavoro.

 

 

Art. 159 - Dimissioni per matrimonio

 

In  conformità della norma contenuta nel comma 4, art. 1, legge 9.1.63  n. 7,  le  dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo  intercorrente fra il giorno  della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio in quanto segua  la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa, sono  nulle  se  non  risultino confermate entro 1  mese  all'ufficio  del lavoro.

La  lavoratrice  che  rassegni le dimissioni per contrarre  matrimonio  ha diritto  al  TFR  previsto  dall'art. 155 con esclusione  della  indennità sostitutiva del preavviso.

Anche  in  questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto con  l'osservanza  dei  termini  di  preavviso  di  cui  all'art.  151   e confermate, a pena di nullità, all'Ufficio del lavoro entro il termine  di 1 mese.

La  previsione  di cui al comma 2 del presente articolo non  vige  per  le lavoratrici,  in possesso dei requisiti di cui alla legge n.  335/95,  che hanno  deciso di utilizzare i ratei maturati di TFR per l'attivazione  del Fondo pensionistico integrativo.

 

 

Art. 160 - Dimissioni per maternità

 

Per  il  trattamento spettante alla lavoratrice che rassegna le dimissioni in  occasione  della maternità, valgono le norme di cui  all'art.  97  del presente contratto.

 

 

Titolo XXXI - SICUREZZA SUL LAVORO

 

Art. 161 - Premessa

 

Le Parti stipulati il presente CCNL riconoscono la massima importanza alla puntuale  e corretta applicazione delle norme a tutela e salvaguardia  dei lavoratori.

Le  Parti,  altresì,  riconoscendo che l'insieme  delle  diverse  norme  e responsabilità  che  il  legislatore  ha  posto  a  carico  delle  aziende risultano, nel complesso, di difficile applicazione in tutte quelle realtà produttive di piccole e medio piccole dimensioni, attribuiscono la massima importanza  a  una gestione partecipativa, tra i diversi soggetti  sociali interessati, per garantire la corretta applicazione delle norme.

 

 

Art. 162 - Richiami normativi

 

Per  l'attuazione delle disposizioni inerenti la sicurezza e l'igiene  sui luoghi  di  lavoro  di  cui agli artt. 18, 19 e 20,  D.lgs.  n.  626/94  e successive   modificazioni,  si  rimanda  all'allegato  D)   al   presente contratto.

Le Parti, in previsione degli effetti della legge n. 30/03, riaffermano la massima importanza che le norme di tutela previste nel D.lgs. n. 626/94  e successive  modificazioni,  vada  inteso  a  tutela  della  totalità   dei lavoratori  presenti  nel sito aziendale, indipendentemente  dalla  natura giuridica del rapporto che li lega alla azienda.

 

 

Art. 163 - Adempimenti preliminari

 

Tutte  le  aziende  che  applicheranno il  presente  contratto  collettivo dovranno,  entro  il  termine  perentorio di  90  giorni,  effettuare  gli adempimenti  connessi  con  la valutazione  del  rischio  e  informarne  i lavoratori mediante apposita comunicazione da rendere visibile a tutti.

 

 

Art. 164 - Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

 

Nelle aziende con più di 15 dipendenti, ai sensi del richiamato allegato C al presente CCNL, dovranno essere eletti dai lavoratori i RLS, ai suddetti verranno riconosciute le tutele di cui alla legge n. 300/70.

 

 

Art. 165 - Disposizioni finali

 

Le  Parti, richiamando il comma 2, art. 106, si impegnano, in sede di Ente bilaterale,   ad  individuare  ogni  e  qualsiasi  strumento   che   possa semplificare gli adempimenti connessi alla materia, mediante la delega  di determinate  competenze e/o funzioni a soggetti terzi che ne  assumano  la responsabilità.

Nota a verbale.

Le  Parti intendono ribadire che le previsioni di cui all'art. 128,  vanno intese  sempre e comunque come semplice possibilità di delegare a soggetti terzi   funzioni  e/o  responsabilità  connesse  con  la  normativa  sulla sicurezza  ma  in nessun modo che in sede di trattativa tra le  Parti  sia possibile  diminuire o modificare le tutele o le previsioni della  vigente normativa.

Chiarimento a verbale.

Le  aziende  che  applicano  il presente CCNL delle  forme  flessibili  di impiego  flessibili,  previste dalla legge n. 30/03, è  sempre  sottoposta alla  individuazione degli strumenti atti alla tutela e alla  applicazione della normativa sulla sicurezza.

 

 

Titolo XXXII - TUTELA DELLA DIGNITÀ E PARITÀ DEI LAVORATORI

 

Art. 166 - Tutela delle lavoratrici madri

 

Per le lavoratrici - o i lavoratori - che esercitino la patria potestà  su minori  e  non  abbiano l'altro genitore all'interno del nucleo  familiare convivente,  le  aziende riconosceranno un titolo  di  preferenza  per  la concessione  del periodo feriale e per le richieste di trasformazione  del rapporto di lavoro per quanto concerne la prestazione oraria.

 

 

Art. 167 - Pari opportunità

 

In armonia con quanto previsto dalla Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 636 e dalle  disposizioni  della  legge 10.4.91 n.  125,  le  parti  riconoscono l'esigenza di dare concreta applicazione alle previsioni della legge sulla pari  opportunità  uomo-donna, con particolare riguardo  all'accesso  alla formazione e alle mansioni direttive e di rimuovere gli ostacoli  che  non consentono una effettiva parità di opportunità nel lavoro.

 

 

Art. 168 - Azioni positive

 

Le  aziende, d'intesa con  le Organizzazioni firmatarie del presente CCNL, adotteranno misure concrete per garantire un pari diritto di accesso  alla formazione e informazione del personale femminile.

Tali  azioni positive si indirizzeranno principalmente nell'individuazione di  metodologie  formative, di aggiornamento e/o di  riqualificazione  che prevedano l'utilizzo di media e la fruizione 'on sitè tale da non rendere necessaria la frequenza di corsi esterni che richiedano trasferte oltre il normale orario di lavoro.

 

 

Art. 169 - Molestie sui luoghi di lavoro

 

Le  aziende  si adopereranno per eliminare dai luoghi di lavoro  qualsiasi comportamento  o  prassi che possa costituire forma di  coercizione  della persona  umana,  con  particolare attenzione per la sfera  delle  molestie sessuali.

 

 

Art. 170 - Lavoratori di lingua non italiana

 

Le  aziende  favoriranno  l'utilizzazione  da  parte  di  lavoratori extra- comunitari  delle  previsioni di cui all'art. 95  del  presente  CCNL  per l'accesso  a  corsi di formazione per il conseguimento di  una  conoscenza basica della lingua italiana.

 

 

Art. 171 - Lavoratori stranieri

 

Nella  programmazione  delle  ferie, le aziende  che  occupino  lavoratori stranieri   con  il  proprio  nucleo  familiare  nel  Paese  di   origine, favoriranno il raggruppamento dei giorni di ferie al fine di consentire un congruo periodo di permanenza nei rispettivi Paesi di origine.

 

 

Art. 172 - Aspettativa per tossicodipendenza

 

I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione  presso  i Servizi  sanitari delle USL o di altre strutture terapeutico-riabilitative e  socio-assistenziali,  se assunti  a tempo indeterminato  hanno  diritto alla  conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle  prestazioni  lavorative è dovuta alla  esecuzione  del  trattamento riabilitativo e, comunque, un periodo non superiore a 3 anni.

Tale periodo è considerato di aspettativa non retribuita.

I  lavoratori familiari di un tossicodipendente, possono essere  posti,  a domanda,  in  aspettativa  non  retribuita per   concorrere  al  programma terapeutico  e  socio-riabilitativo  del  tossicodipendente   qualora   il servizio  per le tossicodipendenze ne attesti la necessità per un  periodo massimo di 3 mesi non frazionabile e non ripetibile.

Le  relative domande devono essere presentate al datore di lavoro in forma scritta  dall'interessato corredate di idonea documentazione  redatta  dal Servizio sanitario dalle altre strutture sopra indicate.

 

 

Art. 173 - Aspettativa per alcolismo

 

I  lavoratori  di  cui  viene accertato lo stato  di  alcolismo,  i  quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione  presso  i Servizi  sanitari delle USL o di altre strutture terapeutico-riabilitative e  socio-assistenziali,  se assunti  a tempo indeterminato  hanno  diritto alla  conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle  prestazioni  lavorative è dovuta alla  esecuzione  del  trattamento riabilitativo e, comunque, un periodo non superiore a 1 anno.

Tale periodo è considerato di aspettativa non retribuita.

I  lavoratori familiari di un alcolista, possono essere posti, a  domanda, in aspettativa  non retribuita per  concorrere al programma terapeutico  e socio-riabilitativo  del  tossicodipendente qualora  il  servizio  per  le tossicodipendenze ne attesti la necessità per un periodo massimo di 3 mesi non frazionabile e non ripetibile.

Le  relative domande devono essere presentate al datore di lavoro in forma scritta  dall'interessato corredate di idonea documentazione  redatta  dai Servizi sanitari dalle altre strutture sopra indicate.

 

 

Art. 174 - Salubrità degli ambienti di lavoro

 

Le  aziende sono tenute, nel più rigoroso rispetto delle normative vigenti e  delle sensibilità individuali, a promuovere tutte le azioni utili  tese ad eliminare il fumo di sigaretta dai luoghi di lavoro.

 

 

Art. 175 - Tutela dei genitori di portatori di handicap

 

Le aziende riconosceranno ai lavoratori che siano genitori di handicappati non  autosufficienti, con documentazione comprovante emessa da  competente struttura del SSN, un titolo di preferenza per la concessione del  periodo di  ferie  e  per  le  richieste di trasformazione del regime  orario  del rapporto di lavoro.

 

 

Art. 176 - Mobbing

 

Le  Parti  stipulanti il presente CCNL riconoscono la gravità del fenomeno conosciuto come mobbing e intendono contrastarlo con ogni mezzo.

A  tal  fine  le  Parti delegano l'Ente bilaterale ad  individuare  idonei strumenti  di  prevenzione  e formazione che consentano  di  sradicare  il fenomeno  delle illecite pressioni e/o violenze che si possono manifestare tra i dipendenti.

Nota a verbale.

Le  Parti intendono considerare il mobbing, per quanto attiene la gestione disciplinare   dello  stesso,  come  una  fattispecie   ricompresa   nelle previsioni del licenziamento senza diritto al preavviso.

 

 

Titolo XXXIII - RELAZIONI SINDACALI

 

Art. 177 - Relazioni nazionali

 

Le  parti  si  danno reciprocamente atto della importanza  ascritta  a  un sistema  di  relazioni  industriali  basato  sulla   concertazione  e  sul raffreddamento delle vertenze collettive.

A  tal  proposito le Parti stipulanti si incontreranno annualmente,  entro marzo  di  ciascun anno, per una valutazione congiunta sull'andamento  del settore e dei trend occupazionali.

Nella  stessa  riunione  si  valuteranno le  proposte  avanzate  dall'Ente bilaterale al fine di rendere operative le eventuali proposte avanzate  in tema  di  inquadramento di nuove figure professionali o di  mutamento  dei contenuti   di  professionalità  per  mansioni  già  definite  nel   testo contrattuale  ma interessate da profondi mutamenti inerenti le  tecnologie di applicazione.

 

 

Art. 178 - Relazioni territoriali

 

Le  parti,  consapevoli delle differenziazioni presenti nelle aziende  del terziario  e  delle  diverse  realtà  territoriali,  si  riuniranno  -  su richiesta  di  una  delle  parti - su base regionale  per  la  valutazione dell'andamento occupazionale e del mercato del lavoro nel territorio.

 

 

Art. 179 - Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU)

 

Le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL costituiranno nei luoghi di lavoro con più di 15 dipendenti le RSU così come delineate negli accordi interconfederali sottoscritti dalle Associazioni stipulanti

L'elezione delle RSU avverrà con le modalità e le procedure descritte  nel successivo art. 181.

 

 

Art. 180 - Clausola di salvaguardia

 

Ai  sensi  dell'Accordo interconfederale sulle RSU allegato al  CCNL,  le Organizzazioni   sindacali  firmatarie  del  presente   CCNL,   rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 300/70.

 

 

Art. 181 - Regolamento elettorale RSU

 

Per  la  regolamentazione dell'elezione delle RSU le  Parti  sottoscrivono l'allegato Regolamento elettorale per le RSU rubricato alla lett. B),  che costituisce parte integrante del presente contratto.

 

 

Art. 182 - Contrattazione aziendale

 

Nelle  aziende  che abbiano, anche in più unità decentrate nell'ambito  di una  stessa  provincia,  più di 30 dipendenti potranno  essere  concordate particolari norme riguardanti:

- turni o nastri orari, distribuzione dell'orario di lavoro attraverso uno   o  più  dei  seguenti  regimi  d'orario: turni continui, turni spezzati,   fasce differenziate;

- eventuali forme di flessibilità;

- part-time;

- determinazione dei turni feriali;

- contratti a termine;

- accesso alla formazione;

- tutela della  salute e della integrità fisica dei lavoratori, ambiente e   sicurezza nei luoghi di lavoro;

- quanto  delegato  alla  contrattazione  dagli  artt.  20  e 21, legge n.   300/70;

- erogazioni  economiche  strettamente  correlate  ai risultati conseguiti   nella  realizzazione  di  programmi  aziendali,  aventi  come  obiettivo   incrementi di produttività, di qualità, altri elementi rilevanti ai fini   del  miglioramento  della  competitività,  nonché  ai  risultati  legati   all'andamento economico della impresa.

La   relativa  contrattazione  dovrà  svolgersi  con  l'intervento   delle Organizzazioni   locali  aderenti  o  facenti  capo  alle   Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL e, per i datori di lavoro, del  CST competente.

 

 

Art. 183 - Assemblea

 

Nelle  aziende  con  più  di 15 dipendenti, la  RSU  e  le  Organizzazioni sindacali   firmatarie  del  presente  CCNL  potranno   indire   Assemblee retribuite dei lavoratori nella misura massima di 10 ore annue, durante la normale prestazione lavorativa.

La  comunicazione di indizione della assemblea dei lavoratori dovrà essere notificata  almeno  3  giorni  lavorativi prima  dello  svolgimento  della assemblea stessa.

Ai  sensi  della legge n. 300/70 l'azienda è tenuta a consentire l'accesso di   dirigenti  sindacali  esterni,  i  cui  nominativi  vanno  comunicati contestualmente alla richiesta di assemblea, e a mettere a disposizione un locale idoneo.

 

 

Art. 184 - Referendum

 

Il  datore di lavoro deve consentire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori  dall'orario  di  lavoro,  di  referendum,  sia  generali  che   per categoria, su materie inerenti all'attività sindacale, indetti  dalla  RSU tra  i  lavoratori,  con diritto di partecipazione di tutti  i  lavoratori appartenenti   all'unità   aziendale  e  alla  categoria   particolarmente interessata.

 

 

Art. 185 - Delegato provinciale

 

Al  fine  di garantire la tutela degli interessi dei lavoratori dipendenti da  aziende  con  meno  di  15  dipendenti,  le  Organizzazioni  sindacali firmatarie   del   presente  CCNL  nomineranno   un   Delegato   Sindacale Territoriale (DST).

Al  DST  saranno riconosciuti i diritti di informazione presso le  Aziende con  meno  di  15 dipendenti presenti nel territorio di competenza,  oltre all'esercizio  della  tutela  dei lavoratori  nei  casi  rientranti  nella previsione dell'art. 7, legge n. 300 del 20.5.70.

L'attivazione  del  DST  avverrà mediante la riscossione  da  parte  delle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL di una trattenuta  - a  carico  del  datore di lavoro - pari al costo di  1  ora  all'anno  per dipendente.

La retribuzione di riferimento sarà quella del 3o livello contrattuale.

Il  versamento  verrà  effettuato   su apposito  conto  corrente  bancario intestato alle OO.SS. firmatarie del presente CCNL.

 

 

Art. 186 - Attivazione della trattenuta per il delegato provinciale

 

L'attivazione  di  quanto  disposto  dall'articolo  precedente  avverrà  a seguito  di specifico accordo sindacale tra le Parti firmatarie in  ambito di Ente bilaterale.

 

 

Art. 187 - Deleghe sindacali

 

I lavoratori potranno rilasciare delega al datore di lavoro per effettuare la  trattenuta sindacale dalla propria retribuzione in favore della  O.S., firmataria del presente CCNL, a cui aderiscano.

Le  deleghe  sindacali si intenderanno rinnovate di  anno  in  anno  salvo disdetta da inviare entro settembre di ciascun anno.

L'importo delle deleghe sarà pari all'1% della paga base conglobata,  per 14 mensilità, salvo diversa disposizione della O.S. titolare della delega.

Le  deleghe  dovranno  contenere la specifica liberatoria  rilasciata  dal lavoratore interessato al trattamento dei suoi dati sensibili.

L'assenza  della  liberatoria di cui al comma precedente libera  l'azienda dal  dover  compiere sia la trattenuta sulla busta paga sia ogni qualsiasi elaborazione statistico-organizzativa.

 

 

Art. 188 - Quote di riserva per le categorie numericamente minori

 

Per  tutte le aziende in cui si opererà l'attivazione delle RSU, si  dovrà garantire  la presenza tra i dirigenti eletti di almeno un componente  per tutte le categorie presenti in azienda.

A  titolo  solo  esemplificativo: quadri, ricercatori, venditori  e  altre eventuali  categorie che, pur ricomprese nella generalità  dei  lavoratori dipendenti, abbiano specificità rispetto alla maggioranza dei dipendenti.

 

 

Art. 189 - Dirigenti sindacali

 

Agli  effetti  di quanto stabilito nel presente CCNL, sono da considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:

(a) degli  Organi  direttivi  o  collegiali nazionali o territoriali delle     Organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti il presente CCNL;

(b) di  RSU  costituite  ai sensi dell'art. 19, legge 20.5.70 n. 300 e del     protocollo  allegato  al  presente CCNL, nelle imprese che nell'ambito     dello stesso comune occupano più di 15 dipendenti.

L'elezione dei lavoratori a dirigenti sindacali deve essere comunicata per iscritto   con   lettera  raccomandata alla  ditta  e  al  rispettivo  CST competente,  per quanto riguarda i dirigenti di cui al punto.  a),  mentre per  i  dirigenti eletti in base al punto b) valgono le norme  del  citato Accordo interconfederale sulle RSU.

 

 

Art. 190 - Permessi sindacali ex punto a), art.  181

 

I  componenti dei Consigli o Comitati di cui al punto a), art. 181,  hanno diritto  ai necessari permessi o congedi retribuiti, per partecipare  alle riunioni degli Organi suddetti, nella misura massima di 75 ore annue.

Qualora   il   dirigente  sindacale  di  cui  al  presente  articolo   sia contemporaneamente  componente  di più  Consigli  o  Comitati  di  cui  al precedente  punto  a),  art. 181, potrà usufruire  di  un  monte  ore  non superiore globalmente a 130 ore annue.

 

 

Art. 191 - Permessi retribuiti RSU

 

I componenti delle RSU di cui al punto lett. b), art. 181,  hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.

I  permessi di cui al presente articolo saranno complessivamente pari a 12 ore  mensili nelle aziende con più di 200 dipendenti e di  1 ora  e  mezza all'anno per ciascun dipendente nelle aziende con meno di 200 dipendenti.

Il  lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al  comma  1  deve dare  comunicazione scritta al datore di lavoro di regola  24  ore  prima, tramite la RSU.

 

 

Art. 192 - Permessi non retribuiti RSU

 

I  dirigenti  sindacali  aziendali di cui al precedente  art.  118,  hanno diritto  a  permessi  non  retribuiti per la partecipazione  a  trattative sindacali  o  a  congressi e convegni di natura sindacale, in  misura  non inferiore a 8 giorni all'anno.

I  lavoratori  che  intendano  esercitare  il  diritto  di  cui  al  comma precedente  devono  darne comunicazione scritta al  datore  di  lavoro  di regola 3 giorni prima tramite la RSU.

 

 

Art. 193 - Aspettativa per incarichi sindacali

 

I   lavoratori  chiamati  a  ricoprire  cariche  sindacali  provinciali  e nazionali  possono,  a  richiesta, essere  collocati  in  aspettativa  non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.

 

 

Art. 194 - COVELCO

 

Al  fine  di  garantire  la funzionalità di quanto disposto  nel  presente titolo  viene  attivata una trattenuta pari allo 0,20% della  retribuzione lorda, ripartita per lo 0,10% a carico del datore di lavoro e per lo 0,10% a  carico  del  lavoratore,  che  dovrà  essere  versata  presso  un  Ente incaricato della riscossione.

Tale  trattenuta  viene denominata Contributo per le  Vertenze  di  Lavoro Collettive (COVELCO).

La suddetta quota è parte integrante dei costi connessi con l'applicazione del  presente CCNL. Conseguentemente l'azienda  che  ometta  il versamento delle  suddette quote è tenuta a corrispondere al lavoratore  un  Elemento Distinto  della  Retribuzione  (EDR)  d'importo  pari  allo  0,10%   della retribuzione lorda paga base e contingenza. Tale elemento andrà denominato all'interno  della busta paga con la seguente dicitura: "mancata  adesione agli strumenti di gestione bilaterale del contratto".

Del   mancato   pagamento  delle  quote  COVELCO  l'azienda   dovrà   dare comunicazione con raccomandata r/r al CST competente.       Nota a verbale.

Le  aziende che applicheranno il presente CCNL, effettueranno da subito la trattenuta  mensile  che provvederanno a versare in  una  unica  soluzione appena  le  Parti  stipulanti avranno attivato la convenzione  con  l'Ente esattore. Successivamente  a  questa prima fase transitoria, i  versamenti  andranno effettuati mensilmente.

 

 

Titolo XXXIV - ENTE BILATERALE

 

Art. 195 - Ente bilaterale

 

Le parti stipulanti, per migliorare la gestione partecipativa del presente contratto  collettivo  concordano, di costituire un  Organismo  denominato Ente  Bilaterale  Nazionale  del Terziario - ECST  che  avrà  le  seguenti finalità:

- gestire i contratti di formazione e lavoro; - incrementare l'occupazione; - realizzare corsi di formazione professionali; - svolgere funzioni di osservatorio del mondo del lavoro; - ricevere  dalle  associazioni   territoriali   gli   accordi  collettivi   territoriali  e  aziendali,  curandone  la  raccolta  e   provvedere,  a   richiesta, alla loro trasmissione al CNEL come previsto dalla legge; - emanare  parere  di  congruità  sulle  domande  presentate dai datori di   lavoro relativamente a specifiche figure professionali; - esprimere  pareri in merito all'assunzione di lavoratori con contratto a   tempo determinato e/o contratto a tempo parziale; - promuovere  la  nascita  degli Enti bilaterali regionali, territoriali e   dei  Centri   di   servizio,   specialmente   nelle   aree  maggiormente   rappresentative; - costituire  un Fondo di previdenza per fornire prestazioni complementari   dei  trattamenti di pensioni pubbliche sotto forma di rendita e capitale   che potrà associare lavoratori dipendenti e datori di lavoro; - gestire,  con  criteri  mutualistici,  l'erogazione delle prestazioni in   materia di malattie, infortuni, maternità, ecc.; - realizzare iniziative di carattere sociale; - istituire comitato di vigilanza nazionale; - promuovere  iniziative  in  materia di formazione continua, formazione e   riqualificazione  professionale,   anche   in   collaborazione   con  le   istituzioni  nazionali,  europee, internazionali, nonché altri Organismi   orientati ai medesimi scopi; - favorire  attraverso azioni formative, le pari opportunità per le donne,   in  vista  della piena attuazione della legge n. 125/91, nonché favorire   il  loro reinserimento nel mercato del lavoro dopo l'interruzione dovuta   alla maternità; - seguire  le  problematiche  relative  alla  materia della salute e della   sicurezza  sul  lavoro  nell'ambito  delle norme stabilite dalla legge e   dalle intese tra le parti sociali; - svolgere  tutti  gli  altri   compiti   allo   stesso   demandati  dalla   contrattazione collettiva e/o dalle norme di legge.

L'Ente   bilaterale  nazionale  dovrà  dotarsi  di  una   commissione   di conciliazione  paritetica nazionale con il compito di  redimere  eventuali controversie.

Gli Organi di gestione dell'Ente bilaterale nazionale saranno composti  su base  paritetica tra le associazioni sindacali dei datori di lavoro  e  le associazioni sindacali dei lavoratori dipendenti.

L'Ente   bilaterale  nazionale  provvederà  a  formulare  uno  schema   di regolamento per gli enti bilaterali regionali e territoriali.

L'Ente  bilaterale  nazionale  promuoverà  tutte  quelle  iniziative   che rispondano alle esigenze di ottimizzare le risorse interne.

 

 

Art. 196 - Finanziamento dell'Ente bilaterale

 

Il   finanziamento  dell'Ente  bilaterale  avverrà  tramite  contribuzione (0,20%)  calcolata sull'imponibile previdenziale del monte dei salari,  di cui  una  parte a carico delle aziende (0,10%) e una parte  a  carico  dei lavoratori (0,10%).

La suddetta quota è parte integrante dei costi connessi con l'applicazione del  presente CCNL, conseguentemente l'azienda  che  ometta  il versamento delle  suddette  quote  è  tenuta a corrispondere  al  lavoratore  un  EDR d'importo  pari  allo 0,10% della retribuzione lorda. Tale elemento  andrà denominato all'interno della busta paga con la seguente dicitura: "mancata adesione all'Ente bilaterale del contratto".

Del  mancato  pagamento  delle  quote Ente  Bilaterale  Nazionale  per  il Terziario  - ECST l'Azienda dovrà dare comunicazione con raccomandata  r/r al CST competente.

L'Ente  bilaterale nazionale non persegue fini di lucro e ha lo  scopo  di promuovere  la costituzione degli enti bilaterali regionali e  provinciali specialmente nelle aree maggiormente rappresentative.

 

 

Art. 197 - Funzioni di promozione e attivazione della formazione continua in seno all'Ente bilaterale

 

Le   Parti  demandano  all'Ente  bilaterale  la  gestione  progettuale   e l'attivazione  di  un apposito Gruppo di Lavoro (Task  Force),  denominato Fondo per la Formazione del Terziario in sigla "Fo.Fo.Ter.", teso a creare una   rete  di  supporto  per  l'erogazione  di  strumenti  dedicati  alla formazione e all'aggiornamento professionale.

Tali   servizi,   pur  considerando  la  oggettiva  differenziazione   dei fabbisogni formativi tra le diverse categorie di lavoratori, dovrà fornire canali  di  accesso e moduli di interesse per la totalità  dei  lavoratori inquadrati dal presente CCNL.

Una  volta terminata la fase di progettazione e di avvio operativo di  cui al   primo  comma,  la 'task  forcè  dedicata,  ferma  restando  la  sua appartenenza  all'Ente  bilaterale,  si  gestirà  con  propria   autonomia amministrativa.

Le  nomine  nella cabina di regia della 'task forcè saranno di competenza dell'Ente bilaterale.

 

 

Art. 198 - Finanziamento dell'Ente bilaterale per il "Fondo per la Formazione del Terziario- Fo.Fo.Ter."

 

Per garantire le risorse necessarie alla fase di definizione progettuale e di   attivazione  operativa,  viene  attivato  un  apposito   sistema   di autofinanziamento.

Detto sistema si articolerà secondo le seguenti modalità:

(1) con  il  versamento  in fase di prima applicazione, e per i lavoratori     neo-assunti,  successivamente,  di  una  quota  di adesione pari al 4%     della retribuzione contrattuale, di cui il 3% a carico delle aziende e     l'1% a carico dei lavoratori;

(2) con  il  versamento  a  decorrere  dall'anno  successivo  a  quello di     iscrizione di una quota di associazione al  Fondo  per  la  Formazione     pari  ad  E  25,00  di  cui E 20,00 a carico delle aziende ed E 5,00 a     carico  dei  lavoratori. Le quote annuali andranno versate nel mese di     gennaio a cura delle aziende che applichino il presente CCNL.

La suddetta quota è parte integrante dei costi connessi con l'applicazione del  presente  CCNL. L'azienda  che  ometta  il versamento delle  suddette quote  è  tenuta a corrispondere al lavoratore un EDR d'importo pari  allo 0,10% della retribuzione lorda. Tale elemento andrà denominato all'interno della  busta  paga  con la seguente dicitura: "mancata  adesione  all'Ente bilaterale del contratto".

Del  mancato  pagamento  delle  quote Ente  Bilaterale  Nazionale  per  il Terziario, l'azienda dovrà dare comunicazione con raccomandata r/r al  CST competente.

L'Ente  bilaterale nazionale non persegue fini di lucro e ha lo  scopo  di promuovere  la costituzione degli enti bilaterali regionali e  provinciali specialmente nelle aree maggiormente rappresentative.

Nota a verbale.

Le  aziende che applicheranno il presente CCNL, effettueranno da subito la trattenuta  mensile  che provvederanno a versare in  una  unica  soluzione appena  le  Parti  stipulanti avranno attivato la convenzione  con  l'Ente esattore. Successivamente  a  questa prima fase transitoria, i  versamenti  andranno effettuati mensilmente. Gli adempimenti di cui agli artt. 197 e 198 decorreranno dal gennaio 2005.      

 

 

Titolo XXXV - OPERATORI DI VENDITA

 

Art. 199 - Definizione di operatore di vendita

 

Le  Parti riconoscono nella definizione di operatore di vendita le  figure precedentemente nominate di "viaggiatore" e "piazzista".

Pertanto il lavoratore con la qualifica di operatore di vendita sarà colui il quale svolgerà una o entrambe le sotto elencate mansioni:

- promuovere  affari  a favore dell'azienda secondo le istruzioni ricevute   dalla stessa; - vendere  in  una  area territoriale determinata dalla azienda i prodotti   secondo  procedure  prefissate  e  con modalità commerciali direttamente   stabilite dall'impresa.

Le   parti,  fermo  restando  quando  previsto  dagli  articoli  seguenti, stabiliscono che una delle due o entrambe le mansioni su esposte  debbano, anche  in  presenza di compiti promiscui, essere prevalenti  su  qualsiasi altro incarico per poter legittimamente configurare il ruolo professionale di operatore di vendita.

 

 

Art. 200 - Deroghe al presente contratto collettivo

 

Per  gli  operatori di vendita, in considerazione delle specificità  della categoria,  il  presente  contratto si applica  con  tutte  le  modifiche, integrazioni, esclusioni ed eccezioni previste e analiticamente  descritte nel Titolo XXXIII del presente CCNL.

 

 

Art. 201 - Classificazione del personale

 

Agli effetti del presente contratto si considera:

-  operatore   di   vendita   di  1a categoria  l'impiegato  di  concetto, comunque   denominato,  assunto  stabilmente  da  un'azienda   con   l'incarico  di   viaggiare per la trattazione con la clientela e la ricerca della stessa,   per il collocamento degli articoli per i quali ha avuto incarico; -  operatore   di   vendita   di   2a   categoria   l'impiegato  d'ordine, comunque   denominato, assunto stabilmente dall'azienda con l'incarico di collocare   gli  articoli   trattati   dalla   medesima,   anche   quando   provveda   contemporaneamente alla loro diretta consegna.

All'operatore di vendita potranno essere assegnati compiti alternativi e/o complementari  all'attività diretta di vendita, quali  la  promozione,  la propaganda, l'assistenza al punto di vendita.

L'eventuale assegnazione dei compiti anzidetti non comporterà aggravi alle preesistenti situazioni lavorative individuali e dovrà essere motivata  da reali esigenze tecniche della distribuzione.

 

 

Art. 202 - Assunzione

 

L'assunzione del personale sarà effettuata secondo le norme  di  legge  in vigore sulla disciplina della domanda e della offerta di lavoro.

L'assunzione dovrà risultare da atto scritto, contenente, in aggiunta alle normali prescrizioni le seguenti indicazioni:

- il  periodo di tempo minimo annuale per cui l'azienda s'impegna a tenere   in viaggio l'operatore di vendita; - eventuali  compiti  dell'operatore  di vendita durante il periodo in cui   non viaggia e tenuto presente che non devono essere affidate allo stesso   mansioni incompatibili con la sua qualifica; - i rapporti derivanti dall'eventuale uso di automezzi.

 

 

Art. 203 - Documentazione

 

Per  l'assunzione  sono richiesti i seguenti documenti, in  aggiunta  alla normale documentazione:

- attestato  di  conoscenza di una o più lingue estere per le mansioni che   implichino tale requisito; - certificato di servizio eventualmente prestato presso altre aziende; - documenti  relativi  alle  assicurazioni sociali per i lavoratori che ne   siano sprovvisti; - documentazioni e dichiarazioni necessarie per l'applicazione delle leggi   previdenziali e fiscali; - dichiarazione di responsabilità dalla quale risulti il numero dei giorni   di  malattia indennizzati nel periodo che precede la data di assunzione,   dell'anno di calendario in corso; - dichiarazione di responsabilità per i lavoratori assunti con contratto a   termine  dalla  quale  risulti  il numero delle giornate lavorate nei 12   mesi  immediatamente  precedenti  la  data di assunzione; ciò ai fini di   quanto previsto dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638.

 

 

Art. 204 - Periodo di prova

 

La durata massima del periodo di prova non potrà superare i 60 giorni.

Trascorso  il  periodo di prova senza che nessuna delle parti  abbia  dato regolare disdetta, l'assunzione del lavoratore s'intenderà confermata e il periodo stesso sarà computato nella anzianità di servizio

 

 

Art. 205 - Retribuzione mensile

 

Eccettuate   le  prestazioni  occasionali  o  saltuarie,  la  retribuzione mensile,  sia normale che di fatto, è in misura fissa e cioè non variabile in  relazione  alle festività, ai permessi retribuiti,  alle  giornate  di riposo settimanale di legge cadenti nel periodo di paga e, fatte salve  le condizioni  di  miglior favore, alla distribuzione dell'orario  di  lavoro settimanale. Essa si riferisce pertanto a tutte le giornate  del  mese  di calendario.

 

 

Art. 206 - Paga base

 

La  retribuzione  degli  operatori di vendita  è  quella  riportata  nella seguente tabella:

 

 

Qualifica

Retribuzione

1.250,00

2

1.100,00

 

 

Art. 207 - Provvigioni

 

Qualora l'operatore di vendita sia retribuito anche con provvigione  sugli affari, questa gli sarà corrisposta solo sugli affari andati a buon fine.

Nel  caso  di  fallimento o di provata insolvenza del  cliente,  non  sarà dovuta  all'operatore di vendita alcuna provvigione sulla  percentuale  di riparto o di concordato, se questa sia inferiore al 65%.

All'operatore  di vendita spetterà però integralmente la  provvigione  nel caso  di contratti che, essendo stati già approvati, siano successivamente stornati dalla ditta senza giustificato motivo e non giungano a buon  fine per colpa di essa.

Le   provvigioni  maturate  saranno  attribuite  e  liquidate,  salve   le condizioni  di   miglior favore, ogni mese successivo  a  quello  in   cui l'affare è andato a buon fine, esibendo ove occorra, copia delle fatture.

La  liquidazione   dovrà farsi in base all'importo  netto  delle  fatture, dedotti vuoti, diritti fiscali, eventuali porti e imballi.

Non  si  dovranno dedurre quegli sconti extra o abbuoni o  resi  derivanti tutti  da  colpa della ditta. Non sono altresì deducibili sconti  extra  o abbuoni concordati dalla ditta dopo la conclusione dell'affare, all'atto o dopo  l'emissione della fattura e che siano dovuti ad iniziativa esclusiva della ditta medesima.

All'operatore  di  vendita retribuito anche con provvigione,  spetterà  la provvigione  anche  sugli affari fatti dalla ditta senza  il  suo  tramite (affari  indiretti) con la clientela da esso regolarmente visitata   nella zona  normalmente affidatagli oppure, ove non esista una zona determinata, con la clientela abitualmente e regolarmente da esso visitata.

La  provvigione  è  dovuta   anche sugli affari   conclusi   prima   della risoluzione  o  cessazione del rapporto e la cui esecuzione deve  avvenire dopo la fine del rapporto stesso.

Eventuali deroghe dovranno essere preventivamente concordate fra la  ditta e il dipendente operatore di vendita.

 

 

Art. 208 - Diarie

 

La  diaria  fissa  costituirà ad ogni effetto per il 50% parte  integrante della  retribuzione.  Nessuna  diaria è dovuta  all'operatore  di  vendita quando  è  in  sede  a disposizione della azienda, nella  città  ove  egli risiede abitualmente.

Qualora,  però, durante l'anno non sia stato mandato in viaggio per  tutto il   periodo convenuto contrattualmente, gli sarà corrisposta un'indennità per i giorni di mancato viaggio nella misura seguente:

- se ha residenza nella stessa sede dell'azienda, avrà una indennità nella   misura di 2/5 della diaria; - se  invece  l'operatore di vendita, con consenso dell'azienda, ha la sua   residenza in luogo  diverso da quello ove ha sede l'azienda stessa, avrà   diritto,  oltre  al   trattamento di cui sopra,  al riconoscimento delle   maggiori  spese sostenute per l'eventuale permanenza nella città  ove ha   sede l'azienda.

Qualora  l'azienda  non  corrisponda  la  diaria,  le  spese  sostenute  e documentate   dall'operatore    di   vendita   per    vitto   e   alloggio nell'espletamento  della  propria attività   fuori  della  città  sede  di deposito, di filiale o di residenza contrattuale, sempre che lo stesso non possa  per  la  distribuzione  del  suo  lavoro  rientrare  nella  propria abitazione,  saranno rimborsati nei limiti della normalità da individuarsi in sede aziendale tra la Direzione aziendale.

Lo  stesso  criterio  si  applica a  tutte  le  altre   spese  autorizzate dall'azienda.

 

 

Art. 209 - Assorbimenti

 

In  caso di aumenti di tabelle retributive, gli aumenti di merito concessi dalle  aziende, nonché quelli derivanti da scatti d'anzianità, non possono essere  assorbiti.  Per  aumenti di merito devono intendersi  gli  assegni corrisposti  con  riferimento   alle attitudini   e   al   rendimento  del lavoratore.

Gli  aumenti che non siano di merito e non derivino da scatti d'anzianità, erogati dalle aziende indipendentemente dai contratti collettivi stipulati in  sede sindacale, possono essere assorbiti in tutto o in parte, in  caso di  aumento  di  tabella, solo se l'assorbimento  sia  stato  previsto  da eventuali accordi sindacali oppure espressamente stabilito all'atto  della concessione.

Non   possono  essere assorbiti gli aumenti corrisposti collettivamente  e unilateralmente dal datore di lavoro nel corso dei 6 mesi   immediatamente precedenti la scadenza del presente contratto.

 

 

Art. 210 - Rischio macchina

 

Fermo  restando l'accollo all'operatore di vendita della franchigia  di  E 200,00  per  ogni  sinistro,  le spese di riparazione  dell'automezzo  per incidenti  passivi  provocati - senza dolo - dagli  operatori  di  vendita durante  lo  svolgimento  delle prestazioni lavorative  saranno  sostenute dalle  aziende  nella  misura  dell'80% e comunque con un massimale  di  E 3.000,00    anche    con   forme   assicurative   o   altre    equivalenti convenzionalmente pattuite tra le parti interessate, fermo il  diritto  di controllo  sulla  effettività  del  danno  e  sulla  corrispondenza  della fattura.   L'uso   dell'automezzo  deve  essere  comunque  preventivamente autorizzato dall'azienda.

 

 

Art. 211 - Trattamento economico di malattia e infortunio

 

Al  lavoratore  non in prova che debba interrompere il  servizio  a  causa d'infortunio o malattia sarà riservato il seguente trattamento:   

 

 

Anzianità di servizio 

Conservazione del posto di lavoro/mesi 

Retribuzione al 100% 

Retribuzione al 50% 

Da 0 a 5 anni di servizio

6 mesi

4 mesi

2 mesi

Da 5 a 10 anni di servizio 

9 mesi

6 mesi

3 mesi

Più di 10 anni di servizio

12 mesi

8 mesi

4 mesi

 

 

Per il trattamento economico durante il periodo di malattia o d'infortunio si fa riferimento alla retribuzione di fatto.

Il lavoratore che, posto in preavviso di licenziamento, cada ammalato o si infortuni,  usufruirà del trattamento sopra indicato per tutto il  periodo di  comporto. Il lavoratore dimissionario che cada ammalato o  subisca  un Infortunio  non professionale usufruirà del trattamento stesso  fino  alla scadenza del preavviso.

Nel   caso   invece  d'infortunio  per  causa  di  lavoro,  il  lavoratore dimissionario usufruirà del trattamento previsto al comma 1  del  presente articolo per tutto il periodo di comporto.

Alla  scadenza  dei  termini  sopra indicati, l'azienda,  ove  proceda  al licenziamento  dell'operatore di vendita, gli corrisponderà  il  TFR,  ivi compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Qualora  la  prosecuzione  della malattia oltre  i  termini  suddetti  non consenta  all'operatore di vendita di riprendere servizio, l'operatore  di vendita stesso potrà risolvere il rapporto con il diritto al solo TFR. Ove ciò  non  avvenga  e l'azienda non proceda al licenziamento,  il  rapporto rimane  sospeso  salva  la  decorrenza  dell'anzianità  agli  effetti  del preavviso e del tasso di rivalutazione del TFR di cui all'art. 2120 CC.

Per  gli  infortuni sul lavoro il posto sarà conservato fino a  cessazione dell'indennità temporanea da parte dell'INAIL.

Agli  operatori  di  vendita infortunati o deceduti  in  servizio,  purché riconosciuti  dall'INAIL, le aziende garantiranno con polizze assicurative o forme equivalenti la corresponsione aggiuntiva dei seguenti capitali:

- E 100.000,00 per morte

- E 200.000,00 per invalidità permanente totale

Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato  le norme  relative alla conservazione del posto e al trattamento  retributivo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso.

 

 

Art. 212 - Prestazione lavorativa settimanale

 

La  prestazione lavorativa del singolo operatore di vendita si svolgerà su 5 giornate alla settimana oppure su 4 giornate intere e 2 mezze giornate.

La   determinazione  dei  riposi  relativi  alle  2  mezze  giornate  sarà concordata  in  sede  aziendale tenuto conto delle  situazioni  locali  di fatto.

Nelle  attività che presentano esigenze di carattere stagionale o connesse al  lancio pubblicitario dei prodotti, il godimento della giornata o delle 2  mezze  giornate  in cui non viene effettuata la prestazione  lavorativa avverrà  nei  periodi  dell'anno  in  cui  saranno  cessate  le  anzidette esigenze.

 

 

Art. 213 - Riposo settimanale

 

L'operatore  di  vendita, che per ragioni di dislocazione non  possa,  per oltre   1  mese,  recarsi  in  famiglia,  avrà  diritto  di  ottenere   in sostituzione  del riposo, una licenza corrispondente ai giorni  di  riposo non fruiti, con facoltà di trasferirsi in famiglia a spese della ditta.

L'operatore di vendita per l'estero usufruirà del trattamento di cui sopra compatibilmente con la dislocazione e in seguito a specifici  accordi  con la ditta.

 

 

Art. 214 - Normativa retribuzione ferie

 

Durante   il  periodo  di  ferie  decorre  a  favore  del  lavoratore   la retribuzione di fatto, di cui all'art. 206.

Al  lavoratore retribuito in tutto o in parte a provvigione il  datore  di lavoro  corrisponderà, durante il periodo di ferie, una  quota  pari  alla media  delle provvigioni percepite dagli altri colleghi del negozio o  del reparto.

Nelle  aziende con un solo dipendente o quando tutto il personale  sia  in ferie  spetterà  al singolo dipendente, durante il periodo  di  ferie,  la media  mensile  delle provvigioni dallo stesso percepita negli  ultimi  12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato.

Se il dipendente retribuito a provvigione è in ferie e viene sostituito da altro  dipendente estraneo al reparto, il lavoratore in ferie avrà diritto a  una  quota di provvigioni, a carico del datore di lavoro, pari a quella spettante al suo sostituto.

 

 

Art. 215 - Tutela del posto di lavoro

 

Nella  ipotesi  di  cessazione del rapporto di  lavoro,  conseguente  alla perdita dell'idoneità a svolgere mansioni di operatore di vendita a  causa di  infortunio sul lavoro, l'azienda qualora proceda entro 18 mesi a nuove assunzioni,   dovrà  riservare  priorità  alla  domanda   di   assunzione, eventualmente  prodotta  dal lavoratore , per altra  mansione.  Tutto  ciò compatibilmente  con  le  norme  sul collocamento  e  sempreché  il  posto disponibile  possa  essere ricoperto in relazione alla diminuita  capacità lavorativa e alle attitudini personali dell'interessato.

Le  aziende  con  più  di 80 dipendenti, sempre che  non  debbano  attuare provvedimenti di ristrutturazione con riflessi occupazionali, a  richiesta dell'interessato,  assumeranno 'ex novo', entro 90 giorni  dalla  data  di cessazione  del rapporto, l'infortunato adibendolo alle mansioni  ritenute più   opportune   in  relazione  alle  esigenze  tecnico-organizzative   e produttive, anche per quanto concerne il luogo di prestazione del lavoro.

Qualora   il  lavoratore  abbia riportato dall'infortunio  una  invalidità superiore al terzo, dovrà iscriversi nell'elenco degli invalidi del lavoro presso  gli Uffici provinciali del lavoro e l'azienda presenterà richiesta di  avviamento all'Ufficio anzidetto ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio.

Qualora  invece  l'invalidità non raggiunga il terzo, il lavoratore  dovrà iscriversi nelle liste di collocamento di cui alla legge 29.4.49 n. 264.

Le  parti  convengono  che, in ambedue i casi suddetti,  la  richiesta  di avviamento  presentata dalla azienda sarà nominativa, ai  sensi  dell'art. 33, comma 7, legge n. 300/70. Il rifiuto dell'interessato ad espletare  le mansioni  di  nuova  assunzione  comporta  per  l'azienda  il  venir  meno dell'impegno cui ai primi 2 commi.

Nei  casi  in  cui  all'operatore di vendita,  al  quale  venga  richiesto espressamente l'uso dell'automezzo, sia sospesa la patente per  infrazioni commesse - dopo l'entrata in vigore del contratto - durante lo svolgimento dell'attività lavorativa, allo stesso è data facoltà di richiedere, per un periodo  massimo di 6 mesi, aspettativa non retribuita né  computabile  ad alcun effetto contrattuale o di legge.

 

 

Art. 216 - Mansioni del lavoratore

 

Il  prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali  è stato  assunto  o a quelle corrispondenti al livello superiore  che  abbia successivamente  acquisito  ovvero  a  mansioni  equivalenti  alle  ultime effettivamente  svolte, senza alcuna diminuzione della  retribuzione.  Nel caso  di  assegnazione a mansioni superiori, il prestatore ha  diritto  al trattamento  corrispondente all'attività svolta  e  l'assegnazione  stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di  lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto,  dopo  un periodo non superiore a 3 mesi.

 

 

Art. 217 - Mansioni promiscue

 

In caso di mansioni promiscue si farà riferimento all'attività prevalente.

Per attività prevalente s'intende quella di maggiore valore professionale, sempre  che  venga  abitualmente prestata, non si  tratti  di  un  normale periodo di addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.

In  tal caso, ferme restando le mansioni di fatto espletate, al lavoratore compete l'inquadramento al livello superiore.

 

 

Art. 218 - Passaggi di livello

 

Il  lavoratore promosso al livello superiore ha diritto alla  retribuzione contrattuale del nuovo livello. Qualora il lavoratore percepisca, all'atto della promozione, una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo livello, manterrà la relativa eccedenza come assegno 'ad personam'  avente lo stesso titolo e caratteristiche originarie.

In  ogni  caso,  tale  eccedenza non potrà essere assorbita  dagli  scatti d'anzianità.

Il lavoratore appartenente a qualifica non impiegatizia ai sensi di legge, in  caso  di  passaggio  a  categoria impiegatizia,  conserva  l'anzianità maturata  nelle  rispettive qualifiche di impiegato e  di  lavoratore  con mansioni non impiegatizie.

 

 

Art. 219 - Trasferimenti

 

L'operatore di vendita trasferito conserva il trattamento economico goduto precedentemente, escluse quelle indennità e competenze che siano  inerenti alle  condizioni locali o alle particolari prestazioni presso la  sede  di origine e che non ricorrono nella nuova destinazione.

L'operatore  di  vendita che non accetti il trasferimento  determinato  da comprovate   esigenze   tecniche,  organizzative  e/o   produttive,   sarà considerato dimissionario e avrà diritto al TFR e al preavviso.

All'operatore di vendita che venga trasferito sarà corrisposto il rimborso delle  spese di viaggio e trasporto per sé, per le persone di  famiglia  e per  gli  effetti  familiari  (mobilio, bagagli.  ecc.)  previi  opportuni accordi da prendersi con l'azienda.

È dovuta inoltre la diaria per giorni 10 all'operatore di vendita celibe o senza  congiunti conviventi a carico e per giorni 20 - oltre 1 giorno  per ogni figlio a carico - all'operatore di vendita con famiglia.

Qualora,  per  effetto  del trasferimento, l'operatore  di  vendita  debba corrispondere  un indennizzo per anticipata risoluzione del  contratto  di affitto, avrà diritto al rimborso di tale indennizzo fino alla concorrenza di  un  massimo  di  6  mesi  di pigione. Detto  rimborso  sarà  dovuto  a condizione  che  il  contratto di affitto sia stato, precedentemente  alla comunicazione  del trasferimento, regolarmente registrato o denunciato  al datore    di  lavoro.  Il  provvedimento  di  trasferimento  dovrà  essere comunicato  per  iscritto all'operatore di vendita con  un  preavviso  non inferiore ai 30 giorni.

All'operatore di vendita che chiede il suo trasferimento non competono  le indennità di cui sopra.      

 

 

Art. 220 - Trattenimento in sede

 

Qualora  l'operatore  di vendita retribuito anche  con  provvigione  fosse trattenuto  in  sede per oltre 1/3 del tempo in cui dovrebbe  rimanere  in viaggio  in  base al suo contratto individuale, il rapporto  d'impiego  si intenderà  risolto, su richiesta del viaggiatore stesso, con  diritto,  da parte  di  questi,  a  considerarsi licenziato a tutti  gli  effetti  e  a percepire le relative indennità, compresa quella di mancato preavviso.

 

 

Art. 221 - Trattamento di fine rapporto

 

In  ogni  caso  di  risoluzione  del rapporto  di  lavoro  subordinato  il prestatore  di  lavoro ha diritto a un TFR determinato  secondo  le  norme della legge 29.5.82 n. 297, e secondo le norme del presente articolo.

Ai  sensi  e  per  gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come  modificato dalla  legge  29.5.82  n.  297,  sono  escluse  dalla  quota  annua  della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR le seguenti somme:

- i rimborsi spese; - le  somme  concesse   occasionalmente   a   titolo   di  'una  tantum',   gratificazioni straordinarie non contrattuali e simili; - i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo; - l'indennità sostitutiva delle ferie; - le  indennità  di  trasferta  e diarie non aventi carattere continuativo   nonché, quando le stesse hanno carattere continuativo, una quota di esse   pari all'ammontare esente dall'IRPEF; - le  prestazioni in natura, quando sia previsto un corrispettivo a carico   del lavoratore; - gli  elementi  espressamente  esclusi  dalla  contrattazione  collettiva   integrativa.

Ai sensi del comma 3, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297,  in  caso  di  sospensione  della prestazione  di  lavoro  nel  corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110 CC, nonché in  caso  di sospensione  totale  o  parziale per la quale sia prevista  l'integrazione salariale, in luogo delle indennità economiche corrisposte dagli  istituti assistenziali (INPS, INAIL), deve essere computato nella quota annua della retribuzione  utile al calcolo del TFR l'equivalente della retribuzione  a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto   di  lavoro.  È  facoltà  dell'azienda,  salvo  espresso   patto contrario,  dedurre dal TFR quanto l'operatore di vendita  percepisca,  in conseguenza  del  licenziamento, per eventuali atti di  previdenza  (Casse pensioni, previdenza, assicurazioni varie) compiuti dall'azienda.

 

 

Art. 222 - Cessione o trasformazione dell'azienda

 

In  caso  di  cessione o trasformazione in qualsiasi modo  della  ditta  e quando  la  ditta  cedente  non abbia dato ai lavoratori  il  preavviso  e corrisposto  l'indennità prevista nel presente contratto per  il  caso  di licenziamento, la ditta cessionaria, ove non intenda mantenere in servizio il  personale  con tutti i diritti e oneri competenti per  il  periodo  di lavoro  precedentemente  prestato, sarà tenuta alla  osservanza  integrale degli   obblighi  gravanti  per  effetto  del  presente  contratto   sulla precedente ditta, come se avvenisse il licenziamento.

 

 

Art. 223 - Obblighi del prestatore di lavoro

 

Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri e il  segreto di ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.

Il  lavoratore  ha l'obbligo di conservare diligentemente  le  merci  e  i materiali, di cooperare alla prosperità della impresa.

 

 

Art. 224 - Cauzioni

 

Per  le  mansioni che la giustificano, il datore di lavoro  stabilirà  per iscritto  di  volta in volta l'ammontare della cauzione che  dovrà  essere prestata dai lavoratori.

La  cauzione sarà costituita da titoli dello Stato, depositati  presso  un istituto  bancario e vincolati dal datore di lavoro, oppure  potrà  essere versata  in libretto di risparmio parimenti vincolato al datore di lavoro, il  quale  rilascerà regolare ricevuta con gli estremi dei  titoli  o  del libretto  che gli vengono consegnati. Gli interessi e gli eventuali  premi restano  a  disposizione del lavoratore, il quale  ha  sempre  diritto  di prelevarli senza alcuna formalità.

La  cauzione  potrà anche essere prestata, con il consenso del  datore  di lavoro,  mediante  polizza  di  garanzia  costituita  presso  un  istituto assicuratore o con fideiussione bancaria.

In  tal  caso il datore di lavoro avrà facoltà di provvedere al  pagamento dei relativi premi, rivalendosi sulla retribuzione del prestatore d'opera.

La  cauzione rimane di proprietà del lavoratore o dei suoi aventi diritto, e non può comunque confondersi con i beni dell'azienda.

 

 

Art. 225 - Diritto di rivalsa

 

Il  datore  di  lavoro  ha  diritto di rivalersi sulla  cauzione  per  gli eventuali danni subiti, previa contestazione al prestatore d'opera.

In  caso di disaccordo, dovrà essere esperito un tentativo di componimento attraverso le associazioni sindacali competenti.

 

 

Art. 226 - Ritiro cauzioni per cessazione rapporto

 

All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, ove non esistano  valide ragioni  di  contestazione da parte del datore di  lavoro,  il  prestatore d'opera  dovrà  essere posto in condizioni di poter ritirare  la  cauzione entro il termine di 15 giorni dalla data di cessazione del servizio.

 

 

Titolo XXXVI - ARCHIVIO CONTRATTI

 

Art. 227 - Deposito contratto collettivo

 

In  ottemperanza  a  quanto previsto dalle direttive sulla  Organizzazione dell'Archivio  della  Contrattazione Selettiva e ai  sensi  dell'art.  17, legge  n. 936/86, le parti contraenti si impegnano ad inviare al  CNEL  il presente contratto CCNL e successivi rinnovi o integrazioni

 

 

Titolo XXXVII - DECORRENZA E DURATA

 

Art. 228 - Decorrenza e durata

 

Il  presente contratto decorre dal 1o settembre 2004 e avrà scadenza il 31 agosto  2008 e il 31 agosto 2006 rispettivamente per la parte normativa  e per  la  parte  economica,  fatte  salve, eventuali,  specifiche  scadenze contrattualmente stabilite.

Esso  si  intenderà successivamente rinnovato di anno in anno qualora  non venga disdetto 3 mesi prima della scadenza con lettera raccomandata.

In caso di disdetta il presente contratto resterà in vigore sino a che non sarà  sostituito dal nuovo contratto nazionale che avrà comunque  validità dal giorno successivo.

 

 

ALLEGATI

 

a) minimi tabellari

b) Regolamento RSU

c) Regolamento D.lgs. n. 626/94

d) Statuto Ente bilaterale

e) Accordo attuativo per l'apprendistato

f) Modulistica e facsimile del cedolino paga

 

 

Allegato A - MINIMI TABELLARI

(validi dal 1o settembre 2004)

 

 

Le retribuzioni previste dal CCNL sono le seguenti:

 

 

LIVELLO

PAGA BASE CONTRATTUALE

Quadri

€ 1.731,00 *

I

€ 1.611,00

II

€ 1.460,00

III

€ 1.320,00

IV

€ 1.210,00

V

€ 1.142,00

VI

€ 1.077,00

VII

€ 995,00

* Indennità Funzione Quadro pari a € 150,00.

 

 

La retribuzione degli operatori di vendita è quella riportata nella seguente tabella:

 

 

QUALIFICA

PAGA BASE CONTRATTUALE

I Livello

€ 1.250,00

II Livello

€ 1.100,00

 

 

Le retribuzioni degli apprendisti saranno le seguenti:

 

 

Livello

1o anno

2o anno

3o anno

4o anno

III Livello

€ 792,00

€ 858,00

€ 990,00

€ 1.122,00

IV livello

€ 786,50

€ 847,00

€ 907,50

€ 1.028,50

V livello

€ 799,40

€ 913,60

€ 970,70

-------

VI livello

€ 753,90

€ 915,45

-------

-------

 

 

Le retribuzioni degli apprendisti sono riportate in percentuale nella seguente tabella:

 

 

Livello/anzianità

1o anno

2o anno

3o anno

4o anno

III livello

60%

65%

75%

85%

IV livello

65%

70%

75%

85%

V livello

70%

80%

85%

-----

VI livello

70%

85%

-----

-----

 

 

Allegato B - REGOLAMENTO R.S.U.

 

AVVERTENZA

 

Le  parti  si  danno  reciprocamente atto che la titolazione  dei  singoli articoli risponde soltanto all'esigenza di migliorare la consultazione del testo    contrattuale.   I   titoli,   pertanto,   non   sono    esaustivi dell'indicazione  dei contenuti dei singoli articoli e quindi,  in  quanto tali non costituiscono elemento d'interpretazione della norma.

 

REGOLAMENTO ELETTORALE R.S.U.

 

Parte I

PREMESSA

 

Il  presente  accordo assume la disciplina generale  in  materia  di  RSU, contenuta nel Protocollo stipulato fra Governo e Parti sociali il  23.7.93 e recepito da CONFTERZIARIO e CONFLAVORATORI in data odierna.

 

MODALITÀ DI COSTITUZIONE E DI FUNZIONAMENTO

 

Art. 1 - Ambito ed iniziativa per la costituzione.

 

RSU possono essere costituite nelle Aziende nei quali l'azienda occupi più di  15  dipendenti, ad iniziativa delle associazioni sindacali  firmatarie del  presente Protocollo.

Hanno potere di iniziativa anche le associazioni sindacali firmatarie  dei vari  CCNL  promossi  da  CONFTERZIARIO, ovvero le associazioni  sindacali abilitate alla presentazione delle liste elettorali ai sensi del punto  4, parte  II, a condizione che abbiano comunque espresso adesione formale  al contenuto del presente accordo.

L'iniziativa  di  cui al comma 1 deve essere esercitata, congiuntamente  o disgiuntamente,   da  parte  delle  associazioni  sindacali   come   sopra individuate, entro 3 mesi dalla stipula del presente accordo.

In  caso di oggettive difficoltà per l'esercizio dell'iniziativa entro  il termine  di  cui sopra, l'iniziativa stessa potrà avere luogo  anche  dopo detto termine.

La stessa iniziativa, per i successivi rinnovi, potrà essere assunta anche dalla  R.S.U. e dovrà essere esercitata almeno 3 mesi prima della scadenza del mandato.

 

Art. 2 - Composizione.

 

Alla  costituzione  della  RSU si procede, per  2/3  dei  seggi,  mediante elezione   a  suffragio  universale  e  a  scrutinio  segreto  tra   liste concorrenti. Il residuo terzo viene assegnato alle liste presentate  dalle associazioni   sindacali   firmatarie  del   CCNL   applicato   nell'unità produttiva,  e  alla  sua  copertura  si  procede,  mediante  elezione   o designazione, in proporzione ai voti ricevuti.

Nella  composizione delle liste si perseguirà una adeguata  rappresentanza di    genere,   attraverso   una   coerente   applicazione   delle   norme antidiscriminatorie e sulle pari opportunità.

 

Art. 3  - Numero dei componenti.

 

Fermo  restando quanto previsto nel Protocollo d'intesa del 23.7.93, sotto il  titolo  rappresentanze sindacali, al punto B (vincolo della parità  di costi per le aziende), il numero dei componenti le RSU sarà pari almeno a:

(a) 3 componenti per la RSU costituita nelle unità produttive che occupano     fino a 100 dipendenti; (b) 3  componenti  ogni  200  o  frazione  di  200  dipendenti nelle unità     produttive che occupano fino a 1.000 dipendenti; (c) 3 componenti ogni  500  o  frazione  di  500  dipendenti  nelle  unità     produttive  di  maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui alla     precedente lett. b).

 

Art. 4 - Diritti, permessi, libertà sindacali, tutele e modalità          di esercizio.

 

I  componenti delle RSU subentrano ai dirigenti delle RSA nella titolarità dei  diritti, permessi e libertà sindacali e tutele già loro spettanti per effetto delle disposizioni di cui al Titolo III, legge n. 300/70.

In  tale occasione, sempre nel rispetto dei principi sopra concordati,  le parti  definiranno  in via prioritaria soluzioni in  base  alle  quali  le singole   condizioni   di   miglior  favore   dovranno   permettere   alle organizzazioni sindacali con le quali si erano convenute, di mantenere una specifica agibilità sindacale.

In  tale  ambito sono fatti salvi in favore delle Organizzazioni  aderenti alle associazioni sindacali stipulanti i contratti collettivi promossi  da CONFTERZIARIO, i seguenti diritti:

(a) diritto  ad  indire,  singolarmente  o  congiuntamente l'assemblea dei     lavoratori durante l'orario di  lavoro,  per  3  delle  10  ore  annue     retribuite,  spettanti  a  ciascun  lavoratore  ex  art.  20, legge n.     300/70; (b) diritto ai permessi  non  retribuiti  di  cui  all'art. 24,  legge  n.     300/70; (c) diritto di affissione di cui all'art. 25, legge n. 300/70.

 

Art. 5 - Compiti e funzioni.

 

Le RSU subentrano alle RSA e ai loro dirigenti nella titolarità dei poteri e   nell'esercizio  delle  funzioni  ad  essi  spettanti  per  effetto  di disposizioni di legge. La RSU e le competenti strutture territoriali delle associazioni sindacali firmatarie del CCNL possono stipulare il  contratto collettivo aziendale di lavoro nelle materie, con le procedure, modalità e nei limiti stabiliti dal vari contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

Art. 6 - Durata e sostituzione nell'incarico.

 

I  componenti della RSU restano in carica per 3 anni, al termine dei quali decadono automaticamente. In caso di dimissioni di componente elettivo, lo stesso sarà sostituito dal primo dei non eletti appartenente alla medesima lista.

Il  componente dimissionario, che sia stato nominato su designazione delle associazioni   sindacali  stipulanti  il  CCNL   applicato   nella   unità produttiva,  sarà sostituito mediante nuova designazione  da  parte  delle stesse associazioni.

Le dimissioni e conseguenti sostituzioni dei componenti le RSU non possono concernere  un  numero superiore al 50% degli stessi,  pena  la  decadenza della RSU con conseguente obbligo di procedere al suo rinnovo, secondo  le modalità previste dal presente accordo.

 

Art. 7 - Decisioni.

 

Le decisioni relative a materie di competenza delle RSU sono assunte dalle stesse in base ai criteri previsti da intese definite dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti il presente accordo.

 

Art. 8 - Clausola di salvaguardia.

 

Le  Organizzazioni  sindacali, dotate dei requisiti di  cui  all'art.  19, legge  20.5.70  n.  300,  che  siano firmatarie  del  presente  accordo  o comunque, aderiscano alla disciplina in esso contenuta, partecipando  alla procedura di elezione della RSU, rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA ai sensi della norma sopra menzionata.

 

Parte II - DISCIPLINA DELLA ELEZIONE DELLA R.S.U.

 

Art. 1 - Modalità per indire le elezioni.

 

Almeno  3  mesi prima della scadenza del mandato della RSU le associazioni sindacali  di cui al punto 1, parte I del presente accordo, congiuntamente o  disgiuntamente, o la RSU uscente, provvederanno ad indire  le  elezioni mediante  comunicazione  da  affiggere nell'apposito  albo  che  l'azienda metterà a disposizione della RSU e da inviare alla Direzione aziendale. Il termine  per  la presentazione delle liste è di 15 giorni  dalla  data  di pubblicazione  dell'annuncio di cui sopra; l'ora di  scadenza  si  intende fissata alla mezzanotte del 15o giorno.

 

Art. 2 - Quorum per la validità delle elezioni.

 

Le  Organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti il presente accordo favoriranno  la  più ampia partecipazione dei lavoratori  alle  operazioni elettorali. Le elezioni sono valide ove alle stesse abbia preso parte  più della metà dei lavoratori aventi diritto al voto.

Nei  casi  in  cui  detto quorum non sia stato raggiunto,  la  Commissione elettorale  e  le Organizzazioni sindacali prenderanno ogni determinazione in  ordine  alla validità della consultazione in relazione alla situazione venutasi a determinare nell'unità produttiva.

 

Art. 3 - Elettorato attivo e passivo.

 

Hanno  diritto  di votare tutti i dipendenti non in prova  in  forza  alla unità produttiva alla data delle elezioni.

Ferma  restando  l'eleggibilità  dei dipendenti  non  in  prova  in  forza all'unità produttiva, candidati nelle liste di cui al successivo punto  4, la  contrattazione regolerà limiti ed esercizio del diritto di  elettorato passivo dei lavoratori non a tempo indeterminato.

 

Art. 4 - Presentazione delle liste.

 

All'elezione  della  RSU  possono concorrere liste  elettorali  presentate dalle:

(a) associazioni  sindacali  firmatarie  dei  diversi  CCNL   promossi  da     CONFTERZIARIO; (b) associazioni sindacali formalmente costituite con un proprio statuto e     atto costitutivo a condizione che:

- accettino espressamente e formalmente la presente regolamentazione; - la  lista  sia  corredata da un numero di firme di lavoratori dipendenti   dalla unità produttiva pari al 5% degli aventi diritto al voto.

Non  possono essere candidati coloro che abbiano presentato la lista  e  i membri della Commissione elettorale.

Ciascun  candidato può presentarsi in una sola lista. Ove,  nonostante  il divieto di cui al precedente comma, un candidato risulti compreso  in  più di  una  lista,  la  Commissione elettorale di cui al  punto  5,  dopo  la scadenza del termine per la presentazione delle liste e prima di procedere alla  affissione  delle liste stesse ai sensi del  punto  7,  inviterà  il lavoratore interessato a optare per una delle liste.

Il  numero dei candidati per ciascuna lista non può superare di oltre  1/3 il numero dei componenti la RSU da eleggere nel Collegio.

 

Art. 5 - Commissione elettorale.

 

Al   fine   di  assicurare  un  ordinato  e  corretto  svolgimento   della consultazione,  nelle  singole  unità  produttive  viene  costituita   una Commissione elettorale.

Per  la  composizione  della  stessa ogni  Organizzazione  abilitata  alla presentazione di liste potrà designare un lavoratore dipendente dall'unità produttiva, non candidato.

 

Art. 6 - Compiti della Commissione

 

La Commissione elettorale ha il compito di:

(a) ricevere  la presentazione delle liste, rimettendo immediatamente dopo     la  sua  completa  integrazione  ogni   contestazione   relativa  alla     rispondenza  delle  liste  stesse  ai  requisiti previsti dal presente     accordo; (b) verificare la valida presentazione delle liste; (c) costituire i seggi elettorali, presiedendo alle operazioni di voto che     dovranno  svolgersi  senza  pregiudizio  del normale svolgimento della     attività aziendale; (d) assicurare la correttezza delle operazioni di scrutinio dei voti; (e) esaminare e  decidere su eventuali ricorsi proposti nei termini di cui     al presente accordo; (f) proclamare i  risultati delle elezioni, comunicando gli stessi a tutti     i  soggetti  interessati,  ivi  comprese  le   associazioni  sindacali     presentatrici di liste.

 

Art. 7 - Affissioni.

 

Le   liste  dei  candidati  dovranno  essere  portate  a  conoscenza   dei lavoratori,  a  cura  della  Commissione elettorale,  mediante  affissione nell'albo di cui al punto 1, almeno 8 giorni prima della data fissata  per le elezioni.

 

Art. 8 - Scrutatori.

 

È  in  facoltà  dei  presentatori  di  ciascuna  lista  di  designare  uno scrutatore per ciascun seggio elettorale, scelto fra i lavoratori elettori non candidati.

La  designazione degli scrutatori deve essere effettuata non oltre  le  24 ore che precedono l'inizio delle votazioni.

 

Art. 9 - Segretezza del voto.

 

Nelle  elezioni il voto è segreto e diretto e non può essere espresso  per lettera né per interposta persona.

 

Art. 10 - Schede elettorali.

 

La votazione ha luogo a mezzo di scheda unica, comprendente tutte le liste disposte in ordine di presentazione e con la stessa evidenza. In  caso  di contemporaneità della presentazione l'ordine di precedenza sarà estratto a sorte.

Le schede devono essere firmate da almeno 2 componenti del seggio; la loro preparazione  e  la  votazione devono avvenire in  modo  da  garantire  la segretezza  e  la regolarità del voto. La scheda deve essere consegnata  a ciascun elettore all'atto della votazione dal Presidente del seggio.

Il   voto  di  lista  sarà  espresso  mediante  crocetta  tracciata  sulla intestazione  della  lista. Il voto è nullo se  la  scheda  non  è  quella predisposta  o  se  presenta  tracce di  scrittura  o  analoghi  segni  di individuazione.

 

Art. 11 - Preferenze.

 

L'elettore può manifestare la preferenza solo per un candidato della lista da  lui votata. Il voto preferenziale sarà espresso dall'elettore mediante una  crocetta  apposta a fianco del nome del candidato  preferito,  ovvero segnando  il  nome  del  candidato preferito  nell'apposito  spazio  della scheda.

L'indicazione  di  più preferenze date alla stessa lista  vale  unicamente come  votazione della lista, anche se non sia stato espresso il voto della lista.  Il  voto  apposto  a  più di una lista,  o  l'indicazione  di  più preferenze  date a liste differenti, rende nulla la scheda.  Nel  caso  di voto  apposto  ad  una  lista e di preferenze date a  candidati  di  liste differenti, si considera valido solamente il voto di lista e nulli i  voti di preferenza.

 

Art. 12 - Modalità della votazione.

 

Il  luogo e il calendario di votazione saranno stabiliti dalla Commissione elettorale,  previo accordo con la Direzione aziendale, in  modo  tale  da permettere  a tutti gli aventi diritto l'esercizio del voto, nel  rispetto delle esigenze della produzione.

Qualora  l'ubicazione degli impianti e il numero dei votanti lo  dovessero richiedere,  potranno essere stabiliti più luoghi di  votazione,  evitando peraltro eccessivi frazionamenti anche per conservare, sotto ogni aspetto, la segretezza del voto.

Nelle aziende con più unità produttive le votazioni avranno luogo di norma contestualmente. Luogo e calendario di votazione dovranno essere portate a conoscenza  di  tutti  i  lavoratori,  mediante  comunicazione   nell'albo esistente presso le aziende, almeno giorni prima del giorno fissato per le votazioni.

 

Art. 13 - Composizione del seggio elettorale.

 

Il  seggio  è  composto dagli scrutatori di cui al punto 8, parte  II  del presente   accordo   e  da  un  Presidente,  nominato  dalla   Commissione elettorale.

 

Art. 14 - Attrezzatura del seggio elettorale.

 

A  cura  della Commissione elettorale ogni seggio sarà munito di una  urna elettorale, idonea ad una regolare votazione, chiusa e sigillata sino alla apertura  ufficiale della stessa per l'inizio dello scrutinio.  Il  seggio deve  inoltre  poter disporre di un elenco completo degli elettori  aventi diritto al voto presso di esso.

 

Art. 15 - Riconoscimento degli elettori.

 

Gli  elettori, per essere ammessi al voto, dovranno esibire al  Presidente del  seggio  un  documento  di riconoscimento personale.  In  mancanza  di documento  personale essi dovranno essere riconosciuti da almeno  2  degli scrutatori  del  seggio; di tale circostanza deve  essere  dato  atto  nel verbale concernente le operazioni elettorali.

 

Art. 16 - Compiti del Presidente.

 

Il  Presidente farà apporre all'elettore, nell'elenco di cui al precedente punto 14, la firma accanto al suo nominativo.

 

Art. 17 - Operazioni di scrutinio.

 

Le  operazioni  di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura  delle operazioni elettorali di tutti i seggi dell'unità produttiva.

Al  termine dello scrutinio, a cura del Presidente del seggio, il  verbale dello  scrutinio,  su  cui dovrà essere dato atto  anche  delle  eventuali contestazioni, verrà consegnato - unitamente al materiale della  votazione (schede, elenchi, ecc.) - alla Commissione elettorale che, in caso di  più seggi, procederà alle operazioni riepilogative di calcolo dandone atto nel proprio verbale.

La  Commissione  elettorale al termine delle operazioni di  cui  al  comma precedente  provvederà a sigillare in un unico piego  tutto  il  materiale (esclusi  i  verbali)  trasmesso dai seggi; il piego  sigillato,  dopo  la definitiva  convalida  della RSU sarà conservato secondo  accordi  tra  la Commissione  elettorale e la Direzione aziendale in modo da garantirne  la integrità  e  ciò almeno per 3 mesi. Successivamente sarà  distrutto  alla presenza  di  un  delegato della Commissione elettorale e di  un  delegato della Direzione.

 

Art. 18 - Attribuzione dei seggi.

 

Ai  fini  dell'elezione dei due terzi dei componenti della RSU, il  numero dei  seggi sarà ripartito, secondo il criterio proporzionale, in relazione ai  voti perseguiti dalle singole liste concorrenti. Il residuo terzo  dei seggi  sarà  attribuito  in  base al criterio di  composizione  della  RSU previsto dall'art. 2, comma 1, parte I del presente accordo.

Nell'ambito  delle  liste  che  avranno  conseguito  un  numero  di   voti sufficiente  all'attribuzione di seggi, i componenti  saranno  individuati seguendo l'ordine dei voti di preferenza ottenuti dai singoli candidati e, in  caso  di  parità di voti di preferenza, in relazione all'ordine  nella lista.

 

Art. 19 - Ricorsi alla Commissione elettorale.

 

La  Commissione elettorale, sulla base dei risultati di scrutinio, procede alla  assegnazione  dei  seggi  e  alla  redazione  di  un  verbale  sulle operazioni  elettorali, che deve essere sottoscritto da tutti i componenti della Commissione stessa.

Trascorsi 5 giorni dalla affissione dei risultati degli scrutini senza che siano  stati  presentati  ricorsi da parte dei  soggetti  interessati,  si intende  confermata l'assegnazione dei seggi di cui al primo  comma  e  la Commissione  ne dà atto nel verbale di cui sopra. Ove invece  siano  stati presentati ricorsi nei termini suddetti, la Commissione deve provvedere al loro  esame  entro 48 ore, inserendo nel verbale suddetto  la  conclusione alla quale è pervenuta.

Copia  di  tale verbale e dei verbali di seggio dovrà essere notificata  a ciascun rappresentante delle associazioni sindacali che abbiano presentato liste  elettorali, entro 48 ore dal compimento delle operazioni di cui  al comma  precedente  e notificata, a mezzo raccomandata  con  ricevuta,  nel termine   stesso,  sempre  a  cura  della  Commissione  elettorale,   alla Associazione  industriale territoriale, che, a sua volta, ne  darà  pronta comunicazione all'azienda.

 

Art. 20 - Comitato dei garanti.

 

Contro  le decisioni della Commissione elettorale è ammesso ricorso  entro 10 giorni ad apposito Comitato dei garanti.

Tale Comitato è composto, a livello provinciale, da un membro designato da ciascuna   delle   Organizzazioni  sindacali,  presentatrici   di   liste, interessate al ricorso, da un rappresentante dell'associazione industriale locale di appartenenza, ed è presieduto dal Direttore dell'UPLMO o  da  un suo delegato.

Il Comitato si pronuncerà entro il termine perentorio di 10 giorni.

 

Art. 21 - Comunicazione della nomina dei componenti della RSU.

 

La nomina, a seguito di elezione o designazione, dei componenti della RSU, una  volta  definiti gli eventuali ricorsi, sarà comunicata  per  iscritto alla  direzione  aziendale  per  il tramite  della  locale  Organizzazione imprenditoriale  d'appartenenza a cura delle Organizzazioni  sindacali  di rispettiva appartenenza dei componenti.

 

Art. 22 - Adempimenti della Direzione aziendale.

 

La Direzione aziendale metterà a disposizione della Commissione elettorale l'elenco  dei  dipendenti  aventi diritto  al  voto  nella  singola  unità produttiva e quanto necessario a consentire il corretto svolgimento  delle operazioni elettorali.

 

Art. 23 - Clausola finale.

 

Il  presente  accordo potrà costituire oggetto di disdetta ad opera  delle parti firmatarie, previo preavviso pari a 4 mesi.      

 

 

Allegato C - REGOLAMENTO ELETTORALE PER I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

 

AVVERTENZA

 

Le  parti  si  danno  reciprocamente atto che la titolazione  dei  singoli articoli risponde soltanto all'esigenza di migliorare la consultazione del testo   contrattuale.  I  titoli,  pertanto,  non  sono  esaustivi   della indicazione  dei contenuti dei singoli articoli e quindi, in  quanto  tali non costituiscono elemento d'interpretazione della norma.

 

NORME PER L'APPLICAZIONE DEL D.lgs. n. 626/94 PROTOCOLLO SINDACALE PER L'ATTUAZIONE DEL DISPOSTO DEL D.lgs. n. 626/94

 

Titolo I - AZIENDE SINO A 15 DIPENDENTI

 

Art. 1 - Sfera di applicazione.

 

L'individuazione del RLS avverrà mediante elezione tra tutti i  dipendenti della  azienda  durante una assemblea appositamente convocata  con  questo esclusivo argomento all'ordine del giorno.

 

Art. 2 - Elezioni del RLS.

 

Il   RLS  è  eletto  con  il  sistema  del  voto  uninominale  per   liste contrapposte.

Godono  del  diritto  al  voto  tutti i lavoratori  indipendentemente  dal contratto   di   lavoro   ad  essi  applicato  -  a   tempo   determinato, indeterminato, formazione lavoro.

Sono  eleggibili  solo  i  dipendenti  con  rapporto  di  lavoro  a  tempo indeterminato.

 

Art. 3 - Durata del mandato.

 

Il mandato di RLS ha durata triennale con possibilità di rielezioni.

 

Art. 4 - Formazione RLS.

 

Per la formazione degli RLS nelle aziende sino a 15 dipendenti valgono  le norme di cui al successivo Titolo III.

 

Art. 5 - Permessi retribuiti per la formazione.

 

Per  la  formazione  basica il RLS avrà a disposizione  50  ore  annue  di permesso retribuito.

Nel  caso di successive rielezioni il RLS non potrà usufruire del presente articolo.

 

Art. 6 - Permessi retribuiti per l'espletamento delle funzioni RLS.

 

Le  aziende  metteranno a disposizione del RLS 50 ore  annue  di  permessi retribuiti.

Considerate  le  caratteristiche dimensionali  delle  aziende  di  cui  al presente titolo l'utilizzo dei permessi retribuiti dovrà essere comunicato con almeno 3 giorni di preavviso.

 

Art. 7 Rappresentate del Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST).

 

È  prevista la facoltà per i dipendenti da aziende sino a 15 lavoratori di demandare  le funzioni del RLS ad un dirigente sindacale con  funzioni  di RLST,  che  svolgerà  le medesime attribuzioni di legge  del  RLS  per  un insieme di aziende ricomprese in uno specifico territorio.

 

Art. 8 - Applicazione D.lgs. n. 626/94.

 

Il  RLST  è  espressione dell'Organismo Paritetico (OP) per l'applicazione del D.lgs. n. 626/94 per i CCNL sottoscritti da CONFTERZIARIO.

Accedono all'OP le OO.SS. stipulanti i diversi  CCNL e sottoscrittrici del presente protocollo.

 

Art. 9 - Dimensioni del territorio.

 

L'OP  designerà  ogni RLST in ragione o del rapporto  1  RLST  ogni  2.000 addetti e/o 1 RLST sino ad un massimo di 250 imprese.

 

Art. 10 - Durata del mandato.

 

La  durata  del  mandato  di nomina degli RLST  avrà  base  triennale  con possibilità di successive nuove designazioni.

 

Art. 11 - Clausola estensiva.

 

È  concessa  alle aziende sino a 30 dipendenti, o ad unità  produttive  di pari  grandezza, la facoltà di ricorrere alla designazione  del  RLST  per l'applicazione dei disposti di legge.

Le  aziende  o  U.P.  che  ricorreranno  alla  presente  opzione  dovranno associarsi all'OP.

 

Titolo II - ORGANISMO PARITETICO

 

Art. 12 - Costituzione.

 

L'OP  per l'applicazione del D.lgs. n. 626/94 nelle aziende che applichino i CCNL promossi da CONFTERZIARIO è costituito pariteticamente dalle OO.SS. firmatarie e da CONFTERZIARIO.

 

Art. 13 - Territorialità.

 

L'OP si articola su due livelli : nazionale e territoriale.

Il livello territoriale corrisponderà a quello regionale.

 

Art. 14 - Funzionamento OP.

 

Il  funzionamento dell'OP è garantito da una quota associativa  pari  allo 0,1% della retribuzione a carico dei lavoratori e delle aziende sino a  15 dipendenti.  L'incarico di esattore delle quote sarà  demandato,  mediante convenzione, ad un Ente di diritto pubblico.

 

Art. 15 - Retribuzione RLST.

 

L'OP  provvederà alla retribuzione degli RLST con l'esclusione degli oneri previdenziali ai sensi dell'art. 30, legge n. 300/70.

 

Art. 16 - Notifica nominativi

 

RLST L'OP  provvederà a notificare i nominativi degli RLST a tutte  le  aziende interessate,   alle   Associazioni  datoriali   e   all'UPLMO   competente territorialmente, unitamente con l'attribuzione agli RLST di un  documento di riconoscimento.

 

Titolo III - AZIENDE CON PIÙ DI 15 DIPENDENTI

 

Art. 17 - Sfera di applicazione.

 

Per   le   aziende  e/o  unità  produttive  con  più  di   15   dipendenti l'individuazione del RLS avverrà mediante elezione tra tutti i  lavoratori occupati presso la stessa unità produttiva.

 

Art. 18 - Numero degli RLS.

 

Il numero degli RLS da eleggere sarà di:

- aziende  da  16 a  200 dipendenti 1 RLS - aziende  da 201 a  500 dipendenti 3 RLS - aziende con più di 500 dipendenti 6 RLS

 

Art. 19 - Monte ore per RLS.

 

Per  l'espletamento  delle proprie mansioni è previsto  l'utilizzo  di  un monte ore retribuito pari a:

- aziende  da  16  a 100 dipendenti 100 ore annue per RLS - aziende con più di 100 dipendenti 144 ore annue per RLS

 

Art. 20 - Garanzie per gli RLST.

 

Ai  RLST  si  applicano le garanzie previste dalla legge n. 300/70  per  i dirigenti di RSA.

 

Art. 21 - Modalità di elezione.

 

Per l'elezione del RLS valgono le norme pattuite per l'elezione delle RSU, di cui all'accordo interconfederale.

 

Titolo IV - FORMAZIONE DEGLI RLS/RLST

 

Art. 22 - Formazione RLS/RLST.

 

La formazione degli RLS/RLST verterà su argomenti individuati dall'OP.

È  prevista  la facoltà per le aziende di integrare le materie individuate dall'OP  con  specifiche  conoscenze  direttamente  rispondenti  al  ciclo produttivo dell'azienda medesima.

 

Art. 23 - RLST.

 

La  formazione  del  RLST sarà effettuata in via esclusiva  dall'OP  anche mediante l'utilizzazione di appositi Enti o Istituti di formazione.

Solo  il  raggiungimento  dei previsti livelli formativi  consentirà  alle OO.SS. di designare a RLST i propri dirigenti indicati.

 

Art. 24 - RLS.

 

La  formazione  degli  RLS eletti potrà avvenire o  presso  l'OP,  con  le modalità  di cui all'art. 25, o presso l'azienda stessa. Le materie  e  la ripartizione  della  formazione non potranno in ogni  caso  differire  dal modello  previsto  dall'OP  salvo che per integrazioni  formative  di  cui all'art. 22.

 

Art. 25 - Permessi per la formazione.

 

Le  aziende  metteranno  a disposizione degli RLS al  momento  della  loro elezione 100 ore annue per la formazione basica.

Qualora allo scadere del proprio mandato il RLS risultasse rieletto non si avrà erogazione del monte ore per la prima nomina.

 

Titolo V - PERCORSO FORMATIVO

 

Art. 26 - Materie formative.

 

La  formazione,  fermi restando i naturali mutamenti ed aggiornamenti  che dovessero  rendersi  necessari, sarà suddivisa in  tre  aree  conoscitive: normativa  di  legge;  normative contrattuali; nozioni  di  comunicazione, gestione d'impresa e valutazione del rischio.

 

Art. 27 - Criteri valutativi.

 

L'OP  elaborerà  sulle  materie  di  cui  al  precedente  articolo  metodi formativi  e  valutativi tali da garantire l'uniformità  di  giudizio  sui livelli di apprendimento raggiunto dagli RLS/RLST.

 

Art. 28 - Riconoscimento RLS.

 

Qualora  un  lavoratore eletto RLS, successivamente al percorso formativo, non  raggiungesse gli standard conoscitivi minimi, l'azienda potrà erogare al RLS un ulteriore monte ore formativo.

Le  ore  formative  concesse in surplus saranno poste per  metà  a  carico diretto  dell'azienda per l'altra metà sottratte al monte ore di cui  agli artt. 6 e 18.

 

Titolo VI- ATTRIBUZIONI DEI RLS/RLST

 

Art. 29 - Accesso ai luoghi di lavoro.

 

I  RLS/RLST  avranno diritto di accesso ai luoghi di lavoro  con  semplice informazione  preventiva alla Direzione aziendale,  da  comunicarsi  anche all'OP nel caso di RLST.

Unici  limiti al diritto di accesso ai luoghi di lavoro saranno quelli  di legge.  L'azienda  potrà richiedere la presenza obbligatoria  del  proprio titolare e/o responsabile del servizio di prevenzione e protezione o di un proprio incaricato di fiducia.

 

Art. 30 - Modalità di consultazione.

 

Per  i  diritti  di  informazione previsti dal D.lgs. n. 626/94  l'azienda provvederà a consultare il/i RLS/RLST in un apposito incontro convocato  - con  indicazione  specifica degli argomenti da trattare  -  con  almeno  2 giorni di preavviso.

Nel  verbale  della riunione dovranno risultare le osservazioni  che  il/i RLS/RLST porteranno alle comunicazioni aziendali.

Il  verbale, indipendentemente dalla approvazione della materia presentata in informativa, dovrà essere firmato congiuntamente dall'azienda, mediante un suo delegato, e dal/i RLS/RLST.

 

Art. 31 - Informazione.

 

Il  diritto di informazione potrà essere esercitato dal RLS/RLST su  tutta la materia concernente la valutazione del rischio in azienda.

La  documentazione  inerente le assicurazioni sociali obbligatorie  potrà, altresì,  essere consultata, fatto salvo il diritto alla riservatezza  dei lavoratori.

 

Art. 32 - Documentazione aziendale.

 

Nell'espletamento  del  diritto all'informazione  il  RLS/RLST  non  potrà asportare nessun documento di provenienza aziendale per il quale l'azienda dichiari, con propria responsabilità, la riservatezza.

È  fatto, comunque, esplicito divieto al RLS/RLST di comunicare ad esterni conoscenze  o  dati  tecnici  sulla  organizzazione  del  lavoro  e  sulle metodologie  produttive ad esso venuti a conoscenza nell'espletamento  del proprio mandato.

 

Art. 33 - Norme di salvaguardia ed estensive.

 

La contrattazione collettiva o aziendale potrà modificare la fruizione dei diritti  di  informazione per meglio aderire alle  esigenze  di  tutela  e prevenzione.

 

Titolo VII - NORME TRANSITORIE E FINALI

 

Art. 34 - Sostituzione RLS.

 

In  caso  di  decadenza,  per qualsiasi motivo, dall'incarico  di  RLS  si procederà all'immediata sostituzione con le modalità di cui agli artt.  34 e 35.

 

Art. 35 - Aziende sino a 200 dipendenti.

 

Nelle  previsioni  di  cui  all'art. 29  si  convocherà  un'assemblea  per effettuare nuove elezioni.

 

Art. 36 - Aziende con più di 200 dipendenti.

 

In  caso  di  dimissioni  di  1  o più componenti  la  rappresentanza  dei lavoratori per la sicurezza si procederà con la nomina in sostituzione del primo dei non eletti.

Agli RLS subentrati si applica il disposto dell'art. 25.

 

Art. 37 - Sostituzione RLST.

 

L'OP  potrà  in qualsiasi momento effettuare sostituzioni e/o integrazioni degli  RLST  nominati. Per ogni sostituzione e/o modifica l'OP seguirà  la procedura di cui all'art. 16.

 

Art. 38 - Clausola di salvaguardia.

 

Gli  RLST  sostituiti  resteranno  a carico  delle  O.S.  di  appartenenza mediante utilizzo dell'art. 30, legge n. 300/70, con retribuzione  a  cura dell'OP sino alla scadenza dell'anno solare.

Dal 1o gennaio successivo o riprenderanno servizio presso l'azienda in cui sono  occupati  o  resteranno a totale onere e carico della  O.S.  che  ne richiede l'aspettativa sindacale non retribuita.

 

Art. 39 - Decorrenza e durata.

 

Il presente accordo entrerà in vigore 30 giorni dopo la firma per la parte normativa  e  90  giorni dopo la firma per l'attivazione  dell'OP  con  il collegato Fondo.

Il  presente  accordo  potrà essere disdetto in  qualsiasi  momento  e  da qualsiasi  sottoscrittore  con 180 giorni di  preavviso  mediante  lettera raccomandata a/r a tutte le parti sottoscrittrici.

 

 

Allegato D - ENTE BILATERALE INTERCONFEDERALE CONFTERZIARIO - CIU - CONFLAVORATORI    STATUTO

 

Titolo I - COSTITUZIONE, SCOPI

 

Art. 1 - Costituzione.

 

È  costituito  in  Roma  l'Ente  Bilaterale Interconfederale  (di  seguito l'Ente)  tra  la  Confederazione Nazionale del Terziario e  della  Piccola Impresa (di seguito CONFTERZIARIO), la Confederazione Italiana UNIONQUADRI (di   seguito  CIU)  e  la  Confederazione  dei  Lavoratori  (di   seguito CONFLAVORATORI) per il conseguimento degli obiettivi di cui al  successivo art. 3 del presente Statuto sociale.

 

Art. 2 - Sede legale.

 

La sede legale dell'Ente è fissata presso la sede legale di CONFTERZIARIO. La  eventuale  modifica della sede legale non darà adito  a  modifica  del presente  Statuto  ma a semplice trascrizione sui registri  sociali  della nuova ubicazione.

 

Art. 3 - Scopi sociali.

 

Lo  scopo  sociale  dell'Ente  è  la  promozione,  in  favore  degli  Enti bilaterali contrattuali sottoscritti tra le Organizzazioni di cui all'art. 1 del presente Statuto, delle sotto elencate azioni positive:

(a) analisi  e  studio delle dinamiche  normative e contrattuali nel mondo     del lavoro; (b) analisi ed attività di proposizione sugli orientamenti nel mercato del     lavoro a livello comunitario; (c) studio delle dinamiche del mercato del lavoro; (d) attività  di  formazione  per  il  primo  inserimento  nel mercato del     lavoro; (e) attività di formazione continua; (f) attività di outplacement e riqualificazione  dei  lavoratori  comunque     espulsi dal mondo del lavoro; (g) attivazione degli strumenti previsti dal D.lgs. n. 276/03; (h) attività di aggiornamento per le imprese; (i) attività  di studio e ricerca anche mediante la promozione di apposite     borse di studio; (j) attività di studio su specifici argomenti che interessino il mondo del     lavoro e quello dell'impresa; (k) gestione  di  appositi  gruppi  di lavoro (task force) per attività di     studio  e  ricerca tesa a fornire strumenti di analisi in favore degli     Enti  bilaterali  contrattuali  promossi  dai  CCNL  sottoscritti alla     Associazioni di cui all'art. 1.

 

Art. 4 - Modifica degli scopi sociali.

 

I  Soci  dell'Ente potranno deliberare modifiche agli scopi sociali  senza modificare il presente Statuto ma solo riportando la delibera nel registro dei verbali del Consiglio d'Amministrazione (CdA).

La  modifica degli scopi sociali richiede una votazione all'unanimità  del CdA stesso, convocato con questa sola deliberazione all'ordine del giorno.

 

Art. 5 - Soci.

 

Sono  soci  dell'Ente  Bilaterale Interconfederale CONFTERZARIO  -  CIU  - CONFLAVORATORI  tutti gli Enti bilaterali contrattuali promossi  dai  CCNL sottoscritti congiuntamente dalle associazioni di cui all'art. 1.

 

Titolo II - CARICHE SOCIALI

 

Art. 6 - Presidente.

 

Il  presidente è il legale rappresentante dell'Ente, è eletto dal CdA  con votazione segreta ed all'unanimità, dura in carica 2 anni non rinnovabili.

Compete  al  Presidente  la convocazione del CdA, la  direzione  dei  suoi lavori   e   la   attività  di  indirizzo  e  coordinamento  dell'attività istituzionale dell'Ente.

Il  compenso del Presidente è stabilito dal CdA nella misura non inferiore a 4 volte il compenso dei componenti del CdA stesso.

 

Art. 7 - Consiglio di Amministrazione.

 

Il  CdA  coadiuva  il presidente nell'attività di indirizzo  e  promozione dell'Ente, è presieduto da questi e si riunisce almeno 4 volte l'anno.

Le riunioni del CdA avvengono mediante convocazione scritta effettuata dal Presidente almeno 15 giorni prima della data stabilita.

Delle  4 convocazioni minime del CdA, la prima da effettuarsi entro e  non oltre   il   28   di  febbraio  di  ciascun  anno  deve  essere   dedicata all'approvazione del bilancio consuntivo dell'anno precedente.

I componenti del Consiglio sono 12, nominati 6 da  CONFTERZIARIO, 3 da CIU e 3 da CONFLAVORATORI.

 

Art. 8 - Direttore generale.

 

Il  Direttore  coadiuva il Presidente e il CdA nel disbrigo  dell'attività statutaria.

Presiede il Comitato scientifico e le Task force.

Garantisce la continuità operativa della struttura.

I compensi per il Direttore generale sono fissati dal CdA.

 

Art. 9 - Comitato scientifico.

 

Il CdA, su proposta del Presidente, potrà attivare il Comitato scientifico dell'Ente,  al  fine  di  garantire i  più  alti  livelli  di  dottrina  e professionalità per i progetti intrapresi.

I compensi per i componenti il Comitato scientifico sono fissati dal CdA.

 

Art. 10 -  Sindaci.

 

Compete al Collegio dei Sindaci, composto da 3 componenti effettivi e da 2 supplenti, la verifica delle carte di bilancio dell'Ente.

La  verifica  del bilancio annuale deve avvenire entro il  31  gennaio  di ciascun  anno  al  fine di consentire la convocazione del  CdA  così  come previsto ai sensi dell'art. 8, comma 3 del presente Statuto.

La nomina a Sindaco è deliberata dal CdA e dura 4 anni non rinnovabili.

Il Presidente dei Sindaci, eletto tra i 3 componenti  effettivi, non potrà appartenere alla stessa Associazione che esprime il Presidente dell'Ente.

La nomina del Presidente dei Sindaci viene effettuata contestualmente alla nomina dell'intero Collegio.

Il compenso dei Sindaci è fissato dal CdA.

 

Titolo III -  FINANZIAMENTO

 

Art. 11 - Finanziamento ordinario.

 

Il  funzionamento ordinario dell'ente è garantito dalla quota  annuale  di associazione deliberata per l'anno successivo nell'ultima convocazione del CdA di ogni anno.

Il  finanziamento ordinario deve coprire integralmente tutte  le  seguenti spese:

(a) spese  di  locazione e utenze direttamente riconducibili alla attività     dell'Ente; (b) spese per l'attività ordinaria degli Organi sociali; (c) spese  connesse  con le retribuzioni di eventuale personale dipendente     dell'Ente.

 

Art. 12 - Finanziamento straordinario.

 

L'esecuzione di attività di ricerca, studio o  analisi di cui  all'art.  3 dello Statuto, in favore degli Enti bilaterali contrattuali, comporterà la contabilizzazione quale finanziamento straordinario dei costi pattuiti per i suddetti studi.

 

Art. 13 - Patrimonio dell'Ente.

 

Costituisce  patrimonio  dell'Ente: l'ammontare in  conto  capitale  delle quote  di finanziamento ordinario e, se deliberato, straordinario oltre  a tutti  i beni materiali entrati in possesso dell'Ente nel corso della  sua attività.

A  cura  del Presidente andrà tenuto apposito registro di tutti i beni  di appartenenza dell'Ente, tale registro sarà vidimato dai sindaci in sede di analisi del bilancio e da loro certificato.

 

Art. 14 - Finanziamenti pubblici.

 

Gli  eventuali  finanziamenti  pubblici connessi  con  specifici  progetti andranno  rendicontati in appositi bilanci e non confluiranno nel bilancio dell'Ente se non per le eventuali parti di competenza.

 

Art. 15 - Oneri per le cariche sociali.

 

Gli  oneri  per  le  prestazioni del Presidente, del  CdA  e  dei  Sindaci andranno  deliberati per importi che trovino certa copertura nel  bilancio di previsione di ciascun anno.

Il  bilancio  di  previsione  è  dato  dalla  determinazione  delle  quota associativa ordinaria moltiplicata per il numero dei soci.

È  fatto  espresso  divieto di prevedere in sede di  determinazione  delle disponibilità ogni e qualsiasi entrata diversa da quella di  cui  all'art. 8.

 

Art. 16 - Oneri per il Comitato scientifico.

 

Gli  oneri  per  le prestazioni professionali di consulenti e  ricercatori andranno  deliberati per importi che trovino certa copertura nel  bilancio di previsione di ciascun anno.

Il  bilancio  di  previsione  è  dato  dalla  determinazione  delle  quota associativa ordinaria moltiplicata per il numero dei soci.

È  fatto  espresso  divieto di prevedere in sede di  determinazione  delle disponibilità ogni e qualsiasi entrata diversa da quella di  cui  all'art. 8.

 

Art. 17 - Bilancio sociale.

 

Il  bilancio sociale inizia il 1o gennaio di ciascun anno e termina il  31 dicembre dello stesso.

 

Titolo IV - DURATA, SCIOGLIMENTO E RIMANDI

 

Art. 18 - Durata dell'Ente.

 

La durata dell'Ente è illimitata.

 

Art. 19 - Scioglimento dell'Ente.

 

Il  CdA  potrà  deliberare con la maggioranza dei due terzi  la  messa  in liquidazione  dell'Ente  con apposita riunione  indetta  con  questo  solo argomento all'ordine del giorno.

Dopo la deliberazione della messa in liquidazione dell'Ente andrà nominato dal  CdA  prima delle sua decadenza un liquidatore che entro 6 mesi  dovrà terminare la chiusura dell'Ente.

 

Art. 20 - Destinazione del patrimonio dell'Ente.

 

Il  patrimonio dell'Ente di cui all'art. 13 sarà dal liquidatore  versato, una  volta  terminate  tutte le operazioni di chiusura  delle  partite  in sospeso,  alla Croce Rossa italiana.

 

Art. 21 - Modifica dello Statuto.

 

Le modifiche del presente Statuto saranno deliberate all'unanimità dal CdA riunito  con  specifica  ed  esclusiva  convocazione  e  dovranno   essere riportate  oltre che sul registro dei verbali del Consiglio  stesso  anche nella versione originale vidimata da un notaio.

 

Art. 22 - Rimando alla normativa vigente.

 

Per  tutto  quanto  non  previsto dal presente  Statuto  si  rimanda  alla normativa vigente.

 

 

Allegato E - ACCORDO ATTUATTIVO PER L'APPRENDISTATO

 

(da definirsi tra le Parti)

 

 

Allegato F - MODULISTICA E FACSIMILE CEDOLINO PAGA

 

(da definirsi tra le Parti)

 

 



ACCORDO DI RINNOVO DEL 25/11/2008

TERZIARIO (Conflavoratori / Confterziario)

 

Accordo di rinnovo 25/11/2008

per i dipendenti da aziende del commercio, dei servizi e del terziario

Decorrenza: 01/12/2008

Scadenza normativa: 31/08/2012 

Scadenza economica: 31/08/2010 

 

Verbale di stipula

 

Ai sensi dell'articolo 228 del presente CCNL le Parti sottoelencate rinnovano la parte normativa ed economica del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL LAVORO PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL COMMERCIO, DEI SERVIZI E DEL TERZIARIO.

Addì, venticinque del mese di Novembre dell'anno duemilaotto in Roma le sottoindicate organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori si sono incontrate per sottoscrivere il presente testo di accordo per il rinnovo normativo ed economico e per il recepimento delle indicazione promosse dall'Ente Bilaterale Nazionale del Terziario (ECST).

All'atto della stipula sono presenti:

- Confterziario - Confederazione Nazionale del Terziario e della Piccola Impresa

E

- Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali - di seguito CIU,

E

- Confederazione dei Lavoratori, di seguito CONFLavoratori,

 

 

Art. 44 - Indennità di funzione

 

A decorrere dalla data di attribuzione della categoria di Quadro, l'azienda corrisponderà mensilmente ai lavoratori interessati un'indennità di funzione pari a € 200,00 (duecento/00 euro) lordi per 14 mensilità. Per ciò che attiene al secondo livello, le parti firmatarie del presente accordo si impegneranno a perseguire l'obiettivo di caratterizzarlo per i seguenti aspetti:

- valutazione delle prestazioni in relazione al conseguimento di obiettivi prefissati, concordati e correlati alle funzioni assegnate;

- verifica periodica delle potenzialità professionali per una migliore utilizzazione;

- definizione e revisione periodica di bilanci di carriera;

- verifica periodica di qualità, quantità e tempestività dei flussi informativi;

- modalità d'esercizio della formazione continua;

- incentivazione della mobilità professionale e di carriera

 

 

Art. 56

 

ABROGATO

 

 

Art. 57

 

ABROGATO

 

 

Art. 58

 

ABROGATO

 

 

Art. 60

 

 ABROGATO

 

 

Art. 93 - Aumenti per anzianità

 

L'anzianità di servizio decorre dalla data di assunzione, quali che siano le mansioni svolte.

Gli importi dovuti dagli scatti di anzianità saranno pagati dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione del biennio.

Gli aumenti periodici sono pari a quelli riportati nella tabella seguente:

 

 

Livello

Importo

Quadri

€ 31,50

1o livello

€ 29,40

2o livello

€ 26,25

3o livello

€ 24,15

4o livello

€ 22,05

5o livello

€ 21,00

6o livello

€ 19,95

7o livello

€ 17,85

 

 

Art. 125 - Paghe contrattuali

 

Con decorrenza dal primo giorno di applicazione del presente contratto collettivo nazionale di lavoro le paghe basi conglobate sono le seguenti:

 

 

Livello

Paga Base Contrattuale

Paga Base Contrattuale

Paga Base Contrattuale

Al 30/11/2008

al 01/12/2008

Al 01/09/2009

Quadri

€ 1.854,25 *

€ 1.928,45**

€ 1.984,05**

I

€ 1.725,70

€ 1.794,73

€1.846,50

II

€ 1.563,95

€1.626,51

€1.673,43

III

€ 1.413,48

€1.470,54

€1.512,00

IV

€ 1.296,15

€1.348,00

€1.386,88

V

 € 1.223,31

€1.272,24

€1.308,94

VI

 € 1.153,68

€1.199,83

€1.234,44

VII

 € 1.065,84

€ 1.108,47

€1.140,45

 

 

* Indennità Funzione Quadro pari a € 160,00.

** Indennità Funzione Quadro pari a €200,00.

 

 

Art. NUOVO - Una Tantum

 

Recupero della vacanza contrattuale dall'01/09/2008 al 30/11/2008 le aziende pagheranno ai lavoratori in forza antecedentemente alla data 31/08/2008 i seguenti importi di indennità di vacanza contrattuale.

Gli importi andranno pagati unitamente alla retribuzione del mese di gennaio 2009.

 

 

Livello

Importo

Quadri

€ 222,51 + €120,00*

1o livello

€ 207,09

2o livello

€ 187,68

3o livello

€ 169,68

4o livello

€ 155,55

5o livello

€ 146,79

6o livello

€ 138,45

7o livello

€ 127,89

 

Nota: recupero ratei indennità quadro

 

 

Art. 194 - COVELCO

Al fine di garantire il funzionamento di quanto previsto nel presente CCNL è attivata una trattenuta pari allo 1.2% della retribuzione a carico dei soli datori di lavoro.

L'attivazione del presente articolo avviene, ai sensi della Legge n.3 11/73, mediante la convenzione con l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Le indicazioni per il versamento delle quote sono riportate in allegato.

 

 

Art. 196 - Finanziamento dell'Ente Bilaterale

 

Il finanziamento dell'Ente Bilaterale avverrà tramite contribuzione (0,30%) calcolata sull'imponibile previdenziale del monte dei salari, di cui una parte a carico delle aziende (0,20%) ed una parte a carico dei lavoratori (0,10%).

La suddetta quota è parte integrante dei costi connessi con l'applicazione del presente contratto collettivo nazionale di lavoro, conseguentemente l'azienda che ometta il versamento delle suddette quote è tenuta a corrispondere al lavoratore un Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) d'importo pari allo 0,20% della retribuzione lorda. Tale elemento andrà denominato all'interno della busta paga con la seguente dicitura: "mancata adesione all'Ente Bilaterale del contratto".

Del mancato pagamento delle quote ENTE BILATERALE NAZIONALE PER IL TERZIARIO

- ECST l'Azienda dovrà dare comunicazione con raccomandata rr al CST competente.

L'Ente Bilaterale Nazionale non persegue fini di lucro e ha lo scopo di promuovere la costituzione degli enti bilaterali regionali e provinciali specialmente nelle aree maggiormente rappresentative.

 

 

Art. 206 - Paga base

 

La retribuzione degli operatori di vendita è quella riportata nella seguente tabella:

 

 

Qualifica

Retribuzione

Retribuzione

Retribuzione

Al 30/11/2008

Al 01/12/2008

Al 01/09/2009

I Livello

€ 1.250,00

€ 1.375,00

€ 1.437,50

II Livello

€ 1.100,00

€ 1.210,00

€ 1.265,00

 

 

TITOLO NUOVO - Assistenza Sanitaria Integrativa

 

Art. NUOVO/1 - Adesione all'Ente Assistenza Sanitaria Integrativa

 

Al fine di garantire un maggiore livello di tutela dei lavoratori inquadrati nel presente contratto collettivo, le Parti contraenti stabiliscono che i lavoratori saranno iscritti al Fondo Ente di Assistenza Sanitaria Integrativa, in sigla Fondo EASI.

L'Ente fornirà, secondo le disposizioni dello Statuto e del Regolamento - che diverranno allegati del presente CCNL, prestazioni sanitarie integrative per tutti i dipendenti, inclusi gli apprendisti, con contratto a tempo indeterminato o determinato con durata superiore a 12 mesi.

 

 

Art. NUOVO/2 - Iscrizione

 

Le aziende applicanti il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro iscriveranno tutti i dipendenti entro il mese successivo alla assunzione.

 

NOTA A VERBALE

Per i dipendenti già in forza alla data del 01/12/2008 la data di iscrizione è fissata entro il termine massimo del 31 marzo 2009, con decorrenza dell'iscrizione al 01/04/2009.

 

 

Art. NUOVO/3 - Quota Associativa una tantum

 

Al momento dell'iscrizione del lavoratore al Fondo EASI, l'azienda verserà, secondo le modalità previste dallo Statuto e dal Regolamento del Fondo, la somma una tantum di euro 40.00 (quaranta/00).

Detto importo è ad esclusivo carico del datore di lavoro.

 

 

Art.NUOVO/4 - Quota associativa

 

La quota associativa annuale per ogni dipendente a tempo indeterminato o determinato con durata superiore a 12mesi è pari a Euro 180.00 (CENTOTTANTA/00) suddivisi in 12 rate mensili da euro 15.00 (QUINDICI/00).

La quota sarà integralmente a carico dei datori di lavoro.

Il versamento andrà effettuato, secondo le modalità stabilite dallo Statuto e dal Regolamento di EASI.

 

 

Art. NUOVO/5 - Quota associativa Quadri

 

La quota associativa annuale per ogni quadro a tempo indeterminato o determinato con durata superiore a 12mesi è pari a Euro 360.00 (TRECENTOSESSANTA/00) suddivisi in 12 rate mensili da euro 30.00 (TRENTA/00).

La quota sarà integralmente a carico dei datori di lavoro.

Il versamento andrà effettuato, secondo le modalità stabilite dallo Statuto e dal Regolamento di EASI.

 

NOTA A VERBALE

Per i dipendenti già in forza alla data del 30/11/2008 la prima rata sarà quella di aprile 2009.

 

 

Art. NUOVO/6 - Rinuncia del lavoratore

 

Il lavoratore potrà rinunciare per iscritto alla iscrizione al Fondo EASI non vedendosi trattenuta la propria quota.

Al lavoratore che eserciterà il suo diritto di rinuncia, il datore di lavoro corrisponderà come INDENNITÀ DI MANCATA ADESIONE AL FONDO EASI la quota di 15.00 € per dodici rate.

La rinuncia del lavoratore và comunicata al momento dell'accettazione dell'offerta di lavoro.

Per i lavoratori già in servizio la rinuncia andrà fatta entro il termine del 28/02/2009.

LA comunicazione della rinuncia và effettuata su apposito modulo scaricabile dal sito di Fondo EASI ( www. fondoeasi.it ).

 

 

Art. 228 - Decorrenza e durata

 

Il presente contratto decorre dal 1o dicembre 2008 e avrà scadenza il 31 agosto 2012 per la parte normativa ed il 31 agosto 2010 per la parte economica, fatte salve, eventuali, specifiche scadenze contrattualmente stabilite.

Esso si intenderà successivamente rinnovato di anno in anno qualora non venga disdetto 3 mesi prima della scadenza con lettera raccomandata.

In caso di disdetta il presente contratto resterà in vigore sino a che non sarà sostituito dal nuovo contratto nazionale che avrà comunque validità dal giorno successivo.

 

 

Allegati al contratto collettivo

 

a) Minimi Tabellari

b) Regolamento RSU

c) Regolamento 626/94

d) Statuto Ente Bilaterale

e) Accordo attuativo per l'apprendistato

f) Modulistica e fac-simile del cedolino paga

g) Statuto Fondo EASI

h) Regolamento Fondo EASI

 

 

Dati Tabellari - Terziario (Conflavoratori - Confterziario)

Tabella retributiva qualificati decorrenza 01/09/2009

Tabella retributiva apprendisti decorrenza 01/09/2009


TABELLA RETRIBUTIVA QUALIFICATI DECORRENZA 01/09/2009

Livello Paga Base Contingenza Terzo elemento Scatti anzianita' Div HH Div GG
Quadro 1984,05 0 0 32 168 26
1 1846,5 0 0 29 168 26
2 1673,43 0 0 26 168 26
3 1512 0 0 24 168 26
4 1386,88 0 0 22 168 26
5 1308,94 0 0 21 168 26
6 1234,44 0 0 20 168 26
7 1140,45 0 0 18 168 26
Operatoredi vendita 1 1437,5 0 0 0 168 26
Operatoredi vendita 2 1265 0 0 0 168 26



TABELLA RETRIBUTIVA APPRENDISTI DECORRENZA 01/09/2009

Livello Paga Base Contingenza Terzo elemento Scatti anzianita' Div HH Div GG
Appr. 3 - 1° anno 907,2 0 0 0 168 26
Appr. 3 - 2° anno 982,8 0 0 0 168 26
Appr. 3 - 3° anno 1134 0 0 0 168 26
Appr. 3 - 4° anno 1285,2 0 0 0 168 26
Appr. 4 - 1° anno 901,47 0 0 0 168 26
Appr. 4 - 2° anno 970,82 0 0 0 168 26
Appr. 4 - 3° anno 1040,16 0 0 0 168 26
Appr. 4 - 4° anno 1178,85 0 0 0 168 26
Appr. 5 - 1° anno 916,26 0 0 0 168 26
Appr. 5 - 2° anno 1047,15 0 0 0 168 26
Appr. 5 - 3° anno 1112,6 0 0 0 168 26
Appr. 6 - 1° anno 864,11 0 0 0 168 26
Appr. 6 - 2° anno 1049,27 0 0 0 168 26